Titolo: Primo batticuore … ( Il Brutto Anatroccolo)

Autore: SpikeJem

Subject: AU (tutti umani) Raiting: NC17 (anche )Genere: Romance

Disclaimer: Tutto appartiene a Joss Whendon & Co. Nulla è a scopo di lucro.

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Prologo

Il primo batticuore, la prima volta che mi sono sentita viva … quel giorno… il giorno in cui ho incontrato il suo sorriso … i suoi occhi … e mi sono innamorata follemente di lui …

Non so se nella vita mai qualcun’ altro possa ricordare di aver amato così tanto, non so se nella vita è giusto che accada, so soltanto che l’amore a volte non basta …

L’amore unilaterale non basta …

Ricordo che stavo ore a guardarlo … ricordo tutto di lui, ogni particolare dei suoi occhi, di come si accendevano quando sorrideva e di come s’infuocavano quando mi toccava …

E ricordo quanto ero felice …

Le sue braccia attorno al mio corpo erano la mia ragione di vita … la mia illusione …

Illusione che finiva quando mi guardavo allo specchio e vedevo il mio riflesso …

Il riflesso dell’ustione, dell’incendio in cui ero rimasta per metà collo e metà guancia sfigurata …

E mentivo a me stessa dicendo che a lui non importava, che lui mi amava …

Ma non era così …

E quando l’ho capito era troppo tardi per non soffrire, per non piangere più di quanto io non avessi già pianto …

Ed è impossibile dimenticare …

Dimenticare lui e il male che ho sofferto … anche se ora il mio riflesso è cambiato, anche se ora non ho più la forza di piangere … la mia anima non ha dimenticato … e non lo farà mai urla ancora …”

 

Elisabeth Anne Summers, guardò sul suo letto ricoperto di pizzi e merletti e ripiegò la lettera.

Prese il suo vecchie libro di favole e riaprì la pagina che per tanto tempo era stata sua compagnia.

Il brutto anatroccolo” … l’unica favola con una morale, e lei ne era la prova …

Adesso dopo 10 anni era un cigno …

Dopo aver sofferto e sopportato ogni genere di esperimento sul suo corpo, poteva guardarsi allo specchio e vedere una donna bella e capace … non Buffy la goffa ragazzina che credeva troppo negli altri …

Lasciò il libro e si avvicinò alla finestra …

Sunnydale non era cambiata, le strade erano le stesse e gli abitanti, curiosi e guardinghi come li ricordava.

La sua vecchia casa, grazie all’impresa di pulizie che aveva portato Cordelia aveva fatto miracoli e adesso era di nuovo vivibile …

Vivibile e piena di ricordi …

Persino il suo letto sembrava prendere vita solo guardandolo …

Rivedeva le lenzuola muoversi a ritmo di un’ amore che non era amore … fatto di sospiri e risate …

Fatto di menzogna!

Ringhiò il suo cuore …

I suoi occhi si restrinsero e lei tornò sui suoi passi.

Scese di sotto e trovò una Cordelia indaffarata a togliere le sue cose dagli scatoloni …

Ceramiche, antiquariato e oggetti preziosi, gli stessi che la loro società importava da due anni in tutto il mondo, gli stessi che le avevano cambiato la vita e che le avevano portato l’amicizia di quella svampita bruna, che adorava …

L’unica debolezza che si poteva concedere, che si sarebbe concessa … era la sua amicizia!

 

CAPITOLO 1

Cordelia Chase … la sua migliore amica, la figlia del professor Chase, medico e chirurgo plastico che l’aveva adottata e che le aveva dato la possibilità di vivere di nuovo, che era divenuta la sua unica famiglia, le sorrise e le mostro un’ antico vaso cinese.

Ti piace? Non è il tuo antichissimo libro di favole, ma sembra star bene qui in salotto …”

Buffy ricambiò il sorriso.

La prendeva continuamente in giro per quel libro da cui non si era mai staccata, ma per lei era un monitor di sopravvivenza … la sua favola, la sua vita, ciò che era.

Mi piace molto …” le disse incrociando le braccia al petto.

E quando avrai finito di giocare con i tuoi scatoloni, che ne dici di andare a vedere i lavori alla galleria?

Cordelia scoppiò a ridere e annuì.

La loro vita insieme era sempre così.

Sorelle, amiche che si punzecchiavano per rendere un po’ pepata la convivenza e la loro vita …

 

Due ore dopo, Cordelia sfrecciava sulla Sunnydale road ad alta velocità, tirando la sua nuova chevrolet rossa, che naturalmente non passava inosservata.

Quando arrivarono in centro, tutti i presenti si voltarono a guardarle.

Buffy inforcò gli occhiali da sole e fissò l’amica.

Vestita con un soffice tailleur bianco di seta, sembrava uscita dalle pagine di Vogue anziché da casa…

Le sorrise e Cordelia scostò i capelli dalla spalla in modo provocante.

Su piccola Elisabeth, è il nostro momento…”

La incitò aprendo la porta a vetri e lasciando che 10 operai le fissassero sbavando.

 

Uh guarda … quello con i capelli biondi ti guarda come ipnotizzato …”

Cinguettò Cordelia scoppiando a ridere.

Buffy si voltò, non era abituata agli sguardi degli uomini … e di solito non notava neppure gli uomini in questione … ma forse era normale dato che si sentiva di nuovo donna solo da pochi mesi …

Il suo terapista “Rupert Giles” un’ inglese distinto e quasi un padre per lei, l’aveva aiutata molto … ma adesso le aveva detto che doveva cavarsela da sola … e questo voleva dire anche provare ad uscire con qualcuno, a sanare le ferite del suo cuore … ad amare ancora …

Ma la parola amore le faceva un brutto effetto …

Forse poteva uscire con qualcuno, ma amare … quello era un sentimento che non voleva concedersi nuovamente …

Non avrebbe donato il suo cuore a qualcuno per vederlo spezzato e distrutto come era già successo …

 

Fissò l’uomo che l’amica le indicava e lui le sorrise imbarazzato, tornando poi al suo lavoro.

Carino … pensò … e per ora poteva bastare …

Fissò la scrivania piena zeppa, di foglie e ordini … scatole e documenti da catalogare e poi prese il telefono.

Willow, per favore, verresti ad aiutarci …” disse sconsolata.

Willow era la segretaria che avevano assunto due settimane prima e grazie a lei le cose procedevano bene, era stato un buon acquisto … una buona aiutante, forse la persona adatta a sistemare quel caos, data la sua innata precisione e la sua innata spontanea propensione all’ordine e al lavoro.

Una ragazza d’oro, come poche se ne trovano … capelli rossi e viso semplice … e soprattutto una brava persona.

Ciò di cui Buffy voleva circondarsi …

 

Ho una fame da lupi …che ne dici di una bella cenetta cinese?”

Cordelia la fissò mentre si alzava e prendeva la borsetta.

Annuì e le sorrise, sapendo già che non avrebbe aspettato una sua risposta …

Cordelia le fece un salutino con la mano.

Ti aspetto a casa …”

Detto questo Buffy si alzò e si accostò alla finestra.

Guardò l’amica salire sulla sua auto mentre gli operai le facevano fischi di apprezzamento e poi si concentrò sulla strada.

Mille ricordi le invasero la mente …

 

“Aveva appena 16 anni quando lei e suo padre avevano avuto l’incidente …

Suo padre aveva fatto appena in tempo a portarla via prima che la macchina esplodesse, ma si era sfigurata irrimediabilmente …

Una cosa che l’aveva fatta soffrire e rifugiare nel nulla per anni.

Non aveva amici e non usciva mai …

A scuola si sedeva negli ultimi banchi e non faceva mai coppia con nessuno negli esperimenti … nessuno la notava, nessuno le parlava mai … ma ogni tanto vedeva che ridevano di lei … del suo viso …

L’unico suo svago era lo studio …

Era la prima della classe, senza essere mai notata neppure da un professore … a parte la signorina Genny…

Lei insegnava fisica e sembrava volerle bene …

Così un giorno le aveva affidato un compagno di classe …

William Sharks … detto Spike.

Un ribelle vestito di pelle, con i capelli ossigenati …

Il playboy della scuola … colui per il quale le ragazze facevano a gara.

Colui che non l’avrebbe mai guardata …

La signorina Genny riponeva delle speranze in lui … le aveva chiesto di aiutarlo … non voleva bocciarlo …

E così aveva accettato …

 

E la prima volta che aveva levato lo sguardo su di lui … era stato come se lo vedesse per la prima volta …

Lo conosceva ovviamente, ma i loro occhi non si erano mai incontrati, mai in quel modo … mai per un lasso di tempo così lungo …

Lui l’aveva fissata per un lungo silenzioso attimo, aveva fissato i suoi occhi, la sua guancia e poi il suo collo e le cicatrici sembrarono divenire un peso enorme … un peso incontrollabile …

Si era alzata il colletto del maglione e gli aveva offerto la mano …

Lui aveva sorriso e gliel’aveva stretta …

Quello era stato l’inizio della fine per lei …

Poco tempo dopo aveva scoperto di amare Spike … e aveva scoperto quanto questo poteva ferirla …”

 

Un sordo bussare alla porta, la fece sobbalzare …

Si voltò di scatto e il sorriso gioioso di Willow le ricordò che era ora di tornare a casa … e lasciar perdere ancora per l’ennesima volta, ciò che ancora non riusciva a dimenticare …

 

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Una settimana dopo finalmente, la galleria era pronta per l’inaugurazione …

Gli unici operai rimasti, erano il biondo che Cordelia aveva notato e un ragazzo di nome Xander che dirigeva i lavori e che faceva una corte spietata alla sua amica.

Possiamo organizzare per questo sabato … in due giorni posso fare miracoli se voglio…”

Disse Cordelia guardandosi intorno.

Buffy la seguì sui marmi pregiati della galleria e mentre Willow ordinava i vasi cinesi, annuì e sorrise.

Se ne sei convinta, va bene … per me non c’è nessun problema … io sarò nel mio ufficio per tutto il tempo …

Non dire sciocchezze piccola Elisabeth … tu sei la proprietariaquanto me, devi essere presente …”

“ E lo sarò … da lassù …”

Buffy indicò la vetrata al piano di sopra e Cordelia sbuffò.

Sei tu la pr giusto? Tu intrattieni gli ospiti, io mi occupo delle carte … e poi non saprei che fare un’ intera serata fra ricconi …”

Concluse dirigendosi ad aiutare Willow.

Cordelia la seguì con lo sguardo.

Questa scusa prima o poi ti stuferai di usarla …”

Buffy le sorrise e Cordelia alzando gli occhi al soffitto, le disse:

La scusa delle scartoffie è buona piccola Elisabeth … ma adesso abbiamo Willow … la rossa è più brava di te al riguardo e tu presto non avrai più nulla da fare, proprio come me!”

Willow scoppiò a ridere e Buffy la seguì.

Cordelia aveva ragione, poteva anche lasciare il lavoro a Willow, era più brava di lei … ma stare in mezzo ad una festa non era il suo genere, quindi scosse il capo e ritornò nel suo ufficio.

Passando per le scale, notò il biondo e lui le sorrise.

Ricambiò il sorriso imbarazzata e quando lo vide avvicinarsi, colta dal panico lo fissò.

Mi scusi … volevo solo salutarla … noi qui abbiamo finito …”

“ Oh, grazie signor … signor …”

“ Riley … Riley Finn … sono il socio di Xander …”

Il biondo sorrise e le porse la mano.

Buffy gliela strinse ancora imbarazzata.

Elisabth … beh, grazie Riley … avete fatto un buon lavoro …”

Il ragazzo ritirò la mano e la fissò negli occhi.

Posso … potrei … avere il suo numero di telefono?”

Buffy sgranò gli occhi sorpresa e lui sorrise imbarazzato.

Si passò una mano fra i capelli e disse ancora:

“ Cioè … sarei felice di … se lei me lo concede ovvio … vorrei uscire … una sera … ”

Buffy scoppiò a ridere e lui impacciato fece altrettanto, poi lo vide ancora più sorpreso e impacciato quando gli passò il suo biglietto da visita.

Ne sarei felice…”

Gli disse semplicemente.

Riley annuì e sorrise e lei ritornò sui suoi passi …

Con il cuore a mille si chiuse la porta alle spalle e vi si appoggiò contro.

Era quello che si provava quando qualcuno …

Quando un ragazzo ti guardava con esplicito apprezzamento?

Le era piaciuto …

E tanto … ammise a se stessa …

 

 

Il sabato dell’inaugurazione arrivò e Cordelia fu per tutto il giorno l’eccitazione fatta persona.

Aveva programmato tutto nei minimi particolari …

Dal cibo cinese, Cordelia dorava tutto ciò che era cinese, alle luci soffuse … ai tavoli e i quadri esposti …

Tutto aveva un prezzo alla galleria e lei lo sapeva, quella sera avrebbe venduto …

“ Dici che ci riesce già la sera dell’inaugurazione?”

Le chiese Willow accostandosi alla vetrata, mentre Buffy guardava la sua amica.

Annuì sicura.

“ Venderebbe neve agli eschimesi … fidati!”

Willow rise e Buffy tornò alla scrivania …

 

Passò giusto un’ora …

L’abito rosso di Cordelia dava il giusto contrasto alle pareti e ai tavoli ricoperti di tovagliati color oro …

Anche Willow e Buffy si cambiarono d’abito, anche se Buffy sapeva che non sarebbe scesa …

Rimase seduta a guardare le videocamere e a lavorare al pc per tutto l’arrivo degli invitati, di cui si era occupata Willow…

Lei era di Sunnydale e conosceva bene tutte le famiglie facoltose, che spendevano per il solo gusto di farlo …

E lì Buffy riconobbe alcuni visi …

Erano cambiati negli anni, sia uomini che donne … erano visi cresciuti e nonvisi da liceo … ma i loro sorrisi la rendevano ancora nervosa …

Scosse il capo e si alzò da dov’era seduta.

Nessuno la conosceva, nessuno sapeva chi fosse Elisabeth Summers …

Soprattutto nessuno conosceva il suo viso senza lo sfregio …

Quindi perché preoccuparsi?

Poi nel momento stesso in cui si avvicinò ai vetri, il suo cuore perse un battito …

O si fermò del tutto …

I suoi occhi si dilatarono e il respirò aumentò …

Non era possibile … non lui … pensò …

Non Spike

E non nella sua nuova vita!!!

Ma quando l’uomo alzò il viso a contemplare la galleria non ebbe nessun dubbio …

Era lui …

Come avrebbe potuto non riconoscere il suo primo grande amore?

 

CAPITOLO 2

Non riuscì a capire quanto tempo rimase ferma ad osservarlo …

Come un’ automa, con la mano appoggiata al vetro freddo, senza avere neppure il coraggio di respirare, come se lui la stesse guardando …

 

Spike

 

I capelli erano l’unica cosa rimasta uguale …

La cosa che lui adorava, che gli faceva attirare le donne … diceva a quel tempo …

Invece tutto il resto sembrava diverso …

Più alto, più robusto, più uomo …

Del resto era normale, erano passati dieci lunghi anni dall’ultima volta che l’aveva visto …

Dieci lunghissimi anni …

 

Dopo un mese di lezioni pomeridiane, nell’ultima sala della biblioteca, quella in cui nessuno entrava mai… Spike era migliorato in fisica, la professoressa Genny era contenta e le aveva chiesto di aiutarlo per un’ altro po’ …

Buffy aveva acconsentito …

Ma non per Genny, per lei stessa …

Era innamorata di Spike, non avrebbe retto a non vederlo più, a non sentire più la sua voce, a non vederlo più sorridere …

Poi un giorno, prima di un compito importante la biblioteca scolastica aveva chiuso per ristrutturazione …

Spike aveva proposto di studiare a casa sua …

Buffy non si sentiva a suo agio … non avrebbe voluto farsi guardare da altre persone, ma lui l’aveva tranquillizzata…

Sarebbero stati soli … i genitori di Spike, erano sempre in viaggio per affari …

E così aveva acconsentito.

Era entrata nel suo mondo sentendosi inadeguata … piccola come una formica …

Avevano studiato tutto il pomeriggio e all’ora di cena Spike aveva proposto una pizza …

Una cosa normale per dei ragazzi … se lei non si fosse sentita così sola …

Ma si era fatta forza, era rimasta … voleva stare con lui il più possibile, finché lui la sopportava …

E quella sera era accaduto …

 

Spike l’aveva baciata …

Al buio della sua stanza, l’aveva spogliata e aveva fatto l’amore con lei … con infinita dolcezza e lentezza… senza inorridire della sua menomazione …

Le aveva fatto provare una gioia immensa, un’ amore mai sentito prima … e per la prima volta nella sua vita si era sentita amata …

 

Da allora ogni giorno, ogni volta che si vedevano, Spike faceva l’amore con lei …

Anche se il mondo intero non sapeva che lei era sua, che lo amava …

A scuola quasi non si parlavano a parte in classe con Genny …

E quando vedeva qualcuna con Harmony Kendall, la cheerleader più in vista, abbracciarlo o stargli troppo intorno soffriva in silenzio … come poteva competere con lei?

A Buffy bastava solo il loro piccolo mondo …

 

Il suo piccolo spazio… il suo piccolo paradiso …

Distrutto nell’attimo in cui Spike aveva conosciuto Drusilla …

 

Piccola Elisabeth?”

La voce di Cordelia la fece sobbalzare e ritornare al presente.

L’amica sollevò un sopracciglio preoccupata.

Tutto ok?” chiese.

Buffy annuì prontamente.

Cosa c’è?”

“ Abbiamo un’ acquirente importante …”

Disse avvicinandosi alla vetrata.

Buffyla fissò e Cordelia le indicò una donna.

Seguendo il suo sguardo, intercettò la donna …

Vestita di nero … con lunghi capelli quasi violacei …magra e con la pelle bianca …

Un tuffo al cuore le impedì di dire qualcosa.

Che probabilità poteva esserci che in tutta Sunnydale, dovesse incontrare proprio lei e proprio quella sera?

Si chiese.

Fissò la donna nel momento in cui la vide voltarsi e avvicinarsi a Spike e tutto fu chiaro …

Drusilla e Spike …

Ancora insieme …

Pensò disgustata …

 

I suoi occhi divennero due fessure …

Il suo cuore divenne di pietra e capì…

Quello era il suo momento, il momento per vendicarsi di ciò che le avevano fatto …

Erano passati dieci anni … adesso doveva togliersi quel masso dal cuore … doveva vedere la sofferenza nei suoi occhi …

Doveva vederlo distrutto e vedere lei piangere, come mai aveva fatto …

Senza sapere come o quando, ma presto… avrebbe avuto la sua vendetta, ciò che loro meritavano!

 

Me ne occupo io …”

Disse risoluta.

Cordelia la guardò scioccata, ma non disse nulla …

La fissò solo uscire dall’ufficio e per la prima volta da quando la conosceva, dirigersi fra la folla senza paura …

 

Ad un passo da “lei”, Buffy si fermò e la guardò.

Non era cambiata …

Ostentava ricchezza e sensualitàallo stesso modo …

Drusilla si voltò lentamente e nell’istante in cui i loro occhi s’incontrarono … Buffy sorrise …

 

Sorrise come mai aveva fatto …

Fu il ritratto della dolcezza e della buona educazione e mentre i suoi tacchi risuonavano sul pavimento le si avvicinò.

 

Sono Elisabeth, piacere di conoscerla …”

Le disse semplicemente …

Drusilla compiaciuta ricambiò il sorriso e le si avvicinò.

 

Da quel momento in poi anche la più piccola parte della piccola Buffy morì ed Elisabeth venne fuori …

Ciò che Cordelia le aveva insegnato adesso poteva usarlo!

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Questi quadri sono favolosi … mio marito ne andrà pazzo … quando vedrà che tipo di regalo avrà per il suo compleanno… impazzirà!”

La voce squittente di Drusilla, entusiasta per i quadri appena acquistati le arrivò alle orecchie come un ultrasuono fastidioso.

La fissò.

La sua pelle levigata e bianca la faceva così infuriare …

Lei non aveva dovuto patire …

Non aveva sofferto per avere l’uomo che amava …

Non si era mai vergognata di uscire alla luce del sole …

Buffy le passò le carte d’acquisto e Drusilla firmò.

Bene … adesso se me lo permette le vorrei offrire una coppa di champagne … mi segua…”

Le disse ritornando in sala verso il tavolo imbandito.

Un cameriere ad un suo cenno le porse due flute e ne porse uno a Drusilla, che lo prose dalle sue mani come un’assetata e lo bevve tutto d’un fiato.

Buffy rimase dapprima sorpresa, poi un sorriso apparve agli angoli della sua bocca.

Riconosceva quello sguardo …

Era lo stesso che aveva suo padre dopo l’incidente …

Lo stesso sguardo di un alcolizzato …

Di una persona con un enorme problema, che lei avrebbe presto sfruttato a suo piacimento …

 

In quello stesso istante, una mano, si frappose la lei e la visuale e il bicchiere di Drusilla sparì.

Lo seguì nell’istante in cui una voce che conosceva bene, interruppe il silenzio.

Tesoro … credo sia ora di andare…”

 

Spike

 

Si volse lentamente, col cuore un tumulto, e la gola arida …

Stringendo il suo bicchiere nella mano, pronta quasi a frantumarlo, si fece forza …

Quando aveva deciso di scendere dall’ufficio, era quello che voleva …

Incontrarlo …

Vedere se qualcosa di lei era rimasto in lui, vedere con i suoi occhi che tipo di uomo era …

 

I loro occhi s’incontrarono e Spike rimase fermo a fissarla per un breve istante.

Buffy puntò i suoi occhi verdi in quelli azzurro cielo di lui e vi rimase …

Lui fu il primo a distogliere lo sguardo …

Ovviamente non l’aveva riconosciuta …

Per quanto avesse fatto l’amore con lei, per quanto le avesse ripetuto milioni di volte che il suo viso non aveva nessuna menomazione ai suoi occhi … lui non l’avrebbe mai riconosciuta …

 

Amore mio … è ancora presto e poi Elisabeth deve farmi vedere ancora i vasi da regalare a papà …”

La voce di Drusilla lo fece voltare, ma Buffy rimase con gli occhi su di lui.

Così decise di giocare le sue carte.

Piacere di conoscerla signor Sharks, sua moglie è una persona con un gusto impeccabile …”

Spike si voltò.

Strinse gli occhi su di lei … e lei sorrise ampiamente …

Poi lui la fissò di nuovo negli occhi e confuso, disse:

Si, senza dubbio è così …”

Perché non ci accompagna? Sarei lieta di farle vedere le nostre opere migliori … sono sicura che l’opinione di un’ uomo è molto importante in queste cose…”

Senza lasciargli il tempo di ribattere, fece strada e li portò vicino la porcellana cinese.

Con il cuore a mille, si sentiva come su un precipizio.

 

Sentiva gli occhi di Spike che la cercavano …

La guardava ossessivamente come se dovesse ricordargli qualcuno …

Si voltò e gli sorrise ancora, mentre Drusilla era persa a contemplare gli oggetti in esposizione.

 

Lui non avrebbe mai riconosciuto la timida ragazzina sfigurata, in lei …

Elisabeth era una donna forte e determinata ai loro occhi …

Gli si avvicinò e notando il flute ancora fra le sue mani, sorrise lievemente e sfiorandogli la mano glielo sfilò.

Questo non serve più …”

Disse con voce vellutata.

Spike la fissò negli occhi e la sua confusione aumentò …

Sorpreso che lei stesse flirtando sotto gli occhi di sua moglie, subito dopo alzò un sopracciglio e sorrise.

 

“Eccolo … - pensò – il predatore è tornato …”

Buffy lo fissò ancora e ricambiò il sorriso.

Passato l’attimo di confusione l’uomo sicuro di sé era tornato a galla e avrebbe giocato con lei … ne era certa!

 

Questo non è stupendo, Will tesoro?”

Drusilla si voltò a guardare suo marito e Spike annuì col capo, poi tornò a guardare Buffy.

Lei alzò il viso e gli si avvicinò.

“ Posso farvi uno sconto su quello …”

Spike fece un passo indietro e lei fu costretta a seguirlo.

Pensa che flirtando con me… io faccia spendere più soldi a mia moglie?”

Quella domanda così diretta e così sincera la spiazzò.

Poi però andò con la mente a Cordelia e diventando seria, assunse uno dei suoi atteggiamenti.

“ E lei crede di essere così poco attraente da farmi flirtare solo per soldi?”

Chiese in risposta.

Spike scoppiò a ridere e lei si allontanò raggiungendo Drusilla.

 

Il dado era tratto …

Adesso avrebbe aspettato una sua mossa …

 

Quella sera quando appoggiò la testa sul cuscino, Buffy sentì le lacrime rigarle il viso …

Non ricordava l’ultima volta che aveva pianto …

Ma ricordava il perché …

E quella notte il motivo non cambiava …

Non avrebbe voluto farlo, l’aveva giurato a se stessa, ma doveva pur sfogarsi …

E allora si lasciò andare…

Pianse e pianse …

Fino a che la luce del sole non illuminò il suo viso e si alzò da quel letto cercando di essere più forte della notte prima …

 

CAPITOLO 3

 

“ Che ti è successo ieri?”

Buffy alzò gli occhi dal suo caffé e guardò Cordelia.

Amava la sua migliore amica, era la sua famiglia, ma non le aveva mai detto di Spike.

Quando l’aveva conosciuta, voleva solo dimenticare …

E adesso … dopo aver deciso cosa fare … non poteva dirle che stava basando la sua nuova vita su una vendetta …

Come avrebbe potuto ammettere di non riuscire a cancellare il passato?

Come poteva confessare di essere ancora così debole?

Ho seguito il tuo consiglio!”

“ Non è che ti è piaciuto il biondo “ notevole” per altro … che stava con mortisia tutta soldi addams?”

Buffy scoppiò a ridere e Cordelia la seguì.

“ Piccola Elisabeth tu non me la racconti giusta… e comunque, qualunque cosa ti faccia uscire dal gusto, ben venga!”

L’amica le sorrise e lei si sentì tremendamente in colpa.

Un giorno …

Un giorno le avrebbe raccontato tutto …

Adesso non ne era pronta!

 

Ricordò il giorno che l’aveva conosciuta …

Un giorno disastroso in realtà …

Lei camminava per strada tentando di nascondere la sua menomazione …

Era da poco morto suo padre dopo aver lottato per anni contro l’alcool e si sentiva disperata.

Cordelia non l’aveva neppure vista e quando si era accorta di lei in terra e del suo viso sfigurato aveva supplicato suo padre di aiutarla …

La sua famiglia l’aveva praticamente adottata…

Le aveva dato un posto dove stare, lei era divenuta la sua amica più cara, e suo padre colui che le aveva restituito la vita …

Le aveva tolto le cicatrici …

Ma non subito …

Il percorso era stato duro e doloroso, ma alla fine c’era riuscito, sperimentando su di lei una nuova tecnica …

Si erano serviti l’uno dell’altra e adesso poteva tornare ad essere normale a vivere in modo normale, ma…

Per farlo doveva sapere che lui …

Che Spike aveva pagato per ciò che le aveva fatto …

 

Ricordò l’ultima immagine di lui …

Dietro la biblioteca…

Il suo abbraccio a Drusilla mentre si allontanava da lei …

Non le aveva detto neppure una parola …

Una scusa, una parola dolce per farle capire che era un essere umano, che gli dispiaceva …

Niente …

Solo il rifiuto nello sguardo …

 

Quel giorno pioveva …

Ricordava l’acqua sulla pelle fredda …

Ricordava di essere corsa dietro di lui, cercando di fermarlo …

“ Spike aspetta …”

E lui si era voltato …

Si era bloccato come se vedesse un fantasma.

Poi da sotto il suo giubbotto era uscita lei, Drusilla … che l’aveva guardata come se fosse l’ultima feccia della terra…

“ Andiamo Will?”

L’aveva richiamato …

E Spike aveva annuito …

Si era voltato ed era andato via …

Ma avrebbe dovuto immaginarlo …

Erano giorni che non si faceva ne vedere ne sentire …

Lei ormai non gli serviva più …

 

Si rese conto di aver perso la cognizione del tempo, quando sentì le nocche dolore intorno alla tazza e la voce di Cordelia chiamarla incessantemente.

Il sentiero dei ricordi … sembrava non finire mai …

E perdersi era troppo facile e faticoso …

 

Quando arrivò alla galleria, ciò che c’era sulla sua scrivania la rese particolarmente soddisfatta.

Un mazzo di rose rosse, faceva bella figura accanto al telefono e sul biglietto, riconobbe subito la scrittura di Spike.

 

“ Sarei interessato alla sua teoria … forse dovremmo rivederci!” Le aveva scritto …

 

E sotto la frase, il suo numero di cellulare, che ovviamente lei avrebbe preso in considerazione molto presto …

Molto …

Molto presto!

E così non era cambiato affatto!

Non gli importava nulla della moglie … era il solito volubile Spike …

Bene! Pensò …

Questo le evitava ulteriori rimorsi …

Quando un giorno lo avrebbe guardato negli occhi dicendogli chi era in realtà, doveva vederlo soffrire senza rimorsi di coscienza, come lui stesso non ne aveva avuto per lei …

Non si era preoccupato di spezzarle il cuore, di rovinare quel barlume di stima che aveva fatto nascere in lei …

Di distruggere per sempre ciò che restava del suo amore … di ciò che restava di lei …

L’aveva fatto con leggerezza, senza dirle un semplice “mi dispiace”, un semplice maledetto “mi dispiace non ti amo …”

Sarebbe bastato …

Sarebbe bastata una parola dolce … l’avrebbe fatta sentire meno inutile …

Più umana e considerata …

Ma lui non aveva fatto nulla …

 

E il nulla era ciò che gli spettava!

E quel giorno …

Quando fosse riuscita nel suo intento avrebbe guardato sorridente la sua vita andare in frantumi …

Lo doveva a se stessa …

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“Pronto!”

Erano passati esattamente due giorni da quando aveva ricevuto il mazzo di fiori …

Buffy sorrise appena sentì la sua voce al telefono …

Aveva deciso di farlo aspettare…

Voleva che la sua reazione fosse istintiva …

Buonasera signor Sharks … sono Elisabeth della galleria d’arte … volevo ringraziarla per le splendide rose!”

La risata dall’ altra parte del telefono le fece capire che la telefonata aveva avuto l’effetto desiderato.

“ Potrebbe ringraziarmi di persona … ad esempio questa sera a cena!”

Le disse Spike con voce vellutata e calda.

Buffy sentì la pelle d’oca …

La sua voce rievocò una delle tante notti al buio della sua stanza …

 

Mi dispiace doverle dire di no, ma stasera ho un’ appuntamento …”

“ Di lavoro spero!” le disse lui scherzoso.

“ Di lavoro …” replicò ridendo.

Spike dall’altra parte del cavo sospirò e poi le disse:

Devo pregarla oppure accetta di cenare con me?”

“ Sono libera domani sera … e mi creda non dovrà pregare molto!”

La sua voce assunse un tono di seriamente interessato e Spike rimase per qualche secondo in silenzio.

Poi sembrò riprendersi, e schiarendosi la voce, disse:

Passo a prenderla alle otto …”

“ No, vediamoci direttamente al ristorante … mi faccia sapere dove e quando … ora devo lasciarla… a presto!”

Senza aspettare risposta riattaccò.

E nel farlo rimase immobile a guardare la sua mano tremante e a cercare di riprendere fiato.

 

Era una brava attrice …

In fondo … poteva farcela …

 

Willow entrò subito dopo nel suo ufficio.

C’è un certo Riley al telefono … te lo passo?” le chiese.

Buffy fece mente locale e un biondo educato le apparve alla mente.

Annuì confusa.

Forse lui era un buon antidoto al veleno chiamato Spike … pensò.

“ Spero di non essere inopportuno …”

Le disse il ragazzo dopo averla salutata.

Buffy sorrise contenta.

Quel ragazzo era semplice e dolce.

“ No, non preoccuparti …”

“ Dopo vari ragionamenti ho pensato, che forse ti andrebbe di cenare con me una di queste sere … magari sabato?” propose subito.

Buffy sorrise del suo modo impacciato.

“ Si è una splendida idea, sabato sono libera …”

“ Posso passare a prenderti alla galleria?”

“Perfetto … ci vediamo sabato alle otto!”

“ Ok … a sabato!”

 

Dopo aver riattaccato anche con Riley, Buffy si alzò e si mosse per l’ufficio inquieta.

Ultimamente la sua vita sembrava alquanto indaffarata …

Doveva calmarsi e pensare il da farsi …

In modo razionale doveva progettare cosa fare con Spike, … e con Riley? Si chiese.

Beh, per lui non c’erano progetti …

Le piaceva e questo per il momento poteva bastare …

 

 

Alle nove … in perfetto ritardo, Buffy si fermò davanti alle porte di uno dei lussuosi ristoranti di Sunnydale.

Spike le aveva fatto sapere il luogo e l’ora, e lei per scegliere l’abito da indossare si era praticamente snervata.

Non era ancora abituata ad abbellire il suo corpo, ne a spogliarsi, ma dovette riconoscere con la commessa del negozio dove aveva acquistato il vestito da sera, che le stava bene e che nessuna delle sue cicatrici si vedevano …

Le cicatrici che lei vedeva erano altre, ma quelle poteva solo sentirle nel profondo …

Si guardò nel riflesso delle porte e i suoi occhi divennero improvvisamente lucidi.

 

L’abito lungo e nero la fasciava e le dava morbidezza alle curve …

Le spalline sottili e velate le racchiudevano le braccia e i lunghi capelli biondi divenuti tali grazie ai colpi di sole consigliatigli da Cordelia sembrarono risplendere sotto i neon …

Era pronta?

Si chiese improvvisamente spaventata dalla situazione …

Ma non fece neppure in tempo a pensare di scappare, che le porte si aprirono e uno Spike, sexy in abito di alta sartoria le apparve davanti …

Visibilmente accigliato, appena la vide sembrò rallegrarsi …

I loro occhi s’incontrarono e Buffy gli andò incontro …

Spike si fermò a due passi da lei e sorridente, la guardò …

Guardò ogni molecola del suo corpo con fare possessivo …

Poi le sorrise e le prese una mano fra le sue.

“ Hai deciso di farmi soffrire!” puntualizzò.

Buffy sorrise a mezza bocca e lo fissò.

“ Ne vale la pena o sbaglio?”

“ Questo è indiscutibile … credo che tu valga ogni minuto di attesa …”

Detto questo la prese per la vita e la scortò al loro tavolo … senza mai staccare gli occhi dai suoi …

 

E per tutto il tempo lei si sentì come un vulcano in eruzione …

Divisa fra la sofferenza e la felicità …

Divisa fra la vecchia Buffy e la nuova …

Divisa fra la vendetta e lo scappare via a gambe levate …

 

Aveva paura di ciò che provava, aveva paura di guardarlo e vedere cosa era sempre stato …

Di capire che era un’ uomo spietato …

Capire che aveva amato una persona che non meritava neppure un suo misero pensiero, ma in tutto quello aveva paura di se stessa …

Di soffrire ancora …

Perché anche la vendetta l’avrebbe fatta soffrire, lo sapeva bene!

Vedere soffrire lui prima o poi l’avrebbe definitivamente annientata …

Inevitabilmente …

 

CAPITOLO 4

 

“ Allora Elisabeth … parlami di te …”

Spike la guardò da sopra il suo bicchiere di vino rosso e Buffy trattenne il respiro.

Quegli occhi avevano il potere di imprigionarla … ancora …

Abbassò il viso giocando con il tovagliolo che aveva sulle gambe e poi con un’ espressione priva di sentimento, disse:

Cosa vuoi sapere?”

Spike sorrise.

“ Flirti spesso con i clienti accanto alle loro mogli?” le chiese lui beffardo.

Buffy scoppiò a ridere con sarcasmo.

“ Mi credi così superficiale? Deduco che ti piacciano le donne senza cervello, se pensi che lo faccia con chiunque…”

Gli occhi di Spike divennero interessati.

Lo vide appoggiarsi alla spalliera della sedia e osservarla attentamente.

Buffy si sentì ad un tratto esposta e cercò di coprirsi col menù.

“ Credo che tu sia una donna affascinante … e voglio scoprire tutto di te … a partire da questa sera!”

A quelle parole, Buffy fu costretta a fissarlo.

E la domanda spontanea fuoriuscì dalle sue labbra senza riserve.

“ E tu? Sei abituato a tradire spesso tua moglie?”

Chiese pentendosene subito dopo.

Spike la fissò dritto negli occhi e poi sorrise alzando un sopracciglio.

“ Si …”

Rispose semplicemente …

 

Quella risposta la ferì … più di quanto avesse mai potuto immaginare …

 

Arrivati al dolce, dopo aver parlato della galleria e dopo aver inventato un sacco di storie sul suo conto Buffy, lo fissò e volle sapere qualcosa di lui.

Doveva scoprire il più possibile …

Poi avrebbe saputo come e quando usare tutto a suo favore …

Cosa fai nella vita, signor Sharks?”

Domandò.

Lui si alzò inaspettatamente sulle note di una canzone soft e le prese una mano.

Arrivati al centro della pista … la prese fra le braccia e Buffy rabbrividì.

Quel contatto fu devastante.

Ricordò improvvisamente ogni gesto, ogni carezza, il suo odore le punse le narici e si detestò.

Odiò se stessa per la sua debolezza …

E quando lo guardò sembrò come se una doccia fredda la svegliasse di colpo.

Lui le sorrise …

Sentì di provocarle qualcosa di indefinito e sorrise compiaciuto.

Buffy voltò il viso da un’altra parte e cercò di concentrarsi sulla sala e non sui suoi pensieri.

Tutto pur di non pensare a lui, a cosa provava …

“ Non mi hai risposto!”

Disse per distrarsi.

Lui rise e si avvicinò al suo orecchio.

Il suo alito caldo la fece rabbrividire nuovamente.

Sono docente di fisica all’università di Sunnydale!”

 

Buffy sbarrò gli occhi e il cuore sembrò fermarsi nel suo petto.

Lo vide sorridere ancora.

“ Sei sorpresa?” le chiese.

Buffy annuì.

“Non ti ci vedo come insegnante …”

Spike scoppiò a ridere.

Effettivamente neppure io avrei mai pensato di diventarlo, ma al liceo … per caso … ho imparato molto di fisica … e da lì … ha cominciato a piacermi la materia! Sono un’ ottimo professore, sai!”

Lei riuscì a malapena a sbattere le ciglia …

 

“Al liceo … per caso … ho imparato molto di fisica …”

 

Quelle parole la uccisero.

Non aveva neppure il coraggio di dire la verità.

Avrebbe potuto dire semplicemente che grazie ad una ragazza che l’aveva aiutato molto era riuscito ad amare quella materia, ma no … lui doveva mentire anche su questo!

Ferita e furiosa, gli si avvicinò.

“ Le tue studentesse devono essere tutte innamorate di te …”

Disse con voce calda.

Lo sentì inquieto e allora si allontanò.

La musica scemò e Spike la riportò al tavolo.

 

Subito dopo lei guardò l’orologio con fare casuale …

“ Adesso devo andare, grazie per la bella serata!”

Si alzò e lo stesso fece lui.

“ E non vuoi che ti accompagni, giusto?”

Puntualizzò Spike.

Gli sorrise decisa e scosse il capo.

Spike ricambiò il sorriso e le si avvicinò.

Non avrò neanche il bacio della buona notte allora?”

Buffy alzò lo sguardo su di lui …

Irata e ferita, lasciò che lui le restasse vicino e voltò il capo verso il suo.

Sulle sue labbra sorrise arcigna e sospirò.

“ Giusto!”

Dopo questo s’incamminò verso l’uscita lasciandolo frastornato e attratto come una falena alla luce …

 

Era suo …

E presto … avrebbe avuto ciò che voleva …

 

 

Arrivata a casa, si mise sotto la doccia strofinandosi come un’ossessa.

Voleva togliersi di dosso il suo odore, il suo ricordo …

E sotto il getto d’acqua calda, pianse ancora …

Il suo unico sfogo … era il pianto … non aveva altro!

Non poteva evitarlo …

Una volta al letto, sentì ancora l’aroma del suo dopobarba e chiuse gli occhi …

Forse non era sulla sua pelle, era nella sua testa …

E dalla sua testa non c’era modo di farlo sparire …

 

_______________________

 

Sentì la pelle bruciare, l’odore acre … il dolore fisico … le mani di suo padre che la tiravano e poi lo sguardo di Spike ele mani che cambiavano sul suo corpo …

Non era più suo padre, era lui … lui che la stringeva, che le toccava il viso bruciato …

 

Si svegliò urlando, colta dal panico.

Si alzò a sedere sul letto e si toccò la fronte madida di sudore …

Non sognava l’incidente da anni ormai …

E poi Spike, perché?

Spaventata sospirò e si alzò del tutto dal letto.

Erano le cinque del mattino e forse la serata in sua compagnia l’aveva segnata più di quanto non immaginasse.

Rivide l’intera cena …

La sua spontanea risposta, quando gli aveva chiesto se tradiva spesso sua moglie … e si sentì disgustata.

Perché si era sposato se amava solo se stesso?

Spike non era in grado di amare nessuno a parte se stesso …

Quando aveva diciassette anni, le aveva fatto credere di essere importante per lui … ma solo fin quando gli era servita per la scuola e per il sesso … subito dopo l’aveva sostituita con Drusilla …

Adesso evidentemente quella donna era divenuta una palla al piede per lui …

Ad un tratto provò quasi pena per lei …

Era chiaro che avesse dei problemi …

E di sicuro era merito di Spike se era così …

Doveva soffrire enormemente e si buttava nell’alcool …

 

Si avvicinò alla finestra per guardare la strada vuota del suo quartiere e indossò una vestaglia …

Seduta sul cassettone sotto la finestra, si rannicchiò e appoggiò la testa sulle ginocchia.

Da bambina lo faceva spesso …

Nella sua solitudine, quel piccolo gesto familiare le dava un po’ di tranquillità …

Ricordava quante ore passava a fissare la neve cadere sulle automobili …

Ricordava quante ore aveva passato a pensare a Spike … felice del solo fatto che lui la tenesse stretta fra le braccia quasi tutte le notti …

Si era chiesta tante volte cosa lui provasse per lei, senza avere mai il coraggio di chiedere …

E a che pro?

L’aveva scoperto da sola …

Quel giorno, sotto la pioggia, aveva capito perfettamente che non era nulla per lui, che mai gli era importato di lei … mai

 

 

Ricordò la sua voce, una di quelle notti in cui dopo aver fatto l’amore era rimasta sdraiata nel suo letto.

Spike le aveva accarezzato un fianco e lei era rabbrividita sorridendo.

“ Mi piace quando hai queste reazioni!”

Le aveva detto …

Era buio e non aveva paura di coprire ciò che nascondeva da sempre …

E Spike non aveva mai aperto la luce … forse per non vedere lui stesso …

Faceva l’amore con lei …

Sospirava il suo nome nell’oscurità e mentiva a se stesso evidentemente.

Non voleva vedere cos’era in realtà …

Non vedere la sua menomazione, lo rendeva più sicuro …

Negare e far finta di nulla … al buio poteva riuscirci …

 

Ma per lei quel buio, quell’oscurità era la vita …

E nell’oscurità nessuno voleva vivere …

A volte riusciva a capire la reazione di Spike, capiva che nessuno avrebbe voluto farsi vedere con una persona sfigurata …

Che era solo un ragazzo …

Ma perché mentire?

Perché trattarla come se non avesse sentimenti?

Perché?

 

Avrebbe capito …

Lei avrebbe capito …

Avrebbe accettato di essere rifiutata … ancora una volta …

E avrebbe conservato quell’amore nel cuore …

Einvece non era andata così …

Lui l’aveva ferita infischiandosene di ciò che avrebbe potuto provare, di ciò che lei avrebbe sofferto …

E adesso perché essere magnanima?

Perché lasciar perdere?

Solo perché una volta l’aveva amato?

 

Vide riflesso nel vetro i suoi occhi lucidi … e nascose il viso fra le gambe.

Una volta l’aveva amato?

O lo amava da sempre?

 

Cosa cambiava?

Si chiese…

Non lo avrebbe mai perdonato … e lui non era una brava persona …

Rinunciare avrebbe voluto dire, dargliela ancora vinta …

Lui doveva pagare …

Meritava di pagare per essere ciò che era …

Egoista e distruttivo per gli altri …

Forse non lo avrebbe cambiato il fatto che lei si sarebbe vendicata, ma forse una piccola parte di lui si sarebbe pentita … e avrebbe capito!

 

Avrebbe capito che ciò che spinge l’odio è solo un’ amore perduto e sofferto …

L’amore di chi non è mai stato amato …

L’amore di un sogno infranto fra le sue mani …

 

CAPITOLO 5

 

Con chi sei uscita ieri sera?”

Le chiese Cordelia a colazione.

Buffy fece spallucce …

“ Con Riley, il biondo del …” mentì.

“ Ohmiodio …”

Cordelia la interruppe sconvolta.

“ Non posso crederci … davvero?”

I suoi occhi erano un misto fra il sorpreso e felice.

Le sorrise e annuì.

“ E sabato sera lo rifaccio …”

Cordelia le si gettò fra le braccia e la quasi baciò sulle labbra, troppo eccitata per fermarsi.

Buffy scoppiò a ridere e la allontanò scherzosa.

Oddio Cordy se questo è l’effetto che ha su di te una mia uscita non te lo dirò mai più …”

L’amica divenne improvvisamente seria e la guardò.

“ Oh Elisabeth … tu non sai quanto io sia felice … era ora …”

Commossa e senza parola, Buffy si pentì subito di averle mentito.

Ma come poteva dirle adesso la verità?

Come poteva dirle chi era stata e cosa adesso voleva diventare?

Come confessarle di Spike e della sua vendetta?

Lei non avrebbe mai condiviso la sua voglia di vendetta…

Immaginava già la sua faccia e le sue parole…

“Vai avanti … lasciati il passato alle spalle piccola Elisabeth … tu sei migliore di lui …”

 

Scosse il capo per scacciare quel pensiero e si alzò.

“ Andiamo al lavoro sfaticata …”

Cordelia tirò su col naso … e annuì.

Buffy sospirò e l’abbracciò forte.

“ Ti voglio bene… lo sai vero?” le disse seriamente.

Cordelia sorrise e annuì ancora.

 

La discussione con Cordelia, quella mattina aveva sollevato troppi dubbi … ma non doveva pensarci, decise.

In quell’ attimo sentì vibrare il suo cellulare e vide che le era arrivato un sms.

 

“Pensare a te mi sta facendo diventare matto … quando posso rivederti?”

 

Spike …

 

I suoi occhi s’indurirono e il suo cuore accelerò i battito.

“ Presto…”

Rispose semplicemente.

Doveva tenerlo ancora un po’ sulla corda, e poi non era ancora pronta a rivederlo, a stargli vicino …

La notte insonne e l’atteggiamento di Cordelia l’avevano fatta pensare e lei non doveva pensare …

Niente ripensamenti …

 

Sabato sera alle otto in punto Riley entrò nel suo ufficio …

Sorridendo lo invitò a sedersi …

Scusami, devo solo dare le chiavi a Willow e poi possiamo andare…”

“Non preoccuparti, posso aspettare …”

Le sorrise lui.

Uscendo dalla galleria, Riley la fece salire sulla sua auto e la portò verso una strada che riconobbe subito.

Lo stesso ristorante della serata con Spike …

Guardò la porta a vetri e un moto di repulsione la prese.

Guardò anche il suo accompagnatore e titubante, disse:

Riley … che ne diresti di una pizza?”

Lui scoppiò subito a ridere e annuì.

“A dire il vero non sapevo che fare … non so i tuoi gusti e pensavo fosse il posto adatto, ma sono contento che ti avvicini più ai mie gusti che a quelli del ristorante, la pizza va benissimo!”

Buffy ricambiò il sorriso.

Si fermarono subito dopo in una piccola pizzeria … accogliente e amichevole.

Il proprietario appena vide Riley venne loro incontro e lo abbracciò, subito dopo fissò lei.

“ Finalmente il bocconcino qui di lato, ha portato una vera ragazza … piacere bocciolo di rosa, io sono Lorne!”

Buffy scoppiò a ridere …

“ Piacere mio Lorne, il tuo locale è fantastico…”

“Lo credo bene, è tutto farina del mio sacco, riccioli d’oro … eh, tienilo d’occhio questo biondino qui, è molto quotato sai!”

Ridendo ancora trascinata via da Riley, si sentì finalmente viva e divertita.

Riley la fissò imbarazzato e sorrise.

“Lorne cerca sempre di accasarmi, scusa…”

“ Ma no, è simpatico e si vede che ti vuole bene!”

“Siamo amici da tanto…” sorrise ancora lui, e Buffy si sentì sollevata.

Aveva avuto paura di quella nuova esperienza, ma Riley era un bravo ragazzo… e lei si sentiva bene al suo fianco, protetta… rilassata…

 

Mangiarono pizza, e parlarono di cinema e musica per tutto il tempo …

Poi a loro si unì anche Lorne per il dolce, e la serata fu perfetta …

Quando arrivò a casa, Buffy salutò spensierata il suo accompagnatore e gli diede un nuovo appuntamento.

Voleva vederlo ancora…

Si, lo voleva davvero!

 

Una volta nel suo letto, non pensò minimamente a Spike, fino al giorno dopo … quando in ufficio arrivò una sua telefonata.

 

 

___________________________

 

 

Stai cercando di evitarmi? Non dirmi che ti sei innamorata follemente di me e hai paura di vedermi?”

Le disse scherzando lui.

Buffy strinse la cornetta nelle mani e quando le dita le divennero bianche, rispose.

Sto solo cercando di farmi desiderare …”

“Ti desidero Elisabeth … questo lo sai …”

La sua voce roca le bruciò il cuore.

Lo sapeva che la voleva …

Solo sesso ovviamente, ma per quello avrebbe dovuto aspettare …

“Voglio di più Spike …”

A quelle parole lui rimase in silenzio e lei rise e continuò.

Voglio tutto di te … voglio che mi desideri allo spasmo, perché il giorno che ti sentirò dentro di me dovrà essere un giorno memorabile…”

Lo sentì sospirare estasiato.

Se all’inizio aveva pensato che lei fosse come le altre, che volesse il matrimonio, dopo si era rilassato visibilmente.

“ Lo sarà…”

Le disse con passione.

“ Intanto posso avere l’onore della tua compagnia per un’altra cena, magari più intima?”

“Si … “

“Ti mando le coordinate via mail … a presto Elisabeth …”

E il suo nome fu sussurrato in modo che la sua pelle rabbrividì e si tese con forza.

 

Sbattendo giù il telefono, Buffy si sentì presa in trappola.

Quella maledetta sensazione di appartenergli non la lasciava un’ attimo …

Sentì il respiro tranquillizzarsi dopo poco.

E si lasciò andare contro lo schienale della sedia.

Lo avrebbe fatto impazzire …

E dopo, molto dopo gli avrebbe sputato in faccia tutto il suo veleno …

 

Quello era il piano …

E doveva mettercela tutta …

Doveva riuscirci …

Ripensò a Riley e sorrise …

Lui poteva dargli la forza …

Era dolce e comprensivo, la persona adatta a lei …

La persona con cui condividere la vita magari …

E doveva sforzarsi di distruggere il passato se voleva quella nuova vita…

 

Doveva cancellare ogni sentimento che aveva per Spike …

Che fosse odio o qualcos’altro …

Doveva dimenticare, cancellare …

Un ricordo lontano la paralizzò …

 

Baci rubati al buio di una camera disordinata le andarono alla mente… e la sua risata …

 

Scosse il capo con forza …

Perché non riusciva a togliersi quel viso angelico dalla mente?

E i suoi occhi …

 

Controllò la posta on line e l’ e-mail era lì …

Buffy fissò dura lo schermo.

Era una cartina stradale … la cartina della vecchia casa di Spike …

Il cuore le si gelò e respirò con lentezza …

Rientrare in quell’ abitazione, rivivere la sua fanciullezza …

Poteva farlo?

Doveva!

 

Era lì che portava tutte le sue amichette, si disse …

Bene …

La desiderava? Dopo quella sera l’avrebbe desiderata come l’aria!

 

CAPITOLO 6

 

Il taxi che aveva preso per non guidare, percorse le strade di Sunnydale velocemente …

Riconobbe tutto, anche gli alberi secolari erano sempre lì come a giudicarla …

Poi la vide … la grande casa con il tetto rosso …

Una volta aveva fantasticato su quella casa …

Vedeva lei e Spike sposati …

Felici, con i loro bambini e quella grande casa, come guscio alla loro vita …

Che errore …

Che grande stupida era stata …

Pensò scuotendo il capo.

 

Il taxi si fermò davanti al cancello e lei porse i soldi al tassista.

“ Venga a prendermi alle 23 in punto …”

Disse perentoria lasciandogli una lauta mancia …

L’uomo annuì e la salutò.

Non avrebbe passato la notte con Spike anche se questo era ciò che lui sperava …

 

Una volta che l’auto sparì dalla sua vista, Buffy riuscì a guardare la grande casa, sotto il tumulto del suo cuore.

Ogni attimo passato lì dentro cominciò a vorticarle nella mente …

Ogni piccola sofferenza ritornò a galla e per un’ attimo sentì il coraggio venire meno.

Fece qualche passo …

E improvvisamente la porta si aprì …

Spike comparve sull’uscio e la fissò serio.

Come un’animale con la sua preda, la guardò per tutto il tempo fino a che non gli arrivò davanti.

Lì Buffy si sforzò di essere ciò che non era …

Gli sorrise sexy, e gli passò accanto senza dire una parola …

Quando la porta si chiuse alle sue spalle sobbalzò impercettibilmente e attraversò il corridoio.

 

Immagini dei suoi sorrisi e di Spike più giovane la invasero …

“ Sei bellissima …”

Le sussurrò da dietro lui.

Buffy si irrigidì.

Bellissima?

Era un eufemismo per lei …

Bellissima non lo era mai stata, se non dopo le cure del dottor Chase, e anche dopo non si sentiva così … si sentiva solo una sopravvissuta.

 

Quando le mani di Spike la presero per la vita, cercò di rilassarsi il più possibile.

“ Hai fame?”

Le chiese vicinissimo.

Buffy annuì.

“ Si … spero tu abbia provveduto alla cena … altrimenti sarò costretta a preferire un fast food a te …”

Cercò di scherzare.

Spike le sorrise e poi la prese per mano.

La scortò in salone, una camera che conosceva bene.

Una camera che non era cambiata …

Buffy si guardò attorno … al centro accanto al camino una tavola imbandita faceva bella vista …

Gli sorrise e andò verso il tavolo.

Trovò una ciotola di fragole e ne prese una.

Spike la incatenò con lo sguardo e le si avvicinò possessivo.

Buffy si portò la fragola alle labbra e la morse guardandolo …

Lui continuò a sorridere con una certa bramosia negli occhi …

Subito dopo, le fece togliere la giacca e la fece accomodare di fronte.

 

La cena degli attori abbia inizio … pensò tristemente Buffy …

 

E lì iniziò a recitare …

Affabile come una gatta in calore, assaggiò quasi tutto senza fame …

E parlò di tutto …

Spike non lasciò mai i suoi occhi …

 

“ Tua moglie dov’è?” chiese a bruciapelo una volta esauriti tutti i discorsi.

Spike ci pensò su per qualche secondo.

“Credo sia da suo padre… è lì che dorme ultimamente…”

Buffy lo fissò sorpresa.

“Se non andate d’accordo perché non chiedete il divorzio?”

“ Drusilla non accetta il divorzio e io non glielo chiedo … facciamo la nostra vita, questo basta …”

“ A me sembra un po’ triste …”

Spike sorrise.

“ Tu seduci mariti e io avrei una vita triste?”

La beffeggiò.

Buffy allora sorrise arcigna.

“Hai ragione … ma il lato positivo esiste sempre signor Sharks …”

“E quale sarebbe?” le chiese.

“ Io seduco solo chi voglio davvero …”

A quelle parole Spike la fissò e non rispose.

Buffy sorrise ancora e lui allora divenne serio.

Prese il dolce al cioccolato di lato al tavolo e glielo passò …

Conversazione terminata, pensò …

In fondo cosa potevano dirsi altro?

 

Alla fine grazie a dio arrivati al dolce…

Buffy fissò l’orologio …

Un quarto alle 23 …

Adesso poteva essere davvero spietata …

_________________________

 

Si alzò da dove era seduta e si avvicinò alla grande vetrata che dava sul giardino …

Ricordò il giardino e la fontanella accanto al gazebo …

Adorava quel posto a diciassette anni, era il suo posto romantico … il posto in cui poteva amare Spike senza nascondersi …

 

Lui arrivò da dietro e le poggiò nuovamente le mani sui fianchi.

Buffy restò immobile … e sospirò come fosse estasiata da tutto.

Spike allora si sentì incoraggiato e le si avvicinò ancora di più.

Poggiò le labbra nell’incavo del suo collo e vi lasciò una scia di baci.

I ricordi di Buffy in quello stesso istante galopparono, ma lei li bloccò, doveva restare lucida se non voleva tradirsi …

Si voltò fra le sue braccia e i loro occhi s’incontrarono.

“ Questa casa è stupenda …”

Sussurrò sul suo viso.

Spike ricambiò il sorriso e poi divenne serio.

Guardò le sue labbra e piegò il capo di lato.

“ Era dei miei genitori …”

“ E’ qui che porti le tue scappatelle allora, signor Sharks?”

Chiese invitante.

Spike alzò gli occhi ai suoi e non rispose.

Le lasciò solo un secondo di tempo … poi scese sulle sue labbra.

Dapprima le massaggiò con le sue, mentre le sue braccia la imprigionavano, poi pian piano il suo tocco divenne rovente.

 

La sua lingua entrò e il bacio divenne qualcosa che solo il fuoco poteva essere messo a paragone.

Buffy si lasciò andare fra le sue braccia ricambiando con passione.

Una sua mano scivolò fra i capelli di Spike e la costante sensazione di appartenergli divenne palpabile.

Nessuno mai l’aveva baciata così …

Nessuno mai l’avrebbe più baciata a quel modo …

Neppure lui …

Sentenziò staccandosi col fiato corto …

Spike la fissò dritto negli occhi senza allontanarsi di un millimetro …

Buffy si mosse su di lui …

I loro corpi incendiati si toccarono e Spike chiuse gli occhi impazzendo di desiderio .

Subito dopo in lontananza, Buffy sentì il clacson del taxi e tese le orecchie.

Spike sembrò non accorgersene.

“ Resta con me stanotte …”

Le disse sulle labbra.

Buffy sorrise e si mosse veloce.

Sfiorò le sue labbra, e con una mano anche il punto in cui i suoi pantaloni erano maggiormente tesi e sospirò.

Spike aprì la bocca ad accogliere il suo assalto, e poi rimase deluso a fissare lei che si avviava alla porta…

 

Quando si rese conto che quel sorriso era quasi derisorio, allora si riprese.

Buffy si passò un dito sulle labbra e poi se lo leccò.

“ Non stanotte …”

Disse.

Spike non si mosse, ne fece nulla per fermarla.

 

E una volta in taxi, tremante e spossata poté riprendere fiato.

 

Ogni fibra del suo corpo era un fermento.

Lo voleva allo stesso suo modo …

Quel bacio era stato un tormento … un fuoco acceso, una fenice …

E adesso che si era riacceso sarebbe stato difficile spegnerlo …

 

Quella notte non riuscì a prendere sonno.

Immagini che rievocava spesso la sua mente ebbero il sopravvento …

Immagini di due corpi avvinghiati e dei suoi sospiri …

Immagini che bramava riafferrare

Immagini che non poteva riavere, che doveva dimenticare per il suo bene …

Ogni cosa legata a Spike portava solo dolore, lo sapeva bene, eppure nulla riusciva a falciare quei pensieri …

Neppure il male ricevuto in cambio del suo amore?

 

Nascose il viso sotto il cuscino …

La domanda aveva già una risposta …

Se lei era lì, il suo cuore l’aveva già data!

 

Alle sei del mattino, quando stava quasi riuscendo ad addormentarsi, un sms la destò del tutto …

 

Vuoi giocare gattina? Io sono pronto … giochiamo …”

 

Spike …

 

Buffy fissò il suo cellulare fredda…

 

Neppure lui era riuscito a chiudere occhio, si disse… consapevole.

Bene! Era questo che voleva …

Voleva giocare?

Avrebbe giocato di sicuro …

Ma questa volta la posta in gioco sarebbe stata più alta …

 

CAPITOLO 7

“Andiamo Lorne non farla tanto lunga … cantaci qualcosa …”

La voce divertita di Riley la fece voltare.

Erano tornati nel locale del suo amico e Buffy ne era contenta.

Lorne era una persona simpatica …

Particolare forse, ma davvero dolce con cui ci si poteva divertire, proprio come il suo accompagnatore…

“D’accordo … ma questa è dedicata solo e soltanto alla bella signorina seduta accanto a te… chiaro?”

“Certo, amico, chiarissimo…”

Replicò Riley tirandosi Buffy vicina.

Lei sorrise ad entrambi e aspettò.

Lorne si spostò al pianoforte al centro del suo locale e pose le mani sui tasti…

Dalle quali fuoriuscì la melodia più bella che Buffy ebbe mai ascoltato.

Rimase ferma col braccio di Riley intorno alle spalle e gli occhi lucidi a godersi ogni nota …

Ogni singola nota … che le entrò dritta al cuore.

Quando Lorne finì, si voltò a guardarla con un sorriso che lei ricambiò e le mandò un bacio…

Commossa Buffy lo ringraziò con lo sguardo …

Si voltò verso il suo accompagnatore e scoprì quanto lui potesse essere consapevole dei suoi sentimenti.

Era rimasto in silenzio per farle metabolizzare l’emozione, per farla riprendere dal quel piccolo momento…

Buffy gli sorrise grata.

Guardò prima lui, poi il locale, Lorne … la gente felice e sorridente che mangiava attorno a loro e sentì il cuore riempirsi di una nuova speranza.

Era quello che voleva?

Si chiese.

Tranquillità … sorrisi …

Nessuna vendetta …

Forse avrebbe dovuto rinunciare … si disse.

Forse avrebbe dovuto lasciar perdere e vivere, lasciarsi andare a Riley ed essere felice finalmente …

 

Poi qualcosa catturò il suo sguardo …

 

Spike …

 

In un’ angolo della pizzeria, appoggiato al muro con le braccia incrociate al petto, che la fissava.

Gelò all’istante e si sentì come presa in trappola.

I loro occhi s’incontrarono e lo vide sorridere derisorio.

Subito dopo Lorne gli si avvicinò e i due si salutarono come vecchie amici.

Buffy non lo lasciò un secondo con lo sguardo …

Quando Lorne si allontanò nuovamente, chiese scusa e disse a Riley che andava in bagno.

 

Appena gli fu di fronte, Spike sorrise apertamente.

E’ così che passi le tue serata quando non fai la maliarda a casa mia?”

Le chiese beffardo.

Buffy si strinse nelle spalle.

“Questa è la vita vera signor Sharks … tu sei solo un capriccio…”

A quella risposta Spike la fissò negli occhi.

Un interminabile attimo in cui Buffy non respirò.

“Goditi la serata allora Elisabeth …”

Detto questo si voltò e uscì dal locale lasciandola lì impalata a cercare di riprendersi.

 

Quando Riley l’accompagnò a casa non era più tranquilla come le altre volte.

Era una settimana che non lo vedeva e che non aveva sue notizie e scoprire che l’aveva osservata in un momento “suo” … dove era la vera Buffy, l’aveva lasciata con l’amaro in bocca.

E anche la sua risposta …

Era stata acida, come se non gli importasse di lui…

E invece lui doveva credere chele importava … che lo desiderava …

Ma forse non era così brava come attrice, come pensava …

 

“ Passo a prenderti venerdì per il cinema allora?”

La voce di Riley la scosse dai suoi pensieri.

Lo fissò e ricordò la discussione sui film che avevano avuto a cena.

“Si … certo!”

Rispose evasiva.

“Grazie per la bella serata Riley … a venerdì!”

Si volse per entrare in casa, quando il ragazzo, la trattenne per una mano.

Buffy si voltò sorpresa.

Non era da lui prendersi delle libertà … ma non si oppose.

Lo lasciò fare.

Lo lasciò guardarla negli occhi e scendere sulle sue labbra.

 

Il bacio fu delicato e dolce …. Come era Riley.

Buffy chiuse gli occhi e si lasciò abbracciare…

Sentì il calore del suo corpo e la delicatezza del suo abbraccio, ma il fuoco non si sprigionò.

Il fuoco che aveva provato con Spike … sempre… non lo avrebbe mai provato con nessun’ altro.

 

Quando Riley la lasciò e le sorrise, lei ricambiò il sorriso.

Lo vide felice e sereno …e lo lasciò tornare alla macchina rimanendo a fissarlo sulla porta.

Quando sparì sulla strada, sentì un improvviso avviso di sms.

Prese il cellulare e rimase di sasso.

 

“Hai provato niente fra le braccia del soldatino, gattina? Dì la verità a te stessa per una volta … quello che provi con me non è paragonabile …”

 

Buffy serrò la mano intorno al cellulare e sentì le lacrime bruciarle gli occhi, perché quella era la verità.

Una verità che non voleva accettare …

__________________________

“Elisabeth…”

Willow entrò nel suo ufficio.

“C’è la signora Sharks per te!”

Le disse la ragazza.

Buffy la fissò sorpresa, e le disse di farla passare subito.

 

Drusilla entrò sorridente e lei l’accolse come di consueto faceva con i migliori acquirenti della galleria.

C’è qualche problema con i pezzi?”

Le chiese curiosa.

Drusilla scosse il capo.

Oh no, sono meravigliosi … sono qui per farti una proposta di lavoro …”

Ancora più sorpresa, si appoggiò alla sedia e rimase in ascolto.

Drusilla le sorrise sicura.

Io e mio padre stiamo per partire per un viaggio … e per questo faremo anche un ricevimento la settimana prossima, ovviamente arriveranno presto i vostri inviti qui in galleria …”

Buffy alzò un sopracciglio.

Com’era stupida … pensò.

Fare una festa solo per uno stupido viaggio …

Non era cambiata affatto …

 

“Comunque senza tergiversare … - continuò – mio padre sa che io ho sempre adorato vivere fra i pezzi famosi e costosi delle gallerie, e mi ha detto che sponsorizzerà una mia eventuale ricerca in Europa di pezzi pregiati …”

“E la proposta sarebbe?” chiese interessata.

Drusilla sorrise consapevole delle sue possibilità.

Voglio comprare tutto ciò che posso, i pezzi più belli ovviamente e creare una mia collezione … una volta tornata a casa, voglio esporla qui nella vostra galleria e rivenderla, naturalmente voi avrete una buona percentuale!”

Buffy rimase pensierosa per qualche secondo.

“Perché questo viaggio?” le chiese ancora.

Drusilla fece spallucce e il suo labbro tremò impercettibilmente.

La fissò in viso e divenne seria.

Penso che a te posso dirlo, dato che presto diveremo socie …”

Buffy annuì.

Devo disintossicarmi … e mio padre vuole farmi distrarre … in questo viaggio però, io voglio di più … e questo progetto mi darà una ragione per tornare serena!”

 

Sapeva di averci visto giusto.

 

E tuo marito ti accompagnerà?”

Le chiese ancora.

Drusilla scosse il capo.

“No, lui è impegnato con la sua scuola …”

 

Stava mentendo … pensò Buffy, ma per ora andava bene così.

Ne avrebbe parlato con Cordelia e sapeva già che lei sarebbe stata d’accordo, ma voleva restare ancora un po’ sulle sue.

“Ti farò sapere la sera della festa se per te va bene!”

Le disse.

Drusilla annuì e si alzò.

Le porse la mano e sorridente uscì dal suo ufficio.

Buffy la fissò salire in macchina, mentre il suo autista le teneva lo sportello aperto e rimase pensierosa.

 

Se Drusilla era fuori gioco, lei poteva avere tutto il tempo di trovare qualcosa contro Spike.

Ci pensò attentamente.

Era un’ insegnante, con una moglie ricca e alcolizzata, che stava andando via per disintossicarsi …

Lui sarebbe rimasto solo …

Il tradimento e la loro vera vita che veniva a galla … magari sui giornali locali, avrebbe potuto spezzare un po’ si sicurezza su quel bel viso, pensò dura.

 

Il pensiero di essere tanto crudele la spaventò.

Rivide gli occhi di Spike …

Gli occhi tristi di sua moglie …

E si sentì un verme …

 

E poi rivide se stessa … sola … nel letto della clinica Chase … straziata dal dolore e coperta di bende.

E ricordò …

 

“Mi dispiace Elisabeth … se vuoi smettere posso capire …”

Le aveva detto il padre di Cordelia per l’ennesima volta dopo l’ultima operazione.

Aveva scosse la testa dolorante con forza.

Aveva accettato di fare da cavia alle nuove tecniche di plastica facciale e doveva continuare.

Cosa aveva da perdere in fondo?

Il suo viso non poteva essere peggio di come già era!

E lei non aveva nessuno fuori di lì ad aspettarla …

Il dottor Chase le aveva stretto la mano per rassicurala ed era uscito dalla sua camera …

Le era stato vicino fin dall’inizio e sua figlia con lui …

 

Era solo grazie a loro se adesso poteva guardarsi ancora allo specchio, quindi perché desistere dalla sua vendetta?

Spike non meritava la sua pietà e neppure l’ubriaca di sua moglie …

Soffrire un po’ forse li avrebbe resi migliori …

Forse!

 

CAPITOLO 8

Hai visto questo invito?”

Cordelia le mostrò l’invito alla festa di Drusilla qualche giorno più tardi.

Si, sapevo che sarebbe arrivato … è per quell’affare di cui ti ho parlato! Drusilla Sharks e il suo viaggio…”

“Oh si…certo…”

Cordelia ricordò.

E cosa hai intenzione di fare?” le chiese l’amica.

Buffy si sorprese.

Siamo socie Cordy … decidiamo insieme …”

Cordelia la fissò e le sorrise bonariamente.

Tesoro credi davvero che io non mi sia accorta che hai qualcosa in mente? Che quella donna non faccia parte di un tuo piano?”

Buffy la fissò scioccata e non riuscì a dire nulla.

L’amica le si avvicinò e le prese le mani.

Qualunque cosa sia … io sono con te, e quando vorrai parlarmene io sarò lì ad ascoltarti …”

Quelle parole fecero scattare qualcosa in lei …

Gli occhi le si riempirono di lacrime e non riuscì più a trattenersi, a mentire alla sua migliore amica …

Scoppiò a piangere come non aveva mai fatto davanti a lei e Cordelia la strinse fra le braccia …

La cullò e tenne stretta come una bambina … e rimase lì ad ascoltare …

 

Buffy raccontò tutto …

L’incidente … il fuoco … suo padre e la sua disperazione …

E poi la cosa di cui più si vergognava …

Spike!

La sua vendetta e la sua stupidità …

L’aver creduto ad un’ uomo che vedeva in lei solo un mostro e che toccava solo a luce spenta.

La sofferenza che aveva provato … e d’un tratto fu come se il peso del mondo che portava sulle spalle si sciogliesse e sparisse …

Parlò del suo amore per un ragazzo vestito di pelle, e parlò del suo disprezzo per l’uomo che era divenuto e pianse ancora …

Pianse perché era debole …

Perché la sceneggiata la stava rendendo ancora sofferente …

Parlò anche di Riley e del suo modo di aggrapparsi a lui …

E quando finì di raccontare, Cordelia la guardò negli occhi e le sorrise per rassicurarla …

Poi le fece la domanda a cui non riusciva a rispondere.

 

“Lo ami ancora?”

 

Buffy sgranò gli occhi spaventata…

Cordelia le strinse le mani …

“Lascia stare non mi rispondere …” le disse comprensiva.

“Sono sicura che presto sarai capace di rispondere senza timore a questa domanda…”

Buffy annuì tremando.

 

Si, Cordy aveva ragione … presto non si sarebbe più posta quella domanda, perché avrebbe saputo rispondere! Pensò…

 

Poi l’amica si alzò e rilesse l’invito.

Allora? Andiamo a fare shopping?”

Le sorrise ammiccante e Buffy scoppiò a ridere.

“Si, andiamo…”

Rispose alzandosi.

Lo shopping era ciò che ci voleva per non pensare, e Cordy in quello era bravissima…

 

 

Questo è perfetto!”

Cordelia le poggiò il viso sulla spalla, specchiandosi insieme a lei, e Buffy la fissò intimorita.

“ Sono praticamente nuda!”

Perfetto! Tu sei una splendida donna e cavolo devi… e dico…”devi” mostrare la mercanzia!”

Buffy scoppiò a ridere e la fissò.

“Cordy ti prego, non riuscirò a fare un passo con questo coso addosso…”

L’amica alzò le braccia al cielo e sbuffò.

Oh santo paletto … ma vuoi o no farlo soffrire questo tuo fantomatico ex?” le chiese.

Buffy la fissò e poi fissò se stessa riflessa, per nulla sicura che Cordy avesse capito la situazione.

L’abito nero che le fasciava il corpo era una seconda pelle … scollato sulla schiena, con spalline sottili sulle spalle, con un decoltè che sembrava esageratamente abbondante … e dulcis in fundo scarpe dal tacco vertiginoso…

“Sembro Monica Bellucci, versione idiota…”

Disse sempre più convinta che Cordelia avesse ragione.

Lei sorrise e annuì.

“Tesoro con quello addosso stenderesti anche lei…”

 

Uscita dal negozio con un enorme pacco fra le braccia … Buffy salì in macchina pronta ad essere ancora una volta qualcuno che non era …

Cordelia aveva ragione …

Doveva essere pronta a stupire persino se stessa se voleva essere convincente con Spike …

Quel vestito era perfetto per la serata …

Quel vestito era la sua maschera …

La sua corazza …

In fondo cosa importava se non era se stessa a quel ricevimento?

Era quello che voleva in fondo…

 

Oh no?

________________________

 

Appena Cordy posteggiò la sua auto sportiva davanti la villa fastosa del padre di Drusilla, Buffy alzò lo sguardo e si sentì tremare.

Spike e Drusilla erano fermi sulla soglia ad accogliere gli ospiti, e il padre di lei era loro dietro.

Appena lui la notò, i loro occhi si scontrarono.

Cordelia le passò dietro e le tolse il soprabito, e Buffy la fissò sorpresa, ma nello stesso istante la voce di Drusilla le raggiunse.

Speravo veniste … sono molto contenta…”

Sorrise compiaciuta e alzando il viso teso, fissò prima lei e poi Spike.

Per nessuna ragione avremmo rinunciato a partecipare a questa festa… e poi abbiamo degli affari da discutere…”

Spike la fissò stupefatto e alzò un sopracciglio.

 

Non sapeva nulla? Si chiese.

 

E questo la resa ancora più eccitata.

Avrebbe risposto un secco “No” all’esuberante Drusilla … le avrebbe fatto cedere la terra sotto i piedi …

Non sarebbe partita contenta e felice della sua nuova conquista …

Lei e la sua nuova vita non erano in vendita …

Tempo prima ciò che aveva pensato fosse suo, si era venduto alla sua ricchezza, alla sua bellezza … ma ciò che le restava era ben poco …

E di quel poco presto niente sarebbe rimasto!

 

Sorrise avida di vendetta e prima di passare oltre, fissò Spike.

Lui fece lo stesso …

 

Arrivate in salone, Cordelia prese due calici di champagne e rise divertita.

Bella casa, bel marito … tutto sembrerebbe perfetto …”

Tutto tranne lei … lei non è perfetta!”

Le rispose Buffy tra i denti …

“E questa è l’ultima volta che voglio vederla…”

“Ne ho abbastanza di sentire la sua stupida voce …” concluse.

Cordelia annuì e poi fissò oltre la sua spalla.

Buffy seguì il suo sguardo e si voltò.

E vide Spike insieme ad un’ uomo, alto e robusto.

I due fissavano proprio loro …

“Conosci l’altro?” le chiese.

“No…”

Rispose.

E nel farlo, i due si avvicinarono.

Spike sorrise e si rivolse direttamente a Cordelia.

Signorina Chase, mi permetta di presentarle un mio caro amico … Angel O’Connor …”

Cordelia sorrise al nuovo arrivato e alzò la mano per stringere la sua.

La voce carezzevole dell’uomo investì anche Buffy.

Posso invitarla a ballare?”

Chiese.

Cordelia annuì sorridente e lei rimase d’un tratto, sola, con Spike.

Lui le rimase accanto e Buffy nervosa si portò lo champagne alle labbra.

Poi prendendo coraggio, lo fissò.

Anche tu sei in partenza?”

Chiese, fingendo di non sapere.

Spike sorrise beffardo.

No …” rispose semplicemente.

E allora Buffy rabbrividì.

La sua voce aveva sempre quel potere …

Il potere di riportarla indietro nel tempo e infiammarla come nessun altro.

Bene…”

Replicò carica di promesse, allontanandosi.

Spike rimase a fissarla … e lei si rifugiò in mezzo alla gente.

Lontano da lui e dai suoi occhi bramosi …

Perché non era sicura di poter essere fredda e distaccata di continuo …

 

Perché non era sicura di niente, quando era accanto a Spike…

Perché essere Elisabeth e Buffy stava diventano sempre più difficile …

Troppo difficile …

Adesso che aveva anche l’appoggiò di Cordelia, adesso che poteva farcela, sentiva invece la sua sicurezza scemare.

E diventare troppo debole, proprio come il suo cuore …

 

CAPITOLO 9

Appoggiandosi al lavabo del lussuoso bagno della villa, Buffy sentì un sudore nervoso imperlarle la fronte.

Dopo aver visto Cordelia uscire in giardino col nuovo spasimante, aveva fatto di tutto per allontanarsi da Spike, ma ogni volta che si voltava, i loro occhi s’incontravano …

E quella serata la stava sfinendo ulteriormente…

Aveva un gran mal di testa e non vedeva l’ora di parlare con Drusilla e uscire di lì …

Improvvisamente il clic della porta che si chiudeva a chiave le fece alzare il viso di scatto.

 

I suoi occhi si allargarono spaventosamente incontrando proprio quelli che aveva cercato di evitare per tutto il tempo.

Spike la fissò dallo specchio e sorrise maliardo.

Il cuore di Buffy perse il suo ritmo normale …

Cosa doveva fare?

Scappare?

Come poteva … quando doveva sedurlo?

Se il piano era quello, come poteva trovare una scusa e uscire da lì?

Non rimaneva altro da fare che affrontarlo … e cercare di resistere …

A lui …

Ai suoi occhi …

Al suo cuore che urlava…

 

Si voltò lentamente e Spike seguì il suo corpo con lo sguardo …

Apprezzando e sorridendo…

Buffy si appoggiò le braccia al petto e lo fissò.

“ E se tuo suocero ti sorprende qui?” chiese.

Spike fece qualche passo verso di lei.

“ E se qualcuno ti sentisse urlare di piacere?”

Rimanendo senza fiato, non osò ribattere.

Lo fissò avvicinarsi pericolosamente e quando fu ad un palmo dalle sue labbra, rinunciò a respirare.

Alzò gli occhi ai suoi e il tempo sembrò sparire …

Gli anni sparirono e rivide il suo “Spike” … il tempo del suo amore …

Hai paura?”

La sua voce invase ogni cellula del suo corpo…

Lo guardò sorpresa e poi si accorse di tremare.

Spike le sorrise e appoggiando le mani sui suoi fianchi aderì al suo corpo.

Di cosa dovrei aver paura?”

Tentò di ribattere.

“E allora perché stai tremando?”

La voce appena sussurrata di Spike la fece rabbrividire ancora di più.

I loro occhi si scontrarono come un mare in tempesta e Spike la strinse a sé.

 

La bocca di Spike scese sulla suae in un secondo il suo autocontrollo sparì.

Si aggrappò al suo collo … a lui … assaporando le sue labbra come un’ assetata …

Spike la strinse forte, poi la prese per i fianchi e la sollevò portandola sul marmo freddo del lavabo.

Buffy sbarrò gli occhi e lo vide entrare fra le sue gambe alzandole la gonna.

 

In quel momento capì di essere perduta …

Spike la fissò serio … appassionato …

Le prese il viso a coppa fra le mani e la baciò nuovamente.

Fu qualcosa che non poteva ricordare …

Qualcosa di nuovo … qualcosa di magico, che le spezzò il cuore.

Perché stava fingendo di essere ciò che non era e perché lui baciava una persona che non conosceva, non lei, non Buffy …

Poi sentì la sua bocca scendere, sul collo … sul mento …

Nell’incavo del seno e lo fissò ancora.

Spike fece lo stesso …

Poggiò le mani sulle sue cosce, sulla pelle lucida dei collant …

E rimasero a guardarsi, a scrutarsi in silenzio e ansanti …

 

Poi la maniglia della porta che si muoveva li destò dal momento …

Spike si voltò e fissare l’oggetto e poi lei.

Sorrise beffardo … e prendendola di nuovo per la vita la scese in terra.

Senza allontanarsi, senza mai distogliere lo sguardo.

Sei fortunata Elisabeth … ogni volta che voglio fare l’amore con te qualcosa me lo impedisce…”

A quelle parole Buffy si sentì gelare.

L’avrebbe fatto davvero?

Lì in quel bagno?

Proprio lei?

E quando lo fissò seppe la risposta … lo voleva …

L’aveva sempre voluto… anche se per lui non contava nulla …

Voleva riassaporare il suo odore, il suo sapore, anche se fosse accaduto solo per un ultima volta …

 

La maniglia si sollevò ancora e Buffy a quel punto si allontanò.

Esco prima io …”

Disse ricomponendosi …

Spike sorrise e la lasciò andare.

Ma prima che lei uscisse del tutto le corse dietro e afferrandola per una mano la fece voltare di scatto e la baciò.

Quando si staccò Buffy lo guardò.

“Presto …”

Le disse …

E quella era più che una promessa …

______________________

 

Oh Elisabeth … l’ho cercata dappertutto…”

Svoltato l’angolo, Buffy dovette fermarsi.

La voce ansiosa di Drusilla la bloccò e sulle prime non seppe cosa dire … poi si riprese e le sorrise.

“Ah si?” replicò snervata dalla situazione assurda in cui si era cacciata.

Drusilla la prese per un braccio e la scortò verso la sala.

Abbiamo molte cose di cui parlare … non ricorda?”

Sentire le sue mani addosso la fece sentire maggiormente nervosa, soprattutto perché pochi secondi prima erano le mani di suo marito a toccarla …

Gentilmente si allontanò e si fermò prima di rientrare tra la folla.

“Possiamo parlare in un posto tranquillo?”

Le chiese seriamente.

Nell’istante in cui lo fece alle spalle di Drusilla, comparve Spike.

Buffy lo fissò.

Aveva scelto un bel momento per trovarsi fra loro … pensò … il momento in cui avrebbe raccolto i cocci della sua adorata mogliettina.

Appena lo vide Drusilla gli si aggrappò addosso e questo la lacerò.

Una gelosia spaventosa la prese alla gola …

Vederli ancora insieme per lei era devastante …

Cercò di non incontrare gli occhi di Spike, cercò persino di far finta che non fosse vicino, ma il suo profumo era più forte …

La sua presenza era qualcosa che non poteva scacciare … neppure dai suoi sogni …

 

Drusilla la fece entrare nell’ufficio del padre e si portò dietro Spike, che senza intromettersi andò a sedersi in poltrona accendendosi una sigaretta.

Buffy restò in piedi dandogli le spalle e coprendogli la visuale.

Sua moglie accennò al suo solito sorrisetto compiaciuto e Buffy sorrise appagata a sua volta, pensando alla sua soddisfazione personale.

Allora? Ha parlato con la sua socia?”

Le chiese eccitata.

Buffy annuì.

“Io e Cordelia abbiamo preso in considerazione la sua proposta … una proposta davvero piena di guadagno e di lustro a nostro parere …”

Drusilla si accese di gioia …

Buffy tossicchiò e poi fece qualche passo …

Nel farlo si voltò e fissò prima Spike e poi ancora lei.

 

Spike la fissò in modo strano e spense la sigaretta in un posacenere.

William tesoro non fumare qui … lo sai che papà non lo sopporta …”

La voce insignificante di Drusilla interruppe i suoi pensieri.

Lo vide accennare ad un sorriso e si sentì assurdamente arrabbiata.

Stupido … pensò …

Sposare lei ed essere quello che non sei …

Per cosa?

Per i soldi?

Per lei?

Si chiese ancora disperatamente infuriata …

 

E allora si decise.

Perché aspettare?

Meglio silurare la donnaccia subito e sotto i suoi occhi.

Lo fissò brutale e poi incrociò le mani sul seno esponendolo alla sua vista.

Credo che non potremo accettare, Drusilla … io e Cordelia preferiamo gestire la nostra galleria senza ulteriori soci …”

Vide Spike fissarla riflessivo in un silenzio tombale …

Poi alzò lo sguardo su sua moglie e rimase in attesa.

Drusilla era una maschera di ghiaccio … immobile a fissarla in cagnesco, mentre fra le mani stritolava qualcosa che aveva preso dalla scrivania.

 

“Cosa?”

Chiese incredula.

“Non accettate la mia proposta?”

I loro occhi s’incrociarono e Buffy annuì convinta.

Vide Spike spostarsi accanto a sua moglie e metterle una mano sulla spalla.

Drusilla si divincolò in collera e la fissò con occhi di fuoco.

A quel punto era inutile restare.

Fissò Spike con un mezzo sorrisetto e voltandosi, disse:

Grazie per l’offerta … spero si diverta nel suo viaggio…”

Uscì dall’ufficio appena in tempo …

 

Un secondo dopo sentì qualcosa frantumarsi dietro la porta che aveva appena chiuso, mentre i suoi passi risuonavano nel corridoio di marmo pregiato, e la voce di Drusilla urlante, diventava isterica …

 

Il sorriso che aleggiava sul suo volto fu un segnale per Cordelia …

Il segnale per lasciare la villa …

Il segnale che per quella sera aveva avuto una piccola rivincita …

Ma a che prezzo?

Quella domanda aleggiò nella sua mente per tutta la notte, ma la scacciò con prepotenza …

Nessuno scrupolo … si disse …

 

Ma allora perché si sentiva così in colpa?

E la cosa più assurda era che non si sentiva in colpa verso Drusilla …

Bensì verso Spike …

Il suo sguardo, il gesto che aveva fatto per consolare la moglie …

Tutto riportava il suo cuore in un terribile tormento …

Un tormento che l’avrebbe lacerata, lo sapeva, ma a cui non poteva rinunciare!

Non ora che stava raggiungendo il suo obbiettivo!

 

CAPITOLO 10

“ Devo vederti … stasera a cena al Coven Garden …”

 

Un sms spiccio …

Poche parole, quasi un’ ordine …

Buffy fissò il cellulare e montò subito di rabbia.

Ma chi si credeva di essere?

Non era la sua amante, o la sua cagnetta … pensò.

 

Erano appena le sette di sera e Riley sarebbe passato a prenderla di lì a poco …

Improvvisamente non ebbe più voglia di vedere il biondo Riley …

Improvvisamente si sentì combattuta … divisa …

Divisa tra la voglia di vedere Spike e la voglia di mandarlo a fondo …

Fissò nuovamente il suo cellulare.

Cosa doveva fare?

 

“Riley … dobbiamo spostare l’appuntamento … si … mi dispiace … è che Cordelia sta male … e … oh… grazie sei un tesoro … si … a domani …!”

 

In un nano secondo aveva deciso …

Riley era stato premuroso e comprensivo …

E lei stava diventando la cattiva della situazione …

Si odiava per questo …

E si odiava perché il suo corpo, la sua mente avevano scelto Spike …

E poi si diede una scusa …

Doveva vederlo … altrimenti non avrebbe potuto far cessare questa situazione …

La vocina nel suo cuore però … era sempre lì … e urlava più di prima …

Mentire a se stessa ormai era divenuto facile, come mentire agli altri …

 

 

Un’ora dopo entrata al ristorante, lo scorse subito.

Era al bar e sorseggiava qualcosa di ambrato … liscio …

Lo fissò.

Doveva essere nervoso, se beveva in quel modo …

Gli si avvicinò e appena lui si accorse della sua presenza, fece incontrare e scontrare i loro occhi.

Pensavo non saresti venuta!”

Le disse senza giri di parole.

Buffy fece spallucce.

Sembrava importante …”

Spike lasciò il bicchiere e si voltò completamente verso di lei.

Volevo vederti …”

Quelle parole sussurrate con voce roca, le arrivarono addosso come mille schegge.

Stringendo i denti, si sforzò di sorridere.

Solo questo?”

Chiese per allentare la sua tensione.

Spike allora sorrise e la tirò a sé per una mano.

Solo questo!”

Disse.

E poi la strinse … appoggiò la bocca alla sua e vi sorrise sopra.

Non è abbastanza?”

La domanda appena sussurrata cadde nel vuoto.

Buffy sentì una corrente elettrica scorrerle sulla schiena, nelle vene e alzò le braccia.

Gli coprì il collo e si lasciò andare.

Lo baciò lei questa volta.

Assaporò il sapore delle sue labbra, della sua lingua …

E sentì le sue mani cingerla tutta …

Stringerla sempre più …

Sentì il profumo della sua pelle e vide i suoi occhi chiusi …

Chiusi e pieni di mistero …

 

Avrebbe dato qualunque cosa per sapere cosa provava?

Ma a che pro?

Non erano le stesse sensazioni che sentiva lei …

Spike era diverso …

Lo era sempre stato …

Era stata lei a sbagliare, a credere che sarebbe cambiato, che potesse amarla …

 

A quel pensiero, si gelò e si staccò da lui.

Spike la fissò per un lungo istante …

Poi senza lasciarla, la prese per mano e la trascinò via.

____________________________

 

L’auto di Spike sfrecciò sulla strada sotto i suoi occhi …

Era accaduto tutto così velocemente che ancora non riusciva a credere di aver riso felice.

Spike l’aveva baciava fuori dal ristorante, l’aveva accarezzata, le aveva stretto i capelli sulla nuca con passione …

Come due ragazzini eccitati, avevano percorso ciò che li separava dall’auto ridendo e si erano rifugiati dentro, senza mai smettere di toccarsi e baciarsi …

 

Solo quando si ritrovò di fronte casa sua, Buffy si rese conto di ciò che stava facendo.

Lo fissò spaventata e lui le sorrise rassicurante.

Quel sorriso bastò.

Le bastò a farle perdere la testa … ancora!

Perse ogni controllo …

 

Si lasciò condurre dentro la villa di Spike …

Si lasciò appoggiare contro il muro e si lasciò baciare … ancora e ancora …

E lo guardò …

Doveva guardarlo …

Vederlo …

Vedere ciò che provava, che sentiva … i suoi occhi …

I suoi occhi … che erano un monitor …

Non poteva staccarsi da lui … da quella visione … per non perdersi …

Lontano da quei fari azzurri, i pensieri si sarebbero sovrapposti e avrebbe ricordato …

Voleva solo lasciarsi andare …

Rivivere un’ultima volta, almeno, ciò che era stata …

Il suo amore …

La passione che vibrava sotto la cenere …

Voleva essere solo Buffy …

Anche se solo per quella sera …

Voleva amare ancora …

 

Spike sembrò capire il suo dubbio interiore e le prese il viso fra le mani fissandola negli occhi.

Baciami …”

Le disse con voce carica di tormento.

Buffy sentì le ali ai piedi, al cuore … e sorrise …

Lo baciò dolcemente … assaporandolo lentamente e Spike si lasciò assaggiare mentre le sue mani sbottonavano la sua camicia e la facevano scivolare in terra …

Mentre anche la gonna scendeva giù e lei rimaneva mezza nuda fra le sue braccia …

E poi anche lei allora si mosse …

Con mani tremanti, toccò il suo torace muscoloso …

Le spalle nude sotto un maglioncino leggero …

Si sentì pazza di eccitazione, pazza di lui e Spike lo sentì nel suo rabbrividire …

Le sorrise e senza più aspettare si tolse ciò che gli restava addosso e la prese in braccio.

Due secondi dopo, Buffy si ritrovò sul letto …

Fra lenzuola fresche e morbide con i suoi occhi puntati addosso dove il seno s’intravedeva dal merletto.

 

Spike scese su di lei … le mordicchiò il capezzolo sulla stoffa e lei si sentì urlare.

Trovò la sua femminilità, stuzzicandola e Buffy inarcò la schiena …

Poi nessuno dei due riuscì più a trattenersi …

Lui le allargò le gambe …

Si appoggiò a lei, baciandola e sussurrandole parole incomprensibili e poi lentamente con dolcezza … entrò in lei …

 

Buffy sbarrò gli occhi nel ricordo e nel presente e urlò …

 

Alla prima spinta, guardò ancora i suoi occhi e nulla … a parte i loro corpi e i loro cuori ebbe più importanza …

Mentre calde lacrime le rigavano il viso … capì che lo amava disperatamente e che oltre tutto … lo avrebbe sempre amato …

 

CAPITOLO 11

La luce del sole le riscaldò una gamba nuda che fuoriusciva dal lenzuolo di seta bianca e si svegliò di soprassalto …

Si guardò attorno e poi sentì la sua presenza accanto …

Spike le dormiva vicino, con la testa affondata nel cuscino e un braccio su di lei …

 

Non era stato un sogno … si disse …

Non era stato un fantastico sogno … era reale …

Avevano fatto l’amore tutta la notte …

 

Guardò la pelle liscia della sua schiena e un brivido la percorse …

Le tornarono alla mente i suoi sussurri e i modi in cui l’aveva sfiorata, baciata, accarezzata …

Alzò una mano e mezz’aria e la ritirò, mentre gli occhi le si inumidivano.

Era stata la notte più bella della sua vita …

Non ricordava una felicità altrettanto intensa …

Aveva fatto l’amore con lui altre volte quando aveva diciassette anni, ma mai niente era stato così …

Quell’intensità …

L’intenso sentimento provato quella notte, l’avrebbe ricordato per sempre …

 

Chiuse gli occhi scacciando le lacrime e sospirò.

Doveva andare.

Prima che lui si svegliasse…

Prima di vedere nuovamente i suoi occhi accendersi di passione … altrimenti non sarebbe riuscita a mentire.

Scese lentamente dal letto recuperando i suoi vestiti e li indossò con mani tremanti.

Mentre il peso del mondo, sembrava crescerle addosso …

Mentre sentiva di stare per urlare dal dolore …

Avrebbe voluto svegliarsi ogni giorno della sua vita fra le sue braccia, guardare il suo viso sorridente e sentirsi amata …

Dimenticare ogni cosa …

Il passato che sembrava soffocarla ancora …

Ma non poteva restare …

Si allontanò cercando di non fare rumore e appoggiò la mano sulla maniglia.

Ma poi fu più forte di lei … doveva voltarsi, guardarlo prima di andare via …

Fissarsi quel momento nel cuore …

Almeno quello …doveva farlo …

E lo fece.

Si voltò …

Ma nel farlo i suoi occhi scorsero un’altra immagine.

La foto di nozze di Spike e Drusilla …

E il cuore le mancò un battito.

Il cuore le si spezzò all’istante … in mille minuscoli pezzi …

La realtà le piombò addosso inesorabile e si gelò … il suo cuore divenne freddo e i suoi occhi si asciugarono, nello stesso momento Spike si svegliò.

 

I loro occhi s’incontrarono e lo vide sollevarsi a sedere sul letto.

Lui accennò ad un sorriso… e Buffy fece un passo indietro.

Subito dopo l’espressione di Spike cambiò.

Dove stai andando?”

Le chiese capendo le sue intenzioni.

Buffy cercò di modulare la sua rabbia e di parlare con calma.

Devo tornare al lavoro…”

Spike si voltò verso l’orologio.

Sono le sei del mattino… c’è ancora tempo…”

A quel punto spazientita Buffy ebbe un moto incontrollato.

Oh ti prego … abbiamo fatto sesso, non occorre che facciamo i fidanzatini a prima mattina… la colazione al letto non è il mio genere!”

Vide Spike scurirsi in volto e fissarla.

E quale sarebbe il tuo genere, Elisabeth?”

Le chiese con voce furiosa.

Buffy sbuffò.

Ho bisogno di una doccia Spike … a presto!”

Gli voltò le spalle per uscire dalla camera, ma lui fu più veloce.

Nudo e bellissimo, con i capelli scarmigliati e gli occhi fiammeggianti, volò fuori dal letto e la prese per le spalle voltandola fra le braccia e stringendola a sé.

Questa farsa sta mettendo a dura prova la mia pazienza…”

Buffy sbarrò gli occhi.

Non sei abituato ai no Spike, o è solo con me che sei appiccicoso?”

Gli ringhiò contro.

 

Spike la fissò spietato e poi la spinse sbattendola contro il muro.

Subito dopo le strappò i bottoni della camicia aprendogliela e iniziò a baciarla con avidità.

Buffy si dimenò e si contorse fino a che riuscì a spingerlo via.

Sfidandosi con lo sguardo, rimasero fermi senza parlare.

Poi lei riuscì a riprendersi e alzò un dito contro di lui.

Non osare mai più…”

Spike rise senza divertimento.

Fino a ieri sera eri una gattina in calore … cosa c’è adesso che non va?”

Quello che non hai capito tu, mio caro signor Sharks … è, che sono io a scegliere non tu!”

E quel punto gli voltò le spalle per andarsene, mentre l’urlante Buffy dentro di lei cercava di trattenere le lacrime …

 

_______________________

 

“E cosa avresti scelto? Hai scelto di diventare quella che non sei?”

Quella frase la fece voltare di scatto.

Lo vide indossare i pantaloni finiti a terra la sera prima e furiosa lo fissò.

Tu non sai un’ accidente di come sono … nonfarmi paternalismi … non tu!”

Spike le si avvicinò ancora pericoloso e lei fece un passo indietro.

Mettiamo le carte in tavola e smettiamola ok?”

Le disse affettato.

Oh Dio … ma cosa vuoi da me? Abbiamo fatto sesso! Ci siamo divertiti una sera…cosa credevi che…”

Si lamentò allontanandosi più possibile.

 

Smettila!”

L’urlo furioso di Spike la bloccò.

Lo vide allontanarsi e tirarsi indietro i capelli con una mano nervosamente.

Poi i loro occhi s’incontrarono e Spike sorrise snervato.

Sono stato al gioco fin’ ora, convinto che … oh Dio, ero convinto che tu fossi sempre la stessa!”

 

A quelle parole Buffy sentì un freddo intenso gelarle il sangue nelle vene.

Sbarrò gli occhi e si appiattì contro la porta scuotendo il capo.

Spike la guardò dritto negli occhi e le si fermò a poca distante.

Solo il letto li separava …

Il letto e la tensione.

 

Poi Spike sospirò e lei strinse i denti cercando di calmarsi.

Che cosa vuoi dire?”

Chiese impaurita.

“Anzi, non m’importa … Ne ho abbastanza di questa discussione … a cosa serve? Dovevamo fare sesso e l’abbiamo fatto… e dopo questa mattina non credo si ripeterà … quindi … addio … signor Sharks, spero che tu e la tua signora siate felici!”

Si voltò nuovamente e aprì la porta questa volta.

Nello stesso istante però Spike si mosse e la prese da dietro per le spalle.

Avvicinò la bocca al suo orecchio e sospirò.

 

Credevi davvero che non avrei riconosciuto i tuoi occhi?”

 

Un sussurro roco …

Un’ alito di vento, che sembrò riportarla nel baratro … nella realtà che tentava disperatamente di coprire.

 

Chiuse gli occhi …

No… pensò … lui non può sapere

 

Tremò fra le sue braccia e scosse ancora il capo incapace di muoversi.

Spike la strinse ancora di più a sé.

Lasciami …”

Gli sussurrò spaventata.

Spike non lasciò la presa, anzi l’accentuò e la fece voltare.

 

Viso contro viso …

Occhi in tempesta e cuore tumultuante.

La lasciò andare, ma non lasciò il suo sguardo.

Credevi davvero che avrei potuto dimenticare i tuoi occhi?”

Le chiese ancora.

Buffy tremò e aprì la bocca ma nessun suono le uscì.

Scioccata e disperata rimase immobile davanti a lui e Spike fece un passo indietro.

“Mi sono dato del pazzo… la donna sicura che avevo davanti quella sera, non potevi essere tu … eppure qualcosa dentro di me mi diceva che era così … e ti ho guardata meglio … ho guardato i tuoi occhi …”

Buffy scosse il capo.

“Sta zitto!”

Gli intimò.

Spike le sorrise.

La verità fa male?” le chiese ancora.

“Zitto … non voglio sentire i tuoi farneticamenti!”

Gli urlò contro.

Spike alzò il viso a guardarla e le si avvicinò nuovamente.

Buffy si allontanò prontamente e si diresse all’uscita.

 

Questa notte non hai mentito … e io non sono uno stupido …”

Spike gli urlò dietro, ma lei non si voltò.

 

 

E poi sentì il suo nome …

 

“Buffy!”

 

Si fermò nel corridoio e chiuse gli occhi mentre una lacrima le rigava il viso.

Sentì la sua presenza vicina, ma non si voltò.

Non l’avrebbe vista piangere.

“Non avrei potuto non riconoscere il profumo della tua pelle …”

Le sussurrò.

 

Strinse i pugni cercando di non singhiozzare e lo sentì chiamarla ancora.

Solo il suono della sua voce, mentre la chiamava era un tormento.

Si voltò a mezza spalla e la rabbia la sopraffece.

“Il profumo della mia pelle è facile riconoscerlo al buio Spike … e il mio viso sfregiato che non avresti mai riconosciuto alla luce!”

 

Detto questo corse via … lasciandolo immobile e attonito …

 

La strada verso casa sembrò lunga un’eternità …

E i suoi occhi non smisero un’ attimo di lacrimare …

Ora lui sapeva …

L’aveva sempre saputo.

 

Da cacciatrice era divenuta preda …

 

Ma non per molto …

Non rinunciava ai suoi intenti … ora più che mai …

Spike almeno avrebbe saputo chi voleva la sua rovina!

 

CAPITOLO 12

Che cosa è successo?”

Cordelia la fissò sconvolta …

Vedendola entrare col rimmel sulle guance, gli occhi gonfi e i vestiti stropicciati, le si avvicinò preoccupata.

Buffy alzò lo sguardo su di lei.

Lo sa…”

Disse soltanto e l’amica strabuzzò gli occhi.

Era ovvio che parlasse di Spike …

Quello stato d’animo proveniva sempre e solo da lui.

Cordelia annuì e la prese per un braccio per sostenerla.

E’ meglio che ti fai un bagno caldo … poi ne parliamo… ok?”

Buffy annuì e la ringraziò con lo sguardo.

 

Quando si ritrovò immersa nell’acqua, si prese le ginocchia fra le braccia e vi appoggiò sopra la testa.

 

Credevi davvero che avrei potuto dimenticare i tuoi occhi?”

Questa notte non hai mentito … e io non sono uno stupido …”

 

Il suono della sua voce girava ancora nella sua mente …

Non riusciva a toglierselo dalla testa … non riusciva a non pensaci …

Calde lacrime si mischiarono all’acqua profumata di bagnoschiuma e scosse il capo debole.

Le immagini di tutta la notte fra le sue braccia sembravano scorrerle davanti agli occhi come un film …

I suoi sospiri e i suoi sussurri le risuonavano nelle orecchie …

Era un tormento

 

Disperata si alzò di scatto e uscì dalla vasca coprendosi con un telo, e gettandosi sul letto si coprì gli occhi con il cuscino.

Le sembrava di non respirare, di non riuscire a stare ferma … di essere sull’orlo di un vulcano in eruzione… e aveva paura.

Cosa avrebbe fatto Spike adesso?

E soprattutto perché era stato al gioco se sapeva chi fosse sin dall’inizio?

Si addormentò di lì a poco, stanca e spossata …

Ma si svegliò poco dopo sentendo il cellulare che suonava.

Lo prese fra le mani e vide il nome di Riley sul display.

 

Lo aveva completamente dimenticato …

Come se non fosse mai esistito, come se non facesse parte della sua vita.

Con mani e voce tremante, rispose e lui fu come al solito dolce e premuroso.

Posso passare da casa tua stasera se ti va?” le disse.

Buffy chiuse gli occhi confusa.

“No … ci vediamo da Lorne come stabito ieri …”

“D’accordo allora ti aspetto al solito tavolo… a stasera …”

Chiusa la comunicazione Buffy sospirò di insoddisfazione.

Come poteva stare una serata con Riley dopo quello che era successo…

Aveva bisogno di tempo, ma non poteva neppure ferirlo …

Lui era la sua ancora …

Ne aveva bisogno … non poteva perderlo …

 

Sarebbe andata all’appuntamento e avrebbe dimenticato Spike … doveva farlo …

 

Così si alzò e cercò di riprendere padronanza di sé.

Si vestì e scese di sotto a farsi un the caldo prima di uscire, ma prima di farlo, vide sul frigo un messaggio di Cordelia.

 

“Sono uscita … fidati … posso aiutarti davvero questa volta!”

 

Quel messaggio le diede da pensare e si preoccupò.

Cosa voleva dire la sua migliore amica?

Di cosa parlava?

 

____________________

 

“Sei stupenda…”

Riley le baciò la fronte e la fece sedere.

Appena Lorne la vide, si allontanò da alcuni clienti e le corse incontro.

Mia piccola stella … finalmente ti rivedo …”

“Ciao Lorne … come stai?”

L’amico di Riley le sorrise a tutta bocca.

Si vive cherié … si lavora e si spera… o perlomeno spero che questo zuccone si sistemi con la più bella stella che c’è nel mio locale adesso!”

A quella battuta Buffy scoppiò a ridere.

Capiva l’apprensione di Lorne … forse lui più di chiunque altro sentiva che ciò che provava per Riley non era vero interesse …

Eppure faceva del suo meglio …

Si stava sforzando con tutte le sue forze …

Riley le sorrise e le strinse una mano.

Coraggio ragazzone … adesso portaci la cena … sto morendo di fame!”

Lorne annuì e sparì in cucina.

 

“Allora … come sta la tua amica?”

Le chiese una volta soli.

Facendo spallucce ricordò della bugia che gli aveva raccontato.

“Oh … bene … grazie dell’interessamento!”

Il ragazzo le sorrise e si portò la sua mano alle labbra posandovi un lieve bacio.

“Sono felice che tu sia qui … volevo parlarti …”

“Di cosa?”

Riley rise imbarazzato.

“Ci vediamo da un po’ Elisabeth e vorrei che la cosa diventasse più seria … forse ti sembro un po’ stupido, questo genere di cose non si usano più, eppure … io voglio farti partecipe delle mie intenzioni …”

Buffy lo fissò sbarrando gli occhi.

Riley le si avvicinò e le prese il viso fra le mani.

“Sono innamorato di te … e voglio stare con te … volevo che tu lo sapessi!”

Subito dopo la baciò.

 

Buffy socchiuse gli occhi …

Sentì le labbra di Riley, la sua dolcezza e il suo trasporto, ma l’unica cosa che le andò alla mente fu qualcosa che non riusciva a sentire …

L’emozione vera e la passione che provava con Spike …

Che aveva provato solo con lui …

Quando Riley si stacco e le sorrise, lei ricambiò il sorriso e aprì la bocca per parlare.

Doveva rispondergli, dirgli qualcosa … che lui probabilmente si aspettava … ma fortunatamente Lorne arrivò con la loro cena e la fermò dal dire qualcosa che avrebbe potuto rovinare tutto …

 

 

Una volta chiusasi la porta di casa alle spalle, la prima cosa che vide, fu il sorriso soddisfatto di Cordelia.

“Che succede?” le chiese.

Lei sorrise eccitata.

“Ricordi l’uomo che ho conosciuto alla festa di Drusilla?”

Buffy annuì confusa.

“E’ il direttore della scuola dove insegna il tuo caro ex ragazzo … basta sola una parola, un sospetto … e Spike Sharks potrà avere un sacco di guai …”

 

Quella rivelazione la colpì …

Era ciò che lei stessa aveva pensato … la voleva davvero fare ciò che si era prefissata?

 

La domanda le girò in mente per molto tempo, ma era inutile …

Nessuna risposta poteva essere formulata …

Nessuna …

Doveva solo continuare con la sua vita e basta …

Ciò che le restava era Riley, la galleria e Cordelia, il restò doveva sparire!

 

CAPITOLO 13

Buffy oltrepassò il corridoio della galleria tenendosi la fronte con le dita …

L’intera notte a fissare il soffitto non aveva aiutato il suo fragile equilibrio …

Fece un cenno a Willow e accelerò il passo …

Solo dopo aver aperto la porta del suo ufficio, capì perché il viso della sua assistente aveva l’espressione di chi stava per dirle qualcosa.

 

Gli occhi di Spike la investirono all’istante.

Appoggiato alla sua scrivania mentre guardava la foto di lei e Cordelia nell’ultimo viaggio …

La sua espressione la fece subito infuriare …

Stupefatta di trovarlo lì e arrabbiata da tempo con lui, lasciò sbattere la porta e lo fissò truce.

Spike drizzò le spalle a fronteggiarla e appoggiò la fotografia alla sua destra.

“Non partire con la solita frase fatta … sai bene cosa faccio qui!”

Le disse.

Buffy strinse i denti quasi facendoli sfrigolare.

“Non abbiamo nulla da dirci …”

“Forse fare finta di essere un’altra persona e fare l’amore con qualcuno per te non significa nulla, ma per me ha un certo alone di mistero e sono qui per scoprirlo … cos’è Buffy, sei venuta a vendicarti del tuo ex fidanzato delle superiori?”

Quella frecciatina le fece sbarrare gli occhi, mentre le si avvicinava pericoloso.

Come poteva essere così insensibile?

Si chiese sull’orlo di una crisi isterica.

Si toccò di nuovo la fronte sentendola pulsare e abbassò il viso.

Quando lo rialzò Spike le era troppo vicino …

I loro occhi si incontrarono e si scontrarono d’ira.

“Che cosa volevi fare?”

Le sussurrò roco alzando una mano a sfiorarle una guancia.

A quel tocco, Buffy chiuse ancora gli occhi.

Quella improvvisa gentilezza e quella carezza la spiazzarono.

Non voleva provare nulla per lui …

Eppure il cuore sembrava non ascoltarla …

Batteva così velocemente che sembrava uscirle dal petto e reclamare ciò che lei tentava di soffocare.

 

Anche l’altra mano di Spike raggiunse il suo viso e Buffy si perse …

D’un tratto si perse nell’azzurro dei suoi occhi.

“ L’altra notte la passione che mi hai trasmesso era pura, vera … non puoi aver mentito …e voglio che tu lo dica…”

Le sussurrò ancora avvicinandolesi.

Buffy scosse il capo.

“Smettila di negare … sono io … apri gli occhi Buffy, sono sempre io …”

 

Una frase …

Un’ attimo …

E fu di nuovo nel passato …

In una notte stellata … nel suo giardino …

Abbracciata a lui mentre le prometteva il mondo …

“Sono io Buffy … sarò sempre sincero … te lo giuro …”

 

Ma non lo era stato …

 

Si allontanò prontamente con uno strattone e lo fissò in collera.

“Stai lontano da me …”

Spike strinse gli occhi.

Si fronteggiarono per vari secondi, poi Buffy sorrise arcigna.

“ Hai azzeccato … sei sempre stato furbo, dovevo ricordarmelo in effetti!”

Spike continuò a fissarla.

“ Dovevo sapere che non potevo ingannarti per molto ancora … adesso però non mi va più di giocare … lasciami in pace Spike!”

A quel punto fu lui a sorridere e Bufy rimase di stucco.

“Il tuo soldatino di piombo sa della tua doppia personalità?”

Le chiese serio.

Buffy lo fissò negli occhi.

“Lorne dice che è follemente innamorato di te … chissà come ci resterà male quando saprà dove sei stata l’altra notte e con chi …”

Spike si appoggiò alla scrivania incrociando le braccia al petto muscoloso e continuò.

“ Riley Finn … l’ho conosciuto una volta … e credo si ricordi di me … forse non mi sopporta dopo che la sua ragazza, Harmony credo si chiamasse … l’ha lasciato per me …”

 

Buffy rimase di sale.

 

“Ovviamente io non sapevo di lui, Harm era una ragazza … facile! Ma sono sicuro che ancora lui mi odia … chissà come resterà sapendo chi sei e cosa sei per me … o dovrei dire, cosa sono io per te?”

A quel punto Buffy capì che non avrebbe avuto scelta e che aveva avuto ragione a pensare che da “cacciatrice era divenuta preda” …

Spike le sorrise e le si avvicinò.

 

Alzò il viso a guardarlo e tremò impercettibilmente.

Riley non doveva sapere di lei … di cosa era diventata, doveva credere alla Buffy dolce … alla ragazzina che doveva tornare ad essere, e questo poteva succedere solo con lui …

Doveva proteggere la sua nuova vita …

Altrimenti che alternativa avrebbe avuto?

Non era pronta a dire lei stessa la verità …

Non ora che era troppo fragile …

Non ora che Spike la teneva in pugno … di nuovo …

 

“La nostra storia è appena iniziata “Elisabeth” …”

Spike disse quel nome calcandone il significato di menzogna.

Si fissarono negli occhi e Spike l’avvicinò a sé per la vita.

“ Io non ho smesso di giocare … e questo gioco mi diverte troppo … il soldatino non saprà nulla a meno che tu …”

“Che cosa vuoi Spike?”

Gli chiese senza fiato sentendo le sue mani sul suo corpo.

Spike sorrise di traverso e piegò il viso.

“Te …”

Disse in un sussurro.

“Ogni volta che voglio …”

E Buffy sentì la terra franare sotto i piedi …

Non aveva scampo …

Soprattutto da se stessa …

Perché anche lei lo voleva … più di ogni altra cosa al mondo e lo dimostrò, quando Spike scese sulle sue labbra e si lasciò andare completamente ad una furiosa passione …

 

Un’ attimo dopo che lui fu uscito dalla galleria, un sms le disse che era davvero in trappola …

“Stasera alla villa … non ritardare …”

 

E non avrebbe ritardato …

__________________________

 

Tutto ciò che Riley le disse a pranzo, le arrivò come se qualcuno le parlasse da molto lontano.

E quando lui se ne accorse, le sorrise e le prese una mano dolcemente.

“Tu lavori troppo…”

Buffy lo guardò sorpresa.

“Oh … mi dispiace … io …”

Tranquilla, non mi devi spiegare niente … mi basta stare con te …”

E a quella frase Buffy si sentì un verme.

Era davvero così fortunata da aver trovato un’ uomo così fantastico?

E allora perché non lo apprezzava come doveva?

Perché pensava solo a Spike e alle sue stupide macchinazioni?

Se solo non fosse stata così stupida …

Se non avesse deciso di fare la super donna …

Adesso non si troverebbe in quella situazione … e avrebbe potuto vivere la sua storia con Riley …

 

Dopo pranzo lui la riaccompagnò al lavoro.

Sulla porta la baciò lievemente sulle labbra e le disse che le avrebbe telefonato in serata.

 

Nella stessa serata in cui doveva vedere Spike! Pensò avvilita.

Era un falsa doppiogiochista …

E lui non lo meritava …

Ma la cosa più assurda era … che voleva vendicarsi di un torto subito e stava diventando come chi le aveva fatto del male … ingannava e mentiva …

E questo doveva finire …

A costo di andare via …

Di nuovo …

 

 

Quando arrivò alla villa, tutte le luci erano spente … ma la porta era aperta.

Entrò cauta, ma appena lo fece, una mano la trascinò …

 

Al buio vide gli occhi di Spike …

Due lampadine infuocate …

Sentì il freddo muro contro le spalle e poi le sue mani …

La sua risata …

 

Non ci fu tempo di pensare …

Di razionalizzare o di fermarlo …

Spike iniziò a baciarla con vigore …

Le strappò quasi tutti i vestiti di dosso e lasciandola mezza nuda, fu come se si stesse cibando di lei…

Ogni suo bacio, ogni sua carezza scottava …

La pelle ardeva e i loro occhi si cercavano e si scontravano in continuazione …

La lingua di Buffy duellò con quella di Spike mentre lei stessa lo stringeva a sé …

Lo sentì mugugnare il suo nome mentre gli mordeva il lobo dell’orecchio …

E sentì la forza della sua virilità contro il ventre …

 

Spike la sollevò da terra …

Le sue mani calde le sfiorarono le natiche e le strinsero, mentre i loro occhi si cercavano.

Lo vide sorridere diabolico e scendere nuovamente su di lei …

Quando sentì che le lambiva il capezzolo con la lingua, con i denti … Buffy si sentì esplodere e urlò …

“Ti prego …”

Ansimò sulle sue labbra…

Spike rise ancora.

“Cosa vuoi?”

Le chiese roco e si fermò a guardarla.

Il petto di Buffy si alzò e si abbassò centinaia di volte, prima che potesse riuscire ad essere un minimo lucida.

Poi visto che lei non rispondeva, Spike s’incamminò verso la camera da letto …

La gettò sul letto e la lasciò a fissarlo mentre si liberava degli ultimi vestiti …

Occhi negli occhi …

Iniziò a leccare ogni parte della sua pelle …e quando arrivò alla sua più intima debolezza, la fece urlare e dimenare e allora Buffy, ripeté ciò che aveva detto prima.

Spike le aprì le gambe e la sfiorò…

La fissò negli occhi e una brama di potere, di lussuria incendiò i suoi.

Dimmelo …” la incitò.

Buffy si mosse verso di lui …

Non voleva parlare …dire la verità …

Ma lui la tormentò ancora con le dita …

“Dimmelo …” sussurrò.

 

I loro occhi si fusero e Buffy lo attirò a sé spossata, senza riuscire più a sopportare quel dolce tormento.

E lo disse.

“Ti voglio … ti voglio dannazione …”

 

Urlò quasi …

E nello stesso istante, mentre un sorriso di vittoria gli incurvava le labbra, Spike entrò in lei e iniziò a muoversi con ardore, mentre le urla di Buffy si perdevano nei loro respiri …

 

Dopo molto …

Nell’oscurità della notte, Spike la strinse a sé coprendola con il lenzuolo …

E Buffy si addormentò fra quelle braccia come se fossero un’oasi …

L’unica oasi … per lei …

Sempre …

 

CAPITOLO 14

Il suono incessante del cellulare la destò da un sonno profondo.

Quando aprì gli occhi, Buffy sentì la pressione del braccio di Spike sul suo corpo e si irrigidì.

Il cellulare smise di suonare per qualche secondo e poi riprese.

Sentì che lui si allontanava e nudo lo vide attraversare il corridoio …

Quando tornò Spike la fissò e le porse il cellulare …

 

Riley …

 

Il suo nome comparve sul display e Buffy non seppe cosa fare.

Spike sembrò cambiare espressione …

“Rispondi al quel dannato telefono … o spegnilo!”

Le disse irato.

Buffy tremò e poi rispose.

La voce calda di Riley la investì di colpa.

Rispose al ragazzo a monosillabi e lo ringraziò della telefonata.

Quando tornò a guardare Spike lui era appoggiato al letto ad occhi chiusi.

 

Non sapeva cosa fare …

Cosa dire …

Era una situazione così assurda …

Aveva fatto l’amore con lui …

Aveva accettato le sue condizioni ed era consapevole di cosa le avrebbe portato tutto questo …

Fece per alzarsi dal letto …

Doveva andare via da lì …

Ma Spike la prese per una spalla e la tirò giù di nuovo.

 

Sdraiata sulla schiena e stupefatta incontrò i suoi occhi infuocati e rimase senza fiato.

“Resta …”

Le disse lui …

Buffy chiuse gli occhi disperata.

Il suo corpo rifiutava di muoversi e la sua volontà non era per nulla forte.

Quando la bocca di Spike coprì l’incavo del suo collo, fu inutile pensare.

“ Oh dio … ti prego … non posso continuare così …”

Pianse più a se stessa che a lui.

Spike rialzò il viso e la guardò negli occhi.

“ Fermami …”

Sussurrò roco …

Ma lei non lo fece …

Sarebbe stato come fermare una valanga e lei non ne aveva il potere …

 

 

Rientrando a casa, non riuscì a non pensare a lui …

Lo aveva lasciato addormentato …

E quando dormiva, sembrava un’ angelo …

Lo aveva sempre visto come un’ angelo biondo …

E forse era per quello che aveva creduto che potesse non mentirle mai …

 

Trovò Cordelia in cucina intenta a bere un caffé.

Appena l’amica la vide, sorpresa si alzò.

“Finalmente … che fine hai fatto?” le disse.

Buffy fece spallucce e lei capì.

“Eri con lui?”

Annuendo le si sedette di fronte.

Cordelia scosse il capo e sospirò.

“Ti stai impelagando in un grosso guaio, piccola Elisabeth … e ne uscirai male … sei troppo coinvolta …”

“E cosa dovrei fare secondo te?”

Le chiese disperata.

“Ti ho già detto di Angel … trova una prova … paghiamo un investigatore o un fotografo, basterà una foto che lo inchioda con qualche sua alunna ed è finito … poi ce ne andremo e allora potrai …”

“Fare cosa?”

Chiese ancora con voce stanca …

Cordelia si bloccò e la fissò.

Buffy raggiunse i suoi occhi e una lacrima le rigò il viso.

“ Non c’è nessuna vendetta … non esisteva neppure prima … era solo una menzogna … era una scusa … in realtà ero io, volevo rivederlo, volevo lui … e non esiste neppure Elisabeth … la bella padrona della galleria non avrebbe dovuto esistere, io sono Buffy e avrei dovuto restare tale anche col mio viso sfregiato … almeno era più umana …”

“Tesoro tu sei umana, sei una persona splendida …”

Buffy si alzò in piedi con le lacrime agli occhi e scosse il capo …

“Sono una stupida che ha creduto che un ragazzo potesse darle un futuro diverso e che quando per paura si è tirato indietro l’ ho crocefisso … ma in realtà è stata colpa mia … ho preteso troppo …”

“Pretendere di essere felice non è una colpa…”

Le disse Cordelia convinta.

Buffy sorrise stanca.

“Pretendere di essere amata lo è … non si può obbligare le persone ad amare …”

“Non lo avevi obbligato …”

Sussurrò l’amica sull’orlo delle lacrime.

Buffy le sorrise.

“Mi hai chiesto se lo amavo ancora … che domanda stupida, me la sono posta ogni attimo, mentendo a me stessa, mentre l’ho sempre saputo … persino quando dicevo di odiarlo era il mio cuore ad urlare … lo amo, si … lo amo troppo e odio me stessa …”

“Perché? Forse dovresti dirlo, forse parlare… forse…”

“ No … è accaduto troppo, troppe menzogne, troppi ricatti … e in più c’è una persona che soffrirà per colpa mia …”

Cordelia la fissò impotente e Buffy chiuse gli occhi.

Le lacrime le rigarono il viso e il mondo sparì …

 

Qual’ era la soluzione a tutto quel dolore?

____________________________

 

Il locale di Lorne come al solito era pieno di gente …

Buffy fissò le persone attorno a lei senza vederle …

Non avrebbe dovuto essere lì, ma doveva parlare con Riley, dirgli la verità … e dirgli che non potevano più vedersi …

Lui non avrebbe capito, ma almeno prima o poi avrebbe trovato una persona che poteva farlo felice …

Lorne le si avvicinò trovandola sola al solito tavolo.

“Come mai la principessa è qui da sola stasera?”

Le chiese.

“Sto aspettando Riley…”

Lorne la fissò con decisione.

“Sembra una cosa seria … e sembra che toccherà a me nuovamente raccogliere i pezzi …”

Buffy lo fissò dispiaciuta.

Il ragazzo le sorrise bonariamente.

Tesoro non è colpa tua, ma se la scintilla non scatta non puoi farla scattare … e poi se il tuo cuore è ancora preso da qualcun’ altro non c’è verso …”

Lo fissò stupefatta e poi sorrise.

Dovresti aprire una tenda al circo sai … come veggente sei stupefacente …”

Lorne rise di gusto.

“Ho tante qualità effettivamente …”

Poi lo vide alzare lo sguardo e salutare qualcuno.

Buffy si voltò e vide Riley.

Lorne le si avvicinò, le baciò una guancia e al suo orecchio, disse:

“Non sparire però … siamo amici ormai …”

Buffy lo ringraziò con lo sguardo.

Era vero …

Almeno in quella brutta storia, un’ amico come Lorne era davvero l’essenziale…

 

Cenarono quasi in silenzio, Riley la fissò di sottecchi tante volte.

Sapeva che c’era qualcosa che non andava e lei non aveva il coraggio di parlare …

L’aiuto glielo diede uno sguardo di Lorne e un nuovo invito di Riley.

“Sabato sera vorrei portarti in un posto speciale e …”

“Riley, c’è qualcosa che devo dirti … e …non può aspettare!”

Lo interruppe.

Il ragazzo contorse il tovagliolo fra le mani e la fissò.

Buffy sospirò, prese il coraggio a due mani e poi disse:

“ Tu sei stato sincero con me e io devo esserlo con te … il mio interesse non è come il tuo … mi dispiace davvero, ma penso che non dovremmo vederci più …”

Riley la fissò sconvolto.

Poi abbassò il capo e lei si sentì il cuore spezzare.

 

Solo pochi giorni prima aveva pensato che lui potesse essere il suo futuro, la sua pass per cambiare le cose e invece aveva finito per fargli del male …

Lo aveva usato, sperando in meglio …

Ma non poteva più mentire a se stessa …

Amava ancora Spike …

Non poteva più vendicarsi e non lo voleva neppure …

Ormai era solo ciò che era allora …

L’amante segreta …

Un tempo era il suo viso ad essere la sua prigione, adesso lo era il suo cuore …

 

“Capisco…”

La voce di Riley interruppe i suoi pensieri.

Allungò una mano e gli prese la sua.

“Mi dispiace …”

Riley alzò il viso e le sorrise triste.

“Non è colpa tua … spero solo che resteremo in contatto … mi dispiacerebbe perderti…”

Buffy gli sorrise.

“Non accadrà!”

E mentì ancora.

Ormai era facile … quasi liberatorio …

 

Fuori dal locale, Riley le sorrise ancora e le tenne le mani.

“Spero tu sia felice Elisabeth …”

Le disse sincero.

Buffy sentì le lacrime bruciarle gli occhi.

“Grazie Riley …”

“Addio …”

Concluse lui abbracciandola.

Lo slancio la lasciò sorpresa, ma triste e sconfortata, si lasciò andare.

Lo strinse forte e poi lasciò che il ragazzo le prendesse il viso e le desse un bacio d’addio.

Poco dopo rimase ferma a guardarlo andare via …

Quando sparì alla sua vista, Buffy decise che era ora di tornare a casa …

Una cosa buona quella sera l’aveva fatta, poteva essere fiera di se stessa …

Spike non poteva più ricattarla …

 

Ma quando alzò gli occhi e incontrò quelli dell’uomo dal quale sarebbe fuggita si sentì in preda al panico.

Spike doveva essere rimasto a guardare la scena del suo addio a Riley e aveva un viso furioso.

Lo vide avvicinarsi con passo felpato e rimase rigida in attesa del suo attacco.

Quella sera, forse avrebbe liberato il suo cuore anche dal peso di altre menzogne …

Doveva solo aspettare, ormai il destino decideva per lei, quindi perché non lasciarlo fare …

 

CAPITOLO 15

“Bella scenetta …”

La voce sarcastica di Spike non la sorprese.

“Non ti accompagna a casa questa sera? Ti perderai il bacio della buona notte …”

Le disse acido.

Buffy lo fissò negli occhi.

“Io e Riley non ci vedremo più …”

Spike incassò il colpo e alzò il viso serio.

Buffy scosse il capo e si accinse a fare qualche passo per andare via.

Gli passò accanto e nel farlo alzò il viso.

“Sono libera desso …”

Mentre lei gli passava accanto, Spike drizzò le spalle e ascoltò.

 

Il suo profumo la invase…

Passargli accanto non era stata una buona idea …

Chiuse gli occhi e cercò di scacciare la tristezza …

Dopo quella sera non c’era motivo di assecondare Spike … con Riley era finita e probabilmente presto sarebbe andata via e non lo avrebbe più rivisto.

 

Ma non riuscì a fare un altro passo …

Spike si voltò verso di lei e le prese la mano.

Dolcemente questa volta, senza pressione, senza tirare …

I loro occhi s’incontrarono nuovamente e Buffy si sentì persa.

 

“Resta con me … e non perché mi sono inventato uno stupido ricatto, ma perché lo vuoi tu …”

Quelle parole invasero il suo cuore all’istante, la dolcezza della sua voce fu una nuvola che la innalzò subito al cielo.

Lo lasciò avvicinare e quando sentì le sue braccia cingerle il corpo chiuse gli occhi.

Annuì e lui le sorrise.

 

Molto dopo avvinghiata a lui, al suo corpo, al suo cuore che batteva all’impazzata, capì di aver scelto bene …

Voleva lui, il resto non importava e anche il passato presto sarebbe stato solo un ricordo …

Poteva fidarsi ancora di lui?

Si chiese …

Forse non si sarebbe mai fidata di nessuno fino in fondo… lo sapeva bene, ma Spike era il suo cuore … doveva almeno provarci …

 

 

Dove sono i tuoi genitori?”

Buffy fissò il soffitto … i particolari della grande villa e poi lui.

Spike la fece adagiare meglio al suo fianco e sospirò.

“Sono ancora in viaggio … non è cambiato molto della mia vita … non li vedo mai come quando ero ragazzo …”

Lo vide giocare con i suoi capelli e poi sentì un brivido lungo la schiena, quando la sua bocca prese il posto delle mani dietro la sua nuca.

Devo andare al lavoro …”

Disse poco convinta.

Spike si alzò a guardare la sveglia …

Erano appena le sei del mattino … e avevano fatto l’amore per ore …

Le sorrise e si allontanò.

“D’accordo allora, usciamo e facciamo colazione …”

Buffy lo guardò sorpresa.

“Io … non credo che…”

Spike le prese il viso fra le mani e la baciò sulle labbra.

“Vestiti …”

Le disse…

Ma l’opzione colazione fuori non aveva previsto la lunga doccia che subito dopo fecero insieme …

Una doccia che comprese respiri irregolari e urli incondizionati …

Meglio di una colazione calorica …

E quello fu uno dei pochi pensieri coerenti che Buffy riuscì a fare quando si riaddormentò fra le sue braccia…

Possibile che stesse accadendo tutto così semplicemente?

In poche ore si era riscoperta ragazzina e aveva ricominciato a sperare …

Aveva smesso di pensare alla vendetta, aveva smesso persino di odiare se stessa e il solo pensare di stare lontano da lui la faceva sentire senz’aria …

Come se non fosse trascorso un solo giorno dalla loro separazione, come se fossero ancora nella classe di Jenny, come se fossero ancora nascosti al resto del mondo e non fossero cresciuti …

Possibile che aver accettato l’amore dentro di sé, le avesse aperto un nuovo futuro davanti?

Lo sperava davvero …

Adesso lo voleva …

Anche se ancora quella porta sul futuro era chiusa a chiave, lei voleva avere almeno una possibilità di poterla trovare quella chiave …

Lo voleva con tutta se stessa …

_____________________________

" Tu cosa?”

Cordelia la fissò scioccata.

Buffy sorrise.

Per la prima volta dopo tanto tempo sorrise contenta.

“Vado con Spike … lo accompagno ad una conferenza … starò a New York per tre giorni …”

 

Era passata una settimana e anche se aveva paura ad ammetterlo, era stata la settimana più bella che potesse ricordare.

Spike era tornato quello che era…

Nei suoi ricordi belli ovviamente e poi era stato dolce e appassionato.

Avevano trascorso notti a parlare e fare l’amore e appena le aveva proposto di seguirlo, non aveva saputo resistere …

Voleva stare con lui …

 

Guardò il viso paonazzo di Cordelia e poi vide che stava accettando la notizia.

Pian piano riprese colore e la vide addolcirsi.

“Ora che ci penso Angel aveva detto qualcosa a riguardo…”

Buffy rise.

Era sorprendente la capacità di Cordelia di cambiare umore in un istante, ancora lei stessa se ne sorprendeva, e a quanto sembrava anche la sua amica sembrava aver trovato un compagno fisso da un po’ di tempo.

“Quindi il direttore ti piace?”

Cordelia arrossì.

“Quindi cosa? Non cambiare discorso… si parlava di te…”

Poi cambiò espressione e assunse quella preoccupata.

“Sei sicura che sia tutto risolto?”

Buffy scosse il capo.

“Non è tutto risolto Cordy, ma voglio provarci …”

“Lui è ancora sposato!”

“Lo so e ancora so che dobbiamo parlare … ma per adesso voglio solo cercare di essere felice …”

Cordelia le sorrise.

“Allora vai a New York …”

Buffy annuì e ricambiò il sorriso.

Si … voleva essere felice … pensò …

E dimenticare il passato era l’unico passo …

 

 

Anche Lorne fu sorpreso.

Aveva deciso di procedere con una nuova Buffy, che unita alla vecchia doveva dimenticare le cose brutte e concentrarsi per trovare la chiave del suo futuro … e questo comprendeva anche il fatto che doveva lasciare entrare nella propria vita, anche le persone giuste, Lorne era uno di questi.

“Vai col tuo lui misterioso?”

Le chiese.

Annuendo gli sorrise.

“Non è poi così misterioso … lo conosci … credo …”

Lorne alzò un sopracciglio.

“Ah si?”

Detto questo Spike si materializzò alle loro spalle e l’amico rimase di sasso.

Fissò prima lei e poi lui che sorridente si avvicinò a Buffy e l’abbracciò da dietro…

“All’università eri un casinaro Sharks … per non parlare della tua vita … adesso cerca di fare il serio e di trattare bene la mia principessa …”

Lo avvisò.

Buffy scoppiò a ridere e Spike la seguì.

“Ok, Lorne ricevuto … adesso che ne dici di farci mangiare … muoio di fame …”

Lorne sorrise e li condusse in un tavolo appartato.

Buffy non smise un secondo di guardarlo.

Forse era vero che poteva ricominciare …

L’aveva già fatto …

Lo stava già facendo …

Doveva solo crederci …

 

CAPITOLO 16

“Oh mio Dio …”

Buffy fissò il panorama innevato dalla loro stanza d’albergo e rimase senza fiato.

Spike sorrise e le appoggiò il mento sui capelli.

“Domani pomeriggio ti porto a fare un giro col calesse … è stupendo!”

Le promise.

Buffy annuì e si strinse a lui.

Sembrava tutto perfetto, lei aveva persino smesso di pensare …

Viveva alla giornata e voleva che le cose continuassero così.

“A che ora devi fare il discorso?”

Gli chiese d’un tratto.

Spike guardò l’orologio, ma non fece in tempo a rispondere.

 

In pochi secondi si ritrovò nudo sul letto e mentre Buffy si muoveva su di lui, sentendolo dentro in ogni parte del suo essere e della sua anima, la strinse a se con vigore.

Buffy passò le mani fra i suoi capelli e lo guardò con sguardo velato d’emozione, mentre Spike le succhiava i capezzoli e faceva si che i loro corpi si muovessero all’unisono.

E quando fu sul punto dell’oblio, Spike capovolse la situazione e spinse in lei ancora più veloce.

Buffy venne urlando il suo nome e stringendolo convulsamente, e subito dopo anche lui si riversò in lei…

In seguito la strinse sotto le coperte e le baciò la fronte.

Buffy lo guardò con tenerezza e gli sorrise.

 

“Ti amo …”

Gli sussurrò con timore…

 

Appena detto, si sentì come se la parte più nascosta di lei venisse fuori ed ebbe paura.

Un’ improvvisa paura l’avvolse … mentre ogni sua resistenza, ogni eco del passato spariva per sempre …

E Spike le sorrise e la fissò serio.

Poi le prese il viso fra le mai e la baciò sulle labbra.

“Sapevo che prima o poi me l’avresti detto …”

Buffy sentì le lacrime pungerle gli occhi e li chiuse.

“Ti amo anch’ io Buffy … ti ho sempre amato …”

A quelle parole spalancò gli occhi e si perse dentro la sua anima.

 

“Ti ho sempre amato …” aveva detto …

Per ora le bastava …

Perché gli credeva … si fidava nuovamente di lui … voleva fidarsi … ne aveva bisogno .

E lo baciò.

 

Un giorno …

Gli avrebbe chiesto cosa voleva dire … ma adesso voleva vivere quel momento perfetto e la sua felicità …

Adesso importava solo che Spike l’amava, tutto il resto poteva aspettare …

 

E il mondo restò fuori dalla loro camera ancora una volta …

Esistevano solo loro …

Ed era tutto ciò che aveva sempre desiderato …

 

 

Quella sera, Spike tenne il suo discorso all’università di New York…

Buffy rimase a guardarlo estasiata per tutta la conferenza e ogni tanto lui si voltava e le faceva l’occhiolino o le sorrideva.

Erano lontani i tempi in cui Jenny le aveva chiesto di aiutarlo nella sua materia, adesso lui era un bravo professore e la fisica era il suo pane quotidiano…

Forse non tutto del loro passato era andato perduto …

 

Alla fine della conferenza, Spike la portò a cena e poi la portò nuovamente sulle vette dell’amore …

Quando la strinse fra le braccia per addormentarsi, lo sentì sospirare …

Mi hanno proposto una cattedra qui all’università …”

Le disse.

Buffy sentì il gelo calare sulla sua vita e non rispose.

Spike scese con la mano verso la sua e la intrecciò con le dita.

“Se decidessi di accettare … tu …”

Appena sentì quella mezza frase lo guardò e Spike le sorrise incerto.

“So che dobbiamo ancora dirci tante cose, ma abbiamo la possibilità di ricominciare e costruire qualcosa di speciale insieme … tu … Buffy tu verresti con me?”

Le chiese sempre più incerto.

Buffy sentì il cuore stringersi nel petto e la paura sparì.

Annuendo con le lacrime agli occhi, sorrise.

Spike ricambiò quel sorriso e l’abbracciò ancora.

Si addormentarono pian piano … consapevoli finalmente di appartenere l’uno all’altra …

 

Spike la voleva con se, ed era quello il suo posto… lo aveva sempre saputo!

_____________________________

 

Il giorno dopo, come promesso Spike la portò a Central Park con il calesse …

Sotto il caldo plaid di lana, intrecciò le mani alle sue, mentre una lieve e soffice neve cadeva intorno a loro.

Buffy lo guardò e lui le sorrise.

Come aveva potuto pensare di vendicarsi?

Come aveva fatto a pensare che tutto non potesse risolversi?

 

Ripensò ad ogni attimo passato con lui, nel presente e nel passato e tutto si contrappose…

Spike non era cambiato …

La luce nei suoi occhi non era cambiata …

A diciassette anni era lo stesso … Sbarazzino e passionale e anche se lei aveva deciso di convincersi del contrario, per quel poco che erano stati insieme l’aveva resa felice.

Solo lui …

Lui era riuscito a farla felice anche se il suo viso mezzo bruciato la escludeva dal resto del mondo …

Non l’aveva mai guardata come se vedesse la sua menomazione …

Non le aveva mai fatto pesare nulla …

Le aveva sempre sorriso sincero …

E le aveva insegnato l’amore …

Allora perché l’aveva perso?

Perché Drusilla era riuscita ad allontanarli?

C’ era qualche spiegazione nel suo comportamento …

Doveva esserci …

 

All’epoca era solo un ragazzo …

Adesso lo capiva!

E un ragazzo non avrebbe potuto prendersi la responsabilità che la sua famiglia le aveva negato … aveva preteso troppo…

Ma quello sguardo vuoto mentre andava via con Drusilla sotto la pioggia, non riusciva a comprenderlo …

Cosa era accaduto?

 

Spike d’un tratto l’abbracciò e le baciò la fronte come se sentisse che era lontana mille miglia con la mente e le sorrise.

“Fantasmi del passato?” le chiese.

Buffy sorrise timida e annuì.

Spike se l’accoccolò vicino e sospirò.

“ So che non ho il diritto di chiedertelo … ma Buffy … ti fidi di me?” le chiese ancora.

Lei lo fissò con occhi colmi di ansia e annuì lentamente.

Si … dopo tutto si fidava di lui perché era l’amore della sua vita …

Spike le sorrise e le carezzò la guancia.

“E allora amore mio non darti pena, presto ti spiegherò ogni cosa …”

I loro occhi si fusero e Buffy sentì che poteva stare tranquilla.

D’un tratto sentì anche di doversi scusare.

“ Mi dispiace …”

Spike allargò gli occhi per un secondo e lei abbassò i suoi.

Di cosa?”

Volevo ferirti … farti male … non ho pensato che potevo parlare con te … ascoltare …”

Quando rialzò il viso a fissarlo, ciò che vide la sconvolse.

Gli occhi di Spike erano lucidi e colmi di lacrime non versate.

A quel punto anche lei fu sull’orlo delle lacrime, ma continuò a parlare.

 

“Avevo diciassette anni … ero sola Spike … e credevo che tu fossi il mio mondo, perché per me e il mio viso bruciato non ce n’era un altro … tu sei stato l’unico che non si voltato dall’altro lato rifiutandomi … e quando ho saputo di … di … Drusilla …”

Dicendo quel nome una lacrima le rigò il viso e Spike chiuse gli occhi sofferente.

“Perché? Spike cosa ho fatto di sbagliato?”

Gli chiese singhiozzando.

Le aveva detto di aspettare che presto le avrebbe spiegato, ma il suo cuore aveva bisogno di sapere … di smettere di soffrire per tutto il tempo che le avevano rubato.

Lui riaprì gli occhi scuotendo il capo.

Poi le prese il viso fra le mani e fece un cenno all’ uomo che guidava il calesse.

“Ci porti in albergo …” urlò.

Tornò a guardare lei e abbracciandola forte prese un profondo respiro.

“Shhh non piangere …”

Buffy si lasciò cullare …

Aveva bisogno del suo calore, delle sue braccia intorno … e rimase in silenzio …

 

Tra breve avrebbe saputo …

 

CAPITOLO 17

Arrivati in camera, l’aiutò dolcemente a sfilarsi il cappotto e accese la bajour…

Buffy lo fissò impaurita e Spike le sorrise.

“Cosa è successo dopo che te ne sei andata?”

Le chiese inaspettatamente.

Buffy sbarrò gli occhi.

Voleva sapere della sua vita dopo quella mattina …

Voleva sapere ciò che le era accaduto?

 

Si allontanò e andò a fissare la città dalla vetrata …

Spike rimase dov’era e la guardò riflessa.

Con il cuore in gola Buffy cercò di trattenere le lacrime e iniziò a parlare.

 

“Quella mattina … ho sentito delle voci… le ragazze parlavano di te e Drusilla e io ho pensato che non ci avrei dovuto credere, che non era la verità … poi però vi ho visto … tu non hai alzato neppure lo sguardo verso di me … mi hai ignorata come tutti gli altri …”

Lasciò che una lacrima le rigasse il viso e poi continuò.

“ Ho lasciato Sunnydale senza sapere dove andare … stavo aspettando l’autobus a Los Angeles quando ho incontrato Cordelia … suo padre … è un chirurgo plastico … mi ha … mi ha proposto un nuovo intervento, avrei dovuto essere una delle prime … - balbettò asciugandosi la guancia con una mano; -E così lo feci! Mentre ero in quella clinica l’unica cosa che riuscivo a pensare era che volevo odiarti … volevo che provassi dolore come l’ho provato io e volevo essere diversa… non volevo più vergognarmi del mio viso…”

Dicendo questo si voltò e lo guardò.

Spike era fermo con le mani strette a pugno lungo i fianchi.

Lei abbozzò un sorriso …

Avrebbe voluto sdrammatizzare, dire qualcosa per sciogliere quel gelo, ma non ci riuscì.

“Il resto … il mio stupido tentativo di vendicarmi lo sai …”

Concluse mordendosi il labbro.

Alzò gli occhi ai suoi e vide che quelli di Spike sembravano inespressivi … proprio come quel giorno sotto la pioggia … vuoti.

 

 

Dopo attimi infiniti in cui lui non si mosse ne parlò, Buffy si sentì spiazzata ed ebbe paura.

“Spike…”

Sussurrò cercando conforto in lui.

Spike alzò il viso al suo e parve risvegliarsi dal suo torpore, lasciò andare i pugni e chiuse gli occhi.

Un lungo sospiro le fece capire che soffriva …

Quello sguardo vuoto…

Era solo sofferenza …

E Buffy capì che anche lui aveva sofferto …

Gli si avvicinò e gli circondò il collo con le braccia.

Spike la strinse subito a se …

Convulsamente come se potesse perderla …

Poi l’allontanò lentamente e con le lacrime agli occhi, disse:

 

“ Ero andato ad una festa …”

Buffy capì che era il momento della verità e fece un passo indietro.

Spike la fissò negli occhi e continuò.

Non so come mai … ma qualcuno fece il tuo nome …”

Sbarrando gli occhi lo fissò stupefatta.

“Iniziarono a prenderti in giro … erano quasi tutti ubriachi … Drusilla mi si avvicinò e a voce alta mi disse che sapeva il mio segreto … disse: Volete sapere con chi se la fa la ragazzina bruciata? Con Spike … andiamo dicci la verità … com’è andare al letto con un mostro?”

Buffy sentì il cuore spezzarsi all’istante e Spike chiuse gli occhi.

Il coraggio di guardarla gli mancò e si allontanò voltandole le spalle.

 

“Mi incitò a dimostrare che non era vero … mi disse : Vieni di sopra con me se non è vero … e io lo feci!”

Quella frase la uccise.

Chiuse gli occhi distrutta dalla realtà.

Spike si voltò a guardarla e le si avvicinò.

“Non l’ho fatto perché volevo negare che stavo con te … l’ho fatto perché non volevo sentire quelle frasi, le loro risate … volevo mettere fine a quelle maledette voci …” tentò di spiegare.

Lo guardò sofferente e Spike non osò toccarla.

“ Salì in camera con Drusilla e feci l’amore con lei … mi ubriacai e lo feci più volte …” confessò.

I loro occhi s’incontrarono e Buffy si sentì distrutta e col viso bagnato di lacrime si piegò in due senza forza.

Spike allungò una mano, ma lei si scostò bruscamente.

Il pensiero di Drusilla fra le sue braccia le fece salire un conato di vomito e dovette trattenersi …

“Cosa accadde poi?” chiese in un sussurro.

Spike s’inginocchiò e la guardò in un lungo silenzio.

Un silenzio che la ferì ancora e ancora …

 

Un silenzio che avrebbe portato altra sofferenza …

Un altro dolore …

___________________________

 

“Cosa accadde?”

Chiese ancora.

Aveva bisogno di sapere … anche se ogni singola frase la spezzava in due … adesso doveva sapere tutto.

 

Spike la fissò negli occhi con una tristezza infinita.

“ Sono tornato da te … mentre Drusilla non faceva altro che tormentarmi … mi ricattava … diceva che avrebbe messo le foto del tuo viso sfigurato nella bacheca, che ti avrebbe rovinato l’esistenza se io non ti avessi lasciato …”

Buffy sbarrò gli occhi.

Perché tanta cattiveria?

Drusilla aveva tutto …

Soldi, bellezza e lei al confronto non aveva nulla …

Eppure si era accanita contro l’unica felicità che aveva.

Spike sospirò ancora.

“ Un giorno venne da me con un test di gravidanza … aspettava mio figlio!”

Disse d’un fiato e per Buffy fu la fine.

Chiuse gli occhi consapevole.

 

Spike non avrebbe mai lasciato che un figlio crescesse senza genitori come era cresciuto lui …

Ora capiva il suo sguardo vuoto quel giorno …

Adesso la verità era chiara anche per lei.

Vide una lacrima rigargli il viso e si trattenne dal toccarlo …

C’era ancora molto altro da dire.

“Continua … per favore…”

Balbettò esitante.

Spike annuì.

 

“ Non ho mai visto in te quello che vedevano gli altri… io ti amavo …”

Quella rivelazione la commosse perché sapeva che era vera.

Lo guardò con dolcezza e Spike allungò una mano per toccare la parte del suo viso ricostruita.

“Anche se tu non ti fossi sottoposta all’intervento per me non sarebbe cambiato nulla, ma non potevo lasciare mio figlio … era un’ errore che avrebbe fatto soffrire una parte di me … la parte più importante forse … e sapevo che tu avevi sofferto già troppo …”

I loro occhi si incontrarono ancora.

“Avrei voluto spiegarti … avrei voluto abbracciarti un’ultima volta … ma non ho potuto … Drusilla mi minacciò di farsi del male … disse che se solo osavo avvicinarmi a te avrebbe fatto in modo di abortire …”

Buffy sbarrò gli occhi per l’ennesima volta.

Quella donna era malata … diabolica …

Spike annuì come se le leggesse nel pensiero.

“Due mesi dopo che tu sei sparita ho saputo la verità sulla sua gravidanza … - Ammise con voce soffocata – Drusilla mi aveva mentito! Non era in cinta, aveva falsificato il test … e il nostro matrimonio diventò un’ inferno …”

 

Buffy non riusciva a crederci …

Avevano tanto sofferto …

E Drusilla ne era l’unica responsabile …

“Mi dispiace Buffy … dio solo sa quanto mi sia maledetto per quella notte … e dio solo sa quanto ho desiderato ritrovarti, ma nessuno sapeva dove fossi … quando ti ho rivista alla galleria mi è sembrato d’impazzire … non riuscivo a credere che quella freddezza fosse vera …”

“Spike…”

Buffy gli si avvicinò e gli prese il viso fra le mani.

Lui sorrise stanco.

“Volevo divorziare da lei e dirti la verità … darti tutto ciò che non ho potuto prima … ma ho sbagliato dovevo dirti la verità tempo fa … avremmo potuto lottare insieme …avremmo potuto …”

“Shhh … Spike non avremmo potuto … lei era più forte …”

Gli disse sincera e lui annuì.

Poi la prese fra le braccia.

“Potrai mai perdonarmi?” le chiese.

Buffy si sentì stringere il cuore perché l’aveva già fatto.

Lo strinse a sé e lasciò andare le lacrime.

Avrebbero ricostruito la loro vita e sarebbero stati felici …

Drusilla non doveva vincere …

Non avrebbe vinto!

Mai più …

Giurò a se stessa …

 

Mai più …

 

CAPITOLO 18

Le strade di Sunnydale sembravano così diverse adesso che le guardava con gli occhi del cuore …

Ogni albero, ogni casa descriveva la sua storia …

Non aveva avuto una famiglia legata e suo padre si era fatto del male per il senso di colpa, che aumentava ogni volta che posava gli occhi su di lei.

Quando era morto, avevano entrambi smesso di soffrire …

Sunnydale era l’unica famiglia che ricordava … nella sua solitudine, quella piccola città le aveva riscaldato il cuore per molto tempo … adesso lo sapeva …

E Spike ne aveva sempre fatto parte …

Lui era il suo passato, il suo presente e il suo futuro …

Ora più che mai …

 

Erano passate settimane da quando erano tornati da New York …

Spike aveva accettato la cattedra e lei aveva dato la notizia a Cordelia.

La sua migliore amica ne aveva una anche per lei …

 

Lei si trasferiva a New York a vivere la vita che aveva sempre voluto, e Cordelia si sposava …

Il direttore era riuscito dove altri avevano fallito …

Era felice per se stessa ed era felice per la sua amica …

Finalmente tutto andava come doveva andare …

 

Si fermò a guardare una vetrina del centro esorrise.

Era arrivata fin lì senza pensarci, ma era proprio ciò che cercava.

Per Spike avrebbe dovuto essere una sorpresa e voleva farlo al meglio.

Entrò nel negozio …

Baby Town si chiamava … la città dei bambini, ed era ciò che a lei serviva.

Quella mattina il medico le aveva confermato il suo sospetto.

Era incinta …

Aspettava quel figlio che Spike aveva tanto desiderato… che sperava avrebbe voluto da lei …

E per dirglielo, comprò un ciuccio …

Un piccolo oggetto che fece chiudere in una scatolina bianca …

 

Era felice … adesso poteva dirlo a gran voce …

 

Quando rientrò in galleria salutò Willow allegramente e le chiese di prenotare un tavolo da Lorne per lei …

Sarebbe stata una cena perfetta!

In ufficio trovò una Cordelia sommersa da foglietti e da depliant …

E’ passato un tornado o sei stata solo tu a mettere tutto in disordine?”

Le chiese prendendola in giro.

Cordelia la guardò disperata e gettò una manciata di depliant all’aria.

“Ok … è arrivato il momento di chiamare qualcuno che organizzi questo matrimonio per me … io non ne sono capace…”

Disse.

Buffy rise e la guardò comprensiva.

“Esagerata … cosa dovrai mai fare di così difficile?”

Cordelia la guardò di sbieco.

“Quando il tuo caro Spike ti chiederà di sposarlo lo vedrai!”

Rispose sicura… e Buffy rise ancora sognante.

Chissà … pensò…

Il suo matrimonio …

L’aveva sempre sognato nel giardino della villa di Spike, dove vedeva correre i suoi piccoli …

Ma era meglio non pensarci, decise …

Una cosa alla volta

E per prima cosa doveva dire a Cordelia la novità, cosa difficile, dato che l’amica super nervosa più per il fatto di essersi innamorata, che per il fatto di doversi sposare, era inavvicinabile …

La fissò rovistare fra le varie cartacce e le sorrise …

Un sorriso armonioso che le fece sollevare un sopracciglio.

“Cos’ho fatto adesso?”

Chiese sorpresa.

Buffy sorrise apertamente, ancora e scosse il capo.

“Non è per te … è per me …”

Cordelia la fissò ancora senza capire …

Poi come folgorata, guardò prima la sua faccia, poi il suo ventre e in fine la busta che teneva fra le mani firmata col nome del negozio, e fu allora che le si sciolse praticamente addosso.

“Oh mio Dio ….”

Sillabò felice.

“Non posso crederci … davvero? Tu … tu stai… per… Oh mio Dio… sarai enorme, non potrai farmi da damigella…”

E allora Buffy rise …

Rise così tanto che non riuscì a non piangere di gioia …

La sua dolce e cara Cordelia …

Non si smentiva mai … ma senza di lei nulla sarebbe stato possibile …

____________________________

 

“Ma le nausee non erano mattutine?”

Le chiese Cordelia quella sera dietro la porta del bagno.

Buffy non fece in tempo neppure a rispondere che dovette tenersi dal lavello.

Uscendo dal bagno sospirò e guardò il suo abito appoggiato sul letto …

Doveva essere una grande serata … una cenetta perfetta e invece stava malissimo…

Ma si sarebbe sforzata …

Aveva pianificato tutto … e doveva essere tutto come l’aveva immaginato …

Si toccò il ventre ancora piatto e tentò di trattenere la nausea …

Cordelia le sorrise e lei ricambiò quel sorriso … poi di corsa rientrò in bagno e aprì il rubinetto dell’acqua.

“Bella serata piccola Elisabeth … io ti consiglio di rimandare …”

 

No … pensò … Spike doveva saperlo quella sera …

 

Così dopo un paio d’ore riuscì ad entrare nel suo vestito da sera e a raggiungere il locale di Lorne.

Quando la vide lui fu dolce come sempre e le riservò un tavolo appartato, dove nessuno li avrebbe disturbati.

 

Si lasciò andare sulla sedia sperando che il pallore del suo viso fosse sparito grazie alle arti magiche del trucco di Cordelia e appoggiò sia la cartella del medico, che il pacchetto dietro il piatto di Spike.

Fissò l’orologio e si rabbuiò.

Erano le 21 passate …

Spike non era mai in ritardo e lei cominciava a preoccuparsi …

Si guardò intorno e vide Lorne vicino il tavolo di due giovani … sicuramente stava dando il meglio di sé come al solito …

Sorrise a se stessa, e si voltò di nuovo, ma quando lo fece, la persona che le comparve davanti, quel sorriso glielo spense all’istante.

 

Drusilla!

 

E i suoi occhi scuri erano ancora più scuri dall’odio e dalla rabbia.

Si alzò in piedi di scatto e la fronteggiò.

La donna fu però più veloce di lei e tirò a se la cartella che Buffy aveva appoggiato per Spike.

“ E così è per questo che quell’ idiota ha chiesto il divorzio?”

Drusilla sputò quelle parole come se fossero fuoco e Buffy rimase di sasso.

Spike le aveva chiesto il divorzio?

Sorrise inconsciamente e per Drusilla questo fu un affronto.

La guardò con disprezzo e le si avvicinò pericolosa.

“ Maledetta … non firmerò mai quei documenti e quel bastardo che hai tu nel ventre non sarà mai suo figlio quanto lo sarà il mio …”

Buffy sbarrò gli occhi.

“Cosa?”

Drusilla sorrise malvagia.

“Sono in cinta anche io … cosa credevi? Spike è mio marito, oltre alle puttanelle come te soddisfa anche me e adesso finalmente saremo una famiglia … tu sarai solo un ricordo …”

Sentì le lacrime pungerle gli occhi e si sentì persa.

Poi il viso disperato di Spike le andò alla mente …

Le parole della sua verità, i suoi occhi, il suo senso di colpa … non poteva averle mentito e sapeva bene che Drusilla era una pazza visionaria …

 

Alzò il viso risoluta e la fissò negli occhi.

Stai mentendo!”

Drusilla aprì gli occhi scioccata e fece un passo indietro…

Buffy ne approfittò e continuò.

“Ami così poco te stessa da rovinare la vita anche agli altri … e io non ti permetterò di farlo ancora a me e a Spike … ci hai diviso una volta con le tue bugie, ma adesso non attacca … tu non sei incinta e non sei in grado di separarci … perché mi fido di lui e so che mi ama … tu ormai non puoi fare più nulla …”

Si fermò, prese un respiro profondo e poi sedendosi calma la ignorò dicendo:

“Firma quei documenti di divorzio Drusilla e sparisci … questa è l’unica cosa in tuo potere …”

 

Quando alzò il viso, quello di Spike si contrappose a quello di Drusilla.

Uno Spike sorpreso, ma felice …

Aveva ascoltato tutto e Buffy sapeva cosa stava provando …

Con gli occhi pieni di speranza e di gratitudinele si avvicinò e la prese fra le braccia senza curarsi di nessun’altro …

“Ti amo…” le disse con dolcezza …

E Buffy lo strinse forte a sé …

 

Drusilla li fissò disperata e scioccata …

Rimase lì a guardarli abbracciarsi come un’ automa per diversi secondi, poi abbassò il capo e s’incamminò verso l’uscita senza fare o dire nulla …

 

Cosa poteva fare contro quel destino che per tanto tempo aveva cercato di cambiare?

 

EPILOGO

Spike alzò il ciuccio in aria squadrandolo …

E poi scese la mano, lo appoggiò sulla sua pancia, adesso pronunciata e le sorrise.

Buffy ricambiò quel sorriso e lo guardò con tutto l’amore possibile.

“Cordelia è ancora nervosa?”

Le chiese divertito.

Buffy annuì e sospirò appena il telefono ricominciò a squillare.

Spike si allungò sul comodino e scoppiò a ridere …

“Secondo me ti conviene andare da lei!”

Annuendo Buffy si alzò a sedere e rispose al cellulare.

“Tesoro … sto arrivando!”

Disse.

Quella era la decima telefonata in mezz’ora …

Adesso era certa che Cordelia non avrebbe dormito tutta la notte e all’indomani avrebbe fatto esasperare la persona che doveva prepararla per le nozze.

 

Sulla porta dell’albergo in cui alloggiava la sua amica, Spike le sorrise e l’avvicinò a sé.

Aveva insistito per accompagnarla …

“Vengo a riprenderti alle sette, d’accordo?”

Le disse baciandole la punta del naso.

Buffy annuì.

 

Da quella sera Spike non l’aveva lasciata mai senza un motivo.

Avevano deciso di aspettare il matrimonio di Cordelia e poi partire per New York …

Drusilla aveva firmato per il divorzio e adesso avevano tutta la vita davanti …

 

 

Il giorno dopo, il matrimonio fu splendido …

Cordelia era raggiante e indirizzò proprio a lei il bouquet della sposa.

Buffy lo prese fra le mani imbarazzata ed emozionata e poi si volse verso l’uomo che amava, il primo che le aveva fatto battere il cuore e che continuava a farlo …

Spike le si avvicinò e le sorrise guardando i fiori che aveva in mano.

“Sembra che la tua migliore amica mi abbia anticipato …”

Buffy lo fissò sorpresa e Spike mise una mano in tasca.

Sorridente ne uscì un piccolo anello … una veretta dorata, semplice con un piccolo diamante proprio al centro.

“Ti amo Buffy … l’ho sempre fatto e adesso che stiamo diventando una famiglia voglio essere sicuro che sarai sempre mia … che sarai sempre con me… sposami e non lasciarmi mai ….”

Le disse commosso.

Buffy sentì le lacrime rigarle il viso e poi felice gli si gettò fra le braccia stringendolo a sé.

 

Non c’erano parole per dire 1000 volte si …

Non sarebbero bastate …

Ma i suoi occhi, le sue labbra e le sue braccia, oltre al suo bambino avrebbero detto si per l’intera vita …

 

 

Il brutto anatroccolo divenuto cigno aveva imparato a dimenticare, a perdonare e aveva imparato ad amare se stessa come amava lui …

Il suo passato, il suo presente e il suo futuro …

Il primo batticuore …

Colui che avrebbe amato intensamente per la vita …

 

FINE

 

28 gennaio 2009 by Armida - SpikeJem

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