
Autore: SpikeJem
Subject: AU (tutti umani)
Raiting: NC17
Genere: Romance, Angst (unico capitolo)
Disclaimer: Tutto appartiene a Joss Whendon & Co. Nulla è a scopo di lucro.
Summary: Il castello viene dato alle fiamme e d’un tratto Lady Elisabeth si ritrova prigioniera … diventa schiava nel suo stesso regno, e allora perché è attratta da colui che la tiene soggiogata?
Titolo: La guerra nel cuore …
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Inghilterra 1086 …
Liam di Cornwall guardò dritto davanti a sé e rinfoderò la spada … la contea del Berkshire era sua e di suo cugino …
Edoardo il Confessore sarebbe stato felice della nuova conquista e William altrettanto, adesso non gli restava altro che aspettare il suo arrivo.
Guardò nel cortile sottostante gli abitanti del castello messi in schiavitù e rimase sorpreso nel vedere una giovane donna in catene.
Fiera e austera, teneva la testa alta e guardava gli uomini che deridevano i suoi compagni senza ombra di paura.
Wesley il suo secondo l’aveva informato che il signore della contea era morto combattendo e che sua figlia era stata fatta prigioniera.
Lady Elisabeth … proprio colei che stava fissando.
Non piangeva, non si disperava, guardava in modo fiero i suoi conquistatori … non avrebbe mai dato loro la soddisfazione di vederla invocare pietà, sarebbe morta come suo padre … combattendo!
Il pensiero dell’uomo che aveva amato più della sua stessa esistenza le spezzò il cuore …
Non avrebbe mai più visto i suoi occhi dolci mentre le sorrideva, non avrebbe più sentito la sua voce nel darle la buonanotte e tutto per una maledetta conquista del potere … una guerra che stava facendo migliaia di morti con altrettanta sofferenza.
Alzò il viso nel momento in cui un’ uomo alto, bruno, forse il più affascinante che avesse mai visto, le si fermò davanti.
Liam fissò la bellissima donna negli occhi verdi e fece un mezzo inchino.
Elisabeth voltò il capo, non avrebbe riverito l’uomo che era causa della morte di suo padre o della schiavitù della sua gente.
“ Vi porgo le mie condoglianze Lady Elisabeth …”
A quelle parole si girò di scatto con rabbia.
“ Come osate ostentare tanta irriverenza? Mio padre è morto per mano vostra e del vostro dominio …”
Liam alzò un sopracciglio.
Di sicuro quella donna non si sarebbe sottomessa tanto facilmente e questo lo attirava molto.
“ E’ una guerra milady, ciò non toglie che sono rammaricato della vostra perdita…”
Disse guardandola negli occhi.
Elisabeth lo fissò con sdegno.
“ Cosa intendete fare di me e della mia gente?” – Chiese.
“ Siete sotto il dominio di re Edoardo adesso e questa Contea è di mio cugino, Lord William di Cornwall … appena lui sarà qui, deciderà della vostra sorte e di quella della vostra gente, per il momento posso solo ridarvi le vostre stanze e chiedervi di non fare sciocchezze … i miei uomini non sono abituati a tanta bellezza e potreste essere in pericolo …”
Elisabeth rabbrividì di paura immaginando quali atrocità avrebbero potuto farle e annuì.
Liam alzò una mano e il suo secondo apparve dietro di lui.
“ Accompagna milady nelle sue stanze Wesley e resta di guarda alla porta … fino all’arrivo di William non voglio che le capiti nulla …”
Il secondo annuì e le fece segno di seguirlo.
Elisabeth fece come le veniva ordinato e un brivido le percorse la schiena.
Cosa le sarebbe accaduto una volta che il nuovo signore del Berkshire fosse arrivato?
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Lord William scese da cavallo e prendendo l’animale dalle briglie fece l’ultimo pezzo di tragitto a piedi sino al ponte.
La sentinella fece un inchino al suo ingresso e lui sorrise.
Finalmente avrebbe potuto riposarsi e farsi un bagno ristoratore.
Appena suo cugino varcò la soglia Liam balzò in piedi e gli andò incontro.
I due si abbracciarono e poi il nuovo signore della contea si guardò attorno.
Il castello sembrava essere in buono stato, le pelli di lupo e altri animali giacevano in terra vicino al fuoco infondendo calore all’ambiente, e un paio di servitori erano ritti in attesa di ordini.
“ Vedo che come sempre hai svolto al meglio il compito assegnatoti cugino!”
Liam annuì fissando gli occhi blu dell’altro e sorrise facendo un cenno con la testa ad uno degli osservanti.
“ Siediti William e non preoccuparti di nulla … è stato tutto preparato per il tuo arrivo compresa la tua stanza …”
William si sedette e subito un boccale di birra e della carne gli furono serviti.
Mangiò e bevve e guardò ancora una volta il cugino di cui si fidava ciecamente.
Erano cresciuti insieme e insieme avevano sfidato conquistatori e terra … ognuno era nulla senza l’altro, per questo Edoardo aveva conferito loro più poteri di ogni altro, fidandosi a sua volta delle loro capacità.
“ E’ andato tutto come previsto, suppongo!”
“ Questa è una terra di contadini, ma anche loro hanno lottato con fervore …”
William notò uno sguardo accigliato sul volto del cugino e allora lo fissò meglio.
“ Cosa non mi hai ancora detto?”
Liam annuì e rispose:
“ Il signore della contea è morto per mano dei miei uomini, non ha voluto arrendersi e sua figlia adesso è ospite delle sue stanze in attesa di una tua decisione…”
William allora scoppiò a ridere.
“ E per quale motivo non è in cucina o in qualunque altro posto a servire come la sua gente … questo castello adesso non le appartiene più!”
Liam lo fissò serio e allora anche l’altro tornò a fissarlo.
“ Devi vederla prima e poi sarai tu a decidere!”
William strinse gli occhi in due fessure e allora curioso si alzò in piedi.
“ Dev’essere una fanciulla di innata bellezza per avere un simile trattamento cugino!”
“ Non è soltanto bella, è anche fiera e riluttante a cedere …”
“ Se ti ha così ammaliato, perché non l’hai tenuta per te?”
Chiese allora William sorridendo.
Liam ricambiò il sorriso e gli fece cenno di seguirlo.
Davanti la porta delle stanze di Lady Elisabeth si fermò e rispose alla sua domanda.
“ Sei tu il padrone della contea, non io! Se tu non la vorrai allora io prenderò i tuoi scarti, fino ad allora concedimi di donarti ciò che io bramo …”
William fissò seriamente suo cugino, suo fratello, e gli pose la mano sulla spalla …
La lealtà di Liam era qualcosa che gli scaldava il cuore e lo rendeva orgoglioso.
Dopo aver bussato alla porta quest’ultimo si dileguò nell’oscurità e William entrò senza aspettare risposta.
Adesso l’unica cosa che voleva era vedere la donna che suo cugino credeva capace di essere un dono sia per lui che per se stesso …
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Elisabeth fissò la porta spalancarsi con occhi carichi di sgomento.
Si strinse addosso la tunica con la quale si era appena destata dal sonno e si alzò in piedi lasciando che i suoi lunghi capelli biondi le ricadessero in onde sul viso e sul seno.
La luce della luna illuminò il corridoio dinnanzi la porta e colui che le si presentò davanti ebbe modo di sorprenderla.
Un’ uomo mai visto, con gli occhi più blu che avesse mai visto la fissò da capo a piedi per un tempo indefinito.
“ Chi siete?”
La voce le uscì a fatica sotto quello sguardo indagatore.
William rimase per un’ attimo allibito …
Credeva di trovarsi di fronte un’ ammaliatrice e invece si ritrovò di fronte una giovane donna dall’aria vergine e infelice, ma bella da mozzare in fiato.
E allora sorrise …
Liam aveva avuto ragione … adesso sarebbe stato lui a decidere cosa fare di lei e già pregustava il momento in cui l’avrebbe avuta nel suo letto.
Fece qualche passo e la guardò da vicino.
Elisabeth arretrò d’un passo e dovette alzare il viso per guardare il nuovo venuto in viso.
Era dannatamente bello …
Aveva circa trent’anni, con un corpo possente forgiato da 1000 battaglie … e gli occhi più intensi che avesse mai visto.
Ma fu proprio il suo sguardo a farla tremare …
La fissò come se fosse merce da valutare e questo la ferì …
Aveva passato gli ultimi due giorni a piangere la morte di suo padre, e a sperare nel suo destino e adesso quell’uomo le incuteva terrore.
“ Chi siete?”
Ripete stringendosi nelle braccia.
“ Credo che dobbiate conoscermi come il nuovo signore della contea, milady!”
Elisabeth sbarrò gli occhi e un risolino di sorpresa le sfuggì dalle labbra.
William sorrise al suo stupore e poi le girò intorno soppesando ogni parte del suo corpo.
Quando lei si voltò a fronteggiarlo, capì subito perché Liam l’aveva descritta come fiera e non incline a piegarsi.
Il suo sguardo fu duro e pieno di risentimento, cosa che lo fece sorridere ancora di più.
“ Mio cugino mi ha informato che siete rimasta sola al mondo …” Disse.
“ Siete stato informato bene milord, ma ciò non toglie che avreste potuto venire a presentarvi ad un’ orario decente …”
William rise di gusto ed Elisabeth alzò il viso in segno di sfida.
“ Non sono venuto qui a presentarmi … sono venuto solo a vedere ciò di cui sono il padrone …”
A quelle parole lei fece un passo indietro e lo fissò con disprezzo.
“ Allora siete nel posto sbagliato … io non sono di vostra proprietà, lo sono solo le mie terre …”
William la fissò beffardo e poi le girò ancora intorno facendola indietreggiare nuovamente.
“ Siete voi in errore milady, qualunque cosa sia dentro queste terre è divenuta mia …”
Sbarrando gli occhi lei strinse la mascella fino a farsi male.
“ Io non sono un’ oggetto …”
“ Ciò che siete sarò io a deciderlo e nessun’altro!”
Detto questo William s’incamminò verso la porta, ma prima di uscire dalla stanza, si voltò a guardarla ancora una volta e le disse:
“ Domattina lascerete queste stanze … e voglio vedervi servire la colazione per me e i mie pari …”
Elisabeth rimase basita a fissare la porta chiusa.
Il suo destino stava diventando più oscuro di quanto non fosse già …
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“ Allora?”
S’informò Liam la mattina dopo seduto di fronte al cugino a colazione.
William sorrise furbo e bevve del caffè fumante.
Poi vedendo la giovane donna alle sue spalle gli fece un cenno.
Elisabeth rimase ferma a guardare i due uomini seduti al tavolo che era stato della sua famiglia e strinse i pugni.
Se il nuovo padrone voleva vederla servire l’avrebbe fatto con dignità, ma non gli avrebbe concesso nient’altro.
Avanzò con passo deciso portando fra le mani un vassoio pieno di cibo e senza degnare ne l’uno ne l’altro di uno sguardo, lo appoggiò e si accinse ad andare via.
Ma la voce di William la bloccò.
“ Sedetevi milady …”
L’ordine impartito come un’ invito la fece voltare di scatto.
Incontrò gli occhi del giovane signore e drizzò le spalle, poi lentamente prese posto accanto a lui.
Liam sorrise e le fece un cenno di saluto al quale lei non rispose.
Perché affannarsi a fare amicizia con chi disprezzava?
Una serva entrò con della zuppa e vedendola seduta al tavolo dei nuovi padroni la fissò spaventata.
Elisabeth fissò Cordelia la giovane che era cresciuta con lei al castello e annuì per tranquillizzarla.
La serva ripose tutto sul tavolo, servì nei piatti e poi le si avvicinò.
“ Devo raggiungervi per il bagno milady dopo colazione?” Chiese riluttante.
Elisabeth la guardò angosciata, ma non fece in tempo a rispondere.
Fu William a parlare.
“ Sposta tutte le cose di Lady Elisabeth nelle mie stanze ragazza, e preparale lì il bagno …”
Elisabeth sbarrò gli occhi e si voltò a fissarlo.
Cordelia fece lo stesso, poi senza dire altro, annuì e scomparve, mentre la sua padrona stringeva fra le mani la sua veste spaventata a morte da quello che quell’uomo aveva in serbo per lei.
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Arrivata davanti le porte della camera che William aveva scelto si sentì prendere dal panico.
Erano le stanze che suo padre usava per restare da solo, alla fine di un lungo corridoio, vicino alla scale che portavano alla vecchia torre.
Prima che potesse mettere mano sulla maniglia, Cordelia la chiamò.
Elisabeth la fissò spaventata e la ragazza la guardò rammaricata.
“ Milady … io, ho portato le vostre cose … e il bagno vi aspetta …”
Fissò la ragazza per qualche secondo e poi si voltò per entrare.
Una volta in stanza fissò gelidamente la vasca fumante e si diresse alla finestra che sporgeva sul cortile.
“ Non farò il bagno oggi Cordelia, puoi andare …”
La ragazza non si sorprese, annuì e le si avvicinò.
“ Milady …”
La richiamò.
Elisabeth si voltò a guardarla.
“ Non posso fare molto per voi, ma posso darvi un consiglio …”
Con le lacrime agli occhi rimase ferma ad ascoltare.
Cordelia le sorrise triste e poi parlò.
“ Non opponetevi al nuovo signore … altrimenti vi farà del male e la vostra gente non potrà fare nulla per aiutarvi … vostro padre è morto nel tentativo di salvarvi la vita, non rendete vano il suo sacrificio …”
Elisabeth chiuse gli occhi e sentì una lacrima rigarle il viso.
Quando li riaprì Cordelia era andata via.
Per tutta la mattinata pensò e ripensò a cosa poteva fare per uscire da quella situazione, ma non trovò soluzione …
Non scese né a pranzo né a cena e con lo stomaco chiuso dalla paura non riuscì a mangiare nulla tutto il giorno …
Quando a sera sentì dei passi lungo il corridoio si irrigidì di scatto e saltò in piedi.
William entrò spalancando la porta e appena i loro occhi s’incontrarono, lui sorrise nel vedere quelli spaventati di lei.
Si chiuse la porta alle spalle e avanzò accingendosi a spogliarsi.
Elisabeth si voltò a guardare fuori dalla finestra arrossendo e tremando.
Non aveva mai visto un’ uomo nudo e l’odore di quell’uomo la confondeva.
“ Non vi ho visto tutto il giorno milady, state poco bene?”
Le chiese William mordace.
Elisabeth non rispose, ma lo sentì muoversi.
Quando si voltò lui era a pochi centimetri da lei a petto nudo.
Sbarrò gli occhi colmi di stupore e lo fissò.
William sorrise soddisfatto.
“ Voi non vi spogliate? Non volete andare al letto?” Le chiese sorridendo.
A quel punto Elisabeth si scostò bruscamente.
“ Credete davvero che io mi coricherò al vostro fianco e nel vostro letto?” Urlò.
William rise e alzò un sopracciglio.
“ Forse voi dimenticate chi è il padrone qui…”
“ Io non dimentico nulla mio signore … non dimentico che mio padre è morto per salvarmi la vita e non dimentico ciò che mi ha insegnato … non lascerò che voi usiate il mio corpo solo perché avete vinto sulla mia gente …”
William le si avvicinò con viso serio ed Elisabeth abbassò gli occhi tremante.
La mano dell’uomo si posò su una ciocca dei suoi capelli e lo vide rigirarla fra le dita.
Quando lo guardò i suoi occhi erano freddi.
“ Vi dirò solo una volta queste parole Lady Elisabeth e vi prego di ricordarvene sempre, perché la prossima volta non parlerò, vi farò frustare …”
Elisabeth sbarrò gli occhi spaurita.
“ Io sono il nuovo signore della contea, sono il vostro padrone e di chiunque sia su questa terra … decido io cosa si farà e cosa voglio … nessuna donna o uomo potrà mai farmi cambiare idea se non combattendo e vincendo … non ho intenzione di violentarvi se è di questo che avete timore, ma siete la mia schiava e starete dove io starò … farete ogni cosa io vi chiederò senza discutere e abbasserete gli occhi servile e rispettosa … adesso cambiatevi e andate al letto … e domani mattina voglio pronto il mio bagno e la mia serva …”
Elisabeth lo fissò con labbra tremanti d’ira e d’umiliazione e abbassando il capo si allontanò andando verso il letto dove la sua camiciola era riposta in bella vista.
William la seguì con lo sguardo ancora duro, poi si voltò di scatto e andò a riattizzare il fuoco del camino.
Sull’orlo delle lacrime Elisabeth iniziò a spogliarsi …
Era sicura che quegli occhi freddi in quel momento la stessero scrutando …
Sentì un’ ondata di vergogna salirle alle guance e le sue mani si bloccarono.
La veste che indossava aveva i lacci dietro la schiena, solitamente era con l’aiuto di Cordelia che si spogliava, ma in quel momento non sapeva neppure se avesse potuto respirare ancora …
Un movimento le fece balzare il cuore e due mani sicure l’afferrarono dalla vita.
Elisabeth si voltò impercettibilmente trattenendo il fiato.
Aveva detto che non l’avrebbe violentata …
Il timore che lui avesse mentito la bloccò e non osò muoversi.
William sospirò e poi d’un tratto si mosse e le sciolse i lacci del vestito sfiorandola appena, poi si allontanò nuovamente.
Elisabeth si voltò a guardarlo sbalordita e lui ricambiò lo sguardo, poi rise.
“ Quando avrò intenzione di possedervi milady lo capirete, non c’è bisogno di avere quello sguardo smarrito!”
Avvampando Elisabeth abbassò gli occhi e lui scoppiò in una fragorosa risata, poi uscì dalla stanza.
Quella notte rannicchiata in un cantuccio del grande letto a baldacchino il sonno arrivò molto tardi … l’unica cosa che riuscì a fare, fu quella di stare all’erta e ascoltare il silenzioso sonno dell’uomo che le dormiva vicino.
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“ Non hai niente da dirmi cugino?”
Chiese Liam guardando William con un sorriso la mattina dopo.
Camminavano per i boschi della contea dall’alba, William voleva conoscere tutto di quella terra rigogliosa e scoprire cosa possedeva.
Fissò il suo compagno e ricambiò il sorriso.
“ Niente che tu riesca ad immaginare…” Disse.
Liam scoppiò a ridere.
“ Non dirmi che non l’hai posseduta! A cosa dobbiamo il tuo buon cuore?”
William lo fissò alzando un sopracciglio.
“ Non si tratta di buon cuore cugino, è solo questione di tempo … la signora crede di essere ancora la padrona e io le dimostrerò il contrario …”
“ Con gli anni diventi sempre più cinico, lo sai?”
I due uomini si fissarono, poi William rise.
“ Se ti piace tanto perché hai aspettato il mio arrivo … sai che non ti avrei mai accusato di usurpare ciò che è mio, sei parte della mia famiglia!”
Liam annuì e pensieroso rispose:
“ Non so cosa mi abbia trattenuto … forse la stessa ragione che ha trattenuto te ieri notte, e non dirmi che non ce n’era alcuna, perché ti conosco …”
William guardò il cugino e non disse nulla.
Era inutile …
Liam aveva ragione, c’era qualcosa in quella donna che non sapeva spiegare …
Non era da lui desiderare di avere il letto caldo e non prendersi ciò che voleva, ma con lei era stato diverso.
Appena aveva visto il suo sguardo smarrito si era bloccato …
Sorrise e spronò il cavallo per tornare al castello.
Era inutile stare a rimuginare, presto le cose sarebbero cambiate e lui avrebbe lasciato quel luogo per riprendere le sue battaglie …
Al loro arrivo, vide Lady Elisabeth nel cortile accanto alle stalle, china su un’ uomo.
Entrambi smontarono da cavallo e si avvicinarono.
L’uomo doveva essere il fabbro della contea per come era abbigliato ed era ferito ad una mano … probabilmente bruciato dal suo stesso ferro da lavoro.
Vide Elisabeth girare un’ intruglio dentro una ciotola e poi versarlo delicatamente sulla mano dell’uomo che strinse i denti dal dolore.
“ Andrà tutto bene … con questo il dolore diminuirà, ma devi stare a riposo …”
La voce armoniosa di Elisabeth colpì William.
La fissò.
Guardò il suo corpo sinuoso muoversi e i suoi occhi addolciti dall’ansia per il poveretto e rimase scioccato dall’ondata di passione che lo investì.
Quando colei che scrutava si accorse della sua presenza però i suoi occhi divennero nuovamente freddi e distaccati.
Si alzò di scatto e voltò le spalle per rientrare al castello.
William sentì il cugino ridere sommessamente e si girò a fronteggiarlo.
“ Che diavolo hai da ridere?” Disse irato.
Liam fece spallucce e poi s’incamminò.
“ Nulla … niente di cui tu debba preoccuparti cugino!”
Questo bastò per fargli perdere le staffe.
Odiava essere preso in giro da Liam …
Ma cosa avrebbe dovuto fare?
Non poteva schioccare le dita e rendere la signora ammaliata da lui, poteva solo prenderla con la forza e non l’avrebbe fatto …
Non aveva mai preso nessuna donna con la forza e non l’avrebbe fatto con lei …
Furioso e cupo risalì sul suo cavallo e spronandolo arrivò fino ad una taverna che aveva visto ore prima.
Il taverniere appena lo vide, gli si gettò ai piedi con riverenza e gli portò subito ciò che chiedeva.
William bevve il suo boccale di birra e poi quando alzò gli occhi, vide una ragazza che serviva ai tavoli che lo guardava.
Riconobbe lo sguardo lussurioso che le donne posavano su di lui e allora si alzò e le si avvicinò.
La ragazza lo portò con sé nella sua stanza e lì preso ancora dall’ira la possedette senza risparmiarsi.
Doveva sfogare tutta la sua frustrazione.
Quando si rivestì per tornare indietro, la fissò gelido e poi le lasciò una moneta sul letto.
La ragazza la prese bramosa senza dire nulla e lui uscì da quella stanza schifato.
Le donne era tutte sgualdrine, pensò.
Un pensiero angusto andò al suo passato e i suoi occhi divennero gelidi e tenebrosi …
Nessuna donna meritava qualcosa di più di ciò che era appena accaduto in quella bettola.
Sesso e denaro per comprarle, questo era ciò che avrebbero avuto da lui, solo questo!
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Elisabeth vide William rientrare nel cortile col suo cavallo.
C’era qualcosa in quell’uomo che le incuteva timore, ma allo stesso tempo l’attirava.
Non avrebbe dovuto, lo sapeva bene, lui era la causa della sua sventura, eppure il fatto che non l’avesse violentata … l’aveva colpita.
Forse in realtà non era ciò che diceva di essere …
Pensò al suo compagno.
Lima sembrava essere un’ uomo buono e calmo, differente dal cugino, eppure anche di lui non voleva fidarsi.
Suo padre le aveva sempre detto che gli invasori erano persone infide e che si appropriavano delle terre senza preoccuparsi della sofferenza altrui …
Eppure aveva visto gli occhi della sua gente.
Non vi era paura quando guardavano i nuovi signori della contea, piuttosto vi aveva letto solo ammirazione …
Tacito rispetto …
Nessuno era ridotto in schiavitù, ognuno di loro aveva serbato le loro attività e continuavano il loro lavoro servendo come aveva sempre fatto …
La porta che sbatteva la fece trasalire.
Si voltò di scatto incontrando gli occhi duri di William e rabbrividì.
L’uomo avanzò cominciando a spogliarsi e la fissò.
“ Preparatemi il bagno …”
Ordinò perentorio.
Elisabeth lo guardò senza riuscire a capire cosa l’avesse fatto infuriare.
Quando William alzò gli occhi su di lei, la vide coperta solo di una camiciola leggera e s’irrigidì.
Era furioso con sé stesso ed furioso con lei.
Pensava ancora di essere la dama del castello, altezzosa e altera, ma le avrebbe insegnato presto che non lo era più.
Elisabeth abbassò gli occhi spaventata dall’ira che vide nei suoi … Cosa era successo di così grave?
Sembrava avesse il diavolo alla e calcagna e si sentì tremendamente in pericolo.
William fece qualche passo verso di lei.
“ Mi avete sentito? Siete troppo silenziosa milady ….”
Disse arcigno.
Elisabeth lo guardò sorpresa.
“ Sono una schiava mio signore, devo avere il permesso prima di parlare …” rispose.
Gli occhi di William divennero due fessure e fu più vicino.
“ Non fate la furba con me milady non ve lo consiglio …
Alzando il mento con sfida lo fissò.
“ E cosa dovrei dire di grazia, all’uomo che mi tiene prigioniere?”
Detto questo fece per allontanarsi, ma lui la bloccò prendendola per un polso.
I loro corpi sbatterono l’uno con l’altro ed Elisabeth sbarrò gli occhi impaurita.
“ Non sfidate il destino mia signora, potrei trovare il modo di farvi implorare piuttosto che parlare …”
Elisabeth tremò e William si rese conto improvvisamente di quel corpo caldo schiacciato contro il suo.
Le lasciò il polso con occhi famelici, la ragazza della taverna non aveva alleviato la sua lussuria, scoprì.
Scese con la mani e le strinse la vita.
Elisabeth tentò di muoversi, di allontanarsi, ma lui la serrò nella sua stretta e la guardò negli occhi.
“ Vi prego …”
La sua voce carezzevole lo fece rabbrividire.
Avvicinò il viso al suo e la vide chiudere gli occhi.
Il suo profumo lo inebriò …
Non riusciva a capire cosa lo attirasse di quella donna, ma non riusciva a starle lontano, soprattutto non in quel momento che poteva sentirla tremare e poteva sentire la sua candida pelle sotto il suo tocco.
Elisabeth si voltò fra le sue mani e William si ritrovò appoggiato alla sua schiena.
Strinse le braccia su di lei e ispirò l’odore dei suoi capelli.
Poi le sue mani si mossero come se avessero vita propria.
Risalirono sulla camiciola e andarono a sfiorarle il seno.
Elisabeth sussultò e gemette.
Cosa le stava succedendo?
Cos’era quel calore che le invadeva l’anima?
Sentì l’uomo sfiorarle ancora il seno e una scarica elettrica sembrò trapassarla tutta.
“ State implorando milady?”
Quella voce roca ruppe l’incantesimo.
Non avrebbe mai implorato …
Si mosse dibattendosi e riuscì a sgusciare via dalle sue braccia.
Quando si voltò i loro occhi si scontrarono.
Mare blu in tempesta e fuoco verde …
Un dolore al petto le mozzò il respiro e le fece fare un passo indietro.
Cos’era quella forte emozione?
Perché quello sguardo le faceva quell’effetto?
William si sentì fuoco liquido …
Trattenne il respiro e cercò di calmarsi …
Avrebbe voluto sdraiarla sul letto e prenderla … lì in quel momento senza pensare alle conseguenze, ma fissando i suoi occhi qualcosa in lui si bloccò.
Distolse lo sguardo furioso più di prima e scosse il capo.
“ Smettete di guardarmi e preparate l’acqua…”
Ordinò senza dire altro.
Poi si voltò e andò verso il letto a spogliarsi del tutto, sperando che l’acqua potesse alleviare i suoi bollenti spiriti.
Elisabeth rilasciò un sospiro di sollievo e andò verso il caminetto dove l’acqua bolliva pronta per il bagno.
Una volta pronta la tinozza si allontanò e si rifugiò su una poltrona in un’ angolo della grande stanza.
William arrivò davanti al camino e lei sbarrò ancora lo sguardo.
Era nudo e possente …
Rimase a fissarlo inebetita e affascinata.
Non aveva mai visto un’ uomo nudo a quel modo e adesso sapeva che la perfezione poteva derivare solo da quel corpo.
Vagò con gli occhi colmi di ammirazione su di lui …
Poi lui alzò il viso e i loro occhi s’incontrarono per l’ennesima volta.
Lo vide sorridere soddisfatto e allora abbassò il viso alla svelta, rossa in viso e impacciata.
Quella notte fu la più lunga della sua vita.
Il pensiero di lui nudo e delle sue mani non la fecero dormire e soprattutto le fecero salire alla mente dubbi e domande alle quali non voleva risposta!
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Lo scalpitio di zoccoli nel cortile destò dal sonno appena preso, Elisabeth.
Vide William che infilava la sua casacca di pelle e si alzò a sedere.
Vide lo sguardo duro che gli incupiva il volto e rimase colpita.
Cos’era quel baccano e perché lui era così teso? Si chiese.
William si voltò quando si accorse che era sveglia e dopo aver finito di infilare gli stivali, le si avvicinò.
Elisabeth alzò gli occhi sul suo bel viso e si tirò fino al mento il copriletto di pelliccia.
“ Non uscite da queste stanze milady … è un’ ordine!”
La serietà della sua voce le fece accapponare la pelle, e così annuì mansueta.
William le diede un’ultima occhiata e poi la lasciò sola …
Quando raggiunse il cortile Liam lo stava già aspettando, col suo stesso viso corrucciato.
Il cavaliere a capo del gruppo, vedendolo scese da cavallo con un sorriso beffeggiatore sulle labbra.
“ Ora che sei il signore della contea, sei diventato avaro di ospitalità fratello?”
Chiese avvicinandosi.
William fissò il nuovo arrivato gelidamente.
“ Non sono mai stato avaro con te Riley … dovresti ricordartene!”
Quest’ ultimo si guardò intorno.
Dietro William e Liam vi erano come sempre i loro cavalier serventi.
Ad un cenno del capo del cugino, Liam diede ordine di preparare un’ospitale colazione e dei giacigli per la notte.
Quando furono dentro il castello, William fissò suo fratello.
Suo fratellastro in realtà … il figlio adorato di suo padre, mentre lui, anche dopo essersi conquistato onore e rispetto del Re, restava il suo bastardo … figlio di una serva che l’aveva abbandonato per denaro …
“ Vedo che Edoardo ancora ti tiene in piena considerazione fratello …”
La voce crudele di Riley ruppe i suoi pensieri.
William serrò la mascella e lo guardò.
“ Edoardo sa riconoscere chi gli è fedele e soprattutto amico …”
Riley scoppiò a ridere.
“ Essere il galoppino del re non vuol dire essere fedeli …”
William vide Liam mettere mano alla spada e lo fermò alzando una mano.
Suo fratello rise ancora e sfidò il cugino con lo sguardo.
“ Puoi restare qui per una notte Riley, domani mattina tu e i tuoi uomini partirete … mi sono spiegato bene?”
“ Ma certo fratello, non vorrei mai usurpare ciò che hai conquistato con la lotta …”
Rise Riley prendendolo in giro.
William sospirò rassegnato.
Un ‘ intero giorno e un’intera notte in cui avrebbe dovuto sopportare la sua ripugnante presenza … cercando soprattutto di tenere lady Elisabeth nascosta e Liam tranquillo.
Sapeva bene che Liam odiava Riley e che bastava poco per farlo infuriare …
Lo odiava fin da quando da ragazzi, suo fratello gli aveva sottratto la ragazza che intendeva chiedere in moglie nel più spregevole dei modi.
Dal giorno in cui Riley l’aveva violentata, la ragazza era stata chiusa in convento e Liam si era sentito colpevole, giurando che un giorno si sarebbe vendicato …
Ma non adesso, non nella sua contea …
Cordelia attraversò il salone e mise del vino sul tavolo, guardando incuriosita i nuovi arrivati e sentendo ciò che dicevano capì chi era l’uomo odioso seduto accanto al nuovo signore.
Lo guardò e quando vide che indirizzava lo sguardo verso di lei, lo vide soppesare ogni parte del suo corpo e poi sorridere.
Abbassò subito gli occhi e corse fuori dalla grande sala disgustata …
Lady Elisabeth le aveva chiesto di raggiungerla e ora sapeva cosa riferirle.
“ Suo fratello?”
Chiese Elisabeth sorpresa.
“ E allora perché non vuole che esca da queste stanze?”
Cordelia fece spallucce.
“ Non credo che vadano molto d’accordo mia signora … ho visto Sir Liam impugnare la spada furioso e Lord William tentare di calmarlo …”
Elisabeth si avvicinò alla finestra e guardò i cavalli raccolti in cortile.
Erano cinque uomini …
“ Obbedite milady, credo che gli ospiti siano pericolosi … per questo Lord William vi vuole tenere nascosta…”
Elisabeth annuì e Cordelia tornò alle sue faccende.
Ancora davanti alla finestra però, non si accorse che uno di quegli uomini era in cortile e stava guardando proprio nella sua direzione sorridendo come se avesse scoperto un recipiente pieno di monete d’oro.
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Dopo un’intera giornata passata da solo dentro quelle mura Elisabeth si sentì impazzire …
Non sopportava il fatto di dover obbedire senza sapere il perché …
Uscì dalla stanza di soppiatto … con passi lenti e circospetti scese fino a metà delle scale e s’irrigidì.
Gli uomini di sotto in sala da pranzo erano ubriachi … strillavano e ridevano come pazzi.
Elisabeth si sentì accapponare la pelle e rimase come bloccata sulle sue gambe.
Improvvisamente fu strattonata indietro …
“ Vi avevo detto di non uscire …”
La voce di William la spaventò.
Si voltò a guardarlo sbattendo più volte gli occhi, mentre lui la trascinava indietro.
Quando rientrano in camera, la lasciò andare e la guardò.
Elisabeth vide la sua espressione furiosa e andò a mettersi il più lontano possibile da lui.
“ Mi dispiace … ero stanca di …”
“ State zitta …”
L’astio della sua voce la scioccò.
William sembrava un’altra persona … fuori di sé dalla rabbia.
La fissò con occhi di fuoco e la fece rabbrividire.
“ Non osate mai più disobbedirmi … mai più Elisabeth o ve ne farò pentire …”
Elisabeth lo vide sfocato fra le lacrime che avevano cominciato a salirle agli occhi e abbassò il capo per non farsi vedere.
Quando sentì la porta sbattere si ritrovò nuovamente sola e sconfitta.
Quell’uomo la trattava come se fosse un’ oggetto …
Si accasciò sul letto e pianse tutte le lacrime che aveva trattenuto sino a quel momento… poco dopo stanca e avvilita si addormentò.
William scese le scale di corsa, non voleva che qualche gioioso ospite non vedendolo andasse in giro per il castello a cercarlo.
Soprattutto suo fratello …
Lui non doveva neppure sapere di Elisabeth …
Ma appena tornò al suo posto, Riley alzò un calice verso di lui e rise.
“ Vedo che la bionda dama che ospiti nelle tue stanze ti fa fare avanti e indietro!”
William lo fissò truce.
Come diavolo aveva fatto a sapere di lei? Si chiese.
“ Credo che sia ora che tu e i tuoi ubriachi uomini andaste a dormire, fratello!”
Riley sorrise beffardo.
“ Credo anch’io …”
Detto questo si alzò e i suoi uomini lo seguirono.
William guardò suo cugino e Liam si alzò per scortarli.
Dopo averli accompagnati alle stalle, Liam lasciò Wesley di guardia e tornò dal cugino.
“ Come ha saputo di Lady Elisabeth?”
Chiese sorpreso.
William scosse il capo.
“ L’ho trovata sulle scale che spiava … forse qualcun’ altro l’ha vista!”
Liam annuì preoccupato.
“ Spero solo che l’alba arrivi presto … avere Riley qui non mi lascia tranquillo!”
“ Vai a riposare Liam … ma tieni le orecchie tese … io farò un giro per il castello!”
I due cugini si fissarono ancora una volta con complicità e poi si divisero.
Un’ urlo sommesso le fece alzare la testa di scatto.
Ancora addormentata Elisabeth si alzò.
Qualcosa l’aveva svegliata e il panico la travolse.
Aveva sentito urlare ne era sicura …
Si avvicinò alla porta e tese l’orecchio ma dal corridoio non sentì nulla, poi si avvicinò alla finestra e questa volta la aprì.
Si sporse un po’ per fissare il buio della notte.
Le nuvole coprivano la luna e non si vedeva nulla …
Attese qualche altro minuto … era sicura di aver sentito qualcosa … ma cosa?
Quando le nuvole lasciarono la luna, il cortile non fu più buio e tenebroso, ma qualcosa che l’atterrì la lasciò senza fiato.
Vide Cordelia dibattersi fra le braccia di qualcuno …
Cercò di vedere meglio, si sporse ancora di più e poi non vide più nulla.
Con un urlo strozzato pieno d’angoscia si gettò contro la porta e la spalancò.
Cordelia … la sua amica … la sua consigliera …
Le stava succedendo qualcosa di brutto … lo sapeva …
Doveva aiutarla …
Corse nel corridoio e si fermò svoltando l’angolo della scala.
Lì estrasse una mattonella dal pavimento e infilò la mano in terra fuoriuscendone un pugnale d’argento … il pugnale di suo padre, quello che aveva nascosto prima che gli invasori prendessero il castello.
Col pugnale stretto al petto scese di sotto e vide che non vi era più nessuno …
Corse tirandosi su l’ampia gonna e uscì all’aperto.
Si guardò intorno nel cortile e vide le luci nella stalla.
Lentamente si avvicinò alla finestre e vide gli uomini ubriachi dormire come sassi.
Ansiosa e preoccupata si guardò in giro e sospirò.
Dov’era Cordelia?
E se si fosse sbagliata?
Se lei fosse con qualcuno che voleva?
Con William magari …
Quel pensiero la infastidì e la ferì …
Perché le importava tanto di quell’uomo?
Un pianto dirotto e improvviso la destò dai suoi pensieri.
Il pianto proveniva dal fosso del ponte levatoio.
Col cuore in gola e gli occhi sbarrati, si avvicinò piano e senza fretta si accasciò in terra.
Ciò che vide la portò alla realtà …
Quella realtà che l’aveva colpita da quando suo padre era morto …
Una realtà crudele che la impietrì …
Cordelia era distesa in terra, con gli abiti strappati, che piangeva e cercava di dibattersi … e un’ uomo che non riusciva a vedere distintamente era su di lei che violava il suo corpo …
E così non ci vide più …
In un’ eccesso d’ira uscì allo scoperto e si gettò sull’uomo urlando.
L’uomo dapprima frastornato sbatte con la schiena al suolo umido, e lei riuscì persino a ferirlo alla spalla col pugnale …
Poi però l’uomo si riprese e invertì le posizioni …
Lo sentì ridere e sentì il puzzo d’alcool …
Rabbrividendo ripugnata sentì le urla di Cordelia e sentì anche le sue come se non fosse lei quella sbattuta in terra senza fiato.
Sentì il suo abito lacerarsi sotto quelle mani e si sentì afferrare per i capelli …
E urlò ancora di più spaventata.
Che fosse quella la sua fine?
“ Maledetto …”
Una voce rabbiosa e violenta si abbatte sulla notte.
Il peso dell’uomo le fu tolto prontamente ed Elisabeth si alzò a sedere tremante e spaventata.
Con le lacrime che le rigavano il viso, vide Liam stringere per il collo l’uomo che aveva aggredito lei e Cordelia.
E allora ricordò la sua povera amica sotto quel corpo malvagio.
Ritornò in sé e rialzandosi a fatica, corse al suo fianco.
Cordelia era in lacrime, tremava per lo shock e per il freddo ed Elisabeth la strinse a sé con dolcezza cercando di calmarla.
“ Liam …”
La voce di William le fece alzare il viso.
Lo vide avvicinarsi e i loro occhi s’incontrarono …
Lo vide guardare il suo abito strappato e lo vide guardare la povera ragazza che tentava invano di consolare e vide l’ira omicida nei suoi occhi.
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William guardò la scena con orrore e avanzò.
Vide le due donne in terra abbracciate e disperate, e suo cugino che avrebbe ucciso presto suo fratello se non fosse intervenuto.
Ma non avrebbe voluto farlo …
Quell’essere doveva pagare per ciò che continuava a fare indisturbato …
Ma non poteva lasciarglielo fare … non nella sua terra …
Doveva fermare Liam e scacciare Riley per sempre dalla sua vita …
Si avvicinò cauto e togliendosi il mantello lo appoggiò sulle spalle di Cordelia.
Elisabeth lo tirò e riuscì a coprire il corpo dolente della ragazza tralasciando il suo che adesso era coperto solo da una leggera camiciola.
Perché era uscita?
Eppure lo sapeva che l’avrebbe fatto infuriare?
Alzò gli occhi su suo cugino e lo richiamò ancora.
Liam sembrò non vederlo, poi lo fissò sconvolto.
“ William …”
Disse furioso stringendo ancora di più la presa.
“ Liam lascialo andare …” Ordinò.
Il cugino lo fissò cupo … poi fece un passo indietro e lasciò Riley che cominciò a tossire convulsamente.
“ Deve morire … non possiamo lasciarlo ancora libero …”
Urlò Liam infuriato.
William gli si fece più vicino e annuì calmo.
Doveva stare calmo, almeno lui doveva …
Prese Liam per un braccio e guardò Riley.
“ Prendi i tuoi uomini e vattene … adesso!”
Riley digrignò i denti e guardò in terra.
Vicino a lui c’era ancora il pugnale di Elisabeth.
William seguì il suo sguardo e fece un passo avanti.
“ Se lo fai ti ucciderò senza pietà…”
Lo avvertì.
Riley allora annuì e si alzò.
Fissò entrambi con odio e rivestendosi alla svelta si voltò e si diresse alle stalle.
William lo seguì fino a che non lo vide entrare.
Poi guardò suo cugino e facendogli segno verso le donne, disse:
“ Aiuta la ragazza …”
Liam lo guardò e annuendo si avvicinò verso Elisabeth e Cordelia.
Elisabeth si fece da parte e lui prese Cordelia ancora tremante fra le braccia e si avviò al castello.
William le si avvicinò … il suo sguardo fu indecifrabile.
Le tese una mano e lei alzò gli occhi pieni di pianto e con riluttanza si alzò prendendola.
Una volta dentro il castello si sentì al sicuro …
Ma per quanto?
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Elisabeth vide Liam portare Cordelia verso le sue stanze e si tranquillizzò … lui non le avrebbe fatto del male …
Salì i gradini che la riportarono in camera sentendo la presenza di William dietro di sé ed ebbe un tremito di paura.
Quando si ritrovarono soli, si voltò a guardarlo.
William la fissò per qualche secondo e le si avvicinò.
Guardò le abrasioni che aveva sulle spalle e sul viso e si diresse verso la tinozza d’acqua.
Prese una pezzuola e la bagno.
Alzò una mano e gliela porse.
“ Ripulitevi … io devo sistemare qualcosa …”
Le disse.
La guardò un’ultima volta mentre lei prendeva dalle sue mani la pezzuola e poi uscì.
Elisabeth si spogliò piano e ripulì le lievi ferite … poi stanca e spossata si sdraiò sul letto.
Non sapeva cosa aspettarsi da lui …
Forse era arrabbiato anche con lei perché gli aveva disubbidito e doveva spiegargli … fargli capire …
Lui doveva capire perché era uscita dalla stanza …
William ritrovò Liam di sotto.
Lo vide chinò ad ispezionare il capo sanguinante di Wesly e capì.
L’uomo di fiducia era stato colpito da Riley affinché lui avesse campo libero.
Uscì nel cortile trovandosi accerchiato dai suoi uomini e vide Riley e i suoi cavalieri pronti a cavallo per lasciare la contea.
Suo fratello si voltò con ferocia e lo fissò.
“ Un giorno me la pagherai William … tu e la tua puttana me la pagherete!”
Detto questo sparì al galoppo.
William rimase fermo a fissare l’orizzonte e l’alba nascente … poi tornò sui suoi passi.
Per ora almeno il pericolo era scampato.
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Quando la luce del giorno le punse gli occhi, Elisabeth li aprì.
Improvvisamente la luce fu disturbata dal ricordo della notte precedente e saltò a sedere.
Due forti mani la tirarono verso il letto nuovamente e si ritrovò sdraiata e fissare due pozze blu.
Sentì l’odore di un corpo che conosceva e vide il suo sorriso e capì di aver dormito quel poco fra le sue braccia.
Non ricordava il momento che era tornato in camera, né quando le si era avvicinato, ma adesso averlo di fronte e sentirlo vicino era qualcosa che non la spaventava più …
Lo guardò per un’infinità di tempo, come a volersi imprimere il suo viso nella mente e poi sospirò rasserenandosi.
William si appoggiò senza allontanarsi.
“ Cosa è successo stanotte?”
Le chiese sorprendendola.
Elisabeth si voltò e strinse i pungi cercando di cacciare l’ansia che le provocava ricordare.
“ Ho sentito urlare …” Iniziò a raccontare “ Ho visto Cordelia nel cortile e non ho pensato … io volevo aiutarla …”
William la guardò negli occhi calmo come non mai e annuì.
“ Non mi hai disobbedito e non sono furioso con te …”
Elisabeth sentì l’intimità con cui le parlava e annuì …
Quella notte era accaduto qualcosa che forse aveva cambiato i loro rapporti e forse anche qualcosa in lui…
Si riaddormentò fra quelle braccia sentendosi beata e tranquilla …
Nessuno poteva più farle del male … non se lui le restava vicino …
Quando nel pomeriggio scese di sotto, raggiunse subito le stanze della servitù.
Voleva portare qualcosa di caldo alla sua amica e voleva essere sicura che stesse bene.
Bussò piano ed entrò.
Rimase sulla porta per qualche secondo stupefatta.
Liam era seduto sul letto accanto a Cordelia e lei sorrideva …
“ Milady …”
Disse la ragazza felice di vederla.
Elisabeth avanzò col suo cestino di viveri e le sorrise.
Liam si alzò in piedi e sembrò un ragazzino sorpreso con le dita nella marmellata.
“ Come stai?”
Le chiese sollevata di vederla tranquilla.
“ Mi sento molto meglio … e volevo ringraziarvi … se non fosse stato per voi e per Sir Liam io…”
Elisabeth scosse il capo.
“ Ci conosciamo da bambine Cordelia, avrei fatto di tutto per aiutarti …”
La ragazza sorrise timidamente e l’altro ospite facendosi avanti tossì leggermente.
Le due donne lo fissarono e lui arrossendo, disse:
“ Vogliate scusarmi … vi lascio ai vostri discorsi …”
Subito dopo dando un’ ultimo sguardo alla sua amica, Liam uscì.
Elisabeth allora la guardò preoccupata.
Non voleva che qualcun’ altro la facesse soffrire o che cercasse di approfittare del suo corpo, così si sentì in dovere di avvertirla.
“ Tesoro sono molto preoccupata … come mai quell’ uomo era qui?”
Cordelia la guardò imbarazzata e si risedette.
Qualcosa nel suo sguardo le fece capire cosa la ragazza provasse.
E infatti prima di rispondere pensò torcendosi le mani in grembo.
“ E’ un’ uomo molto buono …”
“ E’ uno degli uomini che ci hanno conquistato, non devi dimenticarlo … ed è un nobile …”
Cordelia la fissò frastornata.
Elisabeth le sorrise bonaria e le prese una mano fra le sue.
“ So che senti gratitudine nei suoi confronti, ma non devi dimenticare che Sir Liam è un caaliere del nuovo signore della nostra contea … non potrebbe mai sposare una serva!”
Quelle parole, tanto veritiere fecero alzare di scatto il viso della ragazza.
Elisabeth aveva visto giusto … e odiava se stessa per aver infranto le sue speranze.
Cordelia annuì sommessa e sembrò improvvisamente triste.
“ Mi dispiace dover essere proprio io a dirti questo … ma anche io come te sono solo una schiava al momento … nessuna di noi può aspirare ad un futuro, non senza sapere che verrà deciso dagli invasori!”
“ Ho capito milady … vedrò di tenerlo a mente!”
Elisabeth si allontanò e la guardò con occhi colmi di rammarico.
Le fece un segno di saluto e uscì lasciandola ai suoi pensieri.
Nel corridoio del ritorno in camera, vide Liam appoggiato al muro come se la stesse aspettando.
Lo fissò dura e attese.
Liam ricambiò lo sguardo e le si avvicinò.
“ Vedo che state molto meglio milady …” Le disse.
Elisabeth annuì.
Liam vide il suo comportamento freddo e sorrise.
“ Non ho intenzione di fare del male a nessuno … dovete credermi …”
“ So che non siete un’ uomo malvagio Sir Liam, ma Cordelia è una povera fanciulla sola al mondo, le resto solo io e qualche amico della contea … potrebbe credere che il vostro comportamento sia più di ciò che è …”
“ Capisco la vostra preoccupazione, ma …”
“ So che sono solo una schiava ai vostri occhi e a quelli di vostro cugino, quindi non prendetelo come un’ ordine, piuttosto è una richiesta …”
Liam la fissò ed Elisabeth lo esaminò a fondo, poi disse:
“ Se non potete donarle alcun futuro stategli lontano, ve ne prego!”
Liam la guardò negli occhi e poi fece un passo indietro.
Annuendo fece un inchino e si avviò per tornare alle sue faccende.
Elisabeth sospirò rasserenata …
Forse Cordelia aveva visto bene … Liam era un’ uomo nobile e buono, ma lei restava pur sempre una serva, e gli uomini della sua levatura non sposavano le serve, le portavano solo al letto … esattamente ciò che presto sarebbe capitato a lei …
Si sarebbe ritrovata usata e gettata via molto presto, ma al contrario di Cordelia lei non aveva scelta …
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La notte calò nuovamente sulla contea, Elisabeth rabbrividì ricordando la sensazione di calore che aveva provato fra le braccia di William …
Quella nuova intimità aveva portato qualcosa di nuovo fra loro …
Sapeva che presto non si sarebbe limitato a dormirle accanto avrebbe reclamato molto altro … e quel pensiero non le faceva più ribrezzo o paura …
Se solo pensava alle sue mani, ai suoi occhi, qualcosa in lei si agitava …
Bramava quelle mani e quegli occhi come una donna ormai …
Non seppe come … né quando … forse dalla notte prima o dal primo momento che l’aveva incontrato … ma la realtà era quella …
Lo desiderava come una donna desidera di stare col suo uomo … era questo a spaventarla …
Non voleva amare … amarlo …
Avrebbe detestato se stessa una volta che lui si fosse stancato …
Ma cos’altro poteva fare?
Presto o tardi quel letto sarebbe divenuto la sua casa e il suo cuore avrebbe racchiuso sentimenti differenti dall’odio … non c’era modo di evitarlo!
Appena William entrò nelle sue stanze, l’odore intenso di muschio bianco lo invase …
Alzò il viso nello stesso istante in cui lo fece anche Elisabeth …
Bellissima, con i capelli sciolti sulle spalle bagnate, teneva addosso ai seni una piccolo panno col quale si stava asciugando ed era accanto alla tinozza dell’acqua ancora fumante.
La vide arrossire fino alla radice dei capelli e stringersi addosso lo striminzito pezzo di stoffa mentre si voltava.
Ogni sua curva fu un’ invito …
William sentì il fuoco dell’inferno accendersi dentro se …
Erano giorni e notti che cercava di dominarsi, di restare calmo e non provare neppure a sfiorarla, ma adesso, lei era lì … nuda e sembrava non avere timore di ciò che avrebbe potuto accadere.
Fece qualche passo nella sua direzione e vide il suo piccolo e perfetto corpo tremare …
Cosa poteva dirle per calmarla?
Avrebbe voluto parlarle … dirle che non voleva farle del male, che non era lo stesso uomo che aveva tentato alla sua vita la notte prima, ma le parole gli morirono in gola … quando lei si voltò.
I loro occhi s’ incontrarono e si scontarono e William perse anche la facoltà di ragionare lucidamente …
L’unica cosa che voleva era stringerla fra le braccia e assaporare quel nettare proibito che bramava da quando aveva messo piede in quel castello …
Elisabeth sentì il suo cuore scoppiare …
Ciò che provava in quell’istante non era paragonabile a nulla che ricordasse …
Gli occhi del cavaliere che aveva davanti sembravano leggerle dentro e il suo corpo attirarla inesorabile.
Lo vide sempre più vicino e quando fu a pochi centimetri da lei abbassò gli occhi.
Non voleva che vedesse cosa provava …
Non voleva che vedesse che la sua anima era nuda quanto il suo corpo …
E poi sentì il tocco gentile della sua mano …
William le alzò il viso con dolcezza … voleva vedere i suoi occhi verdi … vedere ciò che provava … voleva essere desiderato da lei, voleva essere più di un padrone …
Non conosceva il motivo di quel desiderio …
Sino a quel momento nessuna donna era riuscita ad interessarlo tanto … nessuna lo aveva attirato nella sua rete fino a quel punto… eppure con lei era diverso … si sentiva come un giovane pronto ad amare, pronto a qualunque cosa pur di conquistare …
Elisabeth tremò sotto il suo tocco e allora lui non riuscì a trattenersi oltre … doveva impossessarsi di quelle labbra, toccare quel corpo caldo e sentirlo fino alle viscere …
Calò sul suo viso e sospirando beato incontrò le sue labbra.
Fu un’ esplosione … qualcosa che spezzò ogni lucido pensiero.
L’attirò a sé e la strinse al suo corpo …
La pezzuola cadde dalle sue mani e poté sentire i seni tondi e sodi sfiorargli il petto …
Di gettò accarezzò la sua schiena soffice e i suoi lunghi capelli e la sentì gemere …
Quando alzò il viso a guardarla, i suoi occhi luccicavano e il suo viso sembrava una brace di passione.
La prese fra le braccia alzandola di peso e lentamente la depose sul letto.
Senza staccare gli occhi dai suoi si scostò per spogliarsi …
Vide i suoi allargarsi di sorpresa e abbassarsi imbarazzati …
E sorrise …
Lo voleva, lo desiderava proprio quanto lui desiderava lei … e non avrebbe più aspettato …
Elisabeth non seppe descrivere al suo cuore ciò che sentiva…
Era una sensazione, un’emozione nuova e duratura …ogni movimento di William la portò alle stelle e oltre e ogni suo sorriso fu più di un regalo …
Si sentiva libera come l’aria e piena di passione come se camminasse dentro il fuoco eterno …
E quando William entrò in lei e la fece sua …
Nessuna risposta vagò più nella sua mente, solo un’emozione intensa e un sentimento nuovo …
Armonicamente si adattò al suo corpo e lo seguì nei movimenti, come se fosse nata per lui, con lui …
E dopo … molto dopo lo guardò dormirle a fianco e sorrise felice …
Forse quello era davvero il paradiso in terra?
Adesso poteva davvero dirsi schiava del suo signore?
Si, ma schiava di cosa?
La parola “amore” la sorprese nei pensieri sparsi che aveva in mente e spaurita scosse il capo …
Amarlo significava soffrire, si disse, ma forse … era già troppo tardi!
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William spronò il suo cavallo al galoppo.
Quella notte era stata la più incredibile della sua vita … dovette ammettere a sé stesso …
Aveva lasciato Elisabeth addormentata a malincuore, ma non era abituato a svegliarsi accanto ad una donna …
Ogni sua amante era stata rispedita da dove era venuta appena era stato consumato l’amplesso, oppure era stata adeguatamente pagata …
Dopo essersi svegliato, aveva temuto che tutto si sarebbe voltato contro ciò in cui aveva sempre creduto.
Si fermò a far bere il cavallo in un piccolo ruscello e alzò il viso al cielo.
Ogni particolare di quella notte era stampato nella sua mente …
Gli occhi innocenti che lo fissavano estasiati, la sua bocca carnosa che si apriva leggermente quando si muoveva dentro di lei …
William sentì un brivido corrergli lungo la schiena per l’intenso desiderio che si andava risvegliando come i suoi muscoli.
Non aveva mai avuto una donna tanto appassionata e fragile … eppure appena spuntato il sole era scappato.
La paura di vedere orrore nei suoi occhi gli aveva impedito di restare, anche se sapeva che il momento di rientrare in camera non era lontano.
Si rimise in marcia e svoltò verso il castello …
Forse occuparsi di qualcos’ altro gli avrebbe impedito di pensare a lei …
O forse no …
Elisabeth aprì gli occhi sentendo il letto freddo …
Il calore del corpo di William era scomparso, ma il suo odore era ancora li con lei …
Addossò il viso al materasso e s’impregnò i sensi di ciò che l’aveva tenuta sveglia per l’intera notte.
Si era lasciata andare …
Fra le sue braccia, nei suoi baci, nei suoi occhi … gli aveva donato se stessa e aveva abbassato la guardia…
E sapeva …
Adesso sapeva di essere innamorata del suo signore …
Lo amava con ogni fibra del suo essere e non voleva pentirsi … voleva vivere quell’amore, voleva vivere lui … con lui …
Si alzò a sedere …
La stanza vuota la gelò …
Essere innamorata non avrebbe voluto dire che William avrebbe ricambiato i suoi sentimenti …
Aveva visto cosa un’ uomo per istinto del corpo poteva fare …
E forse era ciò che lui provava …
Lei era la sua schiava fuori e dentro il letto adesso …
Cosa doveva aspettarsi?
Quali cambiamenti?
Sorrise al suo destino …
Qualunque cosa fosse accaduta fra loro, la certezza dell’amore ormai aleggiava su di lei …
E avrebbe fatto di tutto per conquistarlo …
Voleva essere amata e voleva lui …
Ma lui le avrebbe permesso di amarlo?
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La giornata sembrò non terminare mai …
Elisabeth si occupò della cucina con Cordelia, dei lavoratori feriti e di molte altre cose … ma ogni suo pensiero era rivolto a lui …
Ogni scalpitio di zoccoli, ogni passo felpato la faceva voltare ansiosa sperando di vederlo … di vedere il suo bel viso, il suo sorriso rivolto a lei … di sentire le sue braccia avvolgerla e la sua voce giurarle amore eterno e si maledì per questo …
Come poteva solo sperare che dopo un’unica notte, William, suo signore e padrone, potesse volerla per sempre?
Abbassò gli occhi sulla zuppa che stava cocendo e sentì le lacrime trattenute tentare di uscire fuori …
Per lui, uomo di mondo, uomo del Re, signore delle sue terre e conquistatore, avere una donna nel suo letto era una cosa normale … e non avrebbe mai amato nessuna, lo sentiva …
Ma per lei era differente …
William era stato l’unico uomo … e sapeva, sentiva che sarebbe stato l’unico per sempre …
Non conosceva nulla di lui … non sapeva cosa provava, cosa aveva provato nella sua vita, eppure lo amava … e non per il sesso, non perché aveva giaciuto nel suo letto … ma perché era così …
L’amore non poteva spiegarsi, lo si sentiva e basta …
Quella sera una novità inaspettata fece fervere tutto il castello …
Edoardo il Confessore stava arrivando …
Il Re stava per arrivare …
Quando William mise piede in sala i preparativi erano in corso e di nulla si occupò a parte che del suo re e dei suoi nuovi possedimenti …
Elisabeth si sentì vuota e piena di rancore …
E l’unica cosa che riusciva a fare era maledirsi …
Come poteva amare quell’uomo, quell’usurpatore ?
Ma il suo cuore era più forte della sua ragione.
Lo fissò da lontano mentre serviva la cena e sentì le lacrime rigarle il viso.
Lo amava … e presto lui l’avrebbe abbandonata …
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“ Credo di volermi sposare, cugino!”
William tossì il vino andatogli di traverso e fissò Liam.
Lui gli sorrise convinto.
“ Sei impazzito?”
Liam fissò Cordelia che passò accanto a loro e William scoppiò a ridere.
“ Cugino dirlo al re sarà peggio di una guerra … la ragazza non è nobile …”
“ Edoardo accetterà che io desidero …”
E William annuì.
Conosceva il suo re e sapeva che voleva solo il bene di chi amava e di chi lo seguiva.
Sarebbe stato un bel matrimonio.
Poi il suo sguardo passò ad Elisabeth …
La sua donna … colei che desiderava solo al pensiero della notte appena trascorsa …
Scosse il capo e scacciò ogni pensiero …
Quando il re avesse lasciato il castello lui l’avrebbe seguito e avrebbe chiesto che il possedimento passasse nelle mani di Liam e della sua prole.
Avrebbe fatto meglio ad andare via …
Meglio per tutti …
Elisabeth si voltò sentendosi osservata e vide William che la fissava.
Distolse lo sguardo dal suo e si sentì persa.
Chissà se quella notte l’avrebbe passata con lei?
Chissà se …
Si obbligò a non pensarci scuotendo il capo e si sentì nuovamente triste.
Non doveva sperare, non poteva.
Lui non l’avrebbe mai amata …
Presto lo avrebbe visto andare via e sarebbe rimasta sola …
E non avrebbe fatto nulla per fermarlo, per cambiare le cose … mai …
Giurò a se stessa …
Se lui non l’amava non poteva costringerlo …
Elisabeth sentì lo sciocco della porta e sentì i brividi.
Al buio della camera …
Alla luce della luna piena, lo vide avvicinarsi.
Era molto tardi …
Aveva quasi perso la speranza che lui l’avrebbe raggiunta …
E invece ora era lì e la fissava …
Non riuscì a fingere di dormire …
Si alzò a sedere sul letto e i capelli le sfiorarono le spalle lasciate nude dalla camiciola.
Gli occhi di William mandarono lampi per una frazione di secondo e poi piano le si avvicinò.
Le si sedette accanto e lentamente appoggiò il viso alla sua spalla.
Nell’incavo del suo collo … tracciando con dolce passione ogni centimetro di pelle.
“ Che mi avete fatto?”
Sospirò lui combattuto.
Ed Elisabeth sentì come se mille farfalle le volassero nello stomaco.
Lo guardò negli occhi, con amore infinito.
E si lasciò andare all’indietro.
William rimase fermo a guardare il suo corpo mezzo nudo e trattenne il respiro… poi non si trattenne più e affondò in lei …
Nel suo cuore, nella sua anima… in lei … fino a che l’alba li sorprese avvinti e abbracciati, ancora persi l’uno nell’altra …
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Nel pomeriggio afoso le guardie del Re entrarono nella contea scortandolo …
William e Liam si pararono davanti alle porte del castello e dietro di loro, uno stuolo di servitori e gente in adorazione …
Elisabeth guardò con curiosità la folla e guardò i loro occhi eccitati e pensò a tutto ciò che stava accadendo a che forse lei si era sbagliata …
Forse il nuovo signore della contea e il suo Re non erano un male, erano il futuro …
Re Edoardo scese da cavallo con un sorriso radioso appena vide i suoi due uomini fidati …
Si abbracciarono e poi i due s’inchinarono …
“ Forza cialtroni sollevatevi … qui non siamo a palazzo e qui io sono solo il vostro amico d’infanzia …”
Tuonò il Re con voce scherzosa …
Liam scoppiò a ridere e William lo seguì dicendo.
“ Allora forza, sua maestà entriamo e brindiamo alla nostra amicizia …”
Al loro passaggio tutti s’inchinarono e tutti si misero al lavoro …
Tutti tranne Elisabeth che restò in cucina seduta in una seggiola in attesa …
Il timore di essere scacciata dalla sua terra la paralizzava, ma ciò che più temeva era perdere William …
La gente intorno a lei diceva che presto il padrone sarebbe ripartito e forse il giorno stesso che il Re avesse deciso di rimettersi in viaggio …
Dopo una giornata di festeggiamenti, William fece visitare la contea ad Edoardo e quanto per lui aveva conquistato … in fine diede disposizioni per la cena e si ritirò tra i suoi uomini per decidere la vigilanza …
Col Re al castello non poteva permettersi errori …
Era nervoso e scontroso … non vide Elisabeth per tutto il giorno e questo lo rese ancora più irato …
Quella donna cominciava ad essere più importante di quanto volesse, pensò …
Ma questo in un paio di giorni non avrebbe più avuto importanza …
Avrebbe lasciato il castello a Liam e lui sarebbe partito per un’altra guerra, per un’altra avventura …
Il viso e gli occhi di colei che non smetteva di pensare, gli comparvero alla mente e s’infuriò …
Sarebbe stato capace di lasciare tutto senza rimpianti?
Si chiese …
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Il tavolo fu imbandito con ogni bene … vino a fiumi e uomini valorosi …
Elisabeth fissò il suo piatto e poi Cordelia …
Era felice per lei …
Accanto a Liam sembrava una principessa …
Nel pomeriggio, il cugino di William aveva chiesto il permesso al Re di prenderla in moglie e lui aveva accordato senza nessuna opposizione …
La giovane non aveva creduto ai suoi occhi quando lui si era inginocchiato … ma ora sedutagli accanto sembrava l’essere più leggiadro e sorridente che avesse mai visto …
Alzò gli occhi giusto per fissare davanti a sé e vide Edoardo che la guardava …
Imbarazzata abbassò gli occhi nuovamente …
William era seduto vicino al Re e sembravano avere una discussione molto importante …
“ Ho avuto la tua missiva William e colui che ha oltraggiato queste terre è stato messo agli arresti, adesso si trova nei miei sotterranei …”
Disse Edoardo ed Elisabeth ne rimase sorpresa … e compiaciuta sempre più ripensò che forse il nuovo regime era davvero il futuro …
“ E allora … dopo tuo cugino amico mio, che ne dici di sistemarti anche tu?”
Chiese il Re sorprendendo tutta la sala sorridente.
Elisabeth si voltò di scatto e William la fissò.
Bevve dal suo calice e con calma, rispose:
“ Maestà voi sapete come la penso, nessuna donna vale la libertà di una buona battaglia o di molti giacigli caldi … No … non credo che seguirò Liam … partirò con voi appena lo vorrete …”
Il cuore di Elisabeth d’improvviso sembrò spezzarsi in mille pezzi …
Vide ogni sguardo giungere a lei e la vergogna la sopraffece …
A lui non importava nulla di lei!
Urlò la sua mente …
Guardò l’amica Cordelia e vide la tristezza nel suo sguardo e abbozzò un sorriso …
Sarebbe uscita da quella situazione a testa alta … doveva farlo altrimenti sarebbe impazzita …
Chiusasi in sé stessa spettò che la cena fosse finita e poi aiutò a rimettere in ordine, mentre gli uomini si spostavano nelle stanze del Re.
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William fissò la luna splendere e si voltò per guardare il suo Re e suo cugino ridere di gusto ormai mezzi ubriachi.
Sorrise e scosse il capo.
“ Sarà opportuno andare a dormire adesso!”
Liam annuì e si aggiustò gli abiti.
Edoardo guardò William e sorridendo, disse:
“ Non vedi l’ora di entrare tra le lenzuola di lady Elisabeth non è vero … sei sicuro di voler partire con me, anziché restare?”
Liam si voltò a guardarlo e lui rimase ad osservare il Re serioso.
“ Sono sicuro maestà!”
“ Quella fanciulla non ha importanza per te?” chiese ancora il Re;
William rimase basito e poi scosse il capo.
Edoardo si alzò in piedi, fissò prima Liam e poi lui e poggiando le mani dietro la schiena, diede loro le spalle e disse:
“ Allora mio caro amico, ho da chiederti qualcosa …”
William lo fissò senza capire.
Il Re si voltò a fronteggiarlo e continuò.
“ Dato che per te non ha alcuna importanza … voglio che la fanciulla passi la notte nelle mie stanze …”
William sbarrò gli occhi …
Edoardo sorrise e attese, poi William inghiottì il rospo e abbassò il capo mettendosi sugli attenti.
“ Come voi comandate maestà!”
Detto questo senza alzare il capo s’incamminò fuori dalle sue stanze con Liam.
“ Sei impazzito? – Chiese Liam irato – Non puoi svendere la signora della contea come una prostituta!”
William si bloccò nel corridoio.
Fissò suo cugino e poi prendendolo dal bavero del colletto e mettendolo al muro, ringhiò:
“ Lui è il Re!”
“ E lei è la tua donna…”
Gli urlò di rimando Liam.
A quelle parole, come se l’avessero schiaffeggiato, William ringhiò maledizioni incomprensibili e si diresse alle stanze di Elisabeth.
La trovò appena aperta la porta …
Era seduta sul letto che si spazzolava i capelli.
E il suo voltò esprimeva chiaro stupore …
Appena la vide … e guardò i suoi occhi verdi, William si sentì strano e pentito …
Le si avvicinò e la vide tirarsi indietro.
Elisabeth lo fissò stupefatta, era convinta che ormai avesse preso la sua decisione e che non l’avrebbe più cercata e invece …
Poi lo fissò ancora e lo vide avvicinarsi …
Non gli avrebbe permesso di usarla ancora …
Si allontanò e lo vide fermarsi …
William rimase immobile per qualche secondo, poi si allontanò e le diede le spalle.
Fissando il buio e non lei forse avrebbe avuto il coraggio di parlare, pensò.
“ Prendi ciò che ti serve per la notte Elisabeth e raggiungi le stanze del Re …”
Elisabeth ebbe l’ennesimo colpo al cuore …
La spazzola le cadde dalle mani e lui si voltò sentendone il tonfo.
I loro occhi s’incontrarono e le lacrime che aveva trattenuto per tutto il giorno si fecero strada in lei …
La stava svendendo ….
Come poteva essere quel tipo di uomo?
Come lei poteva amare colui che la svendeva senza rimorso?
Si alzò cercando di non tremare e si coprì le spalle con uno scialle …
Avanzando verso la porta sentì un forte dolore al petto e cercò di rimanere dritta …
Sperando di non cadere in ginocchio…
E di non supplicarlo …
E allora si voltò mentre le lacrime le rigavano il viso … per un addio … per vedere cosa il suo viso poteva dirle …
I loro occhi s’incontrarono e poi Elisabeth uscì dalla camera senza più voltarsi …
William rimase fermo a fissare la porta chiusa e qualcosa dentro di lui si spezzò.
Qualcosa che non era mai stato in grado di affrontare…
Qualcosa che sin dal principio aveva tentato di scacciare …
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Elisabeth fissò il Re e stringendosi lo scialle addosso tremò.
Edoardo la guardò girandole attorno e poi le sorrise.
Chiudendo gli occhi Elisabeth, fissò la porta …
Il suo cuore si stava sgretolando pezzo per pezzo e nessuno l’avrebbe aiutata…
La porta non si sarebbe aperta e William non l’avrebbe fermata …
Lui non la voleva …
“ Perché state tremando lady Elisabeth?”
Le chiese il Re.
Abbassando gli occhi ai suoi piedi scalzi, Elisabeth trattenne le lacrime a stento.
“ Io … credo di aver paura … maestà …”
Rispose senza fiato.
L’uomo le si avvicinò.
“ Avete paura di me?”
Elisabeth lo fissò in volto e lui le sorrise.
“ O forse avete paura che colui che amate non venga a salvarvi?”
Quella domanda inaspettata, che aveva colto la verità le procurò un dolore sordo.
Il Re le sorrise e le prese il viso fra le mani.
“ Mi dispiace avervi dovuto usare mia cara … ma il mio amico William a volte è un po’ testone e io dovevo sapere la verità prima di lasciarlo libero al suo destino …”
Elisabeth sbarrò gli occhi e il Re si allontanò.
Le fece segno di avvicinarsi e lei impaurita lo fece …
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Il corridoio silenzioso era freddo …
William gettò la bottiglia di whisky in terra e camminò rasente il muro …
Liam uscì dalle sue stanze sentendo il rumore della bottiglia rotta e fissò suo cugino senza esserne sorpreso.
William lo guardò e scoppiò a ridere ubriaco.
“ Smettila di fissarmi cugino, non voglio la pietà di nessuno …”
“ E tu smettila di fare lo stolto … so che stai soffrendo ti si legge in faccia … se vuoi lei vai a prenderla …”
“ Lei è col Re …”
Urlò William furioso.
Liam gli si parò davanti.
“ La ami?”
Suo cugino sbarrò gli occhi sconvolto e abbassò il capo.
“ Non mi perdonerà mai per ciò che ho fatto …”
Liam allora sorrise soddisfatto …
Mise una mano sulla spalla di suo cugino e lo fissò comprensivo.
“ Vai a riprendertela …”
William lo guardò … sentì d’un tratto il suo cuore aprirsi ad una nuova fiducia e trovò il coraggio che gli mancava.
Corse fino alle stanze del re a perdifiato e con un calcio ne spalancò le porte.
Edoardo alzò gli occhi dal libro che stava leggendo e scoppiò a ridere.
“ Mi stavo giusto chiedendo se ti fossi sbronzato fino ad addormentarti?”
William entrò col fiatone e si guardò intorno.
“ Dov’è Elisabeth?”
Chiese furioso.
Il Re si alzò.
“ Ti ricordo amico mio che io sono il Re!”
William fece un passo indietro e lo fissò negli occhi.
“ Lo so … ma sono disposto anche a perdere la mia vita per lei!”
Liam entrò dietro di lui e fissò i due uomini.
Edoardo aspettò che anche lui fosse entrato e poi entrambi scoppiarono a ridere.
William li fissò scioccato, senza capire.
Poi suo cugino gli passò accanto e si mise accanto al Re.
“ Caro cugino era ora che la smettessi di fare il grand’ uomo …”
“ Non è accaduto nulla alla tua Elisabeth, caro William, è solo al sicuro a palazzo … scortata da Cordelia e dai miei uomini … dovevi capire cosa stavi perdendo …”
Continuò il Re.
“ E poi l’hai disonorata abbastanza … da oggi in poi la vedrai solo a corte, corteggiandola come si deve ad una signora e la sposerai …”
William aprì la bocca scioccato ancora di più e la bronza gli passò all’istante.
“ Era tutto programmato?”
Chiese già sapendo la risposta.
Sospirò scuotendo il capo …
Guardò i suoi due amici … e poi anche lui scoppiò a ridere …
Grazie a loro finalmente aveva capito cosa voleva davvero e non aveva più paura di amare …
Adesso mancava solo che chiedesse perdona alla persona che più importava nella sua vita …
La donna che gli aveva rubato il cuore …
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Elisabeth guardò la porta …
Il Re le aveva fatto sapere che William sarebbe intervenuto alla serata e che l’avrebbe chiesta in sposa …
Non riusciva a crederci …
E non voleva crederci …
Cordelia diceva che lui l’amava, ma forse era solo un’illusione e lei era stanca di soffrire …
Se il Re lo aveva costretto, lei non avrebbe accettato …
Voleva il suo cuore, non il suo soldato …
Appena però William varcò la soglia della sala, ogni dubbio sparì.
I loro occhi s’incontrarono ed Elisabeth sentì il cuore scoppiare di felicità.
William s’inginocchiò davanti a lei e le sorrise dolcemente facendo la fatidica domanda …
Alla quale lei disse solo un semplice “si” …
Quella sera poi …
Quando finalmente riuscirono a restare soli …
William le chiese perdono e le confessò il proprio amore …
La guerra che aveva nel cuore finalmente si era dissolta … lasciando spazio al futuro …
In un’ amore che li avrebbe tenuti legati per sempre …
FINE
By SpikeJem - Army 23.10.2008
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