
Discalimer: Questa ff è di mia invenzione e di pura fantasia - I personaggi e la storia appartengono a me SpikeJem e a nessun'altro - Le immagini usate per creare il wall sopra riportato per dare vita alla storia ritraggono: Evangeline Lilly (Cassandra) e Hugh Jackman (Dominick) ... le persone in questione non c'entrano nulla con la storia, le img servono solo a dare un volto ai miei personaggi!
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TITOLO: L ’ UOMO CHE HO SEMPRE AMATO 1 ( Una delle mie varie storie con questo titolo)
1° CAPITOLO
Per la prima volta in vita sua era in ritardo!
Il traffico era impazzito per un incidente e tutti quella mattina sembravano nervosi e scocciati.
“Va bene che è lunedì mattina….” Pensò Cassandra, guardando nello specchietto retrovisore un’ uomo che suonava il clacson infuriato.
Erano le nove e venti e alzando gli occhi al cielo sperò che quella mattina, almeno per quella mattina, Michelle, non fosse in ritardo quanto lei.
Si chiese perché aveva scelto di rimanere a vivere a Connor House invece di prendere un’ appartamentino vicino a dove lavorava come aveva fatto la sua amica.
Dopo l’infarto suo padre si era stabilito vicino al mare, ma lei non se l’era sentita di lasciare la sua casa ...
Un posto dove anche se fuori dal centro abitato non si sentiva mai sola, specialmente perché lo era, dato che viveva sola e che Alan Anderson , suo fidanzato ufficiale e ormai presidente della Connor Enterprise, era sempre fuori per far fronte a tutti gli impegni che si era assunto come sostituto del futuro suocero.
Voleva essere alla sua altezza, le ripeteva sempre soddisfatto del proprio lavoro, quando andavano a trovare i suoi genitori per il resoconto mensile dell’azienda di famiglia.
Cassandra sbuffò girando l’angolo.
Finalmente era arrivata, e guardando meglio vide che aveva sperato invano, perché Michelle era arrivata nello stesso momento.
L’amica le sorrise contenta di poterla rimproverare almeno per una volta come faceva lei e aprendo la porta d’ingresso dell’atelier, rise ammiccando.
Le chiese sapendo che non era affatto così.
Cassandra rise facendole una smorfia e la seguì all’interno.
Andò a sedersi alla sua scrivania e Michelle le porse la posta.
Le diede uno sguardo seccata e poi un sorriso le illuminò il viso.
L’amica le andò vicino sapendo già di cosa si trattava e disse:
Cassandra lesse la lettera ad alta voce felice e urlò.
Cassandra l’abbracciò così forte che Michelle cominciò a ridere e come due ragazzine caddero a terra.
Poi ad un tratto, Cassandra si fermò e la fissò.
Michelle la vide abbassare lo sguardo e capì a cosa stava pensando e ricordò quel brutto periodo che Cassandra passò dopo la fine della scuola e quanto aveva sofferto.
Così le sorrise alzandosi e tirandosela dietro le propose di fare colazione alla caffetteria di fronte.
Protestò Cassandra;
Michelle la fissò col suo solito sguardo convincente e le disse:
Uscirono insieme e Michelle la precedette alla caffetteria mentre lei chiudeva a chiave.
Sorrise al pensiero di quell’articolo. Tutti i più famosi atelier erano apparsi sulle pagine di “ Universal Mode” ed ora sarebbe toccato anche ai suoi abiti.
Non vedeva l’ora, soprattutto per dare ragione alle speranze che Michelle nutriva in lei, e poi perchè voleva ringraziarla per la sua presenza costante.
Aveva lavorato giorno e notte per aiutarla a staccarsi dalla sua prepotente famiglia e aveva fatto tutto da sola senza farle pesare nulla anche quando suo padre era stato male.
C’era sempre stata e le voleva bene per quello che era, non per quello che la sua famiglia rappresentava come facevano tutti gli altri.
Cassandra sapeva che avrebbe potuto permettersi qualunque crociera avesse voluto e avrebbe potuto portare con sé anche Michelle, ma voleva essere solo una stilista in carriera e vivere come la sua amica di ciò che l’atelier le dava da vivere, senza il lusso in cui era cresciuta e che l’aveva fatta tanto soffrire, come unica erede dell’imperiosa famiglia Connor.
Da bambina era sempre stata trattata come una principessa chiusa in una campana di vetro e le sole persone che l’avevano trattata diversamente e che le avevano fatto capire quale fosse la vera vita erano state, Michelle e Dominick.
Il ricordo di quel ragazzo dagli occhi duri come l’acciaio le strinse il cuore.
Erano passati ormai così tanti anni….
Guardò il cielo sereno che la sovrastava e pensò a quanto quello sguardo l’aveva resa felice.
Era stato il periodo più felice della sua vita fino a che i suoi genitori avevano scoperto che la loro preziosa figlia frequentava il ragazzo sbagliato, e la consapevolezza che anche Dominick era come tutti gli altri l’aveva umiliata e sconfitta ad accettare la realtà.
Anche Dominick,esattamente come tutti gli altri vedeva in lei solo Cassandra Connor e non quella che invece lei era.
E chi era? Si chiese cercando di attraversare la strada…..
Lei era solo una ragazza innamorata e piena di speranza che i suoi genitori e il suo primo amore avevano deluso come il resto del mondo.
Ripensò a quella sera in cui aveva fatto l’amore per la prima volta con Dominick e alla sua felicità, e di conseguenza le venne alla mente il ricordo della sera in cui tutte le sue speranze erano state spazzate via dalla consapevolezza di essere stata ingannata.
Quando raggiunse Michelle, l’amica si accorse subito del suo cambiamento d’umore.
Michelle storse il naso sentendo il nome del suo presunto fidanzato e le disse:
Cassandra le sorrise sapendo che le voleva dare a tutti i costi il regalo che confezionava da tempo e divertita le propose un altro programma.
Replicò Michelle infastidita.
Cassandra la guardò truce e le disse:
Michelle sostenne lo sguardo di Cassandra e la sentì dire:
Le disse Michelle addentando un croissant.
Cassandra fissò fuori le macchine sulla strada e le disse:
Michelle la fissò seria sentendosi in colpa:
Cassandra le prese una mano e le sorrise bonariamente.
Michelle accettò il filo del discorso e la fissò. Sapeva che quello non era tutto quello che aveva desiderato nella sua vita, e non lo era neppure sposare Alan, ma sapeva anche che Cassie voleva bene all’uomo che l’aveva confortata e aiutata in un momento nel quale si sentiva persa e quindi non disse più nulla, proponendole invece di tornare al lavoro e organizzarsi per l’imminente intervista che le avrebbe rese famose.
Rientrarono all’atelier e subito ascoltarono i messaggi in segreteria.
Due erano di Alan che informava Cassandra dell’orario in cui sarebbe andato a prenderla l’indomani per andare dai suoi.
Altri erano di varie clienti e uno era della rivista.
Michelle richiamò subito il numero che la segretaria degli uffici pubblicitari aveva lasciato sul nastro, e riuscì ad ottenerel’intervista e il fotografo per il fine settimana.
La gratificò Cassandra osservando l’agenda e i loro appuntamenti.
Poi insieme chiamarono le clienti e i vari fornitori che avrebbero dovuto incontrare quel sabato e disdirono ogni appuntamento.
La giornata fu piena di impegni e quando finalmente si fece ora di tornare a casa, Michelle le disse che sarebbe passata da casa per prendere alcune cose e che l’avrebbe raggiunta più tardi.
2° CAPITOLO
Appena arrivò a Connor House, si fece una doccia sbrigativa e poi iniziò a preparare la cena.
Sapeva che Michelle era un eterna ritardataria, e quindi aveva tutto il tempo per prepararle una cenetta veloce e mettere in forno una di quelle torte istantanee al cioccolato che la sua amica adorava.
Come volevasi dimostrare Michelle arrivò un’ora e mezza dopo, quando tutto era pronto.
Cenarono sulla veranda nell’aria tiepida di settembre sorseggiando del vino, e quando terminarono di cenare, Michelle andò a prendere un’enorme busta dalla quale fuoriuscì un bustino di raso e pizzo nero, confezionato con le sue mani.
Cassandra fu realmente stupita dal gesto e toccando la stoffa resa ruvida dai pizzi, disse:
Michelle rise imbarazzata.
Toccò ancora la stoffa e le rifiniture e la ringraziò di cuore.
Con le lacrime agli occhi le baciò le guance e le sorrise.
Quel bustino era simile a quello che avevano comperato anni prima per il ballo scolastico e Michelle l’aveva rifinito imitandolo e ricordando ogni particolare.
Quella sera dimenticata, Cassandra lo aveva indossato per andarci con Dominick ed era stata la sera più bella della sua vista, soprattutto ricordò le risate che si erano fatti, quando lui aveva cercato di slacciarlo e non ci era riuscito.
Michelle capì a cosa lei stesse pensando e piano le disse:
Cassandra annuì e allungò le gambe su un’altra sedia.
Andarono al letto dopo poco e Michelle si addormentò subito.
Cassandra invece rimase a guardare il soffitto pensando ad Alan.
Non lo vedeva da tanto e non le era mancato per niente….. All’indomani insieme sarebbero andati dai suoi, per comunicare la notizia del loro matrimonio e il solo pensiero le faceva accapponare la pelle.
Alan aveva stabilito tutto per dicembre.
Voleva sposarsi sotto le feste natalizie perché era stato in quel periodo che si erano fidanzati, le aveva detto.
Si alzò dal letto facendo piano per non svegliare Michelle e scese in cucina a prendersi un bicchiere d’acqua.
Lei non amava Alan, l’aveva sempre saputo! Lo sposava perché era una soluzione ragionevole e perché gli doveva molto.
Michelle aveva ragione a non essere d’accordo, ma lei ormai aveva dato la sua parola, e non poteva tirarsi indietro…..
Gli occhi le si riempirono di lacrime e andò in veranda a fissare il cielo stellato.
Erano le due passate e lei già compiva gli anni.
Era stato quel giorno che otto anni prima aveva visto la sua felicità scemare e divenire una dura realtà.
Dominick l’aveva guardata con crudeltà quando gli aveva detto quello che pensava di lui e poi, era andato via per sempre.
Suo padre e Alan l’avevano avvisata che Dominick mirava solo al suo denaro dal momento che era orfano, ma lei non ci aveva creduto all’inizio.
Lo amava e si era fidata di lui, fino al giorno che aveva visto con i suoi occhi che Dominick non era la persona che credeva.
I suoi occhi erano stati freddi e inespressivi quando gli aveva chiesto spiegazioni davanti ad Alan.
Non era neppure riuscito a difendersi……
Suo padre l’aveva preso a lavorare alla Connor Enterprise dopo le sue continue richieste di fiducia sulla persona che voleva sposare, e alla fine lui l’aveva ripagata, tentando di rubare e mentire.
Ma che razza di uomo era?
Una lacrima le rigò il viso e col dorso della mano l’asciugò in fretta.
Rivide quegli occhi che tanto aveva amato nella sua mente e le lettere che dimostravano la sua colpevolezza.
Dominick si scriveva spesso con una donna, le aveva detto Alan a quel tempo.
“Sarah….” Quel nome l’assillava ancora!
Aveva una complice che aspettava nell’ombra, mentre le faceva credere che l’amava e che voleva sposarla.
Come aveva potuto essere così sciocca da credere che un tipo come Dominick, il campione di football della scuola, il bel tenebroso dal quale tutte le ragazze erano attratte, s’interessasse a lei?
A quel tempo era una ragazzina che lo fissava passare con gli occhi sognanti e lui era stato l’unico a trattarla come una ragazza normale, non come una Connor.
Ma ormai che importanza aveva?
Erano passati troppi anni per rimpiangere il passato…. Eppure quello che credeva morto dentro di lei, palpitava ancora sotto la polvere per il suo primo e unico amore e questo la faceva soffrire per tutto quello che aveva perso e per quello che non aveva mai avuto!
La mattina dopo Alan arrivò con una mazzo di rose rosse e Cassandra vide Michelle guardare il suo fidanzato con malcelata insofferenza.
Non l’aveva mai sopportato e mai l’avrebbe accettato!
Arrivarono alla villa sul mare dei suoi genitori all’ora di pranzo e Alan come al solito aveva un sorriso stampato sul viso.
Sua madre e suo padre l’accolsero firmandole l’ennesimo assegno come regalo di compleanno.
Come sempre credevano che potevano comperare le persone col denaro.
Non si erano minimamente preoccupati di comprarle un regalo come facevano tutte le persone normali, loro firmavano ogni anno lo stesso assegno e puntualmente ogni anno, Cassandra lo depositava in banca, facendo diventare il mucchietto sempre più grande senza mai toccare nulla.
Neanche il luogo dove abita era veramente suo, perché suo padre provvedeva ad ogni minima spesa senza degnarsi di dirle nulla.
Naturalmente lei sapeva bene che quella era casa dei suoi, ma
l’ amava troppo per lasciarla, e in fondo il fatto che suo padre si occupasse di tutto o che lo facesse fare ad Alan, le stava bene, così si sentiva protetta.
Mentre fissava i due parlare di affari qualcosa in fondo al suo cuore si scosse.
Un ricordo lontano le trapassò la mente e la voce dei presenti d’un tratto le sembrò così alterata da non riconoscerla.
Che cosa ci faccio qui? Si riscoprì a pensare sentendole mancare la terra sotto i piedi.
Il cuore le batteva così forte da sentirlo dentro le orecchie, la voce petulante di sua madre che le raccontava dei vicini diventava sempre più lieve e d’un tratto il buio calò su lei.
Svenne per poco e si ritrovò nella camera che sua madre le riservava quando andava a trovarla.
Scosse il capo senza capire cosa le era capitato e poi capì che doveva avere perso i sensi per un po’. Si alzò piano e raggiunse il salone.
I suoi genitori e Alan discutevano animatamente e suo padre dava ragione al suo protetto.
-Vedrete che appena ci saremo sposati la smetterà con i suoisciocchi sogni e vorrà dei figli…..
La risposta di Alan la colpì brutalmente e le vennero le lacrime agli occhi.
Solo in quel momento capì che anche Alan non considerava affatto il suo lavoro e come i suoi genitori la lasciavano fare, solo perché presto si sarebbero sposati e avrebbe rinunciato a tutto, come faceva sempre.
Già, perché lei rinunciava sempre a lottare….. si lasciava trascinare dalla scia e rinunciava…..
Alzò le spalle fermamente convinta ad affrontarli ed entrò in salone furiosa.
Sua madre le sorrise e le andò incontro per farla sedere, ma Cassandra non accettò il suo aiuto e si rivolse direttamente ad Alan.
Suo padre e Alan rimasero di sasso, poi l’uomo le sorrise e con falsa tolleranza, cercò di calmarla.
Cassandra li fissò mentre l’ira scemava e il dubbio di avere esagerato s’impadroniva di lei.
Alan le prese le mani e dolcemente facendola sedere le disse:
Lo stomaco le si compresse e il viso le divenne paonazzo.
Suo padre tossì come se le volesse ricordare di aver avuto la salute cagionevole e allora si calmò e disse:
Concluse cercando di fare partecipe anche loro dei suoi traguardi.
Alan l’abbracciò sorridendo e disse:
Cassandra si lasciò stringere dall’abbraccio, ma vedendo i suoi che si scambiavano sguardi complici, capì che quello che aveva sentito prima di entrare in salone non era nulla in confronto a ciò di cui avevano discusso.
Quella sera quando ritornavano a casa, Cassandra riprese il discorso in macchina.
Le disse Alan ridendo;
Cassandra lo fissò. Era un bell’uomo, biondo con gli occhi verdi e sicuramente non passava inosservato, ma per lei era molto meno attraente di quanto avesse mai creduto.
Le disse inaspettatamente.
Cassandra sorrise sapendo che Alan era dalla sua parte, ma quell’ultima frase sulla bocca di un uomo che pensava solo agli affari e alle cose materiali, sembrò un po’ illusoria.
Poi però si girò a fissare il panorama e dimenticò il resto della giornata, non vedeva l’ora di tornare a casa e stare un po’ sola per riordinare i pensieri.
Ultimamente stava ammettendo molte cose a sé stessa e doveva mettere chiarezza nei suoi sentimenti prima di fare un grave errore.
Fortunatamente Alan non rimase con lei dicendole che aveva in sospeso del lavoro e che l’indomani sarebbe partito per un viaggio d’affari.
C’erano dei contrattempi con le azioni minori della Connor Enterprise, le disse scappando, e lui doveva impedirne la vendita.
Rimasta sola, l’unica cosa che le venne in mente di fare, fu di disegnare nuovi modelli da mostrare alla rivista di moda e prese delle vecchie stoffe che aveva messo da parte per lei e cominciò a confezionare un abito da serache avrebbe lasciato di stucco tutti, soprattuttoMichelle che non se lo aspettava, e dopo l’intervista avrebbero dato una festa, decise!
Si…. Avrebbero festeggiato e non gliel’avrebbe data vinta a nessuno, non un’altra volta!
3° CAPITOLO
Il vai e vieni dello staff della rivista “Universal Mode” era in piena attività.
I telefoni squillavano ogni attimo e Cassandra aveva la mente intorpidita dall’emozione, mentre Michelle brava come era nelle pubbliche relazioni, faceva in modo che tutto andasse come speravano.
Il fotografo, immortalò ogni parte “ chic “ come diceva lui, dell’atelier.
Dalle poltrone in pelle nere alle scrivanie di metallo, scelte da Cassandra, ai modelli messi in esposizione dell’ultima collezione disegnata.
Naturalmente entrambe avevano indossato i loro modelli e la giornalista fu entusiasta del loro look, tanto da impegnarle tutto il giorno in domande e fotografie.
Alla fine del lavoro la donna, sulla quarantina, pimpante come una diciannovenne strinse loro la mano e le salutò con enfasi, dicendo:
Michelle rise di gusto e Cassandra felice, guardò al di sopra della porta, il suo futuro.
Quello che lei e Michelle avevano creato dal nulla e che ora sarebbe cresciuto insieme a loro.
Le disse gentilmente;
La donna si accese una sigaretta lasciando l’impronta del costoso rossetto rosso che aveva sulle labbra e disse ancora:
Michelle annuì divertita vedendo che il corpetto che aveva regalato all’amica era già un successo e la salutò.
Rimaste sole e sicure di non essere sentite, urlarono di gioia e si abbracciarono.
Da adesso in poi la loro vita sarebbe cambiata, ne erano sicure!
Il lunedì successivo sulla copertina di “Universal Mode” sorprendendole entrambe, vi era stampatala loro fotografia sulla porta dell’atelier, e alle prime pagine la loro intervista e le altre foto dei modelli e di varie creazioni di quella stagione.
Dopo l’articolo, il lavoro aumentò e sia Cassandra che Michelle non ebbero neanche il tempo per abituarsi all’idea che le richieste raddoppiarono giorno dopo giorno.
Infine decisero di alternare i vari giorni di lavoro per lavorare anche a casa e decisero anche di assumere qualcuno che accogliesse le clienti in loro assenza.
Cassandra riuscì infine a trovare il tempo per disegnare e cominciò a preparare la linea invernale che era già richiestissima, mentre Michelle si occupava del ramo finanziario, dal momento che le loro entrate erano moltiplicate.
Le disse Michelle una sera mentre cenavano in un fast foodparlando di lavoro.
Cassandra fu subito d’accordo.
Pensarono per qualche istante e poi insieme trovarono la soluzione e nello stesso tempo, dissero:
Risero di gusto e Cassandra ricordò il ricevimento d’inaugurazione di un famoso giornale della città e disse:
Michelle annuì e cominciò a scrivere su un tovagliolo di carta una lista delle persone da invitare.
Cassandra sorrise e sempre più speranzosa, disse:
In quello stesso istante il suo cellulare iniziò a squillare e fissandolo vide che era Alan.
Lo spense e lo rimise in borsa sospirando.
Cassandra fece finta di non capire.
-Che non hai intenzione di sposarlo!
Rimasta a bocca aperta alle sue parole, che le avevano appena aperto gli occhi sulla verità, Cassandra abbassò il capo e disse:
Risero divertite, ma subito tornata seria Cassandra fissò l’anello che portava al dito.
Michelle le prese l’anello sfilandoglielo dal dito, e disse:
Cassandra le sorrise riprendendosi l’anello e mettendolo in borsa si alzò e disse:
Michelle la seguì fuori e prima di dividersi nel parcheggio l’abbracciò e le disse:
La baciò sulla guancia e poi la lasciò per prendere la via di casa.
Quella sera fu difficile addormentarsi, soprattutto dopo aver ascoltato i messaggi di Alan infuriato per non riuscire a trovarla, sulla segreteria.
Ripensò a quanto era stata felice con Dominick.
Possibile che lo amasse ancora dopo tutti quegli anni? Si chiese terrorizzata all’idea.
Si…. Si rispose in dormiveglia…. L’avrebbe sempre amato, perché in fondo al suo cuore lo ricordava come l’amore perfetto……. anche se non era stato così…..
Quello però era l’unico spiraglio di luce che la faceva andare avanti e doveva aggrapparcisi prima di riaprire gli occhi al nuovo giorno e scoprire come sempre che quella invece non era la realtà!
Mentre lei si concentrava sulla creazione degli abiti che avrebbero indossato alla loro serata, Michelle si occupava dei preparativi, naturalmente sempre facendola partecipe di tutto, come avevano deciso sin dal primo giorno che erano diventate amiche e socie.
Ognuna avrebbe sempre rispettato l’altra e così era sempre stato…..
Cassandra era molto impegnata anche per quanto riguardava la linea invernalee il suo tempo era ben dosato tra lavoro a casa e il lavoro all’atelier.
Un pomeriggio mentre era nel suo studio a tagliare stoffa e a prendere misure, il campanello d’ingresso suonò.
Cassandra molto sorpresa andò ad aprire e con insofferenza appena li vide, si ritrovò davanti Alan e i suoi genitori.
L’uomo le sorrise orgoglioso dell’improvvisata che le aveva fatto e baciandola e stringendola, le disse:
Cassandra rimase inebetita. Come aveva potuto pensare di escludere i suoi familiari della serata?
Sicuramente gli inviti erano già arrivati in tutta la città e loro ne erano a conoscenza pensando che avrebbe voluto fare loro una sorpresa non mettendoli subito al corrente.
Sorrise timidamente cercando di apparire tranquilla e salutò sua madre e suo padre.
Sua madre sembrava molto contenta e suo padre non le disse nulla.
Per lui, sicuramente quello che le stava succedendo era solo una bolla di sapone che presto sarebbe scoppiata al suo matrimonio.
Si ricordò improvvisamente del matrimonio e le mani cominciarono a tremarle.
Come avrebbe potuto dire ad Alan che non l’avrebbe più sposato alla presenza dei suoi genitori ?
Si sentì improvvisamente sola e incapace di fare qualsiasi cosa, e cercando di apparire più gentile possibile si ritirò nello studio per continuare il lavoro che aveva lasciato poco prima.
Vide sua madre salire in camera con una grossa valigia e ne dedusse sconsolata che sarebbero rimasti per vari giorni.
Questo la rese ancora più depressa. Era abituata a stare sola in quella grande casa e averli intorno soprattutto in quel momento della sua vita non era la cosa migliore.
Alan e suo padre già stavano discutendo dell’azienda e non si accorsero neppure che lei stava andando nello studio.
Rimasta nuovamente sola respirò a fondo per concentrarsi sugli abiti che stava confezionando per lei e Michelle e mettendoli sui manichini per effettuare le ultime modifiche, si rese conto improvvisamente di quanto già fossero perfetti.
Quello di Michelle era di seta color bronzo, che stava bene con la sua corta capigliatura biondo miele, lungo con spalline trasparenti in pizzo e una finta cintura dello stesso tessuto che le ricadeva di fianco, completando con la scollatura sul seno.
Ma per Michelle quello non era un problema, lei era abituata a vestirsi scollata, quello era il suo punto forte, a parte l’altezza.
Se non avesse scelto di lavorare con lei avrebbe potuto fare benissimo la modella, anche se sapeva che essendo favolosamente intelligente quello non era il lavoro giusto per la sua migliore amica.
Poi fissò il suo abito nero di taffettà, anch’esso lungo fino ai piedi.
Scollato senza maniche e col collo all’americana fino a sotto il mento, era diviso tra il trasparente pizzo che arrivava fin all’attaccatura del seno e il colletto rigido, che si chiudeva da dietro con bottoncini gioiello, per terminare molto semplicemente liscio su tutta la lunghezza.
Erano veramente perfetti, pensò! Mancava solo un ultimo particolare.
Andò alla scrivania e prese un’enorme busta dalla quale fuoriuscì due scatole di scarpe gioiello.
Un paio nere per lei ed un paio color bronzo per Michelle.
Poi uscì dalla busta anche altre due scatole e prese due lunghe stole dello stesso colore in pizzo drappeggiato e le appoggiò sui manichini.
Ora si che era tutto come voleva! Michelle avrebbe strabuzzato gli occhi per tanta bellezza!
Dovevano essere le più eleganti e soprattutto dovevano mostrare a tutte le signore ospiti cosa erano in grado di fare!
Il lieve bussare alla porta le ricordò che in casa non era sola, e allora alzando gli occhi al cielo, ripose tutto in un armadietto e tornò in salone a stare con la sua famiglia.
4° CAPITOLO
Michelle le stringeva la mano convulsamente mentre ricevevano gli ospiti e sorrideva tra l’imbarazzato e il nervoso, ma questo durò solo pochi istanti perché poi, la sua amica riprese il suo solito controllo e insieme ricevettero tutti col sorriso stampato sul viso tranquille che tutto era, come doveva essere.
Gli ospiti risultarono più di quelli che avevano invitato, ma questo era nella normalità le disse il direttore del Royal, infatti prevedendo che sarebbe successo tutto era stata preparato in modo da non essere colti impreparati.
Infatti gli ospiti, soprattutto le signorine della buona società, avevano portato dei cavalieri e altre avevano portato due o tre amiche per non sentirsi sole in mezzo a tanta gente.
Le disse Sandy arrivata da New York solo per il loro gala.
Cassandra le sorrise e notò che anche lei aveva indossato una sua creazione.
Le disse la donna quando glielo fece notare.
Cassandra guardò nella sua stessa direzione e vide Alan parlare con suo padre in un angolo, mentre sua madre conversava con delle amiche, naturalmente tutte le donne più ricche della città che erano venute su suo invito particolare.
Sorrise facendogli segno eAlan le si avvicinò prendendola per mano.
Sandy sorrise ad entrambi e col suo fare da giornalista intrigante si presentò e disse:
Cassandra sbarrò gli occhi e Alan ridendo di gusto, la precedette dicendo:
Sandy s’illuminò e Alan scusandosi con lei scortò la giornalista verso il tavolo dove servivano lo champagne.
Doveva trovarlo fortemente sexy, pensò Cassandra mentre li osservava, e Alan era un vero uomo d’affari che sapeva destreggiarsi con ogni persona e con ogni situazione, rifletté.
Lo vide sorridere e fare l'occhiolino alla giornalista diverse volte e improvvisamente si rese conto che “quella” sarebbe stata una coppia veramente perfetta.
Due narcisisti sicuri di sé! E capì improvvisamente che non era mai stata innamorata di Alan, per lei era stato solo un’appiglio, cosa di cui adesso non aveva più bisogno perché poteva contare su sé stessa.
Improvvisamente però tutte le sue sicurezze furono distrutte…..
La voce dietro di lei era quella di Wanda Sheppard una sua vecchia compagna di scuola.
Infastidita da quell’insinuazione velenosa si girò con un sorriso sulle labbra per ribattere, ma appena lo fece il sorriso le morì sulle labbra e gli occhi le si sbarrarono e disorientata non riuscì ad aprire bocca.
Wanda le era davanti al braccio di un’ uomo alto con gli occhi taglienti come il metallo affilato, che la sovrastava con tutta la sua presenza.
La donna vedendo la sua reazione sorrise compiaciuta e torva, disse:
Cassandra alzò lo sguardo su di lui e i due si fissarono senza dire nulla.
Poi d’un tratto Dominick nel suo abito di gran classe e alta sartoria italiana, sorrise e gli occhi gli si illuminarono d’orgoglio per averla tanto colpita.
Non poteva credere che l’uomo che aveva amato per tanto tempo e che credeva di non rivedere mai più le era di fronte e la sovrastava con tutti i loro ricordi.
Le chiese Wanda fingendosi preoccupata, vedendo che non diceva nulla.
Michelle le venne in aiuto, dopo aver visto la scena da lontano e mettendole una mano sul braccio le fece capire di esserle vicino.
Cassandra distolse lo sguardo da quello penetrante di Dominick e lo sentì parlare come se fosse da un’altra parte.
La sua voce calda e profonda come la ricordava era più maschia e glaciale, e quando si rivolse a lei, Cassandra sentì il suo corpo irrigidirsi.
Lo fissò ancora una volta e cercò di abbozzare un sorriso.
Si sentiva morire…. Come era potuto accadere?
Perché Dominick era lì? E soprattutto perché era con Wanda?
Disse piano come se non volesse farsi sentire.
Dominick la bloccò con lo sguardo come aveva sempre fatto e Cassandra tremò non sapendo più cosa dire o fare.
Michelle che le era venuta in aiuto, aveva intavolato una conversazione di sufficienza con Wanda, ma la tensione che trapelò in quegli attimi era palese e la donna al fianco di Dominick ne era così compiaciuta che rideva in continuazione, mentre lei non faceva altro che distogliere lo sguardo per cercare di non rendersi ridicola ai loro occhi.
Sentì Michelle domandare. Dominick si sciolse dal braccio di quella donna appiccicosa, si passò una mano tra i capelli corvini e ripose:
Poi si voltò a fissare lei e quello che vide nei suoi occhi fu un segno di sfida.
-Posso interromperti tesoro?
La voce di Alan alla sue spalle la fece trasalire, ma grata al fatto di potersi allontanare dal gruppetto, lo prese sotto braccio per aggrapparsi e disse:
Cercò di avviarsi da un’altra parte, ma Alan non si mosse.
Fissò prima Dominick e poi con tono mordace, disse:
Dominick sorrise soddisfatto e fissandolo minaccioso, gli disse:
I due uomini si fissarono in modo ostile, come se fossero pronti ad affrontarsi in duello, poi Alan sorrise a Cassandra e prendendola per mano, intenzionalmente e in tono gentile da innamorato, le disse:
-Andiamo amore, ci sono delle persone che vogliono salutarti….
Cassandrasi voltò a guardare Dominick e Michelle, ma vide che lui precedendoli si era già allontanato e l’amica alzando le spalle in cenno sconsolato ricambiò il suo sguardo.
Disse Alan tra i denti comprimendole la mano;
Cassandra fissava gli ospiti intorno a loro senza dire nulla mentre Alan continuava a parlare furioso.
Cassandra allora lo fissò stordita ancora dallo shock e confusa, chiese:
Alan sembrò scuotersi da ciò che stava pensando e tornando a guardarla, le prese il viso fra le mani e dolcemente le disse:
Cassandra si allontanò di colpo come per scacciare quel pensiero, che già le affollava la mente e prima di allontanarsi da lui, scosse il capo.
Doveva stare sola per qualche istante, doveva prendere aria e doveva uscire di lì.
Camminò per tutta la sala non vedendo neppure dove andava e la stola di pizzo che le scivolava dalle spalle, fino ad arrivare davanti ad una portafinestra.
L’aprì e si ritrovò in un piccolo balcone pieno di fiori che dava sulle mille luci della città.
Riprese fiato e si appoggiò al parapetto per un lungo istante, cercando di non pensare a nulla.
Ma questo fu impossibile.
La sua voce…..
Si voltò paonazza e se lo ritrovò davanti.
Dominick la fissava porgendole la stola che le era scivolata e senza riuscire a muoversi, rimase ferma a guardarlo negli occhi.
Occhi il cui ricordo, l’aveva ossessionata sempre.
Vedendo che lei non si muoveva, Dominick le si avvicinò chiudendosi la portafinestra alle spalle e le posò la stola sulle spalle come se per lui fosse una cosa naturale starle vicino.
Cassandra si ritrassespaventata dalle proprie emozioni e cercando di stare lontana da lui nel piccolo spazio del balcone, si mise in un angolo, stringendosi stretta addosso la stoffa che toccata da lui sembrava aver preso fuoco.
Dominick rise incontrando il suo sguardo, e le disse:
Cassandra riprese padronanza di sé anche se non fu sufficiente a farla sentire meglio e distogliendo lo sguardo, disse:
Dominick incrociò le braccia al pettoridendo a fior di labbra.
Cassandra lo fissò spaventata per le sue parole dure e lo ricordò un’ attimo per quel ragazzo dolce che era stato.
Le disse senza distogliere lo sguardo dalle sue labbra.
Cassandra sentì di avere la gola secca.
Non avrebbe sposato Alan, ma non gliel’avrebbe mai detto, non gli avrebbe dato la soddisfazione di saperla ancora da sola.
Dominick rise e mettendosi le mani in tasca la guardò latente.
-Non ti vedo affatto convinta …..
Cassandra non sopportò di stargli così vicino e girandosi a fissarlo, arretrò d’un passo trovandosi con le spalle al muro, mentre Dominick a pochi centimetri di distanza poteva sicuramente sentire il tremore del suo cuore.
Le disse in un sussurro. Cassandra lo guardò con rimpianto e chiuse gli occhi.
Non era cambiato nulla, lei era sempre la ragazzina che pendeva dalle sue labbra e lui il rubacuori della città.
I sentimenti che provava per lui erano ancora così forti da farle male.
-Perché sei tornato?- Gli chiese d’impulso;
Dominick le prese il voltò tra l’indice e il pollice e facendo in modo che lo guardasse negli occhi, le disse:
Lo fissò cercando di ricacciare indietro le lacrime che le stavano salendo agli occhi e scuotendo il volto per liberarsi da quella stretta, rispose con un filo di voce.
Cassandra gli voltò le spalle arrabbiata più con sé stessa che con lui.
Le chiesecon voce alterata;
Cassandra si voltò a guardarlo ancora e prima di aprire la porta per tornare il sala, con le lacrime agli occhi, ferita disse:
5° CAPITOLO
Prima che potesse rendersene conto, Dominick aveva richiuso la porta e l’aveva presa per le braccia.
Cassandra alzò lo sguardo per fissare i suoi occhi e vedendoli stretti in due fessure infuocate di rabbia, capì che non aveva via d’uscita.
Dominick l’avvicinò a sé e un secondo dopo la baciò con forza stringendosela al petto.
Cassandra sbarrò gli occhi per lo stupore e poi si ritrovò al culmine di una gioia che non riusciva a reprimere.
I ricordi l’assalirono come il vento che le sfiorava i capelli e sentì le calde labbra di Dominick che non aveva mai dimenticato, accarezzare le sue, e lo desiderò.
Desiderò stringerlo e rispondere ai suoi baci, così cedette al desiderio e alzò la mano per sfiorargli i capelli.
Quel toccò la rese inerme a tutto e una lacrima le rigò il viso.
Non riusciva a credere di essere nuovamente tra le sue braccia. L’aveva desiderato per così tanto tempo che non riusciva a rendersi conto se stava sognando o se era la realtà.
Ricambiò il bacio con trasporto sopito nel tempo e sentendo le braccia di Dominick intorno al suo corpo e il suo respiro affannoso capì di avere ceduto e di avergli dato ragione.
Quando si staccarono i loro occhi erano come calamite infuocate.
Dominick alzò una mano per toccarle il viso e facendolo, in modo molto sensuale le disse:
Cassandra comprese repentinamente che l’aveva baciata per dimostrarle di avere ancora un posto nel suo cuore e allora senza dire più nulla, imboccò l’entrata in sala e scappò via da lui.
Michelle la trovò a metà strada tra la sala e la toilette e vedendola col viso arrossato e con gli occhi pieni di lacrime, la prese per mano e la condusse in bagno.
Cassandra le si gettò tra le braccia e scoppiando in un pianto dirotto che aspettava sotto le macerie da anni, fu scossa dai singhiozzi. Michelle la cullò per calmarla e si ritrovarono dopo poco sedute in terra.
Quando riuscì finalmente a rasserenarsi sorrise debolmente e dichiarò:
Michelle le accarezzò i capelli ormai spettinati e lei cercò di sorridere.
Michelle con le lacrime agli occhi scosse il capo con vigore e alzandosi in piedi sostenendola, le disse:
Si strinsero ancora e poi Michelle cercò di metterle appostò l’acconciatura, sciogliendole i bei capelli neri.
Tornate in sala, Cassandra vide i suoi genitori e Alan guardare Dominick che sembrava divertirsi immensamente insieme a Wanda, e capì che doveva allontanare anche loro.
Il ritorno di Dominick avrebbe riportato a galla non pochi guai elei doveva fare in modo di non vederlo mai più.
La sua sola vista tra le braccia di un’altra donna le faceva stringere il cuore e il dolore era così forte da non farla respirare.
Chiese ad Alan di rientrare e i suoi genitori furono ben felici della sua decisione, anche se in macchina i loro commenti furono assillanti e fuori luogo.
Dicevano all’unisono Alan e sua madre, mentre suo padre ascoltava contrariato e sembrava rimuginare su tutto furibondo.
Solo quando rimase sola nella sua stanza riuscì a piangere senza vergogna e a sfogarsi.
Perché era tornato e perché presentarsi proprio al suo party?
C’era qualcosa sotto, e se ricordava bene il carattere di Dominick sapeva che covava una fiamma sotto la corazza.
C’era qualcosa che era tornato a fare e dentro di sé sapeva che lei e la sua famiglia ne avrebbero pagato le conseguenze.
Forse , averlo fermato e aver mandato a monte tutti i suoi piani di arricchimento a suo tempo, l’aveva segnato a tal punto che era tornato per vendicarsi?
Il giorno dopo, entrando all’atelier capì che non vederlo più sarebbe stata un’impresa impossibile.
Perché infatti, Dominick era lì seduto comodamente in poltrona, mentre Wanda Sheppard provava degli abiti nel camerino.
Appena lo vide, Cassandra s’irrigidì. Le si avvicinò con fare sicuro proprio nell’istante in cui lei cercava di dileguarsi nel retro del locale.
Le disse fissandolacon la sua solita tranquillità.
Non riuscì a trattenersi dal dirlo, mentre sul viso dell’uomo era spuntato un borioso sorriso.
Cassandra diventò rossa dalla rabbia, ma non riuscì a rispondere perché Wanda si avvicinò a loro con uno dei suoi abiti da sera e scimmiottò qualche frase di convenienza sulla bellezza dei tessuti.
Dominick non la degnò di uno sguardo continuando afissare Cassandra elei sentendosi a disagio, raggiunse Michelle.
Chiese Michelle guardando la coppia disgustata:
Sospirò e prese l’agenda degli appuntamenti.
Vedendo che la giornata era piena non poteva fare a meno che rimanere.
La gelosia che provava vedendolo in compagnia di quella rossa tutto pepe, la faceva star male.
Ricordò una scena simile accaduta ai tempi del liceo e non riuscì a concentrarsi su ciò che stava facendo.
“ Era una giornata calda e la squadra di football aveva appena vinto il campionato scolastico.
Lei era andata a vedere la partita convinta che Dominick l’avrebbe almeno salutata, ma quando l’aveva raggiunto lui era in compagnia di Wanda Shepperd.
Lei gli era praticamente spiaccicata addosso e Dominick rideva divertito.
Non era riuscita ad avvicinargli ed era scappata ferita per il suo comportamento.
Aveva creduto di essere stata sciocca a sperare, ma poi lui in serata l’aveva cercata e trovata in una delle panche del campo e l’aveva abbindolata come al solito.
Le aveva chiesto.
Lei era arrabbiata e frustrata da quella situazione e gli aveva raccontato cosa aveva visto e perché era andata via.
Dominick le aveva sorriso, posandogli un braccio intono alle spalle e le aveva detto:
Poi l’aveva baciata e nulla era più importato, neanche tutte le altre volte che li aveva visti insieme, perché lei sapeva che Dominick la amava e non le altre che gli giravano sempre intorno.
Cosa su cui naturalmente, si era sempre sbagliata.
Tutte le storielle che Wanda ai tempi della scuola raccontava, sulle loro scappatelle notturne erano vere, ma lei solo dopo l’aveva scoperto e capito purtroppo.”
Sentendosi osservata alzò il viso e lo vide mentre la fissava serio.
Perché si comportava così? Penso Cassandra.
In fondo non l’aveva mai amata, era solo stata una buona opportunità.
Eppure si comportava come se ricordasse quanto lei la loro storia.
Michelle li accompagnò alla porta dopo che Wanda ebbe acquistato vari capi, e poi tornando da lei le consegnò un invito.
Cassandra aprì la busta all'istante e lesse.
Wanda Sheppard dava un ricevimento per festeggiare il suo compleanno e invitava loro e la sua famiglia al ricevimento.
Disse sarcastica;
Michelle le sorrise benevolmente e disse:
Disse Michelle, per confortarla ma subito si pentì perché capì di aver riportato a galla ferite dolorose.
Cassandra le sorrise e poi vedendo entrare delle clienti le fece segno verso di loro, dicendo:
Rimasta nuovamente sola, i ricordi di quell’ultima sera le vennero in mente.
“ Alan le aveva mostrato le lettere che Dominick riceveva in azienda da una certa “ Sarah “ e tutti gli ammanchi che avevano subito da quando lui aveva cominciato a lavorare per suo padre, e tutte le prove provenivano dal suo computer.
Cassandra non riusciva a crederci. Come aveva potuto essere così sciocca?
Aveva letto una lettera rimanendo a bocca aperta.
La donna misteriosa raccontava a Dominick le sue giornate tristi senza poterlo vedere e poi alla fine c’era scritto:
“Vorrei poterti abbracciare tesoro e non vedo l’ora che accada finalmente!”
Le si era spezzato il cuore e quando Alan l’aveva richiamato nel suo ufficio per licenziarlo e scacciarlo davanti a lei e a suo padre non era riuscita a dire nulla.
Dominick si era voltato verso di lei guardandola ansioso.
-Cassie non puoi crederlo…..
Lei con le lacrime agli occhi gli aveva buttato in faccia le lettere che Alan aveva trovato nel suo ufficio e aveva gridato:
Dominick aveva serrato la mascella e aveva alzato il capo con fierezza.
Cassandra sapeva che non si sarebbe fatto piegare da nessuno.
Aveva raccolto regalmente le lettere a cui evidentemente teneva molto, e prima di uscire dall’ufficio, si era voltato a guardarla e le aveva detto:
Quelle parole l’avevano perseguitata per così tanto tempo che a volte aveva creduto di aver sbagliato, sentendosi in colpa per non averlo fatto parlare, ma ora non era più così, sapeva che tipo di uomo fosse e non voleva ricaderci.”
6° CAPITOLO
“ –Cassie io ti amo…..
Le sue parole erano dolci e velate dal desiderio.
Le mani che le sfioravano le spalle erano brucianti sulla sua pelle.
Il caldo respiro la sfiorava tutta come i suoi baci.
Le stelle che li sovrastavano fungevano loro da tetto e l’amore e la passione che la travolse fu indescrivibile…..”
Alan la scosse dai suoi ricordi roventi e lo fissò stordita.
Cassandra rimase a bocca aperta.
Non aveva ancora deciso cosa fare che già sua madre stava ricominciando ad organizzarle la vita!
Alan sembrava cambiato dall’arrivo di Dominick.
Non stava più via tanto spesso e la ricopriva di attenzioni, come se avesse paura di perderla.
Ma in fondo era normale, pensò. Dato che lui era stato una specie di rimpiazzo al suo grande amore.
Adesso aveva paura che quei sentimenti sarebbero tornati a galla.
Ma non era così facile come poteva sembrare a lui.
Non avrebbe mai potuto perdonare Dominick per averla ingannata e per averle rubato la felicità!
Dopo la sua partenza era stato tutto molto più difficile di quanto aveva creduto.
Passava le notti a piangere e le giornate a evitare di ascoltare sua madre e i suoi “ te l’avevo detto”.
E quando usciva rivedere tutti i posti in cui avevano passato ore felici era un tormento.
L’unica sua consolazione era la presenza di Michelle con cui poteva sfogarsi ed essere sé stessa.
E poi c’era Alan che le aveva rivelato il suo amore e che cercava in tutti i modi di farle dimenticare Dominick fino a quando, una sera aveva accettato i suoi baci e le sue carezze disperata.
Già, disperata….. pensò con amarezza.
Quella sera era così triste e le mancava terribilmente Dominick che aveva chiuso gli occhi e aveva immaginato di stringerlo ancora tra le braccia, ma poi il profumo di Alan l’aveva riportata alla realtà e l’aveva pregato di aspettare, di darle del tempo, e così era stato.
Alan si limitava a starle accanto, a baciarla teneramente e ad accarezzarla come un buon fidanzato senza mai osare di più.
Voleva che fosse tutto perfetto, le aveva detto, voleva aspettare il matrimonio e adesso dopo l’arrivo del suo ex rivale sembrava febbricitante ad organizzare tutto in modo da non restare indietro.
Si azzardò a dire lei senza guardarlo.
Alan fermò la macchina sul ciglio della strada che portava all’atelier e guardandola fissamente con voce tremante, le chiese:
Cassandra lo fissò sbalordita.
Alan era sempre stato perspicace, ma lei non poteva dirgli ciò che sentiva.
L’avrebbe ferito troppo e lei sapeva bene cosa volesse dire soffrire per causa dell’amore!
Se doveva lasciarlo, non l’avrebbe fatto per causa di un’altra persona, era troppo doloroso sapere…..
La contraddisse sorridendo:
Senza sapere più cosa replicare, Cassandra abbozzò un sorriso e annuì.
Alan le si gettò addosso baciandola e abbracciandola e le sue mani cominciarono ad accarezzarle le spalle in modo diverso dal solito.
Un forte senso di nauseala pervase e respingendolo gentilmente, gli disse:
Alan la fissò con uno strano sguardo e poi riavviando il motore mise l’auto in strada.
Arrivata in atelier Michelle notò il suo stato d’animo e vedendo Alan che ripartiva facendo stridere le gomme sul terreno, le chiese:
Cassandra sospirò e stravolta, disse:
Michelle era inorridita e Cassandra non riuscì neppure a rispondergli.
All’ora di pranzo rifiutò l’invito dell’amica a mangiare con lei e fece una passeggiata.
Aveva bisogno di pensare e non voleva dare continue spiegazioni su ciò che faceva anche se Michelle era l’unica persona, che lo faceva solo per il suo bene senza aspettarsi nulla in cambio.
Senza rendersene conto dopo aver camminato un po’ si ritrovò davanti al liceo che aveva frequentato e cosa inaspettata si fermò a guardare i ragazzi giocare nel cortile della scuola.
Quante volte l’aveva fatto anche lei, spensierata e felice prima di innamorarsi di Dominick….
Abbassò gli occhi a quel triste ricordo e d’un tratto sentendosi osservata alzò il viso e si ritrovò davanti, dietro la rete che divideva il marciapiede dall’edificio, il viso della persona che stava pensando.
Facendo un salto all’indietro scombussolata, come se avesse visto un fantasma lo vide sorridere.
Gli chiese accigliata;
Dominick le sorrise come faceva un tempo e appoggiando una mano sulla rete, in un sussurro le chiese:
Cassandra guardò la sua mano e il rimpianto di quello che era stato la colpì come un pugno allo stomaco.
Così infuriandosi per la sua poca delicatezza, gli girò le spalle e s’incamminò per tornare da dove era venuta.
Girò l’angolo e andò a sbattere proprio contro il petto di Dominick che più veloce di lei era uscito dal cortile per inseguirla.
La trattenne contro di sé e quando si accorse che Cassandra non aveva nessuna intenzione di cedere la lasciò andare con fare sconsolato.
Alzò le mani come se fosse di fronte ad una pistola, e cercando di apparite più sincero possibile, disse:
Cassandra che lo stava guardando con inquietudine ad un tratto tornò seria e stanca di sfuggirgli, abbassò le spalle in segno di resa e annuì.
Dominick allargò un gran sorriso e prendendola per mano la trascinò dall’altro lato della strada dove c’era una piccola caffetteria dove alla fine delle lezioni gli studenti si riunivano e dove anche loro avevano passato gli anni a mangiare tortine dolci.
Si sedettero in un tavolino nascosto e Cassandra sempre più nervosa e nello stesso tempo felice di stargli vicino, cercava di guardare il menù per distrarsi, sapendo che lui la stava osservando.
Lo fissò meravigliata della facilità del tono in cui le parlava, come se non si fossero mai lasciati, come se fossero rimasti sempre amici o qualcos’altro.
Accettò la scelta del dolce anche se sapeva che non avrebbe mangiato nulla, visto lo stato d’animo che aveva in quei giorni, ma poi vedendolo mangiare con avidità quella che era una montagna di torta al cioccolato, l’appetito la colse di sorpresa e per qualche tempo mentre sorseggiavano del cioccolato caldo dimenticò tutto e si ritrovò ragazzina seduta al bar col suo amore.
Dominick le sorrise e poi quando vide che posava la forchetta nel piatto vuoto, le chiese:
Dominick si appoggiò allo schienale della poltrona e rispose:
Cassandra lo guardò torva senza credergli , ma non lo diede a vedere, anzi cambiò discorso.
Dominick rise divertito e poi disse:
Le chiese, calcando la parola “fidanzato”;
Cassandra sorrise indispettita;
Rimasero per qualche istante in silenzio e poi Dominick le posò una mano sulla sua e in un sussurro le disse:
Lei alzò il viso per guardarlo e una profonda tristezza l’assalì.
Dominick le strinse la mano e fissandola negli occhi lo ripeté.
Sfilando la mano dalla sua, Cassandra lo guardò senza giustificare le sue parole.
Alzatasi in piedi di scatto fece cadere la sedia sul pavimento.
Dominick si alzò a sua volta furibondo quanto lei e le disse:
Cassandra sbarrò gli occhi sconvolta dalle sue parole e scappando via cominciò a correre in strada.
Arrivata non molto lontana una mano l’afferrò e la fece girare di scatto facendola ritrovare stretta in una morsa tra le sue braccia.
Alzò gli occhi ferita e umiliata da ciò che provava, dalla voglia di stargli tra le braccia e lo sentì gridare.
Poi la baciò con rabbia facendola quasi soffocare prima di lasciarla lì in strada a guardarlo andar via.
7° CAPITOLO
Il continuo pensiero dei suoi occhi freddi la perseguitò pertutta la settimana e quella sera l’avrebbe rivisto.
Lo stomaco le si stringeva in una morsa se solo pensava al bacio crudele che le aveva dato, e che per tutta la serata l’avrebbe visto tra le braccia di Wanda.
Michelle le aveva detto che non avrebbe partecipato alla serata.
Non sopportava quella donna e lei non era tipo da fare buon viso a cattivo gioco.
Sarebbe stata sola, sapendo che tutta l’alta società avrebbe osservato ogni sua minima mossa conoscendo il passato e la storia d’amore avuta con Dominick.
Poi c’erano anche i suoi genitori che avrebbero fatto di tutto per rendere pubblico il loro disprezzo e Alan, che già nervoso dal suo arrivo avrebbe dovuto tenere sotto controllo.
Conoscendoli entrambi, sapeva benissimo che Dominick avrebbe cercato di provocarlo e dal canto suo Alan poteva rendersi ridicolo con qualche scenata.
Erano le nove quando varcarono la soglia della lussuosa casa in collina degli Sheppard,sapendo solo all’ultimo che Dominick sarebbe stato l’ospite d’onore della serata,e l’informazione come era naturale l’ebbero da diversi ospite, lasciando i suoi genitori sconcertati dal momento che da sempre il padre della odiosa Wanda era un amico di famiglia e socio in affari di suo padre, non si aspettavano quel duro colpo.
Solo di recente, la figlia aveva preso le redini di tutto sorprendendo l’intera città per la sua abilità, e per la sua crudeltà.
Già…. Crudeltà!Pensò Cassandra, ricordando quando alcuni mesi fa aveva letto sul giornale di un’azienda locale in fallimento che lei aveva risolutamente diviso e venduto, causando il licenziamento di molti padri di famiglia.
Wanda era spietata, e lei aveva paura che Dominick in sua compagnia potesse perdere anche il briciolo di dolcezza che gli restava e che lei aveva sempre amato.
La grande casa in stile vittoriano con le sue grandi arcate era più grande di quanto ricordasse.
Entrò nella sala principale tra migliaia di ospiti al braccio di Alan, con un abito di seta bordeaux, diviso in due, gonna lunga con strascico e bustino chiuso sul di dietro da nastri neri, scollato sulle spalle.
Aveva deciso di sorprendere tutti, soprattutto Dominick, mostrandosi altezzosa e sicura di sé come le aveva suggerito Michelle.
Addentrandosi in sala, Cassandra lo vide subito.
Come pensava era accanto a Wanda, tutta sorridentecome se avesse vinto alla lotteria.
Dominick la guardò e i loro occhi s’incontrarono nello stesso istante.
Le sorrise fissando il suo corpo racchiuso nella seta e il suo sguardo le fece capire quanto apprezzava il suo abbigliamento quella sera, così più sicura che mai, trascinò Alan verso di lui e la festeggiata e con falsa cortesia li salutò.
La donna si concentrò su di lei strabuzzando gli occhi nel vederla così affascinante e quasi con ira, le disse:
Poi fece un cenno ad Alan e prendendo Dominick per mano, si allontanò.
Alan li fissò disgustato e voltandosi verso di lei, disse:
Cassandra non lo sentì neppure impegnata com’era ad osservare Dominick che rideva di gusto ad ogni battuta di Wanda.
I suoi genitori le si avvicinarono e suo padre le porse un bicchiere di champagne.
Nessuno fece altri commenti, anche se lei sapeva bene cosa pensavano e che non vedevano l’ora di uscire da quella situazione.
Ogni ospite non faceva altro che fissarli e parlare a bassa voce di lei e Dominick e ad ogni sguardo che l’uomo le rivolgeva il coro di parole aumentava come se Cassandra avesse delle cicale nelle orecchie.
Forse era un po’ paranoica, pensò!
Fortunatamente la serata stava scorrendo e presto avrebbe chiesto ad Alan di andare a casa.
Non si era mosso dal suo fianco e solo dopo che Wanda annunciò ai camerieri di portare la torta, si scusò con lei raggiungendo un invitato dell’ultimo minuto che era un cliente della Connor.
Rimasta sola e senza alcuna voglia di stare a guardare la scenetta del soffio delle candele, si allontanò uscendo in giardino.
Appena lo fece però sentì un profumo nell’aria che conosceva bene e lo vide aldilà di una siepe appoggiato ad un albero con le mani nelle tasche e il colletto della camicia aperto.
Le sorrise vedendo il suo smarrimento e prima che potesse girarsi e tornare indietro, Dominick le fu vicino e la prese per un polso trattenendola.
Cassandra lo guardò! Sembrava più affascinante di come mai lo avesse visto, con i capelli mossi dal vento e gli occhi neri che gli scintillavano alla luce della luna.
Cassandra sfilò piano il polso dalla sua stretta e facendo qualche passò s’incamminò nel giardino.
Era inutile fuggire, doveva affrontarlo, prima che qualcuno si accorgesse della sua assenza.
Dominick le camminò a fianco e quando lei si fermò, si girò a fissarlo negli occhi e gli chiese:
Lo sguardo di Dominick s’incupì.
Si allontanò di qualche metro per non essere soggetta ad un contatto, ma fu inutile, ogni piccola parte del suo corpo era come calamitata verso di lui e sapeva che Dominick presto se ne sarebbe reso conto.
Dominick la guardò senza far trasparire nessuna emozione sul viso.
Cassandra scosse il capo più volte e si girò di spalle.
Non voleva ascoltare le sue parole; Aveva abbastanza rimpianti per causa sua.
Sentì il lieve tocco delle sue dita sul collo e un brivido le percorse la schiena.
Dominick era così vicino che poteva persino sentire i suoi pensieri, ma anche se aveva bisogno di lui, di sentirlo vicino, si scansò.
Dominick s’irrigidì di colpo e prima d’incamminarsi e tornare dentro, si aggiustò il colletto stringendosi la cravatta e disse:
Cassandra si voltò di scatto vedendolo andare via e il pianto trattenuto le salì agli occhi.
Se solo avesse potuto credergli! Se solo otto anni fa non fosse accaduto nulla…..
Rientrò nell’attimo in cui Wanda stava parlando e vide i suoi genitori, che fissavano la donna come se avessero visto un fantasma.
Cassandra aprì la bocca sgomenta e incassando il colpo come se avesse ricevuto una pugnalata, vide Dominick ringraziare con un bacio Wanda e poi tutti i presenti che si congratulavano sia con lui sia con i suoi genitori come se nulla fosse.
Non riusciva a credere a ciò che vedeva e a ciò che aveva sentito.
Non poteva essere la verità!
Alan le si avvicinò carico di furia racchiusa in un sorriso di gelo, e trascinandola da parte, a denti stretti le disse:
Cassandra aveva ancora gli occhi spalancati di stupore.
Alan scosse il capo furioso e disse:
La voce di Dominick arrivò dalle loro spalle e entrambi si voltarono.
Dominick sorrise soddisfatto e poi dandogli dei documenti, cominciò dicendo:
Disse lui sbalordito;
Dominick sorrise e fissando Cassandra, disse ancora:
Gli chiese furiosa senza ascoltare altro;
Cassandra abbassò lo sguardo sconfitta.
Dominick la fissò e poi guardò Alan che cercava di stare calmo e pensare e prima di andarsene, le alzò il viso con un dito e disse:
Detto questo andò via.
-Andiamo via…. Ho bisogno di pensare…. – Affermò Alan.
La trascinò come una bambola per tutta la sala alla ricerca dei suoceri e poi insieme tornarono a casa.
Nessuno disse una parola, non era necessario.
Sapevano tutti che Dominick voleva vendetta, e adesso dovevano solo aspettare e vedere cosa sarebbe successo!
Non era finita lì, Cassandra sapeva che ciò a cui si riferiva era lei, e presto o tardi avrebbe fatto la sua mossa.
La tristezza si addentrò in lei senza lasciarle forza.
Dominick le aveva rovinato la vita tanti anni fa e adesso era tornato per completare l’opera di distruzione del suo cuore, lo sapeva e temeva quel momento perché ormai senza più forze, gli avrebbe solo ceduto!
8° CAPITOLO
Le disse Michelle quando Cassandra le raccontò quello che era successo;
Cassandra scosse il capo sconsolata.
Michelle si mise a pensare e scuotendo la testa fece una smorfia.
Cassandra si alzò dalla sua scrivania e guardando fuori dalla vetrata, ripensò a tutta la faccenda.
Michelle la raggiunse e poi guardandola, le disse:
Cassandra si guardò l’anello di fidanzamento e rispose, sconsolata:
Michelle la fissò esterrefatta; Cassandra non capì la sua incredulità.
Cassandra rimase allibita, come aveva fatto a non pensarci, a non capire?
Ma allora a cosa gli serviva l’impresa di costruzioni di suo padre?
A nulla…. Era solo per vendicarsi….
Ma da chi aveva avuto un simile lascito?
Le chiese Michelle preoccupata.
Cassandra la fissò senza vederla e bruscamente, disse:
Michelle annuì, il filo del discorso quadrava, ma la paura negli occhi dell’amica la spinse a cercare di rassicurarla e in fine cambiò discorso per farla distrarre, almeno fino all’ora di cena.
Alla otto in punto Dominick varcò la porta dell’atelier in un abito si sartoria italiana e sorridente come chi aveva la situazione in pugno, la raggiunse alla scrivania.
Gli disse lei prima di sparire nei camerini.
Ne uscì cinque minuti dopo con un tailleur bianco in doppio petto bianco.
Voleva che la serata fosse più formale possibile e voleva scoraggiare qualunque sua avances.
Dominick la portò in uno dei locali più in vista e costoso della città e al loro ingresso molte facce si girarono a guardarli incuriositi.
Appena si furono seduti e lasciati soli dal cameriere che li aveva scortati al tavolo, Cassandra passò subito all’attacco.
Dominick alzò gli occhi dal menù per fissarla sicuro di sé.
Cassandra non riusciva a credere alle sue orecchie, Dominick voleva evitare il discorso, ma lei non gliel’avrebbe permesso.
Le chiese sorridendole;
Cassandra lo guardò dritto negli occhi e poi con evidente ostilità, cominciò dicendo:
Il tono della sua voce la fece rabbrividire e cercando di focalizzare la sua attenzione sulle sue mani per non guardarlo, decisa, disse:
Dominick si appoggiò allo schienale dell’elegante sedia di velluto e fissandola, appoggiò il menù di lato e fece cenno al cameriere di portare del vino bianco.
Quando questo ebbe finito di servire, alzò il bicchiere verso di lei, e come una velata promessa, disse:
Cassandra spalancò gli occhi stupida e riprendendo conoscenza di ciò che aveva appena sentito, strinse i pugni e disse:
Lo fissò frastornata e Dominick sorrise.
Cassandra rimase allibita.
In città nessuno sapeva nulla, evidentemente gli Sheppard avevano nascosto tutto molto bene.
Dominick la fissò grave e continuò:
Cassandra rabbrividì sotto quello sguardo magnetico.
Dominick allungò la mano per prendere la sua e rispose:
Cassandra ritirò la mano come se si fosse bruciata.
Cassandra scosse il capo con le lacrime agli occhi.
Disse sul punto di piangere interrompendo quella scia di parole.
Dominick irremovibile rimase serio.
Lo fissò tra le lacrime e capendo che non c’era via d’uscita abbassò il capo sconfitta.
Dominick si alzò per portarla al centro della sala e la portò con sé sulle note di una canzone d’amore mentre lei col capo chino tratteneva a stento le lacrime.
Dominick serrò la mascella senza rispondere e Cassandra continuò:
Lui la fissò ancora senza dire nulla e poi la riportò al tavolo, ma prima di sedersi, le prese la mano le sfilò l’anello di Alan e le infilò al dito una vera di piccoli diamanti.
Cassandra si guardò la mano e furiosa , gli disse:
Dominick le sorrise con fare minaccioso e si alzò di nuovo.
Cassandra lo guardò con occhio bieco, e senza dargli il modo di toccarla ancora, gli passò accanto e uscì dal ristorante.
Lo avrebbe ucciso se avesse potuto, ma qualcosa dentro di lei anche se era agitata e umiliata le infondeva uno strano calore, una strana speranza nel futuro.
D'altronde non avrebbe sposato Alan, lo sapeva bene! L’addolorava solo doverlo lasciare in quel modo, ma la sensazione di sollievo che aleggiava dentro di sé, la rendeva in qualche modo un po’ più speranzosa.
9° CAPITOLO
La notizia del suo imminente matrimonio con Dominick, fece svenire sua madre.
Aveva chiesto a Michelle di mangiare con lei e la sua famiglia per darle manforte, ma sapeva che la presenza dell’amica non avrebbe evitato le scenate e l’irreparabile odio dei suoi genitori contro tutto ciò stava facendo.
Gridò sua madre quando si fu ripresa dalla notizia.
Suo padre contrariamente a ciò che credeva stava zitto e tranquillo sul divano sorseggiando della limonata.
Sua madre continuava a dirle cose terribili e cercava aiuto da Michelle per convincerla a desistere, ma ad un certo punto suo padre si alzò e disse:
Incredibile, pensò, suo padre credeva che lei sposasse Dominick per interesse…..per riprendersi le azioni e aggiustare gli affari di famiglia!
Non era sicura di volere che pensassero quello, ma ugualmente non disse nulla.
Era meglio quello, che sentire urlare sua madre! E sentir dire il suo nome per intero come se stridesse.
Ma il peggio doveva ancora arrivare….. Quando Alan, visibilmente stanco e scosso dagli ultimi giorni, fece capolino nel salone.
I suoi genitori uscirono speditamente e Michelle cercandola con gli occhi, le sorrise e le disse:
-Coraggio…..
Alan la guardò senza capire e d’un tratto come se si fosse illuminato le fissò la mano vedendo che portava un altro anello e non il suo.
Gli prese il polso stringendolo con forza e ringhiò esasperato:
Lei lo guardò timorosa di ferirlo più che della sua reazione irata e gravemente disse:
Le parole dure e virili di Dominick esplosero nell’aria del salone come una bomba.
Michelle e Dominick apparvero dietro di loro una seguendo l’altro e Alan preso alla sprovvista si girò a fissarlo come se volesse farlo fuori.
Dominick le si avvicinò e con possessione le mise un braccio intorno alla vita.
Alan li esaminò per qualche istante e poi sorrise beffardo e sorprendendoli, si voltò per andarsene e disse:
Dopo di ciò uscì e Cassandra si allontanò da Dominick con uno strattone.
Dominick fissò la porta dalla quale Alan era uscito e stringendo gli occhi in due piccole fessure, disse:
Michelle li fissò da lontano e qualcosa dentro di lei mutò, una specie di velato rispetto cominciò a nascere verso Dominick che sembrava tanto duro, ma qualcosa le diceva che quell’uomo nascondeva un grande amore sotto quella spessa corazza, e doveva scoprire se aveva ragione, doveva sapere quale era la verità sul suo ritorno!
La camera d’albergo che occupava Dominick era una suite, come Michelle aveva previsto.
Si è abituato bene alla ricchezza, pensò, mentre un cameriere la faceva accomodare nel salottino della stanza.
Il ragazzo le chiese se volesse qualcosa da bere e si fece portare un martini.
Aveva bisogno di bere per affrontare quell’uomo, ne era certa!
Dominick entrò in camera proprio nel momento in cui lei posava il bicchiere vuoto del suo drink sul vassoio e sorrise divertito.
Le disse facendo segno al bicchiere vuoto.
Michelle lo guardò col suo solito sguardo da donna sicura che usava sul lavoro, ma vide che con lui non aveva l’effetto sperato, così decise di parlare chiaramente senza tanti preamboli.
Si alzò per averlo faccia a faccia e disse:
Michelle rimase inebetita dalla sua cordialità. Lo credeva diverso….
Ora invece, lontano da tutti sembrava il ragazzo simpatico e spensierato che ricordava.
E poi… come le era venuto in mente di trattare con lui come se non lo conoscesse? Doveva essere più nervosa di quanto credesse.
Non aveva avuto modo di conoscerlo interiormente ai tempi della scuola, perché Cassandra doveva vederlo di nascosto, ma le poche volte che lo aveva incontrato lo ricordava nello stesso identico modo come lo vedeva in quel momento, sedutole di fronte.
Così anche lei si rilassò e accomodatasi di nuovo, sorrisee sospirò.
Dominick scosse il capo e sorrise.
Michelle rimase a bocca aperta.
Le chiese sedendosi meglio per fissarla. Michelle annuì e Dominick cominciò dicendo:
Michelle lo guardò seria e annuì provando un senso di sollievo.
Sapeva che era così…. Sapeva che i suoi sguardi verso l’amica erano troppo intensi.
Dominick sorrise stanco e iniziò a raccontare la sua storia, chi fosse “Sarah” la donna che Cassandra aveva creduto sua amante, gli anni che aveva passato a riprendersi da quella delusione e la consapevolezza che sarebbe tornato per spiegare e dire la verità su quei furti sperando di riprendersi l’unica donna che avesse mai amato.
Michelle ascoltò in silenzio senza mai interromperlo e improvvisamente si rese conto della sofferenza che aveva patito e della forza che aveva avuto per affrontare tutto e tornare, solo per lei.
Sapeva bene che Cassandra lo amava ancora e avrebbe potuto dirglielo e rendere tutto più semplice, ma decise di non farlo.
Cassandra avrebbe dovuto capire i suoi errori e imparare e perdonare e a chiedere perdono.
Alla fine, si alzò sorridente e gli tese la mano.
Dominick le strinse la mano così forte che quasi gliela stritolò e mentre l’accompagnava alla porta, un giovane uomo uscì dalla stanza comunicante.
Michelle si voltò e nello stesso istante gli occhi del nuovo venuto la scrutarono, facendola bloccare e rimanere stolta a fissarlo.
Il ragazzo era una copia giovane di Dominick e avvicinandosi sorridente la fece diventare rossa come non le era mai capitato.
Dominick vide la sua reazione e per toglierla dall’imbarazzo, le disse:
Il ragazzo la guardò nel profondo degli occhi e stringendole la mano, sorrise e disse:
Michelle sbatté gli occhi confusa cercando di riprendersi.
-Si…. Piacere di conoscerti Erick…..
I sorriseti dei due fecero tornare Dominick ai tempi del liceo quando aveva visto per la prima volta Cassandra e le aveva sorriso.
Uscita dalla suite, Michelle imbarazzata per la reazione che aveva avuto, entrò in ascensore ancora su di giri.
Sospirò e chiuse gli occhi eccitata e felice.
Se l’amore a prima vista esiste….. pensò, io sono innamorata!
Sorrise guardando la sua figura riflessa nello specchio dell’ascensore e sperando di non sembrare pazza agli altri ospiti dell’albergo disse a sé stessa che doveva rivederlo, atutti i costi….
Chiese Erick al cugino quando rimasero soli.
Dominick annuì convinto e sapendo che il ragazzo gli avrebbe chiesto presto qualcos’altro, sorrise e aspettò.
Erick era il suo unico parente e il suo amico più caro, l’unico che lo conoscesse bene e che lo sostenesse e Dominick teneva molto a tutto ciò che lo riguardava, anche se lo aveva conosciuto in un momento poco bello della sua vita, otto anni prima.
Dominick lo fissò e Erick sorrise e disse:
Il ragazzo scosse il capo divertito e prima di uscire dalla suite, scherzò dicendo:
Dominick ricambiò il sorriso e ammonendolo con lo sguardo, disse:
-Michelle è una brava persona, Erick…..
Concluse il cugino seriamente, poi gli fece un cenno di saluto e lo lasciò.
-Non posso crederci….. non mi stai neanche a sentire!
Le strillò Cassandra comparendole davanti.
Michelle saltò sulla sedia vedendo la sua faccia accigliata e capì che non aveva ascoltato una sola parola di ciò che l’amica le aveva rivolto.
Cassandra la guardò incuriosita e le chiese:
Michelle la fissò e Cassandra si portò una mano sulle labbra capendo tutto.
Michelle scosse il capo convulsamente per convincerla ma Cassandra puntò un dito sulla sua faccia rossa e disse:
Ormai non poteva mentirle, ma come spiegarle chi era la persona a cui pensava?
L’amica la sommerse di domande, e quando non riuscì più a fermarla, alzò una mano e esasperata, disse:
Cassandra rimase ancora più scioccata e insospettendosi, le chiese:
Disse Cassandra senza riuscire a capire.
Michelle fece spallucce e sorridendo al ricordo di quegli occhi magnetici, disse:
Cassandra non credeva alle coincidenze, soprattutto se riguardavano Dominick, ma Michelle era talmente presa dal suo nuovo amore, che non le chiese più nulla, avrebbe saputo tutto da lui e volente o nolente doveva dirle la verità.
10° CAPITOLO
Dominick quella sera stessa passò a prenderla per mostrarle la casa che voleva comprare.
La casa bianca con un tetto rosso e spiovente sembrava una di quelle ville da favola con pini e abeti tutto intorno in un grande giardino, che si vedevano sulle riviste, e non era lontano dal centro.
Possibile che non l’avesse mai notata? Pensò;
Il giardino era tutt’intorno alla grande abitazione ed era pieno di roseti.
Cassandra si guardò in giro conscia solo del fatto che aveva accanto l’uomo che amava e odiava nello stesso tempo.
Mentre lui le parlava come se il fatto di essere lì e insieme fosse del tutto normale.
Entrarono in casa dopo che Dominick aprì con le chiavi e Cassandra si ritrovò in un ampia entrata sotto un’arcata che divideva un grande salone con un enorme camino e dei divani di velluto blu, mentre alle grandi finestre erano appese dei drappeggi di tende color crema.
Disse subito senza vedere il resto.
Già quello che aveva davanti le bastava.
Dominick le si avvicinò sorridente e dolcemente le disse:
Salirono una grande scalinata di marmo scuro e Cassandra vide tante porte.
Fu condotta in una stanza che si affacciava sul retro del giardino, dove un balcone grande e spazioso dava da vedere al di sotto dove vi era una piccola fontana e un prato verde e lucido.
Gli occhi le si illuminarono di piacere, ma poi quando vide la camera da letto che sicuramente Dominick voleva dividere con lei, s’irrigidì.
Dominick notò subito il suo cambiamento e senza girarci intorno, le chiese:
Cassandra lo fissò per qualche secondo e poi disse:
Gli occhi dell’uomo divennero freddi come il marmo.
Cassandra andò su tutte le furie e allontanandosi, gridò:
Dominick la raggiunse in un ‘attimo e prendendola tra le braccia e stringendola per non farla scappare, la baciò senza darle il tempo di pensare.
Il bacio forte e virile pian piano divenne dolce eossessivo, tanto che Cassandra non riuscì a resistere e gli circondò il collo con le braccia.
Dominick le accarezzò la schiena e le baciò il collo sfiorandole i capelli col respiro affannoso, poi d’un tratto la prese in braccio e la portò sul letto.
Cassandra lo fissò senza riuscire a fermarsi.
Non poteva e non voleva! Lo aveva desiderato per così tanto tempo che adesso l’unica cosa che riusciva a fare era stringersi a lui e abbracciarlo con tutta sé stessa.
Dominick sembrava come accecato dalla passione e dalla voglia di lei che non riusciva a fermarsi.
L’accarezzò dappertutto con dolcezza e bramosia e solo quando sentì lo scoppio di un tuono riuscì a tornare in sé e a pensare nitidamente.
La guardò, stretta a lui, nuda per metà e stravolta dalla passione e sorrise.
Cassandra alzò la testa per guardarlo atterrita dal proprio comportamento.
Prima gli aveva detto che non voleva dormire con lui e poi gli si dava lì senza riserve? Se non fosse stato lui a fermarsi, lei avrebbe voluto fare l’amore lì, senza riserve.
Si alzò di scatto cercando di riabbottonarsi al camicia che lui aveva sbottonato in quello scoppio di passione e cercò di ricomporsi.
Dominick continuò a osservarla per cercare di capire cosa doveva fare, ma quando stava per dirle qualcosa, lo sguardo duro di Cassandra lo fermò.
Dominickconsiderò la situazione e fece per avvicinarsi nello stesso momento, mentre Cassandra si allontanava tremante ancora di desiderio.
Sorrise snervato e tirandosi indietro i capelli, la guardò e le disse:
Quelle parole furono una doccia fredda e vedendolo passarle accanto per scendere giù, Cassandra si sentì avvilita.
Possibile che tutto stesse succedendo davvero?
Come poteva amarlo sapendo che le stava facendo del male?
Eppure era così…. Lo amava, lo desiderava e avrebbe fatto l’amore con lui, con o senza matrimonio!
Sentì una lacrima rigarle la guancia e asciugandosela frettolosamente, scese per raggiungerlo e tornare a casa.
Quando fu sulla porta di casa, già pioveva a dirotto e Dominick l’accompagnò facendola mettere sotto la sua giacca per proteggerla dall’acqua scrosciante.
Prima di andarsene la guardò negli occhi, la baciò lievemente sulle labbra come se non fosse successo nulla e le disse:
Cassandra fu sorpresa e ricordandosi di quello che le aveva raccontato l’amica, chiese diffidente:
Dominick alzò gli occhi al cielo spazientito e prima di andare, disse:
Detto questo la lasciò sulla porta a fissarlo come se non vedesse altro.
Ed era così … lei non vedeva altro che lui…..
Non vedeva l’ora di sposarlo e vivere con lui, ammise con sé stessa…. Forse un giorno, Dominick l’avrebbe amata e avrebbero dimenticato tutto…. Forse avrebbero avuto dei figli e…..
Si rese conto di piangere solo quando chiuse il portone alle sue spalle e triste andò in camera sua.
Non voleva incontrare sua madre e spiegarle il motivo del suo stato d’animo, dal momento che non riusciva a spiegarlo neppure a sé stessa, così prese a correre per raggiungere la sua camera e chiudervisi dentro.
Il giorno dopo accompagnata da Michelle finì per andare a cena insieme a Dominick e lo sconosciuto ragazzo di cui l’amica era così presa.
In macchina fu molto silenziosa, ma Michelle non se ne accorse, presa com’era a rifarsi il trucco e a preoccuparsi dell’imminente incontro.
Cassandra invece era triste e avrebbe voluto essere da qualche altra parte senza dover vedere Dominick.
Anche se ogni volta che non era con lui sperava di vederlo spuntare come per incanto.
Quella vicinanza le stava divenendo fatale! Si era innamorata ancora una volta dell’uomo che aveva sempre amato e che invece avrebbe dovuto odiare per averla tradita.
La cosa che odiava più di tutti, era essere considerata per il suo denaro e per il suo buon nome e Dominick otto anni prima, aveva fatto di tutto per entrarne in possesso.
Come avesse poi fatto, a diventare ugualmente ricco, non voleva neppure saperlo anche se sospettava che quella famosa Sarah, fosse la sua seconda possibilità di elevarsi socialmente.
Ma in fondo non poteva biasimarlo…. Pensò! Era cresciuto senza genitori, guadagnandosi sin da piccolo ogni tozzo di pane che mangiava e solo grazie ad una borsa di studio sportiva era riuscito a frequentare il liceo.
Era ovvio che aveva voluto sfidare il destino e cercare di sposare una ragazza ricca.
Ma perché proprio lei? Perché le aveva fatto del male deliberatamente? Lei sicuramente non era la ragazza giusta da prendere in giro…. Se non altro in due anni di conoscenza erano diventati anche grandi amici prima di diventare anche amanti.
Perché aveva messo da parte anche la loro unione, oltre al suo amore?
Tanto tempo fa lo credeva una persona speciale, un ragazzo di cui ci si poteva fidare, anche se era considerato il play boy della scuola.
Credeva di conoscerlo meglio degli altri, ma alla fine aveva compreso a suo spese, quanto si era sbagliata.
Arrivate al ristorante, Cassandra si accorse solo dopo essere entrata che era una pizzeria italiana.
Dominick le aveva detto di vestirsi casual, ma non aveva capito fino a che punto, tanto che il suo tailleur color panna adesso le sembrava inappropriato.
Ma poi guardò Michelle che non aveva neppureconsiderato, dato che per tutto il tragitto aveva solo seguito il corso dei suoi pensieri, e vide che anche lei portava un pantalone ed una camicia sobria quanto lei e si rasserenò…. e poi, che le importava di come era vestita? Non avrebbe dovuto piacere a nessuno!
Mentì a sé stessa……
Dominick era seduto in un tavolo appartato davanti ad una vetrata, dalla quale si potevano vedere tutte le luci della città, accanto ad un ragazzo molto affascinante che gli somigliava molto.
Non aveva mai saputo che lui avesse una famiglia da qualche parte, e per questo si sentiva ferita.
Questa era la prova che Dominick non l’aveva mai considerata abbastanza, per dirle qualcosa di sé o della sua famiglia!
Si diede della stupida mentre si avvicinavano al tavolo.
Perché aveva deciso di accettare l’invito?
Poi guardò lo scintillante sorriso di Michelle e capì il perché.
Il ragazzo scostò loro le sedie e sorridendo , salutò.
Poi si concentrò su Michelle riservandole un caloroso sorriso di benvenuto.
Cassandra guardò il ragazzo con un sorrisetto maligno e ignorando il motivo per cui erano lì, disse acida:
Dominick si oscurò subito in viso, ma Erick fece finta di nulla.
Poi vide Dominick avvicinarsi, e lo sentì mormorare:
Cassandra lo fissò minacciosa…. non gli avrebbe fatto passare una piacevole serata, decise, e si scostò da lui senza degnarlo di una risposta.
Ordinarono ad un corpulento uomo che era il proprietario cosa volevano mangiare, e poi Erick si voltò verso di lei e sorridendo, le disse:
Cassandra fu sorpresa, non sapeva che l’invito fosse da parte sua, dato che Dominick non le spiegava mai nulla.
Il ragazzo annuì guardando Michelle che diventò tutta rossa e Cassandra chiese:
Il ragazzo fissò Dominick confuso e per tutta risposta, lui rise e disse:
Cassandra fissò entrambi e poi si concentrò risentita sul più giovane.
Lui rise nervoso e disse:
Il sorriso che le increspò le labbra fece capire quanto fosse furiosa e scuotendo il capo, continuò:
Michelle la guardò accigliata e sorridendo nervosamente cambiò discorso.
Erick rise e la guardò negli occhi, poi inaspettatamente, le prese una mano e le chiese di ballare sulla veranda dove anche altri clienti lo stavano già facendo.
Cassandra capì di averli messi a disagio e li guardò andare via sconsolata.
Non voleva rovinare la serata a Michelle, ma era così furiosa che non riusciva a controllarsi.
Dominick le prese la mano facendola trasalire e voltandosi a guardarlo lo vide molto vicino.
Dominick la fissò intimidatorio e poi lasciandole la mano si appoggiò allo schienale e sospirando, disse:
Cassandra continuò a guardarlo senza dire nulla e capendo che aveva ragione annuì.
Poi però sentì che non avrebbe potuto rimanere tranquilla e cercando di apparire cordiale, disse:
Dominick guardò il panorama e a sua volta annuì.
Lo osservò…. Sembrava che fosse dispiaciuto, pensò! Ma poi si girò a guardare Michelle e Erick che ridevano divertendosi, mentre ballavano e con una punta di gelosia e il cuore stretto in petto capì che tra loro non sarebbe mai più stato in quel modo, come quando non sapeva nulla dei suoi tradimenti e rimase in silenzio per gran parte della cena.
Quando Dominick la riaccompagnò, Michelle rimase lietamente con Erick, e quando la lasciò davanti alla porta, non le disse nulla né della serata né di altro, accennò solo un lieve “buonanotte” e filò via.
11° CAPITOLO
La voce di Alan al telefono la fece rabbrividire.
Sembrava impastata d’alcool e rauca come non l’aveva mai sentita.
Doveva soffrire molto…. Ed era per causa sua! Si rammaricò cercando di parlargli.
Continuò Alan imperterrito.
Cassandra sgranò gli occhi, non credendo a ciò che sentiva.
La comunicazione fu interrotta bruscamente, lasciando Cassandra pensierosa e atterrita.
Come avevano potuto pensare, che lei fosse capace di sposare Dominick solo per fare ciò da cui era scappata tanto tempo fa?
Non era capace di essere falsa a tal punto e soprattutto non avrebbe mai accettato di scendere a compromessi solo per salvare la facciata della famiglia Connor.
Cercava solo di rendere la vecchiaia più semplicemente possibile ai suoi genitori, dato i ricatti di Dominick, ma nient’altro…..
Aveva accettato di sposarlo perché suo padre non si aggravasse sapendo di perdere veramente tutto, ma non credeva che sapendo come lei fosse le persone che amava di più l’avrebbero creduta capace di tanto!
E soprattutto non poteva prevedere che Sarah esistesse ancora…. Pensò ricacciando indietro lacrime amare.
Quella mattina, appena arrivò all’atelier, Michelle parlava al telefono e dai sorrisi e paroline gentili che rivolgeva al suo interlocutore, Cassandra seppe subito con chi stava parlando prima che l’amica glielo dicesse.
Le raccontò della serata romantica, dei discorsi semplici e dolci che avevano fatto e della loro affinità, concludendo il tutto con la descrizione del bacio più incredibile che avesse mai ricevuto.
Le disse Michelle sognante;
Cassandra alzò gli occhi al cielo e spazientita da tutto, sull’orlo di una crisi, disse:
Michelle la guardò colpita dall’intensità delle sue parole e Cassandra solo quando capì di averle fatto del male si rese conto di aver gettato su di lei tutta la sua frustrazione.
Le disse Michelle tornando alla sua scrivania.
Cassandra chiuse gli occhi ancora più scoraggiata.
L’ultima persona con cui voleva litigare era proprio lei, e non riusciva a dirle nulla per scusarsi, continuando invece a ribattere a tutto ciò che le diceva.
Michelle si voltò a guardarla ferita e l’ultima cosa che le disse fu la goccia che fece traboccare il vaso.
Detto questo, occhi negli occhi sembrarono dimenticare tutta la loro amicizia.
Dominick arrivò proprio in quel momento e le interruppe.
Percependo la tensione che aleggiava tra di loro, forse per la prima volta da quando conosceva entrambe, capì di essere sopraggiunto in un tempo completamente sbagliato.
Michelle uscì come una furia dall’atelier senza neppure salutarlo, e Cassandra appena lo vide s’indurì ancora di più.
Dominick cercò di fare come se nulla fosse, e le consegnò i documenti del matrimonio da firmare.
Cassandra li fissò lacerata dal pianto che le stava salendo agli occhi e scossa dai singhiozzi, cominciò a piangere.
Sussurrò a sé stessa.
Dominick le fu subito vicino e la strinse tra le braccia accarezzandole i capelli.
Cassandra gli si strinse contro, mentre immagini di un passato mai sepolto le intorpidivano la mente rendendola vulnerabile ai suoi sentimenti.
Cassandra pianse conscia del fatto che lui era là per lei e quando si staccò, vide che sembrava teneramente preoccupato, e lo vide per la prima volta in modo diverso.
Dominick le sorrise passandole un fazzoletto di stoffa.
Cassandra scosse il capo. Non voleva che se andasse ….
Dominick la guardò in viso con una espressione attonita e poi la prese tra le braccia e dolcemente le alzò il viso verso il suo e la baciò.
Cassandra rispose con trasporto a quel bacio come se fosse la donna più innamorata della terra, poi però come un’ incubo che prende il sopravvento, la voce arcigna che più odiava in quel momento, le arrivò alle orecchie facendola staccare istintivamente da Dominick.
Wanda li raggiunse guardando entrambi seccata e disse ancora:
Cassandra sgranò gli occhi sentendosi umiliata.
Dominick baciava lei, portandole i documenti del loro matrimonio da firmare, mentre in macchina c’era la sua amante?
E pensare che per un attimo aveva creduto che poteva fidarsi di lui….
Si allontanò dai due come se la loro vicinanza la disgustasse e lo fissò vedendo che la guardava senza saper dire nulla.
Prese i documenti e li firmò in fretta come se la penna le bruciasse la mano segnandola per sempre.
Glieli tese subito dopo e ancora più disgustata dal sorriso di Wanda, disse:
Dominick incassò il colpo con classe e voltandole le spalle fece per uscire, e disse:
Wanda lo seguì compiuta e Cassandra li vide andare via insieme dalla vetrata, con le lacrime agli occhi.
Come aveva potuto essere così sfortunata e stupida?
Per un secondo aveva creduto di essere amata….. per un secondo solo, aveva sperato……
Una mano familiare le toccò la spalle mentre le lacrime le scendevano sul viso e voltandosi incontrò lo sguardo preoccupato di Michelle.
Le si gettò fra le braccia piangendo e Michelle le circondò le spalle con le braccia.
Avrebbe voluto dirle la verità, farle capire che le cose non erano come lei credeva, ma non poteva farlo.
Aveva giurato di non dire nulla e lasciare che il destino aiutasse entrambi a tornare ad essere felici, ma adesso vedendola così disperata capiva quanto quella storia avrebbe segnato indelebilmente tutti.
Il sole che risplendeva sul prato della casa acquistata da Dominick rendeva la giornata ancora più bella.
Michelle aveva accettato di organizzare il matrimonio su richiesta di Dominick.
Aveva fatto portare tavolini bianchi e sedie di metallo per il ricevimento, facendo allestire tanti gazebo in cerchio pieni di composizioni floreali variopinte, e al lato aveva fatto posizionare un piccolo arco di rose bianche e nastri dove c’era un piccolo altare e dietro di esso in terra nastri lunghi che delineavano un lungo rettangolo nel quale si sarebbe svolta la cerimonia.
Doveva essere tutto perfetto e speciale, pensò, ricordando la faccia di Cassandra quando giorni prima, dopo quel tremendo pianto di sfogo le aveva mostrato l’abito nuziale che le aveva fatto preparare dalle sarte dell’atelier.
Era un modello che Cassandra aveva disegnato ai tempi del liceo quando aveva conosciuto Dominick, e lo stesso che aveva stracciato quando l’aveva perso, e che lei aveva ripreso dall’immondizia e conservato…. come se qualcosa le dicesse di farlo.
E fortunatamente aveva fato bene!Pensò.
Perché finalmente si sposavano e se andava tutto bene, presto anche la felicità sarebbe tornata sui loro volti.
L’abito era color avorio col bustino intersecato, di perle e pizzi chiuso dietro da nastri che finivano in una rosa di seta argentea, con scollatura sulle spalle e maniche larghe e trasparenti.
Appena l’aveva visto Cassandra non riusciva a credere ai suoi occhi.
Nervosa com’era non aveva neppure pensato a scegliere l’abito sperando di prenderne uno all’ultimo minuto.
Ma quando aveva visto il regalo di Michelle che valeva più di cento altri, si era commossa, rendendosi conto finalmente che stava per sposare Dominick.
E aveva ammesso che nonostante tutto era felice di farlo….. e sperava ancora….
I pochi invitati erano arrivati tutti e Michelle testimone di nozze insieme ad Erick era raggiante.
Dominick, era fermo davanti all’altare vicino al prete quando la marcia nuziale cominciò.
Cassandra avanzò al braccio del padre senza vedere nessun altro, fuorché lui.
Dominick la guardò con passione e quando le colombe bianche furono librate in volo Cassandra arrivò al suo fianco.
Il prete li unì in matrimonio in una cerimonia solenne e festosa, come mai nei loro sogni avevano creduto possibile.
Quel giorno l’avrebbe serbato sempre nel cuore, giurò a sé stessa, quando Dominick la baciò alle parole: “ Vi dichiaro marito e moglie….” e felice come non mai….. forse confusa da quella felicità inaspettata, vide lo stesso sentimento negli occhi dell’uomo che adorava, e sentendosi appagata e tranquilla come non si sentiva da anni, sorrise al futuro…. anche se era quanto mai incerto.
12° CAPITOLO
Guardando gli invitati, persone che Cassandra aveva visto varie volte, ma che non conosceva bene, si rese conto che Dominick li aveva fatti venire solo per far piacere a sua madre che teneva al buon nome della famiglia.
Solo poche persone erano lì, per il piacere di esserci, si sorprese soprattutto dell’assenza di Wanda, data l’amicizia tra virgolette che aveva con Dominick.
Si fermò in un angolo del giardino, e guardò con attenzione Michelle ed Erick.
Sembravano stare bene insieme! Pensò felice per la sua amica, che si era data tanto da fare per lei.
Come avrebbe mai potuto ringraziarla per tutto ciò che faceva per lei da anni?
Non sarebbero bastate mille parole per descrivere il bene che le voleva e ora, vederla felice ridere e scherzare con quel ragazzo, sapeva di buono.
Poi guardò Dominick che stava discutendo con gli ospiti e intrecciò le braccia al petto come per proteggersi.
“ Lo amo….. lo amo così tanto da star male e adesso sono sua moglie…..” Rifletté…
Ad un tratto Dominick come se si sentisse osservato girò il viso verso di lei e ne incontrò lo sguardo, sorridendole.
Fu lo stesso sguardo dolce che le rivolgeva otto anni fa, ogni volta che si svegliavano insieme dopo aver fatto l’amore nella sua piccola roulotte e il cuore le scoppiò di gioia, tanto che ricambiò il sorriso a largo viso facendogli capire quanto fosse felice.
Non le importava più di nascondere i suoi sentimenti, voleva lui e il suo amore e se non l’amava come l’amava lei, lo avrebbe conquistato e avrebbe visto ancora quello sguardo solo rivolto a lei ogni giorno della loro vita assieme.
Dominick le si avvicinò offrendole un bicchiere di champagne e Cassandra lo prese attendendo che dicesse qualcosa.
Dominick alzò il calice verso il suo e sorridendo, disse:
Brindarono e bevvero, poi la prese per mano portandola al centro della pista da ballo e stringendola teneramente a sé, la condusse sulle note di una canzone d’amore, seguiti poi da altri ospiti.
Michelle guardò la coppia sposata, contenta e strinse la mano di Erick senza rendersene conto.
Il ragazzo la guardò preoccupato e le chiese:
Michelle scosse il capo con le lacrime agli occhi e sorrise all’uomo che le stava rubando il cuore e stringendogli ancora la mano, disse:
Erick guardò nella stessa direzione sua e annuì.
Erick la tirò verso di sé abbracciandola, e la baciò.
Michelle lo fissò euforica, non aveva mai pensato di poter provare quella sensazione un giorno.
La voce odiosa di Alan li bloccò, e i due si giraronoverso di lui inorriditi.
Alan rise bevendo dello champagne e gettando poi il flute a terra, disse:
La voce di Erick risuonò sulla musica facendo voltare tutti.
Alan lo sfidò con lo sguardo appannato dallo champagne e poi ridendo visibilmente brillo, gridò:
Il pugno che lo colpì fu talmente selvaggio che Alan cadde a terra in un sonoro tonfo, senza neppure accorgersene.
Erick aveva gli occhi che mandavano lampi e Michelle con una mano sulle labbra impaurita, non si mosse.
Prima che Alan riuscisse a connettere ancora e ad alzarsi, Erick lo prese per il bavero trascinandolo in piedi.
L’ordine fu inespressivo come il volto di Dominick e quando Erick si voltò a guardare il cugino era così furioso da non riuscire a calmarsi.
Michelle azzardò ad avvicinarsi a lui timorosa e appoggiandogli una mano sulla spalle, sussurrò il suo nome.
L’uomo la guardò vedendola solo in quel momento e si calmò all’istante mollando la presa.
Dominick non l’aveva mai visto così e tra il sorpreso e il compiaciuto, per la breccia aperta da Michelle nel cuore del cugino, fissò Alan e perentoriamente, disse:
Alan sostenne il suo sguardo e poi disse:
Dominick digrignò i denti sentendo che stava per perdere la calma.
Cassandra si avvicinò piano e guardando Alan come se non lo riconoscesse, disse:
Dominick la prese per mano tirandola verso di lui cercando di proteggerla, e Alan sorrise malignamente.
Cassandra lo guardò sconvolta e triste per lui, e sentì la pressione delle dita di Dominick sulla sua mano.
Si voltò a fissarlo e vide quanto cercava di controllarsi, poi guardò Michelle che cercava di trattenere Erick e capì che doveva fare qualcosa, soprattutto perché gli invitati sconcertati aspettavano forse una lotta tra i due.
Poi però la voce di suo padre la trasse in salvo come per magia, e la tensione di Dominick si affievolì.
Alan fissò Jhon Connor truce, e con odio disse:
-Cosa?Ha cambiato opinione anche lei su quel bastardo?
Suo padre scosse il capo spossato e disse:
Alan gridò come un animale ferito e si gettò verso suo padre.
Cassandra chiuse gli occhi spaventata e quando li riaprì vide Dominick contrapporsi tra Alan e suo padre e tenere il suo ex fidanzato per il colletto, così furioso da ucciderlo solo con un dito.
Ringhiò Dominick esasperato dal trattenersi, lasciandolo andare.
Alan si guardò intorno capendo di aver fatto la mossa più sbagliata della sua vita.
Non avrebbe dovuto attaccare il vecchio Connor, perché ora era davvero fuori dalla partita, pensò con disgusto.
Girò le spalle convinto di fare una buona uscita, ma non fece i conti con la sua ebbrezza e cadde in terra come un sasso.
La gente si mise a ridere e Cassandra istintivamente fece per aiutarlo, ma la voce di suo padre la fermarono.
Dominick fece uno sguardo di assenso a due uomini che stavano arrivando e questi ultimi presero Alan per le spalle e lo trascinarono fuori.
Cassandra si voltò verso suo padre e Dominickdispiaciuta e vide che anche loro si guardavano come se si stessero dicendo qualcosa d’incomprensibile e poi Michelle le si avvicinò.
Possibile che suo padre avesse cambiato idea su di lui?
Cassandra annuì e vide Erick con un tovagliolo messo a mo di fascia sulla mano.
Erick sorrise e scosse il capo.
Dominick si avvicinò e guardando sua moglie serio, disse:
Cassandra non capì, non sapeva dove voleva portarla, ma lo prese per mano e lo seguì salutando tutti, non voleva contrariarlo soprattutto non dopo quello che era appena accaduto.
Dominick la fece salire sulla sua auto e partirono verso nord.
Dominick le sorrise pacato e il cuore di Cassandra tornò a battere normalmente.
Cassandra accettò la risposta e poi non disse più nulla.
Era così stanca di lottare che si assopì sul sedile e si risvegliò solo quando sentì le calde labbra di Dominick sfiorarle la guancia.
Aprì gli occhi ritrovandosi in una camera da letto mentre da una finestra filtrava la luce del tramonto.
Mise a fuoco la stanza povera di mobili e poi vide Dominick sdraiato al suo lato e capì di aver dormito per almeno un paio d’ore.
Si mise di fianco a fissarlo e lui le sorrise.
Vide che si era messo comodo e notò come era bello in jeans e maglietta e vide di aver indosso ancora l’abito nuziale.
Gli chiese dolcemente;
Dominick le accarezzò una guancia e rispose:
Cassandra si alzò a sedere e lo vide in lontananza dalla finestra.
Si alzò e si guardò allo specchio che era di fronte al letto.
Doveva togliersi il vestito da sposa, perché stava cominciando a pesarle.
Cercò invano di aprire i bottoni che aveva sulla schiena e il nastro, ma non ci riuscì, e inaspettatamente Dominick le fu dietro fissandola dallo specchiocon uno sguardo che lei ricordava bene, lo sguardo accecato dal desiderio di fare l’amore con lei.
Lo lasciò fare e Dominick in poco tempo le fece scivolare l’abito ai piedi lasciandola solo con indosso un paio di slip bianchi e un paio di auto reggenti color argento.
A seno nudo si lasciò contemplare senza vergogna senza riuscire a staccare lo sguardo dai suoi occhi che l’accarezzavano tutta.
Poi lo vide abbassare il viso verso il suo collo e sentì il calore della sua bocca e delle sue mani sulla pelle nuda.
Le carezze sensuali e dolci divennero presto audaci e impazienti e quando la fece voltare le prese la bocca in un bacio disperato che entrambi aspettavano da tempo.
Si strinsero l’uno all’altro con ferocia passione e quando Dominick la fece sdraiare sul letto la baciò in ogni angolo del suo corpo, anche nella parte più intima facendole ritrovare le antiche sensazioni che non aveva mai dimenticato e poi le entrò dentro con tutta la forza che aveva, muovendosi a ritmo dell’amore senza mai riuscire a fermarsi.
Cassandra lo strinse a sé, gli si avvinghiò contro sentendolo sussurrare parole dolci e piene di eros, mentre i suoi urli di piacere facevano da sfondo al vertice di un’ amplesso atteso da troppo tempo.
13° CAPITOLO
L’odore del suo corpo la portò alla realtà quando si svegliò appoggiata col viso sul cuscino di Dominick.
Doveva essere mattina dal profumo di caffé che proveniva dalla porta aperta.
Era sola nel grande letto, nuda e ancora piena di sensazioni magnifiche ritrovate la notte prima con suo marito, che l’aveva amata per ore fino allo sfinimento e fino ad addormentarsi sopra di lei stringendola, come se non volesse mai lasciarla.
Si alzò trovando il bagno nel piccolo bungalow che Dominick aveva affittato per la luna di miele e si fece una doccia.
Quando ne uscì avvolta in una spugna bianca, lo trovò seduto sul letto a leggere il giornale con un vassoio appoggiato sul letto gremito di dolci e una caraffa di caffé.
Dominick le sorrise facendola sedere sulle sue ginocchia e dandole una tazza, le disse:
Cassandra gli sorrise e bevve il caffé, poi si alzò per guardare fuori dalla finestra e vide una scogliera che si gettava su una piccola spiaggia e il mare mosso dal vento.
Le disse Dominick andandole alle spalle.
Cassandra si girò con fare malizioso e la luce che vide nel suo sguardo le fece capire che avevano la stessa idea in mente.
Fece scivolare ciò che indossava a terra e poi strofinandosi addosso, gli disse:
Suo marito alzò il capo cercando di resistere a quel calore che incominciava ad incendiargli il ventre e poi fissandola con lo sguardo velato di martirio, la strinse forte.
Dopodichè la fece ancora sua con lo stesso ardore della notte passata.
Mangiarono al letto i dolci che rimasero per pranzo e nel pomeriggio decisero di fare una passeggiata.
Non era il periodo migliore per andare al mare, visto che mancava un mese a Natale, ma Cassandra adorava l’odore e la spuma salmastra che restava sulla sabbia con l’infrangersi delle onde.
Arrivarono vicino al porto, dove c’erano tante bancarelle di frutta e pesce fresco e dopo aver comperato un misto di tutto, Dominick la trascinò in un vialetto dove disse di volerle mostrarle qualcosa.
Domandò incuriosita.
Dominick le sorrise misterioso e la portò attraverso un via stretta fatta di antiche mattonelle, tipicamente portualedall’odore salino.
Arrivarono davanti ad una porta invecchiata dall’umidità e spinsero il portone ritrovandosi in una bottega orafa piccola e piana di oggetti piccolissimi e splendenti.
Cassandra rimase a bocca aperta, e guardandosi intorno ciò che vide la scioccò ancora di più.
Una donna minuta e grassoccia si avvicinò a loro spuntando da una parte della bottega che lei non aveva visto e col viso sorridente e fiero, li salutò.
Dominick si fermò davanti alla donna con le mani aperte sui fianchi e la guardò sorridente.
L’anziana l’osservò per un po’, poi prese degli occhiali dalla tasca del grembiule che portava e gettandosi fra le sue braccia, gridò:
Dominick l’abbracciò stretta rivelando una parte commossa di lui che Cassandra vedeva per la prima volta.
Si rese conto subito che non sapeva nulla di lui, e che quando erano ragazzi, Dominick non le parlava mai della sua vita e della sua famiglia e si rattristò.
La donna si staccò da lui commossa e lo trascinò di lato per vedere di chi era in compagnia.
Dominick le si avvicinò a mettendole un braccio alla cintura, disse:
La donna si portò le mani grassocce al viso e con un sorriso contento, aspettò che lui finisse le presentazioni.
Dominick guardò Cassandra e sorridendole, disse:
Cassandra regalò un sincero sorriso alla donna e lei per tutta risposta l’abbracciò con le lacrime agli occhi.
Poi li invitò nel retro bottega e seduti attorno ad untavolo di vimini la donna cominciò a fare migliaia di domande.
Portò loro un caffé caldo e guardando Cassandra come se fosse una nonna davanti ai propri nipoti, disse:
Cassandra rimase stupita e timidamente, rispose:
Dominick rise vedendo il suo imbarazzo e concentrandosi su Maria, disse:
Maria strizzò gli occhi al ricordo dell’uomo nominato da Dominick e pregandoli di aspettare rientrò nella bottega.
Cassandra guardò il marito senza capire più nulla e non potendo più aspettare, disse:
Dominick le sorrise dolcemente capendo il suo conflitto.
Non aveva mai avuto la possibilità di parlargli della sua vita prima e dopo averla conosciuta e ora voleva farlo.
Le prese le mani tra le sue e cominciò dicendo:
Il cuore di Cassandra si strinse per la sofferenza. Chissà quanto aveva sofferto?
Gli strinse le mani e gli chiese:
Dominick rise forte e alzandosi in piedi, estrasse un piccolo foglio di carta bruciacchiato e vecchio di anni, dal portafoglio e glielo fece vedere.
Cassandra si alzò e lo abbracciò.
Dominick la strinse chiudendo gli occhi.
Com’era bello averla vicino e sentire che gli apparteneva!
Cassandra gli baciò l’incavo del collo e ne inspirò l’odore.
Maria ritornò proprio in quel momento consegnandogli un astuccio di velluto rosso, ridendo a fior di labbra per l’imbarazzo di averli interrotti in un momento intimo e gioviale.
Dominick lo aprì in modo rallentato e lo fissò.
Un’ondata di ricordi lo avvolse e gli occhi gli si velarono, poi spostò il suo sguardo su Cassandra ed estraendo l’anello dall’astuccio, glielo mise al dito.
Cassandra contemplò il cerchio dorato, con sopra incastonata una piccola rosa di un oro più scuro quasi rosso e sbalordita dalla bellezza, rimase senza fiato.
Le disse Dominick, e poi continuò:
Cassandra aveva le lacrime agli occhi e stringendo al petto quel grande dono, la breccia della speranza divenne una luce profonda nella sua anima e si gettò fra le sue braccia innamorata e decisa a credere in lui.
Passarono il resto del giorno con Maria che le raccontò vari aneddoti sull’infanzia di scorribande di Dominick e dopo averla salutata, dicendole che presto sarebbero andate ancora a trovarla ancora, tornarono al bungalow e si amarono con trepidante ardore ancora e ancora per il resto della luna della di miele.
Il ritorno in città e alla vita di tutti i giorni fu duro da digerire.
Lontano da tutti nel loro mondo, il passato e i timori non erano esistiti, ma tornati alla realtà, Cassandra sentì nuovamente il peso dell’incertezza, del malumore del non sapere.
La luna di miele era durata solo tre giorni infuocati, e già le mancava l’odore del mare e la complicità che aveva con Dominick in quel luogo sperduto.
Le mancava persino il caldo abbracciò di Maria e le sue storielle spensierate…..
Michelle sembrava diversa da come l’aveva lasciata e capì che era davvero innamorata di Erick e che lui faceva sul serio.
Dopo averla difesa contro Alan le aveva confessato di amarla e di voler un futuro per loro e Michelle felice come non mai, era splendente e divertente come non era mai stata.
Cassandra le aveva chiesto di accompagnarla a scegliere i mobili che mancavano alla sua casa e lei non aveva fatto altro che decantare le lodi del suo amore.
Scelti i mobili Cassandra scoprì di avere un conto a suo nome in quasi tutti i negozi, grazie a disposizioni esercitate da Dominick.
Non riusciva a capire il comportamento di suo marito.
Tutto le diceva che l’aveva sposata per amore, ma lei sapeva che in realtà era solo per vendicarsi del torto subito, e non riusciva a capire i suoi comportamenti di generosità e pensò che forse il piacere che aveva di lei era così vero, da farlo essere nobile da donarle ciò che aveva e dividere con lei tutto…
Già, perché di quello era sicura….. Era sicura che la volesse nel suo letto ogni notte, e se anche le sussurrava parole d’amore durante le ore passate a fare l’amore sapeva che non l’amava.
Chissà che cosa gli diceva la testa e quali erano adesso i suoi piani?
Ripensò ai tre giorni trascorsi tra le sue braccia al mare e come per incanto ogni dubbio si dileguò…. per tornare a farsi strada nella sua mente quando tornò a casa, e ricevette un messaggio nel quale le diceva che non sarebbe tornato fino all’ora di cena.
Con chi e dove, non lo aveva detto e quindi pensare che le mentisse ormai era una cosa normale, anche se faceva male….
14° CAPITOLO
La salutò rientrando quella sera per cena, con un bacio appassionato.
Cassandra non aveva avuto il tempo di preparare qualcosa così aveva comprato hamburger e patatine, stile fast food.
Dominick vide il suo imbarazzo e guardando la cena, la prese subito in giro.
Cassandra fece finta di avere un’espressione offesa e poi cercando d’interessarlo, disse:
Dominick rise di gusto e poi addentando un panino, si fece raccontare del suo pomeriggio.
Dominick la guardò e poi rispose:
Gli passò il documento che aveva vicino nella sua ventiquattr’ore e Cassandra ripiombò improvvisamente nell’incertezza.
Fissò l’uomo che aveva sposato e che credeva potesse amarla un giorno, e si rese conto che si stava solo illudendo.
Prese i documenti e li firmò distrattamente.
Non li lesse neppure e passatale la fame, prese ciò che restava del suo pasto e lo ripose nel frigo in cucina.
Dominick la osservò e chiuse gli occhi sconsolato.
Aveva creduto che con quel gesto lei si sarebbe rasserenata sulle sue intenzioni e invece aveva peggiorato le cose.
Sicuramente non aveva neanche letto che aveva messo a suo nome l’azienda Connor e che i loro figli avrebbero avuto metà della Cass art Mode.
La sentì muovere e la vide passare oltre.
Le disse cercando di riparare allo sbaglio.
Cassandra scosse il capo e riparandosi in camera, disse:
-Non preoccuparti…. Capisco! Ma adesso sono stanca ….scusami domani ho degli appuntamenti di buon mattino!
Si chiuse in bagno e cominciando a piangere si svestì e indossò un pigiama leggero.
Si coricò e non riuscì a prendere sonno. Il suo essere desiderava Dominick e la sua mente non faceva che pensare a quanto era stupida a credere che la loro vita insieme potesse cambiare le cose.
Lui non l’amava e non l’avrebbe mai amata!
Si…. La desiderava e questo lo dimostrava ogni volta, ma era freddo e calcolatore proprio come diceva Alan, altrimenti perché premunirsi con un’ accordo prematrimoniale, che lei da sciocca aveva firmato senza leggere bene?
Era vero che una volta infuriata aveva detto di volerlo, ma non era decisa quanto lui a quanto sembrava….
Quando anche lui la raggiunse a letto, fece finta di dormire e Dominick non la toccò neppure con un dito.
Non si addormentò neppure più tardi e quando guardò l’orologio, vide che erano le due passate.
Si mosse nel grande letto e si girò verso Dominick e con suo grande stupore si ritrovò occhi negli occhi con lui.
Rimase senza fiato e quando sentì le sue braccia avvicinarla e stringerla lo lasciò fare.
Aveva troppo bisogno di lui e se quello era l’unico momento che poteva averlo solo per sé, non ci avrebbe rinunciato.
Se il letto era l’unica cosa che avrebbe condiviso con lui, si sarebbe accontentata….. pensò prima di cadere vittima dei sensi.
I giorni passarono e arrivò il periodo di Natale.
La città era in festa e il lavoro di Michelle e Cassandra aumentò notevolmente, tanto che decisero di usufruire delle stoffe pregiate della C.a.m.
Visto che lei era la moglie del presidente, poteva scegliere anche le stoffe migliori, scherzò un giorno, con l’amica.
I capi che crearono andarono a ruba e tra gli impegni di lavoro e la ricerca dei regali adatti, Cassandra e Dominick si vedevano solo la sera a casa.
La vigilia di Natale, Michelle ed Erick annunciarono alle famiglie invitate alla cena di Cassandra che volevano sposarsi.
La felicità dell’amica era così espansiva che fu contagiosa.
Ma quella stessa sera, mentre andava in cucina, Cassandra sentì una conversazione tra Dominick e suo cugino, e tutto il suo entusiasmo svanì di colpo, rendendosi conto di essere stata per l’ennesima volta imbrogliata.
“ -Sarah, sverrà di gioia quando lo verrà a sapere….
Diceva Dominick;
Erick era molto emozionato e contento aveva affermato:
Aveva concluso Dominick vedendola arrivare.
Lei aveva fatto finta di nulla e l’aveva richiamati all’apertura dei regali.”
La mattina di Natale, dopo una notte fantastica prima con la famiglia e poi tra le braccia di Dominick, Cassandra si svegliò prima di tutti gli ospiti e di suo marito e preparò la colazione.
Non era riuscita a dire no all’amore della notte, ma non riusciva a stargli vicino, dopo quello che aveva scoperto…. Stava troppo male.
Si avvicinò alla finestra risentendo nelle orecchie la sua voce che nominava quella donna e il cuore cominciò a palpitarle dolorosamente.
Sarah, esisteva ancora!..... Non era mai sparita…..
Cominciò a nevicare e con un brivido di freddo, si guardò la mano rivedendo il giorno che Dominick le aveva dato l’anello di sua madre e una lacrima le rigò il viso.
Amava una persona che non l’avrebbe mai amata…..mai….
Ma perché rimaneva insieme a lei? Perché non stava con la sua Sarah?
Sicuramente era una donna sposata e non poteva farlo, pensò….così si era creato anche lui ciò che con lei non avrebbe mai avuto!
Sentendo un rumore si asciugò frettolosamente la guancia e le braccia festose di Michelle l’abbracciarono, mentre fissava la neve.
Cassandra le sorrise, non voleva distruggere la sua felicità.
Le aveva fatto del male una volta con la sua rabbia e non doveva farlo più.
Michelle danzò per la stanza e disse:
Cassandra rise per la prima volta da ore, e proprio in quell’ attimo suo marito ed Erick entrarono in cucina chiacchierando.
La sua espressione cambiò appena vide Dominick e Michelle che fu l’unica a vederla smise di sorridere per cercare di capire cosa stesse succedendo.
I due nuovi arrivati le salutarono come sempre con un bacio, dicendo in coro un felice “Buon Natale” e subito dopo Cassandra si allontanò per prendere del caffé e il dolce sfornato poco prima.
Michelle non riusciva a capire cosa avesse la sua amica, ma sentiva che qualcosa non andava.
Dominick ed Erick non si accorsero di nulla, mangiando e cantando canzoncine natalizie come due bambini.
Cassandra rimase in disparte facendo finta di cucinare, e la sua mente ricominciò a vagare, sentendo le loro voci sempre più lontane.
Sembrava che si conoscessero da tempo…. Cominciò a mettere insieme piccoli pensieri su Dominick ed Erick.
Li fissò per qualche istante e si chiese, come era possibile che fossero cugini se lui era orfano ed era cresciuto con la donna che aveva visto al mare!
Forse la storia di Maria è un’altra bugia? Pensò.
Poi scosse il capo e disse a sé stessa che non era possibile, dal momento che quella donna le aveva raccontato tante cose e che ormai a quell’età non avrebbe potuto mentirle così lucidamente.
Michelle continuò ad osservarla ed Erick ad un certo punto se ne accorse.
Cassandra mise in forno della carne da arrosto e quando sentì Erick si girò di scatto, inquieta.
Lei guardò i presenti e colta in fallo, arrossì senza riuscire a dare una spiegazione.
Poi rise e disse:
Erick non era convinto, ma Cassandra sentì che Michelle aveva capito il suo stato d’animo e per salvarla, parlò prima di lui.
Dominick fissò sua moglie vedendola nervosa e disse:
Cassandra alzò lo sguardo come se volesse fuggire lontano e annuì uscendo dalla cucina.
Dominick la seguì con lo sguardo, scambiandosi poi un’occhiata complice con gli altri….anche lui aveva capito che qualcosa non andava….
In macchina, sulla strada per il centro commerciale, Cassandra non disse una parola e Dominick divenne pensieroso.
Era successo qualcosa e non riusciva a capire cosa!
Entrarono in vari negozi e ogni volta Cassandra si allontanava per molto tempo scegliendo cose che secondo lui non servivano affatto, ma per non peggiorare la situazione non espresse il suo parere.
Le disse un paio d’ore dopo, sfinito dallo shopping forzato.
Cassandra accettò e prendendo posto in un tavolino di un piccolo bar pieno di gente che avevano con loro pacchi enormi, soprattutto giocattoli, Dominick notò che sua moglie evitava il suo sguardo.
Così senza riuscire più a star zitto, disse:
Alzando gli occhi per guardarlo finalmente, Cassandra non poté reggere la rabbia che aveva dentro e sbottò.
Dominick restò di sasso e capì che la cosa era seria.
Si alzò subito sapendo che se non l’avrebbe fatta, sarebbe scoppiata a piangere pregandolo di non farla più soffrire e s’incamminò per tornare alla macchina.
Dominick la raggiunse prendendola per un braccio furioso.
Cassandra gettò le buste e i pacchi che aveva tra le bracciae scuotendosi si allontanò da lui gridando.
Detto questo vide Dominick arretrare d’un passo come se l’avesse spinto e si pentì di aver parlato, ma ormai il guaio era fatto e decise di sfogarsi.
Replicò lui stringendo le mani a pugno.
Cassandra sbarrò gli occhi e si sentì morire.
Come poteva parlarle così quando sapeva bene che “era” così?
Girò sui tacchi e cercando di raccogliere i pacchi gettati prima, s’incamminò ancora.
Dominick la seguì e per il resto della giornata tutti e due cercarono di evitarsi senza cercare di nasconderlo.
I pasti furono tremendamente lunghi e quando finalmente rimase sola nella sua camera da letto, cominciò a stare male e a dare di stomaco anche se aveva mangiato molto poco.
Il sudore che le imperlò la fronte la lasciò scossa e vivamente preoccupata.
Non poteva essere incinta…. Non in quel momento! Non dopo aver scoperto che lui non era cambiato…..
15° CAPITOLO
Rilesse due volte il risultato delle analisi fatte e una lacrima le scivolò sul foglio bagnandolo.
Aspettava un bambino!
Sarebbe diventata presto mamma e le sembrava di portare il peso del mondo sulle spalle.
Mandava giù così tanti rospi che non aveva mai pensato che sarebbe potuto succedere.
Si chiuse in camera con la scusa di un mal di testa mentre i suoi genitori con la scusa di passare il capodanno insieme a lei, erano arrivati portando ancora più scompiglio e nervosismo.
Dominick dal giorno che avevano litigato non l’aveva più toccata, e stava quasi sempre alla Connor Enterprice.
Erick le aveva detto che c’erano vari buchi sull’amministrazione e prima dell’anno nuovo avrebbe dovuto aggiustare le cose e pagare i debiti.
Una volta l’aveva sentito spiegare a suo padre che Alan, aveva gestito male la società e molti fornitori aspettavano ancora i pagamenti.
Chissà se anche quello era vero?
Si chiese appoggiandosi una mano sul ventre mentre si sedeva sul letto.
Poi sorrise a sé stessa….. Avrebbe avuto un bambino!
Sussurrò tra le lacrime.
Doveva dirlo a Dominick, parlare con lui e chiedergli di essere un buon padre, di non farla più soffrire, ma sapeva che non ce l’avrebbe fatta subito…. Doveva aspettare che finissero le feste e che sarebbero rimasti soli.
Il telefono squillò e Cassandra tornò alla realtà rispondendo.
La voce squittente di Wanda riempì le sue orecchie.
Le chiese cercando di essere gentile.
La donna rise come se la volesse schernire e disse:
-No, grazie…. E’ solo che…. dovevamo vederci per pranzo e … volevo avvertirlo che ritarderò un po’!
Cassandra sentì la bocca dello stomaco contorcersi.
Impietrita rimase ad ascoltare l’incessante suono del telefono e dopo cercando di non urlare, lo sbatté con violenza facendo però cadere in terra il lume appoggiato accanto a lei.
S’inginocchiò accanto ai cocci rotti e attese che qualcuno sentendo quel frastuono venisse a disturbarla col fiato sospeso, ma nessuno evidentemente aveva sentito, così singhiozzando cominciò tremante a raccogliere quello che era a terra di rotto.
Quella donna era un’arpia, una mistificatrice e le aveva telefonato a casa, solo per farle sapere che suo marito passava le giornate con lei.
Gettò di nuovo i cocci per terra e si prese le ginocchia tra le braccia, cercando di smettere di piangere.
Come faceva a credere che Dominick sarebbe cambiato?
Diventare padre non voleva dire che l’avrebbe amata…. Gli avrebbe dato solo ciò che voleva!
Era quello che aveva detto quando le aveva detto che l’avrebbe sposata.
Conoscendo Wanda, sapeva che era la verità…. Suo marito passava le ore del pranzo con lei e sicuramente non per mangiare!
Immaginò i loro corpi madidi di sudore e sentì il frusciò della voce di Dominick rauca per la passione, e si tappò le orecchie frustrata.
Sentì una fitta al cuore e strinse ancora più a sé le gambe appoggiandovisi il mento.
Troppi errori, troppa sofferenza e il buio assoluto sulla sua vita futura non avrebbero contribuito a far vivere felice la creatura che portava in grembo.
Doveva rendersene conto e prendere una decisione! Non poteva più vivere sapendo che avrebbe sempre sofferto, che lui le avrebbe sempre mentito….. e che le avrebbe fatto del male.
Lo amava da tanto tempo che ormai non riusciva più a ricordare un momento della sua vita che non riguardasse lui!
Ricordò le giornate passate insieme quando erano ragazzi a ridere e a fare l’amore.
Le aveva insegnato ad amare e godere di ogni sua singola carezza, tanto da non voler mai smettere e poi le aveva insegnato a piangere, a soffrire e a sentire urlare dentro l’inquietudine per la sua mancanza, ma ora non doveva più pensare solo a lei stessa, doveva pensare al suo bambino e alla sua vita.
Non voleva farlo crescere in un ambiente ostile e triste, voleva vederlo crescere felice con dei genitori innamorati e forse se avesse avuto la forza di prendere una decisione, un giorno avrebbe incontrato un’ uomo capace d’amarla e capace di renderla felice e tranquilla.
Col cuore sanguinante ancora più di quanto immaginasse, e con la stessa sensazione di vuoto con la quale aveva convissuto per cinque anni, decise.
Avrebbe fatto passare le feste e poi avrebbe parlato con Dominick.
Non poteva più vivere con lui, sentirlo dormire accanto a lei tutte le notti e sentirlo nello stesso tempo lontano e irraggiungibile.
Sentiva lo sguardo di suo padre fisso su di lei mentre cercava di apparecchiare per il cenone di capodanno.
Poi l’uomo le si avvicinò e con molto tatto, come non l’aveva mai visto fare, lo sentì dire:
Cassandra l’aveva visto molto cambiato negli ultimi tempi, sembrava contento anche del suo matrimonio e sembrava che volesse bene persino l’uomo che aveva sposato, come anche sua madre che sembrava più rispettosa verso di lui, tanto da lasciarla senza parole.
Gli sorrise grata dell’interessamento e disse:
Quelle parole risuonarono nella grande sala e Dominick intento a leggere dei documenti la fissò.
Cassandra scosse il capo energicamente e dando un bacio sulla guancia a suo padre per distrarlo dalle sue convinzioni, sorrise e disse:
Suo padre accettò la spiegazione, ma incontrando lo sguardo del marito capì che per lui non era lo stesso.
Tornò a rifugiarsi in cucina, quando, Dominick la raggiunse.
Le disse in tono sospettoso;
Cassandra annuì passandogli il pane da affettare e lo vide accingersi a prendere il coltello.
Lo fissò per un po’ mentre con maestria faceva ciò che gli aveva detto e la tristezza la colse ancora di sorpresa.
Abbassò lo sguardo e non si accorse che Dominick le si era avvicinato tanto che voltandosi fece cadere i tovaglioli che stava per portare a tavola.
Le disse aiutandola a raccogliere il tutto;
Cassandra sorrise stanca di dover mentire e disse:
Dominick la prese per la vita quando fu sulla porta e poi le sorrise alzando la testa.
Cassandra guardò in alto vedendo il vischio appeso e tremò.
Dominick le prese il viso tra le mani e dolcemente, le sfiorò le labbra con un bacio.
Cassandra chiuse gli occhi…. Erano giorni che non la toccava e adesso che aveva preso la sua decisione, la baciava sotto il vischio?
Si staccò da lui guardandolo negli occhi e vedendolo sorridente, non riuscì a dire nulla.
Quella fu una cena di famiglia e fu molto più tranquilla di quanto mai avesse immaginato.
L’anno nuovo arrivò senza che lei se ne accorgesse.
I fuochi d’artificio che sparavano in città illuminarono tutto il giardino e uscendo per godersi lo spettacolo, non riuscì ad allontanarsi da lui, che l’abbracciò da dietro le spalle .
-Buon anno….Cassie….
Le sussurrò Dominick baciandole l’orecchio e Cassandra chiuse gli occhi lasciandosi cullare dal suo abbraccio e dal suo profumo, sapendo che sarebbe stata l’ultima volta che poteva stare lì tra le sue braccia.
Si strinse a lui col cuore colmo d’amore e pieno di sofferenza!
16° CAPITOLO
Due giorni dopo Michelle non era ancora tornata e Dominick le annunciò che sarebbe partito per andare alla sede della Cass art Mode.
Cassandra ricordò subito le parole che gli aveva sentito pronunciare quella sera con Erick e guardandolo negli occhi, seppe subito che le stava mentendo e che sarebbe andato dalla “sua” Sarah.
Forse con una scusa simile, Erick avrebbe lasciato Michelle dai suoi, per raggiungerlo…. Pensò triste;
Ma cos’era quella donna per tutti e due?
Forse anche Erick la conosceva bene e le era amico, o forse c’era qualcosa di più sotto?
Cassandra si mise tra testa fra le mani disperata.
Non voleva più pensare, non le importava cosa centrasse Erick o dove andasse Dominick e perché, voleva solo andare via e dimenticare.
Decise di rivolgersi ad un avvocato e di fargli preparare le carte per il divorzio, rinunciando ad ogni cosa le spettasse e anche alla Connor Enterprice.
Suo padre avrebbe capito….. sperò con tutto il cuore.
Ringraziò il cielo che Michelle non fosse ancora tornata, perché altrimenti Dominick tramite Erick avrebbe saputo subito le sue intenzioni e lei non avrebbe potuto andar via.
La casa che aveva condiviso con lui, sembrava talmente vuota senza la sua imponente presenza che il pensiero della sua immagine seduto a leggere le venne alla mente distruggendo per qualche istante la sua sicurezza.
Fece le valigie con mani tremanti e poi quando finì si sedette sul letto e con carta e penna cercò di scrivergli.
Doveva dirgli del bambino e in quel momento non ce l’avrebbe fatta di persona, non avrebbe potuto guardarlo negli occhi senza piangere e senza riuscire a fargli capire quanto l’amava, perciò cominciò a scrivere mentre le lacrime le rigavano il viso senza sosta.
Poi lasciò la lettera sul comodino e uscì da quella casa e dalla sua vita.
Non ritornò a casa sua, perché sapeva che Dominick l’avrebbe subito cercata, si mise in macchina e senza rendersene conto dopo poche ore si ritrovò nel posto di mare dove avevano passato i due giorni di luna di miele e affittò una camera in un alberghetto semi vuoto.
Il più era fatto…. Adesso avrebbe dovuto solo aspettare e cercare di riprendere le redini della sua vita, anche se era una cosa talmente ardua che non credeva possibile.
Dominick tornò a casa il giorno dopo la partenza di sua moglie preoccupato, perché non era riuscito a trovarla da nessuna parte né a rintracciarla.
Entrò in camera da letto e subito tutto gli fu chiaro.
Le ante dell’armadio erano aperte e molti indumenti di Cassandra mancavano.
Si guardò in giro passandosi una mano tra i capelli e vide la lettera sul comodino.
Stancamente si sedette sulla sponda del letto e aprì il foglio piegato in due.
Erano poche parole, e sembravano scritte con mano tremante.
“Scusa se non ho avuto il coraggio di parlarti di persona, ma non ce la faccio più….. ho creduto di dimenticare e andare avanti, ma ogni momento sento che non è così e che non sarà mai possibile, soprattutto adesso che aspetto un bambino!
Voglio che cresca felice e con due genitori che non si amano non succederà…. Ti prego non cercarmi per un po’….ho bisogno di capire e stare sola!”
Dominick strinse la lettera nel pugno e con un grugnito sofferente prese il telefono e compose un numero.
Michelle rispose quasi subito e Dominick, con voce atona, disse:
Dominick gettò in terra la carta che aveva in mano con furia e con un ringhio.
Dominick ascoltò in silenzio e poi disse:
Passò una settimana e Cassandra si sentiva sola e disperata.
Aveva telefonato ai suoi genitori per tranquillizzarli, ma loro non le avevano detto nulla.
Evidentemente, Dominick non li aveva coinvolti.
Chissà se era tornato o se ancora era in viaggio? Pensò;
Il vento che soffiava in riva al mare era freddo, ma quello erano l’unico posto dove riusciva a pensare.
Aveva avuto qualche disturbo ultimamente e aveva paura per il bambino.
Sarebbe dovuta tornare in città per una visita, doveva riguardarsi e stare bene, non per lei stessa ma per la sua creatura.
La mattina dopo guidò fino in ospedale riuscendo a vedere la dottoressa che la seguiva nella gravidanza e la donna la trovò molto provata.
Cassandra era sicura che le avrebbe detto quell’esatte parole, così stanca per aver guidato troppo decise di non tornare indietro ma di trovare un piccolo albergo vicino all’ospedale per ogni evenienza, e di andare a comperare un po’ di frutta, dato che mangiava poco, almeno avrebbe mangiato qualcosa di sano.
Ma appena entrò in un negozietto sulla strada capì di aver scelto il posto sbagliato.
Vide un uomo alto e ossuto andarle incontro e riconobbe solo quando lo ebbe davanti, che era Alan.
Lui invece l’aveva riconosciuta subito e con il solito sorriso cattivo che ormai aveva cominciato a conoscere le aveva detto:
Cassandra lo guardò disorientata e vedendo che Alan aveva comprato solo una bottiglia di liquore, trovò una scusa per andare via.
Uscì in fretta e convinta di averlo lasciato solo e ubriaco ancora nel negozio, raggiunse l’albergo e tornò in camera.
Lì ordinò qualcosa da mangiare e si sdraiò per riposarsi.
Poco dopo bussarono alla porta e Cassandra si alzò ad aprire, ma dopo che lo fece, si ritrovò dentro la sua camera con Alan, che dopo averla seguita adesso la fissava maleodorante e ubriaco fradicio.
Cassandra lo guardò impaurita e cercò di rimanere calma per non innervosire anche lui.
Alan era molto cambiato dalla persona che conosceva e non aveva idea di quello che disperato poteva farle.
Sembrava che non si lavasse da giorni e che fosse ubriaco da molti altri.
Gli chiese invece di rispondere;
L’uomo storse il muso e con gli occhi chiari, la fissò.
Gli disse sinceramente rammaricata sedendosi sul letto.
Alan vide la sua reazione e le si sedette vicino, posando la bottiglia che aveva in mano a terra.
Cassandra cominciava a temere quella sua vicinanza e si allontanò di poco.
Alan notò subito la sua reazione e infuriandosi, la prese per le spalle e stringendola, le urlò:
Cassandra cercò di allontanarsi, di alzarsi e annaspando tentò di urlare, ma Alan la strinse ancora di più e tentò persino di baciarla.
17° CAPITOLO
La voce irata di Dominick bloccò le avances forzate di Alan sul nascere.
Cassandra si voltò di colpo vedendolo tra le lacrime mentre trascinava Alan alla porta e lo scaraventava in terra.
Alan si rialzò a fatica e cercò di colpirlo più volte, ma Dominick fu sempre più ricettivo e alla fine lo colpì con un pugno lasciandolo ai suoi piedi svenuto.
Cassandra rimase seduta sul letto a piangere, senza riuscire a muoversi.
Dominick la fissò truce, e poi con delicatezza la prese per un braccio e la condusse via da lì.
Quando si risvegliò poche ore dopo, si ritrovò nel suo letto e improvvisamente ricordò tutto.
La lotta tra Dominick e Alan, il viso di suo marito arrabbiato e il fatto che in macchina lungo il percorso per tornare a casa era svenuta.
Dominick l’aveva spogliata e messa al letto.
Si alzò a sedere sentendo che la testa le doleva e s’infilò a fatica la vestaglia attraversando il corridoio.
Arrivata a metà le voci di Michelle, Erick e Dominick divennero chiare e sentì i discorsi che facevano.
Disse Michelle con voce preoccupata;
Cassandra entrò in sala proprio in quel momento con gli occhi pieni di lacrime.
Michelle si voltò a guardarla sgranando le pupille e prima che potesse dire qualcosa, Cassandra scappò via richiudendosi a chiave in camera sua.
Inginocchiandosi in terra col viso racchiuso tra le mani pianse e sentì l’amica bussare alla porta.
Anche lei sapeva di Sarah? Come aveva potuto Michelle mentirle?
I singhiozzi non le permisero neppure di sentire la voce dell’amica che cercava di farle aprire la porta.
- Ti prego Cassie…. apri…. io posso spiegarti!
-Va via!
Gridò, sentendosila testa scoppiare;
Si alzò da terra e cominciò a vestirsi frettolosamente. Doveva andare via da quella casa!
Come aveva potuto? Come aveva potuto tradirla così?
Gridò a sé stessa tra le lacrime.
Due forti mani le toccarono le spalle e trasalendo, voltandosi di colpo vide Dominick, che era entrato con una seconda chiave senza neppure farsi sentire.
Lui aveva un’espressione strana, ma Cassandra non si fece toccare un’altra volta.
Si allontanò come una furia, mettendo il letto fra loro due e urlò:
Dominick abbassò le braccia ai lati del corpo e sedendosi sul letto, appoggiò la testa sulle mani e sospirò di frustrazione.
La disperazione nella sua voce la colpì così tanto che tornò sui suoi passi e gli si mise di fronte guardandolo.
Dominick alzò il viso incontrando i suoi occhi e disse:
Cassandra scosse il capo mentre le lacrime continuavano a rigarle il viso.
Dominick la guardò per un po’ e poi si alzò.
Cassandra si coprì le orecchie con le mani tremando.
Non voleva sentire nulla, niente che riguardasse la sua creatura…..
Dominick le prese le mani costringendola ad ascoltarlo e cominciò, urlando:
La scosse per farle alzare il viso e disse ancora:
Cassandra sbarrò gli occhi….. La “Cass art Mode”, portava l’inizio del suo nome!
In un tempo interminabile l’immagine di un ragazzo smarrito che le chiedeva di credere in lui, le apparve e poi vide l’uomo che era diventato sorriderle debolmente.
Cassandra lo vide allontanarsi e sedersi ancora sul letto e la disperazione l’avvolse.
Dominick la guardò triste e cercando di abbozzare un sorriso, disse:
Il cuore le batteva così forte da non riuscire a capacitarsi di ciò che sentiva, e prendendo coraggio, gli fece l’unica domanda che attendeva sulle sue labbra da anni.
Dominick la fissò ormai sfinito e disse:
Cassandra si portò una mano alla bocca e rimase senza parole a fissare il vuoto.
La donna che aveva odiato per tanto tempo in realtà era sua nonna?
Dominick le si avvicinò stringendola fra le braccia e cullandola, le sussurrò:
Cassandra alzò il viso così bruscamente che barcollarono.
Chiese non riuscendo a credere all’evidenza.
Dominick scosse il capo.
Cassandra lo guardò negli occhi velati di lacrime.
Dominick le sorrise e piano si avvicinò e la baciò dolcemente.
Cassandra lo guardò e per la prima volta dopo tanto tempo rivide l’uomo che aveva sempre amato e lo strinse a sé.
Dominick annuì e sollevandole il viso, disse:
Cassandra annuì e poi sorrise:
Dominick s’illuminò in volto e la baciò.
Un bacio di perdono atteso per otto lunghi anni.
Poi improvvisamente Cassandra lo fissò e capendo anche il comportamento di rispetto che i suoi genitori avevano verso di lui, dichiarò:
Dominick annuì e disse:
Dopo quest’ultima spiegazione, la strinse a sé e la baciò nuovamente.
Solo dopo un po’ si staccarono da quel caldo abbraccio e finalmente si guardarono con tutto l’amore che provavano l’uno per l’altro.
Cassandra sorrise a suo marito e mettendogli una mano sul ventre, gli disse:
Dominick le mise un dito sulla bocca per zittirla e baciando le labbra a piccole parti, le disse dolcemente:
Cassandra gli sorrise dolcemente e accarezzandogli la guancia con la mano, nostalgica disse:
Dominick la prese tra le braccia e prima di toglierle il fiato con un bacio febbrile e pieno d’amore, le disse:
Il lieve bussare alla porta li fece scendere dalla nuvola di felicità sulla quale viaggiavano e la testa bionda di Michelle seguita da quella di Erick comparvero sorridenti.
Cassandra le sorrise e corse ad abbracciarla.
Michelle la guardò con le lacrime agli occhi e le disse:
Le due amiche si abbracciarono ancora una volta e poi Erick facendo uno sguardo di complicità al cugino, sorrise e disse:
Cassandra fissò suo marito sapendo già chi stava per incontrare e uscendo dalla camera per raggiungere Sarah, si liberò di tutti i fantasmi del passato.
L’anziana donna distinta e ancora piena di vita volle stringerla subito tra le braccia e le parlò a cuore aperto, come se la conoscesse da sempre.
Lo prese in giro sua nonna, mentre Michelle scoppiava a ridere.
Cassandra baciò Sarah, commossa e felice di conoscere la persona che in sua assenza si era presa cura di Dominick e poi corse tra le braccia di suo marito, stavolta consapevole che sarebbe stato per sempre…..
2 anni dopo…………..
Urlò Michelle nella sala parto dell’ospedale, mentre partoriva il suo primo figlio.
Cassandra le sorrise comprensiva, perché sapeva bene quali erano i dolori del parto e le strinse la mano.
La incitò goliardicamente.
Michelle diede un’ultima spinta e poi il pianto di un bambino echeggiò per la stanza.
Dopo pochi minuti le misero in braccio un frugoletto pelato che urlava pieno di vita.
Cassandra guardò la sua migliore amica e Michelle sorridendo colma di gioia, piangendo felice, disse:
Michelle attese sperando che la paura che aveva per quella nuova avventura passasse … e poi vedendola sorridere, sentì che in un soffio era scomparsa.
Poi l’infermiera gli mise il bambino tra le braccia e le fece notare che suo padre era fuori ad aspettare di vederlo.
Baciò Michelle sul capo e col bambino avvolto in una copertina raggiunse la famiglia.
Dominick era in piedi con in braccio la loro piccola Sarah, mentre la nonna era sedutavicino che le giocava con un sonaglio.
Erick appena la vide si staccò dal muro dove era appoggiato a mugolare e Cassandra gli mise tra le braccia suo figlio con un largo sorriso.
Dominick e sua nonna si avvicinarono per vedere il bambino ed Erick, lo guardò con occhi sbarrati pieni di domande che non riusciva a fare.
Cassandra prese in braccio sua figlia che cercava di avvicinarglisi e guardandolo, gli sorrise e disse:
Erick annuì e corse verso la camera dov’era Michelle seguito dall’anziana nonna.
Dominick invece le si avvicinò e stringendola fra le braccia, scherzando, disse:
Cassandra rise mettendo sua figlia a terra, e tornando a perdersi nello sguardo di suo marito, gli si strinse contro e disse:
Dominick le baciò la testa dolcemente e disse:
Cassandra alzò il viso biricchina e con un sorrisetto, gli mise la mano sul suo ventre un po’ gonfio e disse:
Dominick capì subito che avrebbero allargato ancora la famiglia e alzandola fra le braccia la baciò, facendole capire quanto l’amava e quanto ancora l’avrebbe amata per un tempo indefinito e per un’amore infinito che provavano l’uno per l’altro……. E improvvisamente nella mente di Cassandra si formò l’immagine del ragazzo bello e triste che aveva conosciuto al liceo.
L’aveva guardata per pochi istanti e poi le aveva sorriso…… diventando il suo mondo!
Era quello il momento che si era innamorata di lui e sarebbe stato quello il momento che avrebbe ricordato ogni giorno della loro vitainsieme……
Fine…. by SpikeJem 30.11.2006 (terminata molto prima)
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