
Disclaimer: Questa storia è di mia invenzione, non a scopo di lucro.
TITOLO : Always … per sempre….
- Inghilterra 1223 –
La navata della S. James era la stessa, lo sentiva sulla sua pelle.
Sentì sul viso le traboccanti lacrime che lo rigavano e si appoggiò ai sedili che portavano all’altare.
Come avrebbe voluto vedere ancora la luce immensa che le sfiorava il viso mentre guardava le vetrate e tornare indietro nel tempo …
Si toccò gli occhi chiudendoli per il dolore e trattenne a stento quelle lacrime.
Non poteva piangere anche se i ricordi come una folata di vento la fecevano rabbrividire.
Suo padre era vicino a lei, lo sentiva e lo temeva.
Sentiva la pressione delle sue mani sul braccio e l’intimidazione nel suo tocco.
Solo poche ore prima era stata venduta al miglior offerente…
Suo padre un nobile decaduto da quella malaugurata notte, aveva accettato la proposta di matrimonio che avrebbe salvato il suo casato, dandola in moglie al Conte Mongtmomery … O per meglio dire all’unico erede rimasto del casato Montgomery, ritornato da poco in città.
Nessuno ancora lo aveva visto e lei, Lady Sarah, ringraziò il cielo di non poterlo più fare … molti servitori dicevano che avesse il volto sfregiato e che fosse malvagio.
A quel pensiero tremò ancor di più e si bloccò a metà strada.
Suo padre le strinse il braccio e impaurita si lasciò sfuggire un singhiozzo .
Improvvisamente il sorriso dell’unica persona che avesse mai amato apparve nella sua mente.
James … il suo sorriso caldo e i suoi occhi dolci …
Un altro penoso ricordo l’avvolse e il tintinnio delle sue lacrime le sembrò sempre più forte nel silenzio della chiesa .
“ Era cresciuta nel palazzo di suo padre credendo di essere felice … sentiva di esserlo, ignara dei progetti che tutti avevano su di lei … aveva conosciuto James nei boschi mentre era a cavallo … dapprima lo aveva creduto un servo borioso e impertinente, ma poi giorno dopo giorno se ne era innamorata con tutto il cuore … e si era donata a lui corpo e anima, nel loro rifugio segreto tra le montagne … Non sapeva molto di lui, James parlava molto poco di sé stesso, ma diceva di amarla e di volerla rendere felice per sempre e lei aveva creduto alla favola … Poi un giorno qualcuno li aveva visti e la sua vita era caduta in un baratro … suo padre e l’uomo scelto per essere suo marito, offeso e pieno di rabbia avevano messo fine a quell’amore… Le avevano svelato che colui che amava era solo un cacciatore di dote che l’aveva profanata … lei non aveva creduto a nulla … aveva sperato nel loro amore … Poi una notte, aveva ricevuto un suo messaggio, si sarebbero incontrati per scappare insieme… lontano da tutti ! Era andata all’appuntamento piena di speranza e aveva visto con i suoi occhi, James, con una sua serva … giacevano nel loro letto di paglia , nel loro nido d’amore … Le si era spezzato il cuore all’istante, ma quella punizione per suo padre non era stata abbastanza … L ’aveva seguita e dopo averla messa di fonte a James insultandola e ripudiandola come figlia, l’aveva costretta a guardare mentre lui veniva frustato e torturato per ore … Infine molto dopo l’aveva costretta a guardare anche mentre appiccava il fuoco che lo avrebbe ucciso… Quello era stato l’ultimo istante che aveva visto… mentre le fiamme ardevano, anche se James l’aveva tradita non poteva lasciarlo morire nell’incendio… si era liberata ed era corsa per cercare di salvarlo, ma tutto ciò che aveva ottenuto era stata la sua cecità e la morte dell’unico uomo che avesse mai amato! Da allora anche il suo cuore era morto con lui !”
E adesso ringraziava il cielo di non poter vedere ciò che il destino le stava riservando.
Venduta e umiliata stava per sposarsi con l’unico uomo che l’aveva chiesta in moglie dopo che tutta Londra aveva saputo la sua storia … Per anni era stata costretta a nascondersi dai mormorii della gente e dalla crudeltà di suo padre e adesso quella era la sua ennesima punizione.
Sentì la pressione della sue dita sul braccio e poi la sua voce:
Rabbrividendo avanzò piano e quando arrivò all’altare sentì la presenza di colui che sarebbe divenuto suo marito.
Sentì la sua mano scostarle il velo dal viso e il prete cominciare a parlare.
Accadde tutto molto lentamente, una tortura immensa … che era solo all’inizio …
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Era notte fonda …
Sentì l’ultima carrozza correre sul selciato mentre un tuono squarciava il cielo.
Cominciando a tremare come una foglia sentì la pioggia sbattere contro i vetri vicini.
La cameriera le pettinò i capelli e poi la porta che si apriva e si chiudeva le fece capire che suo marito era venuto a prendere ciò che suo padre aveva venduto.
La cameriera si dileguò all’istante … Sarah non osò muoversi ma sentì lui che si muoveva in sua direzione.
Gli occhi le si riempirono di lacrime e desiderò di essere morta.
La voce di suo marito, roca e priva di sentimento la fece sussultare.
Sentì la sua mano accarezzarle i capelli e si scostò bruscamente facendo cadere in terra qualcosa .
La sua risata le echeggiò in testa e cercò di arretrare.
Con debole voce cercò di ritardare ciò che sapeva sarebbe accaduto, ma i suoi passi l’avvertirono che non c’era nulla che potesse fare per tenerlo lontano.
La sua voce fu totalmente vicina.
Sarah alzò le mani come a proteggersi ma appena lo fece, lui le prese fra le sue.
La sua voce fu come una frustata.
Calde lacrime le rigarono il viso e si sentì sconfitta.
Abbassò la testa e tra le lacrime pregò Dio di poter morire prima che il suo povero cuore fosse costretto a soffrire ancora.
Le mani di suo marito si poggiarono sulla sua vita e risalirono piano al suo viso.
Sentì il suo alito sulla pelle e sentì i pollici asciugarle le lacrime.
Poi sentì la sua bocca … leggera come una farfalla sfiorarle il collo .
La sensazione che provò non fu disgusto come temeva.
Alzò il viso il sua direzione e sentì il suo corpo reagire a quel tocco leggero, come se lo conoscesse.
Imbarazzata e impaurita da quella reazione si voltò dandogli le spalle.
Lo sentì ridere sommessamente e s’irrigidì.
La sua voce vicina all’orecchio fu chiara e limpida.
Sarah sentì il suo corpo aderire a lui e rabbrividì.
Poi senza preavviso, la fece voltare stringendola fra le braccia e la baciò.
Un bacio dapprima vorace e poi pian piano sempre più dolce e cruento allo stesso modo.
Sarah rimase immobile per alcuni secondi, poi sentì le sue braccia stringerla dolcemente e lo lasciò fare.
Il bacio divenne più sicuro, sensuale e febbrile … le mani di suo marito la spogliarono di ciò che le restava in dosso e poi prendendola in braccio la sdraiò sul letto.
La lasciò solo un’ attimo e Sarah capì che si stava spogliando … e che preso sarebbe stata sua ... poi lo sentì nuovamente vicino … sentì il calore del suo corpo e il ricordo di James l’avvolse.
Suo marito non era crudele come aveva pensato che fosse, ma il suo amore perduto le faceva piangere il cuore.
Lui le prese una mano e appoggiandosela sul petto, le disse:
Sarah ritirò la mano piano e lo sentì sospirare, come se fosse deluso.
Poi però alzò la mano verso il suo viso … voleva conoscerlo, voleva sapere chi era l’uomo con cui stava per giacere.
Sfiorò la sua pelle risalendo con calma sul viso e lo toccò piano … gli toccò le labbra e lo sentì ansimare e sospirare ancora … toccò gli occhi e poi sentì sulla guancia un solco che attirò la sua attenzione.
Lui le bloccò la mano e Sarah capì che i servitori avevano detto il vero.
Era sfregiato in viso … ecco perché aveva scelto una sposa cieca!
Ancora più umiliata, ritirò la mano .
Il calore di quel corpo la confondeva, ma voleva sapere.
Sarah si voltò verso di lui anche se non poteva vederlo e sentì il suo respiro vicino al suo viso.
Gli chiese con le lacrime agli occhi.
La sua risposta la ferì.
Suo marito le si avvicinò e a fior di labbra rise e la sua voce divenne crudele;
Sarah sentì la sua mano risalirle le cosce e pietrificata cercò di fermarlo.
Sentì il suo viso vicino e poi un bacio brutale le chiuse la bocca.
Calde lacrime le rigarono ancora una volta il viso.
Lei si bloccò per un secondo, poi fece come lui le diceva e sentì sotto le dita cicatrici lunghe e profonde.
Scudisciate violente gli avevano provocato quei solchi, pensò con tristezza.
Un flashback di James le passò alla mente e si fece indietro coprendosi le orecchie …
Il rumore della pelle strappata via … era ancora vivo e insopportabile in lei.
Suo marito le prese le mani con forza e avvicinandosi con rabbia, le disse:
Ritrovandosi di nuovo sdraiata mentre suo marito le teneva le mani sulla testa e la baciava con forza la paura si impossessò di lei.
Sarah aprì la bocca sconvolta e un sussurrò le uscì .
Lui si allontanò all’istante e Sarah si alzò a fatica tra le lacrime.
Sarah scosse il capo con forza … non poteva essere … lui non poteva essere James … la sua voce … le sue mani … lui non poteva essere l’uomo che aveva amato!
Alzando la testa lo sentì nuovamente vicino.
La sua risata echeggiò fredda e la fece rabbrividire.
Sarah sussurrò il suo nome ferita nell’animo , ma lui non l’ascoltò neppure.
La alzò di peso e portandosela vicino, continuò dicendo:
Ancora incredula e nuda fra le sue braccia, Sarah non riuscì a dire altro.
Le urlò lui con rabbia e per tapparle la bocca la baciò con ferocia.
Sarah cominciò a singhiozzare disperata.
Con uno strattone James la gettò di nuovo sul letto e la coprì con il lenzuolo.
Sarah abbassò il capo mentre le lacrime bagnavano il lenzuolo con quale si copriva.
La sua voce tagliente era come ricevere migliaia di pugnalate.
Alzò il viso in sua direzione e rimase in attesa.
James le andò vicino.
Sarah alzò una mano e gli toccò il viso .
James sembrò bloccarsi come ipnotizzato.
Quel sussurrò pieno di dolore destò in lui qualcosa che Sarah non capì.
Sentì solo di essere rimasta sola perché lui era andato via sbattendo la porta.
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La mattina dopo , lo spostamento delle tende la svegliò.
Subito i ricordi della sera prima le tornarono alla mente e la sua nudità la colpì come un pugno.
La voce di James dura come la notte prima la destò.
Stringendosi addosso il lenzuolo si alzò a fatica … spossata e senza rendersi conto di dove fosse, sentì solo il suo sguardo freddo.
Urtò un comò e poi una sedia e si bloccò.
Non conosceva quella casa e non riusciva a muoversi... la sua cecità quella mattina era ancor più pesante.
Improvvisamente le mani di James la guidarono.
Lui l’aiutò ad entrare nella tinozza per lavarsi e rimase lì fermo a guardarla.
Quando la cameriera entrò a portare la colazione lo sentì armeggiare con le tazze.
Rabbrividì per il freddo e tentò di uscire dall’acqua , ma nel farlo cadde sul tappeto.
Le salirono le lacrime agli occhi , ma non chiese aiuto.
Sapeva che James era fermo a guardarla e questo la feriva ancora di più.
Si alzò da terra e a tentoni riuscì a trovare la sua vestaglia e la indossò.
Si sedette sul letto attendendo.
Non aveva appetito … sentiva solo il peso di ciò che era accaduto.
James l’aveva accusata di essere stata capace di ogni cosa che gli era accaduta …. ma quella non era la realtà.
Ricordò l’ultima scena che aveva visto.
Lui addormentato accanto alla sua serva e le lacrime tornarono a galleggiare nei suoi occhi.
La sua voce era tagliente come una lama.
Sarah si voltò … immaginando il suo viso.
Lui le fu subito vicino e la tirò a sé con forza.
Le chiese quasi con dolore;
Sarah sentì la pressione delle sue dita sui suoi polsi e stanca non rispose.
Quelle parole spezzarono l’ultimo brandello di cuore rimastole in petto.
Sarah abbassò il capo sconfitta.
James allentò la presa e disse ancora:
Con le lacrime che le rigavano il viso Sarah appoggiò il capo contro il suo petto e annuì.
James la fissò per un interminabile attimo e poi abbassò le braccia mentre lei piangeva sul suo petto.
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Lo sentì respirare a fatica.
Le disse con tono accusatorio allontanandosi di scatto e facendola cadere in terra.
Tra i singhiozzi che la scuotevano Sarah alzò il viso in segno di sfida.
Urlò disperata.
James le fu addosso scrollandola .
Sarah rimase senza parole.
Il volto cattivo di suo padre le andò alla mente e allora capì.
Lui aveva fatto in modo che tutto accadesse.
James la scrollò ancora e urlò.
James si allontanò come scioccato ricordando oltre ogni limite tutta la sua sofferenza e la fissò.
Sarah singhiozzò disperata.
Il suo urlo disperato la bloccarono di colpo.
Sarah alzò il viso dilaniato dalla disperazione e lo sentì avvicinarsi piano.
Lo sentì vicino con la voce rotta quasi dal pianto.
Gli urlò ormai senza forze …
Continuò ad urlare toccandogli la cicatrice sul viso.
Poi senza più vita si accasciò in terra.
Sentì le braccia di James sollevarla per deporla sul letto.
Continuò a dire piangendo.
James le toccò il viso e gli occhi bagnati tremando e con la voce piena di pianto, disse:
Sarah si voltò piano.
James le si avvicinò.
Il suo tocco dolce la fece sussultare.
Sarah singhiozzò e accennando un sorriso alzò una mano per toccarlo.
James mise la mano sulla sua e gliela baciò.
Sarah sentì calde lacrime rigargli il viso, lacrime di felicità.
Si avvicinò a lui, e James la strinse a sé.
La baciò con dolcezza e poi le accarezzò il viso e gli occhi.
Gli sussurrò a fior di labbra .
Finalmente l’incubo era finito … erano di nuovo insieme e non importava se non poteva vederlo con gli occhi … perché il suo cuore riusciva a vederlo e sarebbe stato sempre così ....
Fine 26/12/2006 by Army - SpikeJem
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