
DISCLAIMER: STORIA DI MIA INVENZIONE NON A SCOPO DI LUCRO, I PERSONAGGI APPARTENGONO ALLA MIA FANTASIA.
SOGGETTI E AMBIENTAZIONI BY SPIKEJEM - IMMAGINI MANGA VAMPIRE KINIGHT
TITOLO: L’AMORE OSCURO …
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Samanta Soyer , guardò l’interno della sala poco illuminata e la gente sparsa che brindava in flute di cristallo e rideva dietro le maschere.
Sembrava tutto così artificiale … era come stare in un film, dove aspetti sempre di vedere uscire l’assassino …
Quel pensiero la gelò … come aveva fatto Crissy a fare quelle conoscenze e come diavolo aveva fatto ad accettare di partecipare a quella festa?
Si voltò per guardare la sua amica …
Rideva circondata da tre uomini … non sembrava neppure più lei e soprattutto era ubriaca.
Erano a Londra da 2 settimane e quella era la prima sera che l’aveva convinta ad uscire.
Si allontanò dall’angolo vicino al camino e cercando di non farsi notare scattagliolò vicino alla finestra.
La luna era alta e quella specie di film dell’orrore sembrava non finire mai.
Poi un movimento la fece voltare.
Crissy stava uscendo dalla sala scortata da quegli uomini o per meglio dire sembrava che ce la stessero portando a spintoni.
Seguì ogni loro passo … non avrebbe permesso che le facessero del male.
Vide che si chiudevano in una camera del piano superiore e rabbrividì nell’oscurità.
La maschera la stava soffocando, o era la paura?
Lasciò passare qualche secondo e poi si accostò alla porta per sentire cosa succedeva … ma non sentì nulla.
Doveva entrare …
Aprì impercettibilmente la porta e dallo spiraglio, vide i tre uomini sul grande letto e Crissy sdraiata nuda sotto di loro.
Sbarrando la porta come una furia, cominciò ad urlare.
Uno dei tre la fissò … occhi famelici la fecero arretrare.
Poi l’altro si scansò dalla sua amica e gli si gettò contro … gettandola a terra all’indietro.
Al buio, terrorizzata e sopraffatta dall’uomo iniziò ad urlare, nella speranza che Crissy si svegliasse e facesse lo stesso o che qualcuno l’aiutasse.
La maschera le scivolò via e i lunghi capelli neri si sciolsero e si sparsero in terra.
Sentì un ringhio sommesso … un qualcosa di gutturale e chiuse gli occhi ormai allo stremo delle forze.
Che cosa stava succedendo?
Le lacrime le rigarono il viso e disperata si dibatté … poi la porta si spalancò e la luce che filtrava dalla sala diede uno spiraglio di visuale.
I tre uomini sembrarono sparire nell’oscurità, mentre passi decisi si fecero più vicini.
Samanta si voltò con gratitudine … chiunque fosse, l’aveva appena salvata.
Alzò il viso a guardare l’uomo sopraggiunto.
Alto, di bell’aspetto, con un vestito di alta sartoria.
Qualcosa le disse di non muoversi e non lo fece.
L’uomo la fissò, i suoi occhi di un blu gelante, piegò il capo da un lato e poi guardò la sua amica sul letto.
I tre uomini tornarono visibili ai suoi occhi e sommessamente uno di loro inchinò il capo.
Samanta, allora capì che il pericolo non era passato.
Strisciò fino al corpo di Crissy e vide del sangue.
Le lacrime che le rigavano il viso si accentuarono.
Si voltò nuovamente verso colui che era appena arrivato e piangendo, disse:
L’uomo la fissò per qualche secondo, poi sorrise.
Il suo ghigno la fece rabbrividire di paura.
Fece un cenno ai tre uomini, e poi parlò:
L’urlo disperato di Samata, si perse nell’oscurità …
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Quando si svegliò, si ritrovò su un letto a baldacchino …
Vide una pesante tenda scura chiusa sulla finestra dal quale entrava uno spiraglio di luce e si guardò attorno spaventata.
Provò a muoversi, ma si ritrovò legata per un polso al letto.
La gola le si chiuse, non riuscì neppure ad urlare … sconvolta e debole, si mise l’unica mano libera sul viso e disperata scoppiò a piangere.
Quell’incubo come era cominciato? Si chiese;
Poi un movimento le fece alzare il capo.
Davanti al letto, nella zona più oscura della camera, c’era una poltrona.
Colui che era seduto, si alzò e si avvicinò piano.
Lo fissò tremando e il respiro le si mozzò in gola.
Lui la fissò dritto negli occhi e sorrise.
Samanta, sospirò … almeno lei era al sicuro.
La sua preghiera fu spazzata via.
Samanta alzò gli occhi sul suo viso.
Lo guardò bene … era di una bellezza e di una fierezza che non riusciva a comprendere.
Chiese disperata;
Lui avanzò e quando le fu vicino, prese una ciocca dei suoi capelli fra le dita e sorrise ancora.
Samanta scosse il capo con fervore.
Il sorriso sul suo viso si accentuò.
La paura la fece tremare come scossa da qualcuno.
Sbarrando gli occhi per lo sgomento … scosse il capo.
Che cosa stava dicendo? Voleva prendersi gioco di lei, proprio in quel momento?
Poi fissò i suoi occhi e la sua bocca.
Il ghigno divenne un sorriso scarno e due canini affilati, si contrapposero alla poca luce.
Non voleva crederci … quelle cose accadevano solo nei film …
Come poteva essere vero?
Chiese ancora in preda alla negazione.
Lui la fece adagiare sui cuscini tirandole i capelli e lo sentì vicino, sopra di lei.
Chiuse gli occhi mentre le lacrime le rigavano ancora il viso e sentì la sua lingua fermarle.
Riaprì gli occhi e si ritrovò a fissare i suoi.
Sentì che lui le liberava la mano e sentì il sangue fluire nuovamente nelle vene.
Stanca e piena di amara convinzione che non poteva ne fuggire ne chiedergli di essere indulgente abbassò gli occhi.
Lo sentì alzarsi e liberarla dal suo peso e lo guardò andare verso la porta.
Massaggiandosi il polso si alzò a sedere e lo vide voltarsi.
Gli chiese.
Il suo sorriso accentuò la sua bellezza.
Samanta annuì e poi si voltò dall’altro lato.
Seppe che era rimasta sola sentendo la chiave girare per due volte.
Era in trappola e sola…
In quella casa di psicopatici fanatici, nessuno l’avrebbe aiutata.
Scoppiò in singhiozzi disperata e così si addormentò.
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Samanta era ancora addormentata quando sentì di nuovo la chiave girarsi nella porta, ma ancora troppo debole per alzarsi.
Rimase sdraiata a fissare il vuoto, sino a che la sagoma di colui che la teneva prigioniera si postò dinnanzi a lei.
La sua voce calma la svegliò completamente.
Si alzò a sedere senza proferire parola.
Ricordava bene che le aveva intimato di non supplicare e lei non l’avrebbe fatto.
Guardò il vassoio pieno di cibo e cominciò a mangiare adagio.
Sapeva che lui la stava osservando e non le importava …
Il timore era svanito lasciando posto solo alla solitudine e ad una autentica tristezza.
Quando si sentì sazia, alzò il viso e oramai abituatasi all’oscurità lo guardò.
William si alzò e le si fece vicino.
Le carezzò i capelli e poi inspirò.
Le disse.
Samanta si alzò riluttante, ma lo fece.
Lo seguì nel bagno adiacente alla camera e lì lui aprì la luce.
Le ordinò di spogliarsi e lei lo fissò.
Non aveva mai fatto niente del genere e l’ordine dato che lei esitava venne ripetuto un’altra volta.
Questa volta però, Samanta se lo ritrovò alle spalle intento a guardarla allo specchio.
Sentì la cerniera dell’abito da sera scendere fino al fondoschiena e alzò le mani per prendere le spalline sottili e tirarle giù.
Nel farlo chiuse gli occhi …
Lo guardò e tremando, lo vide avvicinarsi.
Sentì le sue mani stringere l’elastico degli slip e piano scenderli giù.
Si sentì tremare ancora di più e non riuscì a distogliere lo sguardo da quello magnetico di William.
Lo sentì trattenere il fiato per qualche istante e anche lei fece lo stesso.
La sua mano, spostò i lunghi capelli e lì nuda rabbrividì.
Si strinse le braccia al corpo e attese.
Lo vide spostarsi e aprire l’acqua della doccia.
Poi la prese per mano e quando si ritrovò sotto il getto dell’acqua fu come se tutta la tensione stesse ammorbidendosi.
Chiuse gli occhi e alzò le mani per tirare indietro i capelli ormai fradici.
Lui rimase a guardare e quando le sue mani la toccarono ancora, lo fecero con una spugna piena di un’essenza profumata.
Rabbrividì nuovamente, ma questa volta non di paura.
Le sensazioni che provava, mentre lui la sfiorava erano differenti.
Il suo corpo si stava risvegliando … e quando lo guardò si sentì persa.
Era come se quegli occhi le leggessero dentro e come se le comandassero di abbandonarsi.
Gli diede le spalle e appoggiò le mani al muro bagnato.
Sentì che si allontanava, e poi sentì un fruscio.
Quando lo sentì nuovamente vicino, lui era alle sue spalle bagnato e il suo corpo la sfiorò come prima avevano fatto le sue mani.
La paura l’attanagliò nuovamente e si allontanò mettendosi in un angolo.
La sua voce melodiosa non era cattiva, ma lei era la sua vittima e ne aveva timore.
Lo vide avvicinarsi ancora.
Non voleva implorare… non voleva, ma lui doveva sapere …
Disse;
William la guardò cambiando espressione e lei continuò dicendo:
Il sorriso che comparve sul suo volto le fece capire che non era irato.
Lo sentì stringerla per la vita e poi vide la sua bocca scendere sul suo collo.
Lievi baci la resero ebbra.
Poi si sentì sollevare e d’un tratto si ritrovò nuda e bagnata sul letto, mentre lui la sovrastava.
Le sue mani furono dappertutto … i loro occhi s’incrociarono e lei si sentì ansimare e urlare come se non fosse nel suo corpo …
Poi quando alcuni tremiti la scossero, lo sentì sdraiarsi accanto e stringerla al petto.
Non poteva credere a quello che era accaduto.
Si girò di lato e lasciò che lui la stringesse forte a sé.
Poi subito dopo si addormentò ….
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Si svegliò di soprassalto sentendosi intrappolata.
Si voltò subito e la prima cosa che vide furono i suoi occhi.
William scivolò direttamente fra le sue gambe … e s’impossessò della sua bocca.
Il panico la prese nuovamente e si dimenò … ma più si muoveva più sentiva crescere il desiderio e vide che per lui era la stessa cosa.
Poi si bloccò di colpo … sentì la sua bocca sul seno e la lingua che muoveva docili cerchi e ansimò.
Lo fissò … lo vide sorridere e quando qualcosa di duro strusciò nelle sue parti intime lo sentì dire:
Le parole si confusero nella sua testa, ma le sue gambe si mossero e si schiusero.
La sua voce rauca la rianimò e ansimò più forte.
Poi inconsapevolmente la sua bocca si aprì e William si avvicinò al suo collo.
Fu un sussurro ma nello stesso istante lui entrò in lei con un'unica spinta e lei urlò.
Il dolore sparì subito lasciando posto solo all’ eccitazione.
Lo seguì nei movimenti e gridò quando entrambi raggiunsero l’apice del piacere.
Quella notte la fece sua ancora una volta e prima di andare via la guardò mentre supina con i capelli sparsi sul cuscino sonnecchiava.
Gli chiese prima che lui sparisse ancora.
William le sorrise e piegò la testa di lato.
Rimasta sola, l’unica cosa che riuscì a fare fu piangere, ma non sapeva bene il perché.
Quelle emozioni e quei sentimenti nuovi e inaspettati la lasciarono stordita.
Non era pentita per quanto era accaduto, William era un’amante fantastico, ma quando si sarebbe stancato di lei, cosa sarebbe successo?
Passò una settimana in quel modo, persa nell’oblio della solitudine di giorno e persa in lui di notte.
Poi all’ottava notte si sentì svuotata.
Quando William entrò in camera, non la trovò sul letto pronta ad accoglierlo.
La trovò raggomitolata a terra fra le lacrime.
Samanta lo guardò come se non lo vedesse e poi tornò ad appoggiare la testa sulle ginocchia.
William la prese in braccio come se fosse stata una piuma e la ripose sul letto.
Non avrebbe implorato, anche se oramai non c’era molto da implorare, non l’avrebbe fatto.
Si voltò di scatto a guardarlo e lo vide sorridere.
Corse in bagno come una furia nella speranza di uscire da quella camera e quando indossò l’abito che lui le aveva portato, si sentì come nuova.
William aprì la porta e si mise di lato aspettandola.
L’aria sembrava diversa anche se erano ancora in casa …
Samanta lo guardò smarrita e lui la prese per mano incamminandosi.
Passarono attraverso la sala dove vide i tre uomini che conosceva bene purtroppo, e due donne.
Tutti la fissarono come se volessero sbranarla e quando uscirono dalla porta, Samanta riconobbe il giardino della villa che appena arrivata aveva ammirato.
William la portò su un sentiero e poi le lasciò la mano.
Camminò piano avanzando e respirando a pieni polmoni …
Voleva imprimersi nella mente quella sensazione perché non sapeva quando sarebbe accaduto ancora che lui avesse compassione.
Poi si fermò …
La luce della luna si riflesse sul viso di William che la stava osservando fermo e allora lei trovò il coraggio di parlare.
William alzò un sopracciglio e sorrise.
Samanta lo guardò scioccata.
La sua voce improvvisamente dura la gelò.
Abbassò il capo cercando di ricacciare indietro le lacrime.
Lo guardò negli occhi e annuì.
Quando lui si avvicinò, senza pensarci, fece un passo indietro.
William la trattenne per la vita con forza e rise.
Lo fissò sbalordita e spaventata.
William rise forte e la strinse ancora.
Detto questo, le prese un polso e vi poggiò sopra la bocca.
Lei sussultò e capì che lui l’aveva morsa.
Lo vide bere il suo sangue e poi lo vide alzare il suo polso e fare la stessa cosa per poi avvicinarglielo.
Le disse;
Samata cercò di arretrare, ma lui le sporcò la bocca di sangue e poi leccandoglielo scese a baciarla.
Le insinuò la lingua tra le labbra e il sapore di quel sangue si espanse in lei.
Un’eccitazione fremente s’impossessò di entrambi.
William fece l’amore con lei sul manto erboso e la possedette con vigore, con ardore …
Quando la riportò in camera, lei aveva ancora il sapore del suo sangue sulle labbra, ma non si pentì neppure di quello … lo accolse ancora dentro di se urlando il suo nome e poi si addormentò fra le sue braccia …
Quando lo sentì uscire al mattino presto, sentì che non chiudeva la porta a chiave, ma quando aprì gli occhi, vide un biglietto sul letto.
“ Sei libera di uscire dalla camera, ma non dalla villa, Samanta … non provare a scappare, ti troverei !”
E lei lo sapeva che l’avrebbe fatto …
Non uscì dalla camera comunque … aveva il timore di incontrare di nuovo quei tre oppure qualcuno peggio, ma sapere che poteva farlo … rese la sua prigionia, meno disperata … si ritrovò solo a pensare a lui e a desiderare di vederlo più di quanto volesse .
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Quella notte però … William non la raggiunse e lei sentì molto trambusto in casa.
La paura era sempre la stessa, ma a tarda notte, non riuscì più ad aspettare.
Aprì la porta e uscendone la testa, si assicurò che non ci fosse nessuno nelle vicinanze, poi si avvio sulle scale e piano seguì le voci.
La famiglia al completo più altri di loro erano nel salone e ridevano e bevevano in bicchieri di cristallo.
Samanta, non volle neppure immaginare cosa stessero bevendo … era ancora incredula, ma dentro la consapevolezza si faceva strada in lei spaventosamente.
Poi vide la luce provenire da una porta non lontano dall’oscuro corridoio e si avvicinò.
D’un tratto la voce di William attirò la sua attenzione.
Si accostò all’uscio e vi si appoggiò contro.
Le voci erano tre e rimase in ascolto.
La voce di una donna la fece stare sul chi vive.
La risposta di William non tardo ad arrivare.
La voce questa volta era maschile, forte e rugosa.
La risata di William la spaventò.
Quelle parole la ferirono.
Non avrebbe mai immaginato che potesse accadere, ma fu così.
William era il suo carceriere, colui che aveva fatto del male alla sua migliore amica e le aveva separate … eppure, si sentiva talmente legata a lui che aveva il potere di ferirla.
La porta si spalancò improvvisamente e Samanta fu tirata dentro un grande studio dalle mani dure di una donna.
Rimase a fissarla ad occhi sbarrati … la donna bionda più bella che avesse mai visto, sorrise arcigna e la fissò negli occhi.
La voce di colui che era accanto a William la destò e la fece voltare.
William sembrava una maschera di granito e non parlò.
Alexander le si avvicinò e le annusò la pelle del collo arricciando le labbra … la donna fece lo stesso.
Quell’ammonizione, fece arretrare i due e Samata rimase ferma al centro della stanza osservata dai tre.
Poi William si allontanò da dov’ era la prese per un braccio e la strattonò fino alla camera che condividevano.
Arrivati davanti alla porta, William la fissò negli occhi la spinse dentro e le disse:
Stava per obbiettare, ma il suo sguardo duro la fece desistere.
Abbassò il viso e sentì solo la porta che si richiudeva.
Lui era andato via e qualcosa le diceva che per quella notte non lo avrebbe rivisto.
Le lacrime le rigarono il viso senza che se ne accorgesse …
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Ebbe del tempo per pensare e recriminare.
Si era affezionata a quell’uomo, a quel “ vampiro” come un cagnolino scodinzolante, mentre avrebbe dovuto odiarlo …
Avrebbe dovuto cercare di scappare e non fingere che andasse tutto bene …
Si avvicinò alla finestra e guardò il parco.
Era molto grande, il cancello d’entrata si vedeva in lontananza e il buio era netto.
Loro non avevano bisogno di luce per trovarla e lei era terrorizzata.
Il buio un tempo era il rifugio dei suoi pensieri, adesso era parte del suo terrore.
Immaginava cose strane e differenti dal mondo reale quando era al buio…
Le mancava Crissy, le mancava la sua casa e aveva il timore di essere legata a William da qualcosa che ancora non riusciva a capire … come una specie di filo invisibile che la teneva al suo fianco … ma lontano dal suo cuore ammesso che l’avesse …
E poi quelle parole …
“ Chi ti dice che io la voglia per sempre?”
Quel suo tono duro e inespugnabile l’aveva ferita e adesso quella piccola certezza sul suo conto era svanita .
Cosa ne sarebbe stato di lei, soprattutto adesso che altri cercavano di saperlo?
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La notte dopo, quando vide la porta aprirsi … sbarrò gli occhi per lo stupore.
Non era William ad entrare, ma bensì Alexander!
Lo stupore cambiò diventando gelo e sgomento ….
A quella domanda Alexander sorrise e si avvicinò.
Samanta si strinse in un angolo trattenendo a stento le lacrime.
William l’aveva passata a lui?
Alexander alzò una mano per toccarla e appena lei sentì la pressione sul suo braccio iniziò ad urlare come una forsennata … in preda al panico e ad una crisi isterica, non vide neppure William che entrava nella stanza e che la prendeva in braccio.
Si lamentò con gli occhi offuscati dalle lacrime.
William la fissò e poi fissò Alexander.
Il vampiro si strinse nelle spalle.
William lo guardò fisso e poi con un cenno, disse:
Alexander annuì e poi uscì dalla camera.
Samanta sembrava essersi calmata ma era svenuta.
William la guardò per qualche istante e le asciugò le lacrime dal viso.
Quella ragazza gli stava procurando non pochi fastidi, ma non riusciva ad allontanarla …
Quando riaprì gli occhi se lo ritrovò davanti e subito si allontanò, mettendosi le ginocchia vicino al corpo.
Gli chiese cercando di non sembrare supplichevole.
William la fissò restando seduto.
La domanda cadde nel vuoto.
Samanta lo guardò intensamente e per la prima volta il vampiro voltò il capo.
Lei, si alzò da dov’era e si avvicinò alla finestra.
Urlò con tutta se stessa.
William si alzò e le si avvicinò piano.
Occhi negli occhi …. Samanta si sentì fragile e sola …
Lo vide sgranare gli occhi e fare un passo indietro.
Nessuno mai l’aveva pregato di uccidere …. E questo lo spiazzò.
D’un tratto sembrò fragile anche lui e facendo un passo indietro, disse:
Lo guardò negli occhi.
A quel punto, William con un ringhio furioso, la prese per le spalle sbattendola.
William strinse dove aveva le mani appoggiate e Samanta lanciò un gemito di dolore … subito dopo, lui la spinse con forza contro il muro e con occhi minacciosi la bloccò.
Fu l’unica volta che non ebbe paura.
Lo vide guardare in direzione del suo collo e allora fece una cosa che scioccò entrambi.
Tirò indietro i capelli e si espose a lui …
Sussurrò .
William allentò la presa e fissò il suo collo e poi i suoi occhi.
Le mani scesero come una carezza lungo le sue braccia e poi lo vide scendere su di lei.
Il panico tornò e chiuse gli occhi.
Non avrebbe guardato … se doveva morire non voleva vedere …
Ma il tocco delle sue labbra non era una presa dolorosa …
La sua bocca la sfiorò dolcemente e poi con intensità si sentì stringere fra le braccia.
Riaprì gli occhi nello stesso istante in cui William la baciò.
Un bacio vorace, pieno di passione e lei non riuscì a fare altro che stringersi a lui e ricambiarlo …
William la prese in braccio senza smettere di baciarla e quello che accadde dopo fu devastante per i suoi sensi…
Non avevano mai fatto l’amore in quel modo …
Quella passione, i suoi occhi e ogni suo tocco o gemito la distrussero nel suo “Io” più intimo ….
Quando si ritrovò mezza addormentata fra le sue braccia, molte ore dopo … sentì che in lei qualcosa era cambiato in modo definitivo!
La notte dopo William non tornò nella sua camera, né la notte seguente …
Solo Selina le si presentò davanti dicendole di seguirla… dopo quell’attesa inspiegabile.
Samanta venne scortata e bendata fino all’aeroporto più vicino e quando la donna la fece scendere dalla macchina e le diede la possibilità di guardarsi in giro, rimase senza parole.
Le disse fissandola seria.
Samanta la guardò scioccata e prima che lei si voltasse per risalire in macchina e andare via, la prese per un braccio e le disse:
Lei fece spallucce .
La interruppe senza timore;
Selina sorrise e la guardò negli occhi.
Dopo di ciò sparì nella notte, lasciandola lì a fissare il vuoto.
Durante tutto il viaggio di ritorno … non seppe quante volte fu sul punto di piangere, ma non lo fece mai …
Era libera, e questo bastava …
E allora perchè si sentiva come se fosse svuotata?
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La prima cosa che fece quando tornò a casa fu quella di cercare la sua amica Crissy …
Avrebbe voluto raccontare, farsi abbracciare e piangere sulla sua spalla, ma Crissy sembrava essere diversa, o forse lei lo era …
Le disse di essere dispiaciuta per non averla accompagnata in quel viaggio e Samanta capì che ogni cosa …
Tutto … era stato dimenticato … rimosso dalla sua testa … Lei non ricordava assolutamente nulla di nulla …
Ma in fondo perché sorprendersi ?
Lei era stata l’amante di un Vampiro …. E solo in quel momento … vedendo cosa era capitato alla sua amica aveva accettato la verità …
Quello che era successo, fuori dal normale, stravagante o assurdo … era accaduto davvero!
Non passò giorno in cui il buio le dava il tormento … e non passava notte in cui non si sentisse sola …
L’oscurità per tanto temuta non la spaventava più …
Solo persa in quell’oscurità tanto temuta riusciva a ricordare i suoi occhi e i suoi gesti …
Durante il giorno cercava di non pensare di non ricordare … e soprattutto non voleva capire …
Capire che in lei qualcosa o forse tutto era cambiato …
Le aveva detto che “ loro” non si servivano del cuore per provare sentimenti e forse qull’atto di generosità … il lasciarla vivere e lasciarla libera era stato per questo … ma allora perché faceva così male?
Quelle domande offuscavano la sua razionalità …
E soprattutto pensando e ripensando capì una cosa …
Forse si era sbagliata su di lui … non era il mostro che credeva …
Non l’aveva mai picchiata, non le aveva mai fatto del male e non aveva permesso a nessuno di fargliene …
Era quello che non riusciva a capire …
Perché?
Perché allora lei si sentiva come sconfitta?
Aveva visto la sua amica aggredita e quasi divorata e aveva sentito le sue parole …
Non avrebbe voluto stare con lei per sempre … le aveva donato la libertà e doveva ringraziare il cielo di essere alla luce del sole e respirare … e invece lei cercava l’oscurità e il suo ricordo ogni volta …
Passarono dei mesi … Crissy si trasferì e lei rimase sola …
La loro amicizia si era incrinata … Samanta non seppe spiegarsi perché, ma dopo quell’avventura a Londra non riusciva più a stare in sua compagnia e per Crissy inconsciamente fu la stessa cosa.
Poi un giorno le fu offerto un nuovo lavoro …
Ma la nuova vita e la nuova meta, era Londra!
Lei sapeva che non avrebbe dovuto più tornare in quella città … ma qualcosa in lei sembrava voler tornare lì …
Accettò il lavoro e nel giro di un mese si trasferì in un appartamentino in periferia.
Cominciò a consultare cartine e a cercare qualunque cosa potesse ricordarle la villa … ma alla fine non trovando nulla ci rinunciò.
Che cosa voleva trovare? E poi perché?
Trovare William avrebbe comportato solo un pericolo …
E lei lo sapeva, ma non riusciva a non farlo …
Le bastava passare da una stradina o vedere una villa con il parco per cercare qualcosa…
Poi una sera accadde ciò che mai avrebbe pensato.
Era in strada davanti al teatro gremito di gente , quella sera una prima importante monopolizzava tutto … quando, una mercedes nera catturò la sua attenzione.
Rimase ferma a fissarla per pochi istante e poi lo sportello posteriore si aprì.
La prima a scendere fu una donna …
Una rossa provocante vestita di nero e poi …
Come un fulmine a ciel sereno, Samanta lo vide!
William!
Lo vide scendere dietro la donna e voltarsi per chiudere lo sportello.
I loro occhi s’incrociarono per la frazione di un secondo …
Samanta rimase a fissarlo come se avesse visto un fantasma, come se lo vedesse per la prima volta … lui fece lo stesso …
Poi piano le volse le spalle e insieme alla rossa salì la gradinata del teatro e scomparve dietro le porte d’ingresso.
Ci volle un poco prima di riprendere il controllo … sbattendo gli occhi più volte, si rese conto di essere ferma come una stupida in mezzo alla strada e allora si voltò e cominciò ad incamminarsi.
Era accaduto tutto senza che lei riuscisse a focalizzare nulla …
Lo aveva visto ed era sicura che anche lui l’avesse vista …
Si chiese se c’era la possibilità che fosse in pericolo … ma poi scosse il capo …
Quello sguardo le aveva fatto ben capire che non doveva temere nulla.
Per lui non era mai esistita …
D'altronde, aveva rispettato i patti … non aveva mai detto niente a nessuno …
Che fosse a Londra era un caso della vita …
Si fermò ancora non lontana dal teatro e si voltò …
Il cuore le batteva forte e senza rendersene conto si mise a piangere.
D’improvviso le fu tutto chiaro …
I pensieri continui, i ricordi … ciò che non riusciva ad ignorare …
Alzò il viso bagnato di lacrime e le sfuggì un singhiozzo …
Lo amava!
L’aveva amato per tutto il tempo senza rendersene conto e quello, adesso la spaventava più della consapevolezza di ciò che lui era in realtà.
Amava l’impossibile … il nulla … eppure lo amava da star male, da ricercarlo anche in quel nulla da cui era scappata …
Guardò ancora in direzione della scalinata e tra le lacrime che le offuscavano la vista trasalì.
Lui era lì.
Fermo … in cima alla scalinata e guardava verso di lei …
Quel viso tanto sognato … bello e misterioso … non accennò a nulla …
Samanta ebbe un brivido di paura …
E se lui avesse pensato che era lì per non tener fece ai patti?
Amarlo non significava essere al sicuro!
Lo guardò un’ultima volta, il suo viso sembrava essere vicino … poteva quasi vedere il suo sguardo fermo … il profumo delle sue labbra …
Poi però, piano si voltò, e cominciò a correre …
Il cuore le si era spezzato nell’istante in cui l’aveva incontrato … adesso doveva solo ricucirne i pezzi e cercare di dimenticare …
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La settimana a seguire, lavoro e tornò a casa.
Il timore di rivederlo per strada di sera la immobilizzava.
Non perché avesse paura di lui, ma perché temeva i suoi sentimenti …. Le sue reazioni …
Ma non c’era da temere, William non l’avrebbe mai cercata … l’aveva mandata via e questo voleva dire che non la voleva …
Quel pensiero, la fece soffrire …
E neppure un film romantico riuscì a risollevarle il morale …
Il giorno dopo al lavoro fu peggio …
La notte dormiva poco … aveva cominciato ad essere tormentata da sogni strani in cui lo rivedeva e non riusciva a raggiungerlo …. E capendo che stava diventando l’ombra di se stessa, prese un permesso e decise di andare da un medico.
L’uomo le desse dei tranquillanti e dei sonniferi …
Per un paio di notti riuscirono ad aiutarla, ma poi il tormento ricominciò.
Era come se lo spazio l’avvertisse di qualcosa …. Come se temesse qualcosa …
Ma forse era solo il timore che il suo ritorno a Londra avesse potuto irritare lui e la sua famiglia … si disse …. Doveva cercare di stare calma e dimenticare pian piano …
Vivere nella stessa città non comportava il fatto che dovessero per forza essere in contatto!
Ma mentì a se stessa …
Quel contatto era l’unica cosa che voleva …
Il suo amore era quello che sognava e bramava come la vita stessa … ma era impossibile, non poteva amare chi non voleva essere amato …
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L’orologio segnava le due ...
La luna piena illuminava la stanza …
La scatola dei sonniferi abbandonata sul comodino le fece fare una smorfia …
Aveva rinunciato ad imbottirsi di pillole … tanto non funzionavano …
Bevve un sorso d’acqua e poi si alzò.
Forse un po’ d’aria fresca nella piccola veranda le avrebbe fatto bene, pensò …
L’estate a Londra era umida e appiccicosa … Samanta sentì la sottile stoffa della camicia da notte incollarsi alle gambe e alla schiena.
Prese un bicchiere di latte fresco e lo portò con sé … accomodandosi fuori sulla sedia a dondolo.
I suoi vicini dormivano tutti e le luci della città si vedevano in lontananza come tante piccole lucciole …
Passarono pochi minuti e si rilassò …
Senza pensare a volte si rilassava davvero … poi però un fruscio la fece sobbalzare .
Guardò davanti a sé e due occhi gialli la fissarono …
Si alzò in piedi di scatto e il bicchiere le cadde di mano …
Trattenendo il respiro rimase ferma … poi gli occhi si mossero e un gatto nero uscì alla luce della luna.
Samanta rimase bloccata per qualche istante … poi scosse il capo e sorrise scioccamente …
Era solo un gatto!
Com’era stupida …. Si spaventava per tutto …
Si accasciò, raccolse i cocchi del bicchiere rotto e poi si voltò per rientrare.
In quell’istante però ogni terrore tornò a galla inesorabile.
Fermo, immobile, davanti a lei che la fissava …. C’era William!
Samanta sbarrò gli occhi e fece un passo indietro …
In quel movimento brusco, un vetro rimasto in terra le si conficcò nel piede e con un urlo di dolore, si piegò in due.
William non si mosse …
Poi quando lei rialzò il viso per guardarlo lo vide avanzare…
Alzò le mani come a proteggersi…
Il suo sussurrò si spense appena la prese fra le braccia sollevandola.
Samanta alzò il viso a guardarlo …
Il profumo del suo corpo l’avvolse e il suo sguardo la calmò.
I suoi occhi non erano adirati, erano fissi sul suo viso e sembrarono brillare.
William oltrepassò la porta ed entrò in casa con lei in braccio.
Samanta a quel punto non riuscì più a resistere.
Appoggiò la testa sul suo torace e si strinse a lui respirando a pieni polmoni il suo odore.
Le braccia di William si strinsero ancora di più e non servirono parole.
Quando rialzò il viso a guardarlo, lui l’appoggiò su di un divano e le si mise davanti.
Non osò parlare … aveva paura che se lo avesse fatto lui sarebbe sparito come accadeva nei suoi sogni.
William le alzò il piede ferito e la guardò.
Le disse dolcemente.
Lo vide pulire la ferita un dito e poi guardandola si portò lo stesso dito alle labbra leccandone il sangue.
Lo fissò negli occhi senza nessuna paura.
Il sangue nel punto ferito sembrò come per magia arrestarsi e il dolore sparire.
Lo guardò ancora e poi gli occhi le si riempirono di lacrime.
Osò chiedere.
William la fissò dritto negli occhi.
Le chiese lui a sua volta.
Samanta accennò un sorriso.
La sua voce melodiosa … la colpì …
Sembrava diverso … cambiato …
Lo guardò con tutto l’amore che aveva dentro e lui sorrise.
Le si avvicinò piano e piano scese sul suo viso.
Le prese il viso a coppa fra le mani e con i pollici le carezzò le guance …
Poi dolcemente le sfiorò le labbra con un bacio …
Samanta sentì una scarica elettrica attraversarle il corpo e lui sorrise sulle sue labbra.
Si sentì dire come se stesse sognando .
William la guardò sorpreso un solo secondo … poi la prese ancora fra le braccia e stringendola la portò verso la sua camera, come se conoscesse bene tutto di quel posto.
Si svegliò che era ancora buio sentendo qualcosa di freddo sulla sua fronte.
Aprì gli occhi e lo vide di spalle andare verso la porta.
Si alzò a sedere di scatto.
Lui si voltò e la fissò.
Non sapeva cosa dire o fare … ma dopo la notte d’amore passata insieme non voleva perderlo ancora …
William rimase fermo a guardarla.
La risposta sincera lo colpì.
Rimase fermo a fissarla come se fosse indeciso se andare o rimanere.
Guardò la finestra dal quale l’alba cominciava a farsi strada e Samanta si alzò e chiuse le tende.
Rimasero al buio e lei lo guardò vedendolo anche allora.
Gli disse ancora sinceramente, col cuore in mano.
William sembrò incassare un duro colpo.
Il suo viso cambiò … la guardò irritato e con occhi furenti.
Gli si avvicinò piano e con le lacrime agli occhi, gli prese una mano appoggiandosela sul petto.
William ritirò la mano come se si fosse bruciato.
Samanta sentì una lacrima rigarle il viso.
Non l’avrebbe mai amata …
Alzò gli occhi e fissò i suoi.
Quella volte le sue parole furono un sussurro disperato.
William abbassò il viso e a lei sfuggì un singhiozzo dalle labbra.
A quel suonò lui alzò il viso di scatto a fissarla con occhi tormentati.
Samanta lo fissò scioccata e poi abbassò il capo sconfitta.
A quelle parole rialzò la testa e vide i suoi occhi addolciti riflettere un sentimento nuovo.
Lo guardò con un accenno di speranza.
William rise come se prendesse in giro se stesso e le diede le spalle.
Si voltò a guardarla negli occhi.
Lei lo guardò ancora con amore.
William sospirò e chiuse gli occhi.
Quelle parole lo fecero trasalire.
La fissò stringendo gli occhi.
Gli si avvicinò piano cercando di fargli capire il suo amore, sperando che fosse così.
William la fissò negli occhi … poi scosse il capo.
Il suo urlo la interruppe.
Lo guardò con disperazione e le lacrime le rigarono il viso.
Quelle parole bruciarono l’aria e il suo cuore.
Guardò William negli occhi scoppiano a piangere di felicità e gli si gettò fra le braccia singhiozzando come una bambina e lui finalmente la strinse a sé facendole sentire ciò che sentiva.
Rimasero per lungo tempo così e Samanta pregò che nulla potesse scalfire quella felicità … nulla …
A parte il mondo esterno!
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Passò un mese da allora …
Un mese felice ….
Lui la raggiungeva tutte le notti e tutte le notti rimanevano insieme a volte anche a parlare.
Le raccontò della sua vita, di chi fosse prima di cambiare …
Era un nobile inglese … trasformato da qualcuno che aveva avuto pietà della sua malattia mortale.
Le disse di ricordare bene la sua famiglia e le parlò di una sorellina bionda morta insieme ai suoi genitori …
Samanta lo ascoltava per ore.
Voleva conoscerlo, sentire la sua voce e amarlo per sempre, ma non parlò più della trasformazione, non se questo poteva minare la loro felicità.
Poi però una notte William non si presentò e neppure quella seguente.
Sembrò che il cuore le potesse scoppiare di preoccupazione.
Cercò di convincersi che andava tutto bene, che forse aveva avuto da fare, che presto sarebbe ricomparso col sorriso sulle labbra e l’avrebbe tranquillizzata, ma questo non accadde …
Le notti non passavano mai e i giorni erano un supplizio.
Alla terza settimana … decise di mettersi alla ricerca della villa … l’avrebbe trovata, anche a costo di morire nel farlo.
Lui poteva essere in pericolo… poteva essere ….
La parola “morto” le passò per la mente e cercò di scacciarla con tutta se stessa.
L’idea di cercare una villa antica le venne ripensando ai racconti di William.
Se lui era stato un nobile inglese, poteva essere che quella villa gli era rimasta anche dopo la trasformazione.
E infatti era così.
Trovò vecchi libri di architettura dove si parlava della villa in questione e della famiglia morta di malaria che ci viveva.
Adesso sapeva dov’era!
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Arrivò alla villa quasi al tramonto.
Era come se la ricordava anche se c’era la luce.
Il cancello era aperto e con l’auto attraversò il parco, fermandosi davanti al portone centrale.
Scendendo dalla macchina però tutto il suo sangue freddo svanì.
Poi il pensiero che William fosse in pericolo le diede la spinta di fare ciò che doveva.
Aprì il portone di legno massiccio ed entrò.
La villa sembrava deserta, ma il sole alle sue spalle stava sparendo e conscia sentì che lì non era sola.
Attraversò il salone principale e si guardò attorno.
Nessuno …
Poi salì le scale e si ritrovò nella camera che aveva condiviso con lui.
I ricordi la avvolsero e la preoccupazione per William crebbe.
La voce di Selina la sorprese alle spalle.
Si voltò incontrando il suo sguardo beffardo.
La vampira camminò in sua direzione.
Le chiese convinta.
Selina sorrise e la fissò.
La vampira d’un tratto sembrò cambiare atteggiamento.
Samanta rabbrividì sotto il suo sguardo.
Le parole di Alexander comparso alle loro spalle le interruppero.
Selina annuì e le fece segno di seguirla.
Non avrebbe avuto paura …
Non le importava di se stessa voleva solo vederlo almeno un’ultima volta.
La vampira la portò ancora più giù del salone.
Samanta si ritrovò in un altro mondo.
Stanze oscure e lunghi corridoi.
Quando arrivarono alla fine dell’ennesimo corridoio, Selina la fece entrare in un’ultima stanza.
Quando mise a fuoco, Samanta vide davanti a sé Alexander e una donna molto più vecchia ma bellissima sedutagli accanto.
Lì vicino William .
Appena i loro occhi s’incontrarono … il ringhio sommesso del suo amore la scioccò.
Samanta lo fissò sgomenta e vide che era incatenato per un braccio.
La voce dell’anziana la fece voltare.
Quest’ultima si alzò e le andò incontro scrutandola con i suoi bellissimi occhi verdi solcati di rughe.
La domanda rivolta a William la spaventò.
William fissò prima lei poi l’anziana e disse:
Quella risposta la ferì, ma poi vide il suo sguardo e capì che William stava mentendo per proteggerla.
William strattonò la catena e un cerchio si allentò.
Tristiana lo fissò truce.
William mise tutta la sua forza e con un altro strattone si liberò completamente.
L’anziana arretrò d’un passo, e Alexander le si parò davanti per proteggerla.
I due vampiri si fissarono come lupi affamati …
Samanta tentò di avvicinarsi a William, ma lui la fermò alzando una mano.
Quella constatazione la bloccò.
Tristiana la guardò e attese.
Quando Samanta avanzò comunque verso di lui, si sorprese.
Si voltò verso di lei con le lacrime agli occhi e con astio rispose:
Alexander le sbarrò la strada e prendendola per un braccio l’attirò a sé.
William ringhiò di furia .
I suoi occhi mandarono lampi, mentre i ringhi sommessi fuoriuscivano dalla sua gola.
Samanta lo guardò con dolore e abbozzò un sorriso.
William sbarrò gli occhi e la sua espressione cambiò.
Si addolcì immediatamente e il ringhiare sommesso diminuì.
Tristiana rimase ferma a guardare la scena e William.
Lo fissò attentamente …
Il suo William era completamente cambiato.
Un tempo duro e inflessibile, sembrava un’ essere umano fragile e innamorato.
La voce di Alexander si fece dura.
Detto questo scese inesorabile su Samanta.
William urlò con tutta la voce che poté e si abbatté su di lui.
Samanta cadde a terra mentre William colpiva il suo antagonista.
Ciò che accadde dopo … fu come un’ incubo.
Mentre i due lottavano, Selina la prese in braccio e seguita da Tristiana la allontanò.
Samanta si ritrovò in una stanza adiacente sola con le due vampire.
Colpi alla porta e la voce di William che urlava la fecero rabbrividire.
Improvvisamente però Tristiana la fissò e allungò una mano per toccarla.
Le poggiò una mano sulla fronte e chiuse gli occhi,
Selina non si mosse fin quando l’anziana non riaprì gli occhi… poi a un suo cenno si spinse fino in fondo alla stanza e aprì una porta che dava sul parco.
Samanta la fissò scioccata.
Tristiana sorrise e poi voltandole le spalle, le disse ancora:
Selina le fece cenno di uscire e Samanta si incamminò piano fuori.
Ma appena lo fece capì.
Era una caccia e lei ne era la preda.
Quattro vampiri la inseguirono e tra le lacrime lei non riusciva neppure a vedere dove stesse fuggendo.
Poi d’un tratto il cancello d’entrata del parco le comparve davanti e inesorabile corse verso l’uscita della villa.
Sentì un urlo violento e poi vide i fari di un’automobile andarle incontro …
L’impatto fu devastante.
Un dolore lancinante le serrò la gola e prima di cadere in terra vide il suo sangue scorrerle fra le mani.
Dall’auto in corsa scese un’ uomo …. Sentì i passi e sentì delle scuse sommesse …
Poi lo stridere delle gomme e l’auto che spariva …
Immobile in terra sentì il suo sangue diventare appiccicoso sul viso e non riuscì a parlare.
Un tocco gentile … che conosceva … fu sulla sua pelle, sul suo viso.
Aprì gli occhi a fatica e si perse in quelli di William.
William la strinse a sé e la cullò.
Samanta capì che stava morendo.
Non sentiva più le gambe e il dolore, ma era felice di essere fra le sue braccia.
Lo guardò, voleva farlo per un’ ultima volta.
Gli disse a fatica.
Sentì un’altra presenza e lo vide alzare gli occhi.
Tristiana si avvicinò.
L’anziana lo guardò grave.
Poi avvenne ciò che neppure Tristiana avrebbe mai immaginato.
William pianse.
Le lacrime scorsero fino a cadere sul viso di Samanta.
Lei lo fissò e alzò una mano a fatica per asciugarle.
William la guardò con infinito amore.
Tristiana si accasciò in terra e fissò entrambi.
William sbarrò gli occhi e la guardò.
Poi tornò a guardare Samanta e sentì che il suo battito cardiaco stava svanendo.
Le sfiorò le labbra con un bacio e poi stringendosela contro …. Morse il suo collo.
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Tutta la vita passò in lei come un flashback di visioni e sentimenti miscelati …
Un tempo interminabile …
Una sospensione fra cielo e terra … e una nuova eternità l’avvolse.
Samanta non seppe quanto tempo era rimasta al buio dormendo e sognando, ma la prima cosa che vide quando riaprì gli occhi, fu il sorriso di William.
Le disse accarezzandogli una guancia.
Si guardò attorno e riconobbe la camera che un tempo era stata la sua prigione.
Poi ricordò ogni cosa …
Il suo corpo non aveva più il segno di ferite o di sangue e capì …
Lo guardò e William abbassò lo sguardo.
Samanta sbarrò gli occhi e scosse il capo …
Appena la vide William si alzò e si allontanò.
Il senso di colpa lo stava consumando …
Per tutta la settimana Samanta era rimasta addormentata in preda alla trasformazione e lui le era stato accanto sentendo il peso di ciò che aveva fatto.
Il sussurrò si perse nel loro sguardo.
Quel suo modo di scusarsi dicendole che l’amava la fece sorridere.
Si sentiva diversa …. Viva per la prima volta e felice perché lui era lì.
William la guardò senza capire .
Samanta si alzò e lo raggiunse.
Gli prese il viso fra le mani e sorridendo, disse:
Gli sfiorò le labbra con un bacio.
William a quel punto sorrise e tranquillo la strinse a sé.
Stretti l’uno all’altro in un giuramento di amore eterno non sentirono neppure di non essere più soli.
Selina fissò Tristiana e guardando la coppia da uno spiraglio di porta, le chiese:
Selina sorrise e Tristiana la ricambiò.
La vampira fissò ancora i due che si baciavano e ridevano felici e sorrise tranquilla …
Tutta quella messa in scena aveva portato a ciò che doveva essere fortunatamente e quando anche William e Samanta avrebbe saputo la verità allora la loro vita sarebbe stata come doveva essere …
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Samanta fissò il suo amore e si appoggiò sul suo petto.
William ricambiò lo sguardo e le sorrise.
Poteva essere più felice? Si chiese.
Poi la risposta aleggiò sul viso dolce di William …
C’era ancora tanto amore per loro e soprattutto tutta l’eternità!
FINE
By SpikeJem/Armida 21.07.2007