Disclaimer: Questa storia è di mia invenzione, non a scopo di lucro - i personaggi sono di mia fantasia come le ambientazioni!

TITOLO: Verità Nascoste …

 

1° CAPITOLO

“ E’ Natale … ” pensò Vivian, rimanendo incantata a guardare l’albero addobbato a festa, come l’intera casa dei suoceri.

Quello era il secondo anno che passava a Montgomery House per le feste natalizie ed era il secondo anno che era sposata con Adam.

Si guardò intorno e improvvisamente fu consapevole di non essere più sola nel grande salone.

Dominick Montgomery, il fratello maggiore di suo marito le era alle spalle, riportando tutti i ricordi che cercava disperatamente di cancellare dalla memoria.

Il profumo dell’uomo che sperava di non incontrare, le arrivò alle narici con forza e scossa, si voltò a guardarlo.

Dominick era sulla soglia con le mani in tasca fermo a fissarla col suo solito sorrisetto beffardo.

Vivian gli sorrise passandosi una mano tra i lunghi capelli rosso fulvo e lo salutò.

L’uomo allargò il sorriso e le si avvicinò.

L’odore maschio la investì in un misto di dopobarba e Vivian dovette abbassare lo sguardo per non fargli capire quali pensieri le passavano in quel momento nella testa.

Le chiese Dominick sapendo che erano soli in casa.

Dichiarò sapendo che Dominick sapeva dell’incidente che suo fratello aveva avuto sul lavoro, o di quello che Adam aveva raccontato.

Già, perché Adam faceva il pittore ed essendo piuttosto famoso era sempre in giro per il mondo per le sue gallerie o per passare del tempo con le modelle di turno con le quali la tradiva.

Vivian era al corrente delle sue scappatelle e per questo non stava certo bene, ma ogni volta, Adam le chiedeva perdono e le prometteva che non sarebbe più successo e che quella era l’ultima volta, e questo la faceva capitolare.

Vivian guardò Dominick sedersi sul divano di pelle di fronte a lei e ripensò al periodo in cui aveva conosciuto suo marito.

Gli aveva fatto anche lei da modella e si erano innamorati e sposati nel giro di un mese, solo in seguito aveva conosciuto la sua famiglia e conosciuto il suo carattere libertino.

Poi aveva conosciuto anche Dominick e da allora non aveva mai più saputo incolpare suo marito per quelle scappatelle … per quei sentimenti nascosti che provava … e l’aveva soltanto compreso, accettando ogni volta il suo ritorno a casa.

Dominick le fece cenno con la mano verso il divano.

Vivian scosse il capo e cercò di guardarlo il meno possibile.

Dominick se ne accorse e sorridendo, si alzò per versarsi da bere del bourbon e le disse:

Vivian gli sorrise scattando e replicò:

Vivian lo fissò cupa e alzandosi per andare alla finestra nella speranza che qualcuno arrivasse, cercò di mantenersi calma per rispondere.

Dominick rise e la guardò.

Si voltò a guardarlo e rimase senza risposta, con lo sguardo inchiodato ai suoi occhi.

Ripensò al giorno in cui aveva incontrato lui e una vampata di calore le imporporò le guance.

Volgendo lo sguardo da un’altra parte, ricordò quella notte….

 

“ Sua sorella le aveva chiesto di sostituirla al lavoro e lei aveva preso la sua succinta divisa da cameriera ed era arrivata in quel night cercando di fare del suo meglio.

Non condivideva i motivi per i quali sua sorella lavorasse in quel posto, ma doveva ammettere che grazie alle mance che i clienti le lasciavano, a volte riuscivano a fare qualche spesa in più e a vivere meglio, dato che col suo lavoro di segretarialei non si poteva concedere molto.

E poi quella sera stessa lo aveva visto! Era seduto solo, in un tavolo appartato … molto nervoso e triste….

Non sapeva cosa l’attirasse di quell’uomo dal momento che era già fidanzata con Adam, ma quando aveva incontrato il suo sguardo nulla aveva contato oltre ciò che sentiva.

E poi come se fosse la cosa più naturale del mondo, si era lasciata avvicinare, e aveva accettato un passaggio a casa.

Ma non erano arrivati a casa sua….. Qualcosa di soprannaturale era divampato tra di loro ed erano finiti a fare l’amore in macchina, selvaggiamente, profondamente e alla fine di tutto sentendosi in colpa verso Adam gli aveva mentito.

Si era lasciata accompagnare in un posto diverso da quello dove abitava e aveva sperato di non rivederlo mai più, non perché non lo volesse, ma perché se solo lo avesse rivisto avrebbe dovuto riconoscere l’entità dei suoi sentimenti e avrebbe fatto del male chi stava per sposare.

Ed era stato così, non l’aveva più rivisto, fino al giorno del suo matrimonio!

L’uomo a cui si era concessa quella notte in segreto era in realtà il fratello maggiore di suo marito e pur non rivelando mai nulla, Dominick le aveva detto e fatto capire in mille modi che la considerava solo una sgualdrina e che se non faceva nulla per distruggere tutto, era solo per il bene della famiglia a cui lui faceva capo.”

 

Vivian sussultò trovandoselo molto vicino e scuotendosi dai suoi ricordi, lo fissò ammutolita.

Non sembrava affatto preoccupato,piuttosto la fissava in modo strano, come se desiderasse entrare nei suoi più intimi pensieri e sapendo quanto quel desiderio fosse forte anche in lei, si allontanò di corsa e fu salvata dall’arrivo dei suoi suoceri e di Adam, che entrò in casa con delle stampelle.

Si rifugiò immediatamente al suo fianco e guardando Dominick capì che niente gli avrebbe impedito di tormentarla, neppure la presenza dei suoi cari, come faceva ogni volta che s’incontravano.

In quel preciso momento desiderò di essere da sola nella sua casa e di non aver mai conosciuto nessuno di quella famiglia, neppure suo marito……

 

 

Adam salutò con un forte abbraccio Dominick.

Ogni volta che lo rivedeva cercava sempre di stemperare l’atmosfera facendogli capire quanto tenesse a lui e di colpo, Dominick si ammansiva come se non osasse rimproverargli nulla.

Naturalmente si sentiva in colpa verso il fratello, per qualcosa di cui solo lui e sua moglie erano a conoscenza e che evitavano come la peste.

Ordinò perentoria Antonia Montgomery come se suo figlio fosse ancora un bambino e lei, sua moglie, non esistesse affatto.

Dominick fece segno al fratello sorridente, e scherzando,disse:

Antonia guardò entrambi e poi scoppiando a ridere spinse da parte Dominick e prese per un braccio il fratello per portarlo di sopra.

In quel momento entrò anche Jason, suo suocero, con le valigie e ancora una volta come le capitava spesso mentre stava in compagnia di quella famiglia si sentì di troppo, come se fosse invisibile.

Prese la sua valigia e in silenzio seguìsuo marito e sua suocera sotto lo sguardo attento di Dominick.

Quella sera a cena parlò poco e mangiò ancora meno, non era felice di essere lì e il suo pensiero andava spesso alla casa felice di sua sorella e alla sua nipotina appena nata.

Fortunatamente aveva scelto di viverle vicino e quando Adam non c’era stava spesso con lei e la sua famiglia e non vedeva l’ora di tornare alla normalità, dove almeno poteva godersi la sua piccola serenità e dove riusciva a dimenticare i suoi problemi.

Da qualche tempo aveva persino ripreso a lavorare e neppure Adam ne era a conoscenza.

Era riuscita trovare un lavoro di interprete in una piccola casa editrice e poteva anche lavorare da casa, senza dare da pensare a suo marito, ammesso che lui si fosse maipreoccupato di lei.

Quando finalmenteandò a letto cercò di chiudere gli occhi e non pensare, persino felice che sua suocera le avesse dato una camera comunicante con quella di suo marito.

Lui non poteva essere disturbato o inavvertitamente colpito durante la notte, le aveva detto per spiegare la decisione di metterli in camere separate, e anche se quella sistemazione non le piaceva perché era stata fatta solo per farle capire quanto contasse poco per loro, Vivian non la discusse, anzi si addormentò prima del previsto con uno strano senso di felicità nel non dividere il letto con qualcuno che ormai non amava più, e al quale non trovava il coraggio di rivelarlo.

 

Prima di partire per le vacanze natalizie aveva discusso molto con sua sorella, e lei stessa era fermamente convinta che non dovesse continuare, né a mentire né a sopportare quel genere di vita con un marito sempre assente e sempre infedele, ma ogni volta ad Adam succedeva qualcosa e lei doveva correre o all’ospedale o in prigione per risolvere i suoi guai.

Aveva deciso quindi di aspettare e di passare quell’ultimo periodo con lui per vedere se poteva recuperare il loro matrimonio, ma le premesse non erano delle migliori e in fondo al suo cuore, sapeva che alla fine, l’unica decisione da prendere le era sempre stata davanti agli occhi, come lo erano sempre stati i suoi sentimenti.

Ma per il bene che ancora gli voleva e per ciò che rappresentava per lei avrebbe tentato ancora, sopportando anche la presenza di Dominick al quale era legato il più profondo dei suoi segreti……

 

2° CAPITOLO

 

Il giorno dopo era il 23 di dicembre e Adam la svegliò presto per farsi accompagnare al centro commerciale, dove voleva comprare dei regali per tutti.

Lì, lo lasciò spesso seduto in qualche panchina e girò come una matta per trovare qualcosa che fosse di gusto a suo marito.

Mangiarono fuori a pranzo e ritornarono a casa a metà pomeriggio.

Appena misero piede dentro casa, Antonia l’aggredì come se avesse fatto qualcosa d’irreparabile.

Vivian rimase scioccata e davanti a tutta la famiglia senza che suo marito la difendesse, non riuscì più a trattenersi.

Antonia la guardò offesa e alzando la testa da gran signora, le voltò le spalle e si rifugiò fra i familiari.

Vivian si guardò attorno vedendo tutti molto sorpresi dato che era sempre stata molto remissiva e non aveva mai alzato la voce, poi fissò Dominick e vide che era l’unico che sorrideva divertito.

Arrossendo violentemente guardò sua suocera e si scusò.

Le venne in aiuto Adam.

Interruppe tutto la voce decisiva di Dominick che si era alzato da dov’era seduto per aiutarla con le buste ed i pacchetti.

Facendolo però le sfiorò una mano e il brivido che le provocò non passò inosservato ai suoi occhi, che la fissò e le disse:

Detto questo si avviò e a Vivian non restò altro da fare che seguirlo, mentre sua suocera la fissava ancora torva e offesa.

Quando furono al sicuro da orecchie indiscrete in camera sua, Dominick poggiò i pacchi in terra e le disse:

Vivian fece finta di aggiustare i pacchi dentro l’armadio per non rispondere e quando chiuse un’anta, se lo ritrovò davanti.

Vivian cercò di fare un passò indietro e si ritrovò contro la finestra con Dominick davanti che la fissava dritto negli occhi.

Impacciata non riuscì a rispondere, e allora Dominick la prese per un polso avvicinandola a sé e le disse:

Ringhiò infuriandosi, scuotendo il braccio per farsi lasciare.

Dominick strinse più forte e le disse ancora:
-Credi che non abbia capito che vuoi lasciare Adam? So che ti sei trovata un lavoro…..

Vivian riuscì ad allontanarsi massaggiandosi il braccio,scioccata.

Dominick sorrise soddisfatto e riavvicinandosi per parlarle vicino, le disse:

Vivian lo fissò incapace di parlare con la bocca spalancata.

Sgualdrina…… per lui era e sarebbe stata sempre e soltanto quello!

Si voltò da un’altra parte e cercò di trattenere le lacrime, non importava cosa lui pensava o voleva, importavano solo i suoi progetti e il principale era di allontanarsi da lui e dalla sua famiglia per sempre.

Dominick infilò le mani nelle tasche e la squadrò da capo a piedi.

Vivian scosse il capo tristemente e lo guardò.

Dominick incontrò il suo sguardo e senza replicare si voltò e uscì dalla camera.

Vivian rimase lì imbronciata a fissare il vuoto con le lacrime agli occhi……

Niente l’avrebbe resa più felice che non vederlo mai più….. mentì a sé stessa……

 

Alla vigilia di Natale, Montgomery House era una vai e vieni di ospiti e di regali.

Come tutti gli anni tutti gli amici e i parenti cenavano e rimanevano con loro per le feste.

Vivian notò subito l’unica persona che aveva sperato almeno per quella volta di non vedere.

Susan Jordan, amica di famiglia da sempre innamorata di Dominick era accompagnata da suo fratello Cristopher che non faceva nulla per celare l’interesse che aveva per lei, mettendola spesso in imbarazzo.

I due Jordan furono i primi ad arrivare, seguiti poi dagli zii di Adam: “Jhosh e Wanda” e infineHeather la nuova compagna di uno dei soci in affari di Dominick, Peter Gellar.

Una ragazza che aveva la metà dei suoi anni e che subito tutti avevano marchiato a fuoco, come l’arrampicatrice sociale che aveva sposato Peter solo per i suoi soldi.

A cena come ogni volta che la incontrava, Susan aveva intavolato discorsi e pettegolezzi che riguardavano l’alta società a cui Vivian non prestava molta attenzione, e dove la donna trovava sempre il modo di punzecchiarla con battutine sulle situazioni create da suo marito o sulle sue scappatelle.

Vivian evitava sempre quelle battute, ma decisa a non farsi più deridere da quella donna, dal momento che in avvenire non l’avrebbe più rivista, quella sera si presentò a cena in splendida forma.

Con un’ abito nero, corto e stretto ai fianchi, e con i suoi vaporosi capelli rossi racchiusi in uno chignon sofisticato e un collier di brillanti che le aveva regalo Adam i primi tempi, quando tra loro le cose erano idilliache.

Appena la vide Susan la squadrò tutta e alzò le sopracciglia scontrosa, come se la sua vista le desse fastidio.

Dominick che le era a fianco, notò con piacere il suo cambiamento ricordandola per un secondo quando l’aveva incontrata in quel night e sorrise a sé stesso compiaciuto, sapendo che avrebbe presto assistito ad uno scontro fra le due donne.

Vivian non immaginava i motivi per i quali Susan la detestasse tanto, dal momento che a lei interessava Dominick e non Adam, ma comunque arrivati a quel punto era di scarsa importanza e non le interessava più saperlo.

Voleva solo tenerle testa e togliersi un peso…..

Furono tutti sorpresi dal suo abbigliamento, soprattutto sua suocera, che glielo fece notare subito senza preoccuparsi della gente che c’era intorno a loro.

Vivian s’infervorò subito e a stento riuscì a calmarsi, così sorridendo come se fosse una ragazzina sbadata e grata alla suocera che voleva rabbonirla, le disse molto gentilmente:

Antonia restrinse così tanto lo sguardo che Dominick non riuscì a trattenere un moto di riso nel fissarla.

Una risata che contagiò anche Vivian, che lo guardò e avvicinandosi provocante solo perché Susan gli si era appiccicata, con voce suadente, gli posò una mano sul braccio e gli disse:

Dominick la guardò un misto tra il sorpreso e il divertito e le passò un bicchiere di champagne.

Vivian lo ringraziò con un sorrisetto svagato e allontanandosi andò a sedersi vicino al marito che quella sera sembrava al quanto nervoso.

Le disse la moglie di Peter sorridente sedendole accanto.

Vivian fu ben felice di poter conversare con qualcuno e educatamente le strinse la mano.

La ragazza bevve dal suo flute e poi sorridendole, le disse:

Vivian le sorrise bonariamente e mettendo una mano sulla sua, con comprensione le disse:

Heather rise di gusto e Vivian vide che Susan le guardava accigliata e infastidita dal loro divertimento.

La ragazza seguì il suo sguardo e diede le spalle a Susan.

Vivian annuì e nello stesso istante Antonia li richiamò per andare a tavola.

Adam come facevasempre si sedette lontano da lei, tra il padre e la madre e lei dovette sedersi davanti a Dominick e Susan efortunatamente vicino ad Heather.

La ragazza le fu di grande compagnia per tutta la serata e forse perché c’era la presenza di un’amica o forse perché quella sera l’aveva vista più decisa, Susan la evitò fino al momento di prendere il caffè, quando si trasferirono nel salone vicino l’albero di Natale per aprire i regali.

Fu lì che Vivian non riuscì ad evitare l’avvicinarsi di Cristopher.

Le disse l’uomo viscidamente avvicinandosi sempre più.

Dal momento che il salone era molto grande le persone invitate alla cena erano sparse e spesso riuscivano a parlare fra loro senza farsi sentire dagli altri.

Vivian sorrise e si guardò intorno.

Suo marito era scomparso, mentre i suoi suoceri tenevano un dibattito con gli altri invitati tra cui Susan ed Heather.

La voce imperiosa di Dominick alle sue spalle smontò all’improvviso l’audacia di Cristopher che scusandosi girò le spalle e raggiunse sua sorella.

 

3° CAPITOLO

 

Vivian si voltò a guardarlo in faccia e quello che vide non le piacque affatto.

Dominick era livido di rabbia e lei ne era certamente la responsabile.

La prese per un braccio certo che nessuno potesse vederli e la trascinò in corridoio sotto le scale, dove vi era solo buio.

Gli urlò Vivian contrariata, ma Dominick la prese per i polsi e pericolosamente vicino, le mostrò i denti.

Vivian sbarrò gli occhi.

Dominick le prese il viso tra le dita senza lasciarla andare e ancora irato, le disse:

Vivian lottò per allontanarsi e quando ci riuscì strabuzzò gli occhi per fissarlo bene nell’oscurità.

Fu la sua risposta.

Vivian girò i tacchi e fece per andarsene, ma Dominick l’afferrò per la vita e stringendola a sé da dietro le spalle, le mise la bocca sfiorandole il collo col suo respiro.

Vivian cominciò a tremare e avvampando di colpo, fu come se il tempo si fosse fermato e si voltò piano, molto lentamente, mentre le mani di Dominick le accarezzavamo ogni centimetro del suo movimento.

In un secondo le loro bocche si toccarono come attirate da una calamita e Vivian si strinse così forte a lui che quasi perse il respiro.

Dominick la tenne stretta fra le braccia e l’assaporò con rabbia causata dalla passione.

Un rumore dietro di loro li riportò bruscamente alla realtà e si staccarono restando a fissarsi negli occhi come animali in gabbia.

Adam aveva appena aperto la porta dello studio ed era entrato zoppicando.

Dominick fissò il fratello e lasciò andare Vivian che col fiato corto non riusciva a staccare gli occhi dalle sue labbra.

Tremando come una foglia fece un passo indietro per scappare, ma Dominick la fermò.

Le ordinò mentre Vivian sentiva nelle orecchie il suo respiro affannoso e il suo cuore che batteva all’impazzata.

Lo lasciò allontanarsi senza avere il coraggio di dire nulla e quando rimase da sola si accovacciò in terra e cercò di ricacciare indietro il desiderio che era riaffiorato inesorabile.

Quante volte aveva cercato di evitare quel contatto?

Ma poi era bastato solo un piccolo respiro, un piccolo pensiero e non era riuscita a stargli lontano, proprio come quella sera!

Improvvisamente il quadro della sua vita le fu chiaro…..

Non aveva trovato il coraggio di lasciare Adam, perché sapeva che nel farlo non avrebbe mai più visto Dominick, e anche se lui la detestava e non la rispettava, voleva evitare a sé stessa anche la sofferenza di non rivederlo più .

La voce di Adam la scosse dai suoi pensieri e si avvicinò alla porta dello studio per ascoltare quello che diceva.

Suo marito era al telefono e sembrava arrabbiato con la persona con cui parlava.

Diceva Adam cercando di non apparire tanto agitato.

Vivian sentì la cornetta del telefono sbattere contro il mobile e si allontanò per non farsi vedere.

Adam uscì e ritornò in camera, mentre lei lo fissava passare con gli occhi sgranati .

Non poteva credere a quello che aveva sentito!

Adam avrebbe fatto venire la sua amante sotto il suo stesso tetto!

Non riuscì a tornare in sala con gli altri ospiti, ritornò in camera sua chiudendosi a chiave e buttandosi sul letto a piangere e capì tutto.

Non era stata sua suocere a volere che dormissero in camere separate, sicuramente Adam aveva fatto in modo di convincerla per poter passare le notti con la sua amante senza dare nell’occhio.

Aveva pregato quella donna di raggiungerlo sapendo che nessuno avrebbe obbiettato, neppure lei che aveva sempre fatto finta di non capire.

Ma perché piangeva? Si chiese;

Non amava Adam e non le importava delle sue amanti…… anzi voleva che tutto finisse per ritornare a vivere, a ricostruirsi una vita, ma la cosa che la feriva era la sua mancanza di rispetto non solo per lei ma anche per i suoi familiari.

Adesso grazie all’ennesimo errore di Adam, Dominick avrebbe creduto sempre più che lei restava con lui solo per i loro soldi.

Ma in fondo cosa importava…. Pensò, non riuscendo a smettere di piangere, presto sarebbe stata lontana e presto avrebbe dimenticato i due anni più brutti della sua vita….. si, sarebbe successo! Promise a se stessa!

Doveva succedere, pensò speranzosa, ripensando a Dominick e al loro primo incontro.

 

“ Il locale era pieno di fumo e di gente ubriaca, e lui aveva stonato subito con l’ambiente….. forse era per quello che l’aveva notato subito.

Aveva perfino cercato di farlo servire da un’altra ragazza, ma alla fine aveva incontrato i suoi occhi grigi e non aveva potuto fare a meno di avvicinarsi.

Il suo viso era tirato dall’alcool, ma ancora meno ubriaco di altri le aveva sorriso, come poche volte aveva visto sorridere qualcuno e illuminarsi in viso sinceramente, e le aveva detto:

Vivian non aveva capito subito, ma poi senza riuscire a collegare i suoi pensieri con le labbra, aveva risposto.

Lui le aveva sorriso e guardandola fisso negli occhi, le aveva detto:

E così era stato….. L’aveva aspettata fuori dal locale, mentre lei aveva creduto che se ne fosse andato.

L’aveva fatta salire sulla sua Jaguar e le aveva chiesto:
-Ti va di fare un giro con me?

Vivian aveva annuito e dopo poco si erano fermati in un posto isolato al lato della strada.

Non aveva avuto nessuna paura, anche se non lo conosceva e poteva anche aggredirla, ma i suoi occhi erano talmente sinceri che quando le si era avvicinato e l’aveva baciata il tempo e il mondo erano rimasti fuori da quella macchina e dai loro pensieri fino a che … sfinita e avvinghiata a lui l’aveva visto sorridere e aveva sentito la sua stretta, come se non volesse lasciarla andar via.

Era stato in quell’istante che il pensiero di Adam l’aveva colpita come un pugno.

Si era fatta accompagnare in una strada secondaria vicino al locale e poi gli aveva sfiorato le labbra con un bacio e gli aveva detto un semplice “ ciao”.

Dominick le aveva preso una mano e le aveva sorriso.

Le aveva chiesto dolcemente senza dirle neppure il suo nome.

Vivian aveva abbassato lo sguardo ed era scappata via convinta che non sarebbe mai più successo……”

 

E invece era suo cognato! Pensò triste…..

Uno scherzo del destino le aveva donato l’amore e nella stessa sera gliel’aveva fatto perdere!

Dominick non le avrebbe creduto neppure se le avesse detto com’erano andate veramente le cose.

Ricordava bene il giorno del matrimonio e il momento che l’aveva rivisto.

 

“ Era da sola in quella stessa casa, cercando di rifugiarsi lontano dagli invitati per prendere fiato, quando la sua voce l’aveva colpita alle spalle come un pugnale.

Si era voltata scioccata vedendolo avanzare con gli occhi fiammeggianti d’ira.

Poi l’aveva presa per le braccia e l’aveva aggredita credendo chissà cosa di lei.

Vivian aveva sbattuto le palpebre e cercando di parlare aveva scosso il capo, ma Dominick l’aveva spinta di lato e l’aveva minacciata.

Vivian aveva capito solo in quel momento che aveva di fronte il fratello di cui aveva sentito tanto parlare, e inorridita aveva abbassato lo sguardo sul suo abito nuziale e l’arrivo di suo marito non le aveva permesso di spiegarsi, di dire qualcosa.

Dominick aveva fatto finta di nulla e lei aveva capito di aver commesso l’errore più grande della sua vita e di non poter più tornare indietro…….”

 

4° CAPITOLO

 

La mattina di Natale fu Heather a svegliarla cogliendola di sorpresa e portandole un cesto pieno di pacchetti.

Glieli lasciò accanto al letto e prima di andare via la invitò a fare una passeggiata sulla neve con lei dopo colazione.

Vivian si alzò dal letto consapevole di aver gli occhi gonfi dal pianto e guardò fuori dalla finestra.

L’immenso parco di Montgomery House era sommerso dalla neve e già qualcuno aveva fatto dei pupazzi rappresentanti figure natalizie.

Il candido bianco della neve la rese ancora più triste!

Era sola in mezzo a tanta gente e non poteva neppure parlare con sua sorella perché non era a casa.

Anche lei era andata a passare le feste dai suoceri e non aveva neppure il loro numero di telefono.

Cercando di non farla preoccupare aveva preferito non chiederglielo, convincendola che non le sarebbe servito, ma adesso avrebbe tanto voluto sentire la sua voce rassicurante e protettiva che aveva il potere di calmarla.

Guardò il cesto che Heather le aveva lasciato e l’unico pacchetto che l’attirò fu il più piccolo.

Non era confezionato, come se fosse stato messo lì all’ultimo minuto e non aveva bigliettino.

Vivian aprì la scatolina e una catenina d’oro bianco con una croce pendente strutturata con pietre incastonate su tutta la lunghezza, dello stesso colore dei suoi capelli, la fece rimanere inebetita e a bocca aperta.

Chi le aveva fato un regalo tanto bello e tanto particolare?

Trovare delle pietre rosso fulvo da intonare allo stesso colore dei suoi capelli doveva essere stata un’impresa.

L’unica persona che le venne alla mente fu Dominick, ma poi cercò di scacciare quel pensiero.

Perché mai Dominick le avrebbe dovuto fare un regalo tanto bello, se neppure la sopportava?

Aprì anche gli altri regali, i soliti che i suoi suoceri le facevano a Natale, come sciarpa e guantie trovò il solito bracciale di diamanti che Adam faceva scegliere dalle sue pompose assistenti e che lei indossava raramente.

Non aveva mai sopportato oggetti così appariscenti e se li indossava era solo per non essere sgarbata verso la persona che gliel’aveva regalati.

Anche se Adam non sapeva neppure quali fossero i suoi di regali. Era possibile che questa volta una delle sue assistenti le avesse comprato quel bel regalo che tanto l’aveva sorpresa, ma ugualmente non l’avrebbe mai saputo, quindi, si spogliò, si fece una doccia calda e dopo essersi vestita pesante raggiunse Heather per quella passeggiata, indossando però sotto il maglione la catenina con la croce.

Forse quello sarebbe stato l’unico ricordo che avrebbe tenuto per sé una volta chiesto il divorzio, decise!

 

Heather era una compagnia molto piacevole e non era per nulla oca, come l’aveva sentita apostrofarepiù volte da sua suocera.

Era una ragazza deliziosa con i suoi grandi occhi verdi e i suoi capelli biondi da bambola.

Forse il bel corpo e la gioventù che lasciava filtrare da sé stessa dava molto fastidio a tutti, e per quello, pensavano male di lei credendola diversa da quello che era.

Passeggiarono unbel po’ insieme e ad un certo punto suo marito Peter in compagnia di Dominicksi mise in strada per raggiungerle.

Heather salutò il marito felice, come se non lo vedesse da tempo e poi si voltò verso di lei.

Vivian la fissò sorpresa e la sentì dire:

Vivian le sorrise felice .

La ragazza sorrise a sua volta guardando ancora suo marito.

Vivian rifletté sull’età di Peter.

Doveva avere circa cinquant’ anni o di più, ma accanto ad Heather sembrava un ragazzino.

Heather la guardò speranzosa e le disse:
-Non lo sa ancora….. lui credeva di non poterne più avere, ma appena torneremo a casa gli darò la bella notizia!

Vivian le sorrise grata per il complimento e la vide gettarsi tra le braccia di Peter, e Vide pure Dominick sorridere sincero come lo vedeva fare di rado.

Evidentemente aveva accettato la piccola Heather ed era felice per l’amico, pensò….

Subito dopo incontrò i suoi occhi e il pensiero di quello che era accaduto la sera prima la fece avvampare.

Le disse Peter interrompendo il corso dei suoi pensieri.

Vivian ricambiò l’augurio e lo sentì dire alla moglie di rientrare con lui.

Tentò Heather di replicare la ragazza, ma Dominickl’interruppe garbatamente.

Rimasero nuovamente soli e l’unica cosa che le venne in mente di fare fu incamminarsi verso il parco per potergli stare almeno un po’ più lontana e per non doverlo guardare in faccia.

Camminarono l’uno accanto all’altro senza dire una parola, poi improvvisamente Dominick la sorprese.

Vivian lo fissò sbalordita e Dominick le sorrise come se fosse imbarazzato.

Vivian annuì senza rendersene conto e lo vide sorridere soddisfatto.

Non era molto convinta che fosse una buona idea, ma solo il pensiero di quel sorriso sincero la rasserenò.

Ritornarono verso casa e contenta lo lasciò in compagnia di Susan e degli altri ospiti.

Alle tre del pomeriggio sua suocera l’informò che Adam si era chiuso nel suo vecchio studio nel retro della casa con la sua assistente, che era appena arrivata, per concludere dei lavori che doveva consegnare.

Vivian non disse nulla, dispiaciuta solo del fatto che quella povera donna era succube del figlio quanto neppure poteva mai accorgersi.

Poco dopo Dominick la raggiunse e insieme uscirono di casa per salire sulla sua auto.

A Vivian prese un colpo nel vedere che Dominick aveva ancora la stessa automobile di quella sera e prima di salire rimase a fissarla nel ricordo di ciò che era stato.

Appena furono nell’abitacolo da soli, seppe che anche Dominick non aveva scordato nulla, la sorprese solo il fatto che se ne scusò.

Dominick la fissò e poi concentrandosi sulla strada le disse:

Vivian annuì cercando di guardare fuori dal finestrino.

Disse inaspettatamente Dominick.

Vivian si voltò a guardarlo.

Doveva avere sofferto molto in passato per quell’amore assoluto che sua madre rivolgeva molto più ad Adam anziché a lui!

Adam era sempre stato ilfiglio prediletto, il coccolato che aveva potuto fare ciò voleva senza nessun ostacolo, mentre lui si era preso carico dell’ impresa di famiglia dopo che il padre non era più stato in grado di occuparsene per ragioni di salute, e si era fatto carico anche di tutti i loro problemi.

Chissà se anche lui aveva avuto aspirazioni o se era felice di essere divenuto ciò che era?

Così senza riuscire a star zitta, glielo chiese.

Voleva conoscerlo meglio e cercare di capirlo.

Dominick la guardò inebetito e prima di rispondere pensò.

Quella confessione la fece scoppiare a ridere e Dominick la seguì nella risata.

Poi però tornò serio e le disse:

Vivian scosse il capo, con lui non avrebbe mai avuto paura…… pensò.

Accelerò e la portò in un posto diverso da quello che si aspettava.

Entrarono in un poligono di tiro, dove notò, lo conoscevano in molti.

Le fece indossare delle cuffie per sopportare il rumore e la portò con sé dietro un pannello da tiro.

Le sorrise prima di indossare gli occhiali e le stesse cuffie, e poi lo vide prendere da un cassetto dei proiettili e una pistola che se fosse stata tra le sue mani sarebbe stata terribilmente pesante e terribilmente grande.

Vide i muscoli del suo corpo tendersi e la concentrazione sul suo viso.

Dominick fece centro tutte le volte che sparò e Vivian rimase incantata a guardare il profilo di quell’uomo come se fosse da sola con lui e neppure potesse sentire gli spari che incorniciavano l’ambiente.

Il cuore le arrivò in gola e ammise con sé stessa quella verità che tanto aveva cercato di dimenticare e nascondere.

Lo amava disperatamente!

Dominick la prese per mano interrompendo il fragore della verità e portandola fuori dal tiro, la guardò dritto negli occhi, e le disse:

Le sorrise per l’ennesima volta, e poi la riprese per mano come un ragazzino, incamminandosi per raggiungere la macchina al parcheggio.

Sembrava un sogno…..

Dominick era dolce e premuroso, e aveva condiviso con lei un suo grande segreto.

Fuori dal suo impero e dalle preoccupazioni era diverso, quasi felice e la trattava come se fosse importante, non come la trattava di solito….. quasi come se fossero due ragazzi innamorati in giro per la città……

La portò in centro e le parlò di tante cose in modo naturale e semplice, sorridendole spesso e quando ripresero la via del ritorno, Vivian gli fece notare che non avevano comperato il regalo per Adam.

Dominick abbozzò un sorriso spontaneamente divertito e le disse:

Poi la fissò e le guardò il collo da dove sotto la scollatura della camicia s’intravedeva la croce ed ebbe un’espressione strana, indecifrabile.

Arrivati davanti la porta di casa, Susan li raggiunse raggiante buttandosi tra le braccia di Dominick.

In quel momento Vivian capì che la giornata meravigliosa era finita!

 

5° CAPITOLO

 

Vivian si voltò nello stesso istante in cui una ragazza tutta curve con i capelli biondi e cortissimi entrava in salone seguita da suo marito.

Susan le sorrise e poi quasi con cattiveria le si avvicinò e le disse:

Vivian si allontanò senza dire nulla, poi però ci ripensò e tornando sui suoi passi, la guardò in viso e le disse:

Susan aprì la bocca allibita e Vivian le voltò le spalle a la lasciò impalata a bruciare di rabbia.

Adam le si avvicinò come faceva di solito quando si sentiva in colpa e le diede un bacio sulla guancia.

Lo interruppe lei sconsolata, poi alzò gli occhi e incontrò quelli di Dominick che la fissavano freddi.

La tregua è finita! Pensò…..

Adam non partecipò alla cena né le presentò Sheryl la sua “collaboratrice”.

Vivian rimase seduta accanto ad Heather per tutta la serata e quando finì di mandar giù quel poco che aveva mangiato, si congedò per rientrare in camera sua.

Vivian si bloccò sulla porta della camera e si voltò per incontrare il viso di Heather.

La ragazza evidentemente capendo la situazione non voleva lasciarla sola senza assicurasi che stesse bene.

Vivian le sorrise e le fece segno di entrare.

Heather si sedette sul letto aspettando una risposta e vedendo che tardava ad arrivare, le fece una confessione.

Le chiese Vivian cercando di mentire.

La ragazza le si avvicinò e sorridendole le disse:

Vivian annuì grata e la scortò alla porta.

Non poteva dire la verità a sé stessa, figuriamoci a quella cara ragazza che neppure conosceva……

 

Un rumore nella notte la svegliò di soprassalto.

Aguzzando l’udito si alzò dal letto e indossando una vestaglia uscì dalla sua camera.

Le era sembrato di sentire dei passi, ma forse aveva avuto solo un incubo, realizzò.

Poi visto che ormai era scesa di sotto, decise di prendere dell’acqua in cucina.

Accese la luce e aprì il frigorifero.

Dominick la fece sussultare e l’acqua le cadde addosso rivelando la nudità del suo seno sotto la vestaglia trasparente.

Non era mai riuscita a dormire con grandi pigiami e in quel momento se ne pentì.

Dominick fissò il punto in cui era caduta l’acqua, ma all’improvviso la risata di qualcuno li distolse dall’accaduto.

Vivian riconobbe subito la voce di Adam e uscì dalla cucina per vedere cosa stava succedendo.

Dominick la seguì lungo il corridoio e quando furono alla fine, da uno spiraglio di luce, ad occhi sgranati videro Adam e quella Sheryl fare l’amore… convinti di essere da soli e non visti.

Lacrime d’umiliazione le rigarono il viso, mentre le forti braccia di Dominick la prendevano in braccio per portarla via da quella insana scena.

Quando si rese conto di dov’era si ritrovò seduta fra le sue braccia sulla poltrona di una camera che non aveva mai visto e capì di essere nella sua stanza.

Quella stanza che non aveva mai osato varcare neppure quando era sola in casa per paura di ricordare troppo di lui.

Dominick le accarezzò dolcemente i capelli come se volesse consolarla e Vivian lo guardò.

Non aveva pianto da moglie ferita, ma solo da moglie infelice e umiliata.

Se solo due anni prima avesse avuto il coraggio delle sue azioni….. se solo non fosse stata così stupida da sposare un’ uomo senza conoscerlo…..

Si disse asciugandosi col dorso della mano le lacrime che le bagnavano il viso.

Accarezzò il viso di Dominick e colta da una forza incandescente lo baciò con tutta la passione che aveva in corpo.

Dapprima Dominick ricambiò il suo bacio, ma poi l’allontanò da sé e furioso si alzò mettendo tra loro distanza.

Vivian lo guardò senza capire, stringendosi addosso la vestaglia.

Dominick le diede le spalle e le disse:

Vivian alzò una mano per toccarlo, ma subito la lasciò cadere.

Dominick non avrebbe mai capito…

In silenzio uscì da quella camera e corse per tornare nella sua.

Doveva parlare al più presto con suo marito e lasciare per sempre quella casa… decise!

 

La mattina dopo quando Adam rientrò in camera convinto di non essere visto da nessuno, rimase senza fiato….. Seduta sul suo letto con in mano dei fogli, Vian lo fossò!

Nervoso e impacciato la fissò anche lui e cercò di spiegarle dov’era stato.

Vivian alzò una mano per zittirlo e sorridendogli come se sorridesse ad un bambino, comprensiva e per nulla arrabbiata, cominciò dicendo:

Adam la fissò scioccato e le andò vicino prendendole le mani per cominciare la solita scenetta del perdono.

Vivian gli accarezzò il capo e con le lacrime agli occhi, disse:

Adam scosse con vigore la testa e prendendole il viso tra le mani le disse:

Si alzò guardandolo dolcemente e confessò ciò che aveva dentro.

Adam la fissò impallidito.

L’uomo fissò le carte sparse sul letto e poi lei.

Vivian gli sorrise tollerante e posandogli una mano sulla testa, disse ancora:

Adam la fissò con le lacrime agli occhi e tutto gli fu immediatamente chiaro.

Le baciò le mani piangendo e scusandosi.

Vivian scosse il capo addolorata;

Adam la guardò per un istante e poi come se fosse stato un bambino capriccioso e pentito di aver fatto del male, annuì e prendendo le carte uscì dalla camera lasciandola sola.

Vivian chiuse gli occhi come se il grande peso che portava dentro finalmente si fosse finalmente dissolto e l’unica cosa a cui pensò fu Dominick.

Da quel giorno non l’avrebbe più rivisto……

Lacrime cocenti le rigarono il viso e con mani tremanti, sperando di non crollare cominciò a preparare i bagagli.

Non avrebbe salutato nessuno ……..

Poi il viso di Dominick scosse ancora una volta i suoi pensieri e la visione della loro notte di fugace passione la spinse ancora una volta a piangere.

Come avrebbe fatto a dimenticare?

Come poteva riuscirci se soffriva così tanto?

Dominick la detestava e adesso che aveva chiesto il divorzio l’avrebbe detestata ancora di più, non le avrebbe perdonato il fatto di aver fatto tutto alle sue spalle per far soffrire il suo prezioso fratello.

 

Quando tutto fu pronto per la sua partenza, si sedette sul letto e aspettò che tutti fossero andati a dormire per lasciare quella casa.

Voleva scrivere un biglietto a quella deliziosa ragazza, ma poi vi rinunciò.

Heather avrebbe capito, sperò.

Poi una telefonata ruppe il silenzio della casa,e sentirono delle voci nel corridoio.

Dopo poco bussarono convulsamente alla sua porta e Dominick irruppe dentro la sua stanza.

La prima cosa che vide furono le valigia accanto alla porta e poi la guardò in viso truce e furioso, e come se volesse quasi picchiarla per aver solo pensato di andar via, e dichiarò:

Vivian sbarrò gli occhi terrorizzata e il primo pensiero che l’avvolse fu uno stato di colpa.

Se fosse successo qualcosa ad Adam per causa sua non se lo sarebbe mai perdonato…… e non gliel’avrebbe perdonato mai neppure Dominick…..

 

6° CAPITOLO

 

La sala d’aspetto dell’ospedale era desolata e il tumulto del suo cuore le sembrava che fosse l’unica cosa che potesse sentire.

Dominick andava avanti e indietro e neppure una volta aveva osato guardarla come se il solo vederla, gli ricordasse che le lei era colpevole.

Ad un tratto un medico irruppe nel silenzio e dirigendosi verso Dominick, gli tese la mano e cominciò dicendo:

Vivian sussultò a quelle parole e guardò i due uomini tremante e sconvolta.

Vivian si alzò con gli occhi pieni di lacrime e scosse il capo.

Dominick la prese per le spalle per calmarla e si rivolse al medico:

L’uomo alzò le spalle e aggiustandosi gli occhiali che aveva sul viso, disse ancora:

Detto questo fece un cenno col capo e sparì nel corridoio.

Vivian si aggrappò a Dominick tra le lacrime e con amarezza e dolore, lo sentì mentre la stringeva con forza.

Disse allontanandosi di colpo.

Dominick la prese ancora per le spalle e scuotendola e fissandola dritto negli occhi, le disse:

Dominick sembrò addolcirsi e lasciandola andare, le disse:

Vivian incassò il colpo senza replicare e abbassando la testa sconfitta si lasciò condurre a casa.

Adam aveva avuto un incidente dal quale forse sarebbe rimasto cieco, e lei ne era la sola responsabile.

Adesso la sua vita era davvero finita…… e il peso che portava sul cuore e il rimorso non le avrebbero più permesso di vivere bene e di dimenticare.

Avrebbe fatto tutto quello che era in suo potere per aiutare Adam e tutto quello che avrebbe potuto per rimediare a ciò che era successo, anche se sapeva bene che con la perdita della vista nulla e nessuno avrebbero potuto ridargli la sua libertà……

Chissà se anche Adam come Dominick l’avrebbeodiata, adesso, ritenendola colpevole?

Aveva sopportato per così tanto tempo l’odio di Dominick, che adesso sopportare anche quello di Adam, le sembrava l’unica cosa che potesse fare per redimere al dolore che gli aveva causato.

Dominick l’accompagnò a casa, la portò in camera mettendola a letto e nascondendo le sue valigie nell’armadio per non far capire a nessuno ciò che doveva succedere quel giorno e poi, parlò con i suoi genitori.

Naturalmente quello fu un colpo per tutti soprattutto per sua madre che dovette mettersi a letto per non svenire dalla pena e poi ritornò in ospedale per stare vicino al fratello.

Vivian si addormentò distrutta e l’unico pensiero che la ossessionò fu l’immaginare del viso distrutto di Adam quando avesse saputo che non avrebbe potuto dipingere per chissà quanto tempo …

 

Quando si risvegliò le tende della camera erano chiuse e uno spiraglio di luce filtrava illuminando il viso stanco di Dominick seduto di fronte al letto che la guardava.

Appena lo vide e ricordò gli avvenimenti accaduti, si mise una mano sulla bocca sconsolata e non osò guardarlo un’altra volta.

Dominick rimase fermo come se soppesasse la situazione, poi con la sua solita voce dura che non ammetteva opposizioni, cominciò a parlare.

Vivian alzò il viso e nella mano di Dominick, stritolato con forza c’era la pagina intestata dello studio legale a cui si era rivolta per stipulare il contratto di divorzio, e rabbrividì.

Aveva sempre saputo che per Dominick sarebbe stata l’unica responsabile, ma adesso che stava accadendo l’inevitabile, non riusciva neppure a guardarlo per paura di vedere nei suoi occhi, quello che aveva sperato di non vedere mai.

Dominick si alzò in piedi e annullò la distanza fra loro.

Vivian lo fissò impaurita e tentò di giustificarsi.

Ringhiò Dominick passandosi una mano fra i capelli come se fosse snervato al limite del possibile.

Vivian lo guardò, e gli occhi le si riempirono di lacrime.

Come poteva dirgli la verità? Come poteva confessargli il vero motivo della sua decisione?

Dominick la odiava e non le avrebbe mai creduto, considerando il suo sfogo come un tentativo di evitare le sue colpe.

Perciò cercò di alzarsi dal letto e non rispose.

Dominick la guardò e poi impassibile al suo pianto, disse:

Vivian alzò il viso di scatto sgomenta e incontrò il suo sguardo tagliente come una lama.

La prese inaspettatamente per la vita e voltandola verso di sé inchiodò lo sguardo nel suo e concluse, dicendole:

Vivian alzò il viso verso di lui nell’istante in cui le lacrime le rigarono il viso.

Dominick le fermò con i pollici e come se fosse immobilizzato dalla sua reazione condiscendente, fu sul punto di dire dell’altro, ma poi si allontanò e prendendo la porta, disse:

In poche ore aveva perso la libertà ed era ricaduta nel baratro da cui aveva disperatamente cercato di scappare e questa volta non c’era alcuna speranzaper lei di essere felice…

 

Quando entrò nella stanza d’ospedale in cui era stato trasferito

suo marito, l’ansia e l’angoscia presero il sopravvento e guardandolo, sdraiato e bendato scoppiò in lacrime e gli corse incontro.

Singhiozzò appoggiandosi al suo petto.

Adam le appoggiò una mano sulla schiena e Vivian lo guardò in viso.

Il sorriso sincero fu la cosa che la colpì come un pugno in pieno stomaco.

Credeva di trovare un’ uomo arrabbiato che l’avrebbe odiata, e invece, lui le stava sorridendo.

Cercò di toccarle il viso come se volesse riconoscere i suoi tratti per essere sicuro che fosse lei, e le disse piano con una voce che non era la sua;

Obiettò lei senza smettere di piangere.

Vivian lo fissò prendendogli la mano e stringendola a sé, lo sentì cambiato.

Non avrebbe mai immaginato di trovarsi davanti un Adam diverso, mutato e più forte, capace di affrontare quello che gli stava accadendo col sorriso sulle labbra, quasi dimentico di ciò che era accaduto fra loro, e preoccupato dei suoi sentimenti.

La porta si aprì e Dominick entrò seguito da tutti i parenti, con sua madre in lacrime che si gettò sul figlio cercando di rassicurarlo e abbracciarlo.

Col viso duro rivolto verso di lei, prima studiò la situazione e poi s’intromise tra sua madre e suo fratello e disse:

Adam sorrise allungando una mano verso Dominick, che la strinse triste al solo vederlo in quello stato.

Adam annuì e poi si fece salutare da tutti, poi però richiamò il fratello e quando fu sicuro che nessun’altro oltre Vivian potesse sentire, gli disse:

Dominick si voltò a guardarla e Vivian scioccata da quella reazione inattesa di suo marito, si avvicinò e lo baciò sulla guancia.

L’uomo annuì senza discutere e stringendo la mano al fratello li lasciò soli.

 

Vivian gli restò accanto tutta la notte, in cui Adam ebbe un incubo dopo l’altro, cosa che la fece sentire ancora più colpevole e triste.

Se solo avesse resistito e non gli avesse chiesto il divorzio, nulla sarebbe accaduto.

Se solo fosse stata più forte, forse adesso Adam non sarebbe in quello stato.

A metà nottata, quando fu sicura che lui dormisse profondamente, uscì dalla camera per prendere un po’ d’ariae rilassare i pensieri.

Senza quasi accorgersene si ritrovò davanti la piccola cappella dell’ospedale, sotto il quadro della madonna e sedendosi in uno dei banchi cominciò a pregare come ormai non faceva da tempo.

Giurò a sé stessa di non abbandonare mai più suo marito e di prendersi cura di lui, pregando il Signore di aiutarlo a guarire ed aiutare lei a sopravvivere alla sua tristezza.

 

7° CAPITOLO

 

Passò una settimana da allora e Adam tornò a casa accolto da tutta la famiglia che si fece in quattro per rendergli la vita più facile.

La sua camera fu spostata al piano di sotto di Montgomery House e fu sgombrata da mobili che potevano essergli d’impaccio.

Adam cominciò a prendere coscienza dei posti grazie all’aiuto di un bastone col quale cercava di fare piccoli passi, e Vivian gli era sempre vicino cercando di rendergli le cose sempre più facili e non insormontabili come in realtà erano.

Dominick sembrava quasi scomparso dalle loro vite, come se evitasse di stare in famiglia per non vedere il fratello in quelle condizioni e conoscendo bene il suo segreto, Vivian sapeva che sfogava la sua rabbia al poligono di tiro.

Così convinta dall’insoddisfazione del marito di non stare più in compagnia del fratello, prima della vigilia di Capodanno, dopo che Dominick non si era presentato a cena con una delle solite scuse, prese la macchina e raggiunse quello stesso poligono in cui lui una volta l’aveva portata.

L’edificio quando arrivò era tutto chiuso, non c’era nessuno, solo la luce della piccola sala era aperta e seguendo il suono degli spari, lo trovò davanti alla mensola delle munizioni da solo, intento a caricare una pistola.

Rimase a fissarlo per un po’ di tempo, vedendo il sudore che gli imperlava la fronte e il cuore le balzò in petto quando incontrò il suo sguardo prima stupefatto, e dopo furioso.

Le gridò rimettendosi le cuffie e mettendosi in posizione per sparare.

Vivian gli si avvicinò sussultando ad ogni sparo e gridò per farsi sentire.

Dominick continuò a sparare senza degnarla di uno sguardo.

Vivian si tappò le orecchie non riuscendo a sopportare quel rumore che la stordiva e lo tirò per un braccio per farlo smettere.

Dominick si volse di scatto a fissarla , la fissò e la prese per la vita spingendola verso il muro e gridò:

Vivian lo guardò negli occhi vedendo il velo di sofferenza che gli offuscava lo sguardo e gli accarezzò il viso docile.

Dominick alzò gli occhi al cielo e con un lamento quasi straziato, le prese il viso incorniciandoglielo con le mani e la baciò rude, con passione sopita per tanto tempo.

Vivian sbarrò gli occhi incredula a quello che stava succedendo e poi gli circondò il collo con le braccia e aderì al suo corpo, come se quella fosse stata l’unica cosa giusta da fare.

Il desiderio ela passione divamparono fra di loro, come e più intensamente di quell’unica sera che avevano passato l’uno fra le braccia dell’altro e pian piano, Vivian si ritrovò nuda, stretta a lui e avida dei suoi baci.

Dominick l’accarezzò con dolcezza attento a darle e a ricevere piacere da quei contatti e come immersi in un altro mondo dove non li sfiorava nessuna sofferenza, fecero l’amore lì, in piedi con una passionalità che li consumò e li rese inermi e indifesi a quel forte sentimento.

Quando riuscirono nuovamente a fissarsi negli occhi, ancora col fiato corto e allacciati, Dominick parve tornare in sé e con mani tremanti cercò di coprire quello che prima aveva assaggiato e bramato con avidità.

Vivian cercò di coprirsi alla meglio e tremante ancora di desiderio, lo cercò con gli occhi speranzosa.

Dominick si rivestì velocemente e perentoriamente, le disse:

Non le disse nulla, non la toccò e neppure la guardò ancora ….

Umiliata e delusa, riprese i brandelli del suo orgoglio ferito e corse via.

Era accaduto ancora, e ancora una volta era finita nello stesso istante in cui era cominciata!

Dominick non l’amava, non la voleva… era solo disperato per la disgrazia accaduta ad Adam e lei, era l’unica con cui prendersela, a cui dare tutte le colpe e a cui riversare la sua frustrazione e stupidamente lei gli si era concessa assecondando solo il suo ego e distruggendo ancora una volta i suoi sogni.

 

Alla cena dell’ultimo dell’ anno erano presenti solo Heather, Peter e Susan mentre gli altri ospiti avevano preferito date le circostante tornare alle loro case.

Vivian non osò neppure guardare Dominick dopo quello che era successo fra loro, ma notò con gioia che cercava di stare molto più vicino ad Adam e che lo aiutava senza essere troppo invadente a fare ogni singola mossa.

Sembrò che nulla fosse cambiato, soprattutto le risate festosee gli auguri che tutti si scambiarono allo scoccare della mezzanotte.

Adam le prese una mano e baciandone il palmo, le disse:

Vivian commossa lo ringraziò con un bacio e poi con una scusa, uscì dal salone per restare qualche istante da sola.

Non riusciva più a stare nella stessa stanza con tutta quella gente.

La sua vita era diventata così difficile che le sembrava di essere da un’altra parte a fissare sé stessa, da lontano, senza riuscire a fare nulla per cambiare ciò che accadeva.

Indossò il cappotto e uscì di casa per fare quattro passi.

Faceva molto freddo e la neve si stava sciogliendo, ma non le importava, doveva recuperare la calma e doveva stare un po’ sola.

I pensieri le corsero alla notte prima, quando si era donata con ardore a Dominick credendo che per una volta, solo per una volta , avesse potuto avere da lui un po’ d’amore e di dolcezza, ma appena tutto era finito, lei era tornata ad essere la sgualdrina che aveva sposato suo fratello e lui il suo carceriere.

Dei passi dietro di lei la fecero voltare con un guizzo.

Heather le sorrise agitando la mano e raggiungendola, le disse:

Vivian le sorrise e poi notò Dominick sulla porta.

Lui sapeva sempre tutto di lei… non l’avrebbe mai lasciata andare, mai l’avrebbe lasciata libera, neppure nei suoi pensieri…..

Heather seguì il suo sguardo e affiancandola, le domandò:

Vivian guardò la ragazza con un moto di nervosismo e cercò di tergiversare.

Heatherfece un sorrisetto nervoso e le disse:
-Scusa, mi impiccio sempre di cose che non mi riguardano!

Vivian scosse il capo e fermandosi, si girò a guardarla e prima di tornare indietro, le disse:

Heather la prese per un braccio e dispiaciuta, le disse:

Rientrò in casa lasciando Heather fuori a ripensare alle sue parole e nel corridoio si scontrò con Susan, la quale la fissò con sgarbo.

Vivian la fissò inorridita da tanta cattiveria e senza degnarla di uno sguardo corse per il corridoio per raggiungere Adam.

Appena mise una mano sulla maniglia della porta, però sentì Dominick che parlava col fratello e rimase ad ascoltare.

Adam cercava di convincere Dominick di qualcosa, e Vivian ebbe il timore di ascoltare oltre.

Non voleva sentire la voce di Dominick che la disprezzava!

L’esserne al corrente nei suoi pensieri era già un fardello troppo pesante da portare…..

Così bussò ed entrò interrompendo i loro discorsi.

Adam le sorrise e alzò la mano per farla avvicinare.

Dominick li osservò con lo stesso sguardo duro che aveva sempre avuto nei suoi confronti.

Sentendo quello parole, Vivian si voltò per guardare Dominick e nello stesso istante, lui si avviò verso la porta evitando il suo sguardo.

Vivian assorbì la notizia come ormai assorbiva ogni dolore, e capì il motivo per il quale Susan era così nervosa poco prima.

Era ansiosa di stare col suo Dominick, e chissà che bella nottata avrebbero passato insieme da soli!

Si disse storcendo il naso, disgustata immaginando la scena.

Scosse il capo per scacciare quei pensieri e poi d’un tratto, Adam le strinse la mano e le disse:

Vivian gli sedette vicino e sorridente, chiese:

Adam diventò improvvisamente serio e cominciò dicendo:

L’interruppe Vivian energicamente.

Ma Adam le sfregò la mano che stringeva nella sua e le disse:

Vivian annuì e lo guardò.

Guardò il pallore del suo visoe le bende sugli occhi e gli occhi le si riempirono di lacrime.

In poco tempo tutto il suo mondo era stato distrutto e i suoi sogni con esso.

Non poter dipingere per lui doveva essere la punizione più atroce che dovesse espiare, e lei ne era la sola responsabile.

 

8° CAPITOLO

 

Vivian scioccata da quella rivelazione, gli strinse la mano e Adam sorrise stanco e continuò:

Vivian vide scendergli sul viso sotto le bende delle lacrime e le pianse il cuore.

Sembrò che un grosso masso si sgretolasse e scendesse dal suo petto, ma inevitabilmente prese l’unica decisione che doveva prendere.

Adam cercò di toccarle il viso sentendo che anche lei piangeva e poi le disse:

Vivian fece una risata nervosa e pensò a quanto tutto quello fosse stato impossibile, poi lo abbracciò e piano all’orecchio, sussurrò:

Adam rimase un’ attimo inebetito, poi convulsamente la strinse a sé e ridendo, le disse:

Non lo avrebbe lasciato! Adam aveva dimostrato di essere forte e maturo come mai avrebbe creduto e anche se amava suo fratello più di quanto lei stessa avrebbe mai ammesso, sarebbe rimasta con lui e avrebbero ricostruito la loro vita con una solida amicizia, poi un giorno, forse….. Adam sarebbe ritornato a dipingere e si sarebbe innamorato di un’altra donna…. E lei a quel punto, ma solo in quel momento, solo con la consapevolezza di non poterlo ferire, avrebbe vissuto anche lei …

D'altronde voleva molto bene ad Adam, era la sua famiglia oltre a sua sorella…. e anche se non poteva avere l’amore, avrebbe avuto una solida roccia a cui afferrarsi nei momenti brutti e forse un giorno gli avrebbe detto la verità, quella che gelosamente custodiva in fondo al suo cuore……

 

Due settimane più tardi un fermento improvviso in salone l’incuriosì mentre lei e Adam entravano e cercavano di capire cosa stesse succedendo.

Sua suocera sembrava impazzita e abbracciava Susan e tutti quelli che le passavano a tiro, mentre Dominick era seduto a bere un caffè, come se la cosa non lo riguardasse.

Chiese Adam mentre Vivian l’aiutava a sedersi;

Sua madre gettò un grido di gioia e Vivian andò a prendere del caffé per sé e per suo marito.

Adam rise ad alta voce divertito dal comportamento della madre e poi la sentì dire:

La tazza che aveva in mano Vivian le cadde in terra rompendosi in mille pezzi mentre tutti i presenti si voltavano a guardarla.

La testa le girò vertiginosamente e aggrappandosi ad una sedia cercò di resistere e di non cadere.

Le parole di sua suocera le echeggiarono nella testa e si voltò a guardare Dominick che insieme agli altri la guardava più che sorpreso.

Improvvisamente si rese conto di aver reagito troppo a quella notizia, ma non riuscì neppure a fare un passo che il forte senso di smarrimento la fece sentire come svuotata e in pochi secondi cadde in terra svenuta.

Quando riaprì gli occhi sentì un forte odore di aceto e vide Adam seduto accanto a lei che le teneva la mano.

Si alzò a sedere e ancora smarrita, chiese:

Suo marito tasto il suo viso sudato e appoggiando una boccetta di sali d’aceto sul comodino, le disse:

Vivian ricordò alla svelta ogni cosa e gli occhi le si velarono di lacrime.

Dominick sposava Susan…….

Fu come se Adam potesse vederla e dolcemente, le chiese:

Vivian lo guardò spaventata che potesse capire la sua reazione e disse:

Adam riseprendendola per mano.

Adam rimase seduto e Vivian disse:

Mentì tenendosi in piedi a stento.

Adam volle rassicurarla e raggiungendo la porta con l’aiuto del bastone, uscì dalla stanza dicendo:

Vivian chiuse gli occhi ricadendo sul letto e l’ansia e la frustrazione s’impadronirono nuovamente di lei.

Susan sarebbe diventata la moglie di Dominick …

Quel pensiero la fece impazzire!

Come poteva sposare una donna come lei? Si chiese, disperata.

Ma d'altronde, cosa poteva pretendere lei, che non era nulla?

Non era niente e mai sarebbe stata qualcosa per lui…..

Era solo un errore … una sfortuna, che doveva essere cancellata e che doveva tenere continuamente sottocontrollo perché, quell’errore gli era capitato in sorte come cognata ……

Si sentì comprimere il petto per il dolore e quando sentì la porta riaprirsi cercò di far finta di nulla.

Adam rientrò in compagnia dei suoi genitori e con sua sorpresa vide che erano davvero preoccupati.

Forse dopo tutti quei brutti avvenimenti erano cambiati tutti, anche nei suoi confronti?

Antonia le andò vicino e le chiese:

Vivian scosse il capo e rispose:

Cinguettò Susan entrando a braccetto con Dominick.

Vivian li fissò ferita solo del loro contatto ecercò di apparire credibile voltando il viso in un’altra direzione.

Concluse Jason Montgomery trascinando fuori dalla stanza sua moglie e i presenti.

Dominick fece come tutti gli altri, ma prima di uscire si volse a guardarla e Vivian incontrò il suo sguardo.

Che volesse dirle qualcosa? Pensò;

Anche Adam uscì, ma prima di farlo l’abbracciò e le disse di chiamarlo se dovesse sentirsi ancora male.

Vivian dormì poco quella notte, il letto condiviso con Adam le sembrava stringersi intorno e comprimerla, tanto che nel bel mezzo della notte si alzò.

S’incamminò nel corridoio e guardò l’orologio a muro.

Eramo le tre del mattino! Una luce proveniente dal fondo del corridoio attirò la sua attenzione.

Era lo studio di Adam e qualcuno doveva aver dimenticato la luce aperta, si disse, aprendo la porta per entrare.

Ma appena lo fece, vide Dominick seduto su uno sgabello che usava Adam per dipingere, e appena la vide alzò il bicchiere pieno di un liquido ambrato e le sorrise schernitore.

Dominick si alzò in piedi e bevve tutto il liquore d’un soffio.

Vivian lo guardò senza riuscire a capire il suo comportamento e intimorita, gli chiese:

L’aggredì avvicinandosi.

Vivian fece un passò indietro per andarsene, ma Dominick le sbarrò la strada facendole sentire l’odore di tutto l’alcool che aveva bevuto.

Vivian non riuscì a capire di cosa stesse parlando e tentando di calmarlo, disse:

Le chiese prendendola fra le braccia e stringendola verso di sé.

Vivian tentò di allontanarlo, ma più si muoveva più aderiva a lui.

Lo fissò col cuore in gola.

Se solo l’avesse tenuta ancora stretta a sé gli avrebbe ceduto senza riserve e non doveva capitare, così lo strattonò e si allontanò da lui.

Dominick la guardò minaccioso e poi improvvisamente come se fosse diventato pazzo strinse forte il bicchiere che aveva in mano frantumandolo e gridò:

La mano cominciò a sanguinare e inorridita Vivian gli corse vicino per aiutarlo.

Cercò qualcosa per asciugare il sangue e non trovando nulla lo tamponò con la sua camicia da notte.

Dominick la fissò improvvisamente più calmo e Vivian ricambiò lo sguardo cercando di capire perché avesse avuto quella reazione.

Ma Dominick si allontanò da lei come se il loro contatto lo disturbasse e tenendosi il pugno malconcio, disse:

Lo guardò e in un attimo tutto il suo mondo divenne chiaro e insostenibile.

Lo amava … lo amava così tanto che sentiva un forte dolore solo a stare lì con lui e non poterlo toccare!

Così senza rendersene conto accennò a fare un passo verso di lui, ma Dominick la bloccò.

Le voltò le spalle e uscì dallo studio.

Si era umiliata un’altra volta e lui l’aveva respinta.

Che cosa voleva fare? Gettarglisi fra le braccia? Era stata una cosa stupida….. lui era innamorato di un’altra donna e lei era la moglie di suo fratello…. Che le era mai passato per la testa?

Sconsolata più che mai spense la luce e tornò sui suoi passi sperando che il sonno potesse aiutarla … ma non fu così!

 

9° CAPITOLO

 

Due giorni dopo la telefonata imprevista di sua sorella, fu la cosa più bella che le potesse accadere.

Raccontò a sua sorella tutto quello che era successo e trovò nella sua voce quella sicurezza che le era tanto mancata.

Vivian strinse la cornetta tra le mani e disse:

Il silenzio della sorella le fece capire molte cose.

Sua sorella cercò di parlare d’altro raccontandole le sue vacanze felici e Vivian sentì la nostalgia di un focolare tranquillo che non aveva mai avuto.

Chiusa la comunicazione si accinse a tornare in camera da Adam, ma un capogiro la sorprese e cadde in ginocchio in terra.

Improvvisamente si stava sentendo male, un’altra volta, e non riuscì neppure ad arrivare in bagno che l’ impulso di vomitarela colpì.

Raggiunse il bagno a tentoni e diede di stomaco come mai le era capitato.

Quando finalmente riuscì a sciacquarsi il viso e a guardarsi allo specchio, un dubbio corrosivo le martellò la testa fino allo sfinimento.

Che fosse in cinta?

Non poteva essere…… non di lui…….

Come avrebbe spiegato alla famiglia e ad Adam quello che era successo fra lei e Dominick, proprio mentre stavano preparando tutti il matrimonio del secolo?

Non poteva esser così…. Non doveva!

 

Vivian molti giorni dopo fissò il medico che le era seduto di fronte e guardò l’orologio.

Doveva sbrigarsi….. Adam avrebbe finito presto la sua consueta visita e se non l’avesse raggiunto in tempo si sarebbe preoccupato.

L’uomo le sorrise e già questo fu un duro colpo.

Vivian capì tutto, prima che il medico le desse la “bella” notizia.

Era in cinta di qualche settimana e dato che l’unico con cui aveva fatto l’amore da mesi era Dominick, non c’erano dubbi sulla catastrofe che si stava promanando all’orizzonte.

Ritornò a casa con Adam silenziosa e pensierosa più che mai e appena arrivarono, trovò Antonia e Susan sedute in salotto a scegliere i servizi di catering su dei cataloghi, felici finalmente di coronare il loro sogno di essere più che amiche di famiglia.

Sua suocera aveva sempre sperato che Dominick sposasse Susan e ora che stava per accadere, sembrava viaggiare su una nuvola, trattando con dolcezza persino lei alla quale non aveva mai dato troppa importanza.

Quella scena le complicò ancora di più i pensieri.

Cosa doveva fare? Aspettava un bambino dal fratello di suo marito?

Il quale per altro si sarebbe sposato dopo pochi mesi con il benestare di tutta la famiglia.

Era già tutto organizzato e neppure il più piccolo dettaglio era stato tralasciato….. certo, a parte lei e il suo bambino… pensò amareggiata.

Nessuno sapeva o poteva sapere di loro, era naturale, che nessuno si preoccupasse di lei!

Ma Adam? Adam doveva sapere….. non poteva più tacere, non con quella creatura che cresceva inesorabile dentro di lei.

 

 

Le chiese Adam quello stesso pomeriggio sedendosi insieme a lei in una panchina del parco di Montgomery House.

Aveva preferito portarlo fuori perché non voleva che qualcuno inavvertitamente potesse sentire le loro discussioni, e nervosa più che mai, torcendosi le mani, cominciò dicendo:

Adam sorrise aggiustandosi gli occhiali scuri sul naso.

Il medico aveva detto che aveva ricominciato a notare le ombre e che presto avrebbe visto di nuovo.

Vivian si odiava … non avrebbe voluto rovinare la bella notizia che il medico gli aveva dato, ma se non l’avesse fatto subito, non sarebbe più riuscita a dirgli la verità.

Adam annuì voltandosi verso di lei.

Adam le prese le mani fra le sue e sorridente la rassicurò.

Vivian lo guardò e recuperando tutto il coraggio che le restava, dichiarò:

Adam rimase a bocca aperta.

Si staccò da lei e alzandosi in piedi fece un passo e poi tornò a voltarsi, dicendo:

Vivian scacciò indietro le lacrime.

Se anche questa volta gli fosse successo qualcosa di brutto, non se lo sarebbe mai perdonato.

Adam parve pensieroso e poi si sedette di nuovo.

Vivian si sentì ancora di più abbattuta.

Le chiese poi all’improvviso, come se si fosse ricordato in quell’istante che doveva esserci un lui.

Non l’amava e non l’avrebbe mai amata.

Vivian scosse il capo e gli strinse una mano facendogli capire che non importava la sua sofferenza, ma solo il fatto che risolvessero insieme la situazione.

Poi un dubbio le balenò in testa e alzandosi in piedi, disse:

Adam scosse il capo agitato e disse:

Poi pensò per un po’ e disse ancora:

Vivian sbarrò gli occhi.

Non poteva saperlo questo, né tanto meno poteva mentire.

Dominick avrebbe capito e …

Vivian tornò a sedersi accanto a lui e gli chiese:

Adam punto il bastone in terra e rispose:

Vivian si rese fulmineamente conto che Adam sapeva.

Vivian annuì e cominciò a raccontare, rivedendo palmo palmo tutto ciò che era successo in quegli anni, vergognandosi al solo racconto di ciò che era stata in grado di fare.

Adam la fissò come se la vedesse e calde lacrime le rigarono il viso, mentre continuava a raccontare.

Adam le sorrise bonariamente ele chiese:

Vivian scosse vivacemente la testa e scacciò quel pensiero dalla mente.

Adam si alzò mettendosi in cammino per rientrare in casa e lei lo seguì.

Vivian gli si strinse al braccio e fu contenta di averlo accanto.

Cosa avrebbe fatto se non ci fosse stato lui?

Vivian lo fissò intensamente e Adam disse ancora:

Rientrarono in casa e Vivian fu felice di vedere che erano da soli.

Non voleva vedere nessuno e aveva bisogno di stare tranquilla e pensare ….

 

10° CAPITOLO

 

La voce di Dominick la colpì alle spalle interrompendo il corso dei suoi pensieri.

Era uscita dopo cena sul portico per rilassarsi e non sentire la voce acida di Susan.

Non riuscì a capire se la sua voce aveva un tono derisorio o era sinceramente preoccupato, così decise di essere tranquilla e invitarlo a sedere con lei.

Dominick la osservò e poi prese posto accanto a lei sulla panchina di vimini e allargando le braccia dietro di lei sospirò come se quello fosse il posto dove avrebbe dovuto essere da sempre.

Cercò di scherzare Vivian senza guardarlo.

Si strinse il mantello nelle spalle per il vento e Dominick lo notò.

Vivian lo guardò e lo vide sorridere.

Stare lì con lui pacificamente sentendo il profumo del suo corpo e godendo della sua compagnia era l’unica cosa che desiderava da sempre.

Era come se fosse una cosa naturale parlare con lui in quel momento e sentì di potergli rivelare anche il suo grande segreto.

Dominick la guardò attento, ma nello stesso momento in cui stava ricominciando a parlare, Susan irruppe nel silenzio della veranda.

Dominick si voltò a guardare la sua fidanzata quasi infastidito.

Susan gli si sedette in grembo stucchevole e cominciò a parlare a raffica del matrimonio e dell’organizzazione.

Vivian si alzò sentendosi di troppo e scusandosi rientrò in casa.

Non poteva sopportare neppure la vista di quei due insieme.

Come aveva potuto solo pensare di parlare con lui e dirgli la verità?

Era una pazzia! Nessuno l’avrebbe accettato ….

I genitori di Adam sarebbero impazziti e Dominick avrebbe fatto la figura di quello che rubava la moglie al fratello, senza parlare poi di Susan e del suo bel matrimonio sfumato.

Non poteva dirglielo…..

Forse avrebbe fatto meglio a far credere a tutti che il bambino fosse di Adam e tornare a casa.

In fondo Adam sarebbe stato un padre straordinario per suo figlio, aveva dimostrato di essere ben diverso dall’uomo che aveva conosciutoe poteva fidarsi di lui, il suo segreto sarebbe stato al sicuro.

 

Diversi giorni dopo, avendo lasciato Adam in ospedale per la solita visita di routine, Vivian decise di ingannare il tempo che aveva a disposizione facendo un giro per negozi.

Fece un giro comperando qualcosa per sé e per Adam e poi passando davanti alla vetrina di un negozio dove vendevano abiti per neonati, vide Heather che parlava e rideva con una commessa del negozio.

Anche la ragazza la vide e sorridente e felice come sempre, la raggiunge.

Era evidentemente più appesantita da quando non la vedeva e contenta l’abbracciò e la invitò a bere qualcosa in un bar.

Heather le raccontò della reazione di Peter alla notizia della paternità e le raccontò persino la reazione di Dominick.

Scherzò Heather mettendole uno strano pensiero in testa.

Che Dominick volesse davvero una famiglia? Poteva anche essere, ma di certo pensò, non l’avrebbe voluta insieme a lei …

Le chiese improvvisamente la ragazza;

Heather sapeva cogliere sempre la verità nascosta, ammise a sé stessa Vivian, così decise di essere sincera e di rivelarle la novità.

La ragazza le saltò al collo felice e le cominciò a dare quanto più consigli possibili per affrontare la maternità senza problemi.

Vivian la ringraziò e poco dopo la salutò, ma prima di andare, la prese per le mani e le disse:

Heather non sembrò convinta della banale scusa, ma ugualmente le promise di non dirlo a nessuno.

 

La gravidanza per Vivian però non cominciò nel migliore dei modi, a parte le nausee mattutine, soffriva persino di capogiri improvvisi e il timore di rivelare ad altri il gonfiore dello stomaco la rendeva nervosa e apatica.

Il contatto giornaliero con le persone cominciò a darle fastidio e Adam le suggerì di uscire ogni tanto a fare delle passeggiate in centro, anziché rimanere sempre in casa, e così fece.

Talvolta anche lui l’accompagnava e insieme andavano in giro a comperare piccole cose per il bambino, oggetti che potevano nascondere.

Un pomeriggio mentre era al centro commerciale passò davanti ad una gioielleria e in vetrina vide esposta la stessa croce che portava al collo.

Sistematicamente incuriosita, entrò nel negozio e si rivolse ad una commessa mostrandole il gioiello che portava al collo, ciò che da quella sera non aveva più tolto.

La donna riconobbe subito la croce e le sorrise affabile.

Chiese Vivian incuriosendosi ancora di più.

Poteva anche essere una coincidenza che l’avesse lei, ma doveva sapere…..

La donna la portò davanti alla vetrina e prendendo l’altro modello, glielo mostrò e le disse:

Vivian toccò il gioiello che le sfiorava il collo e stupefatta, disse:

La donna ripose l’altra croce fulva in vetrina e poi la fissò e rispose:

Vivian rimase di sale.

Non poteva essere stato Adam a comperarle quel bellissimo dono, l’unica persona che le veniva in mente era Dominick ….. Ma quando? E perché se l’aveva sempre disprezzata?

Ringraziò la commessa e uscì dal negozio nascondendo la croce sotto il maglione.

La scatolina in cui l’aveva trovata non era incartata e quindi non poteva sapere dove fosse stato acquistato il gioiello, e forse la donna della gioielleria si era sbagliata, di quegli opali forse ne esistevano diversi, magari anche meno costosi e qualcuno della famiglia glielo aveva regalato per Natale!

Cercò di pensare, ma poi nulla tornava tranne il fatto che due anni prima aveva conosciuto Dominick e che lui col potere finanziario che aveva, avrebbe potuto acquistare quel gioiello.

Ma perché? Continuava a chiedersi senza riuscire a darsi una risposta.

Chiederglielo, era fuori discussione…..

Uscendo nel parcheggio del centro commerciale però come richiamato dai suoi pensieri, lo vide attraversare la strada e vedendola, andarle incontro.

Vivian balzò nel vederlo con un abito di alta sartoria e con gli occhiali da sole.

Non l’aveva mai visto durante le ore di lavoro e dovette ammettere con sé stessa che era troppo affascinante perché riuscisse a guardarlo senza esprimere ciò che provava.

Dominick le finì addosso per la corsa e urtandola le fece cadere di mano la busta dove c’erano delle scarpette da neonato che aveva comprato poco prima.

Dominick si accasciò per terra a raccogliere quello che era caduto, scusandosi imbarazzato e alzandosi la fissò tra il sorpreso e l’impacciato.

Vivian dimentica di ciò che aveva comperato appena se ne rese conto, fece un risolino nervoso e riprese la busta dalle sue mani.

Dominick la scrutò un istante e poi come accogliendo quella spiegazione, le sorrise.

Vivian lo seguì nuovamente all’interno del centro e trovarono un bar sulla terrazza principale dove dalla facciata a vetro si vedeva un panorama stupendo.

Vivian era sempre un po’ nervosa quando era sola con lui, soprattutto dopo aver saputo di aspettare il suo bambino, ma vedendolo rilassato che si allentava la cravatta gli sorrise.

Dominick chiamò con un gesto il cameriere e disse:

Arrivò il cameriere e ordinarono i caffé.

Le disse Dominick osservandola.

Vivian capì che l’interrogatorio era appena cominciato.

Così sospirò e disse:

Vivian lo fissò e Dominick fece un sorriso ingenuo, che le strappò una risata.

Una risata contagiosa che illuminò il viso di Dominick e lo rese sincero come solo una volta l’aveva visto.

Quella sera, quell’unica sera che erano stati loro stessi e avevano fatto l’amore nella sua auto.

Finito di bere il caffé Dominick pagò il conto e insieme tornarono al parcheggio.

Vivian annuì dato che era arrivata in centro con un taxi.

Per tutto il tragitto fino a casa, Dominick le parlò del suo lavoro e lei con la scusa di stare ad ascoltarlo interessata, lo guardò.

Fissò nella sua memoria ogni angolo del suo viso, ogni ruga e ogni guizzo birichino come se sapesse che presto le cose sarebbero cambiate.

 

11° CAPITOLO

 

E quella sera quando furono tutti a cena, le cose precipitarono repentinamente senza che lei potesse far nulla.

Susan si volse verso di lei quando arrivarono al dolce e malignamente vedendo che non lo prendeva storcendo il naso all’odore della crema che ricopriva una torta fatta da sua suocera, le disse che una sua conoscente l’aveva vista in centro giorni prima.

Le domandò facendo voltare tutti verso di lei.

Dominick prese il bicchiere del vino che stava gustando e appoggiandosi alla spalliera della sedia, la fissò intensamente.

Vivian cominciò a sudare freddo, e cercando di convincere tutti, disse:

Susan sorrise beffarda e poi continuò nella sua inquisizione.

Viavian sbarrò gli occhi eguardò verso Dominick.

Poi all’improvviso, Adam si alzò, si tolse gli occhiali scuri che portava da un po’ e abbracciandola, dichiarò:

Dominick strinse il bicchiere nella mano e fissò i due come se neppure li vedesse.

I suoi genitori si gettarono tra le braccia di Adam contenti della novità, dimentichi anche dell’altra notizia e Vivian si voltò a guardare lui.

Sospettava qualcosa ….. era evidente…..

Considerò terrorizzata.

 

Quella sera nella sua solita passeggiata solitaria attese seduta in panchina il suo arrivo.

Sapeva che sarebbe uscito a cercarla, e cercando di apparire serena e convinta di ciò che avrebbe dovuto dire, appena lo vide apparire tra gli alberelli del parco lo guardò con sicurezza.

Non avrebbe dovuto rivelarsi debole o tutto sarebbe precipitato nello stesso abisso in cui lei vagava ormai da anni.

Dominick le fu di fronte nello stesso istante in cui lei lo fissò e prima che potesse dire qualunque cosa, lui l’afferrò per i polsi tirandola in piedi.

Vivian lo fissò impaurita e poi disse:

Dominick la lasciò andare e cercando un po’ di pace allontanandosi, le disse:

Vivian gli si avvicinò e cercò di persuaderlo.

Lui l’afferrò ancora e guardandola dritta negli occhi, le disse:

Vivian lo guardò senza riuscire più a parlare.

Se solo avesse detto un’altra parola sarebbe scoppiata in lacrime e gli avrebbe detto la verità.

Dominick la spinse lontano e poi minaccioso, le voltò le spalle per tornare in casa, e le disse:

Vivian lo fissò andare via tra le lacrime e l’unica cosa che riuscì a fare fu quella di correre da suo marito in cerca di aiuto.

Sconvolta gli si fece incontro e straparlò senza fargli capire nulla.

Le chiese preoccupato Adam cercando di calmarlatrattenendola per le spalle.

Adam si toccò il capo dolente e sedendosi, sicuro di ciò che diceva, la guardò affettuosamente:

Vivian scosse il capo.

Adam la contemplò facendo spallucce e sospirando, disse ancora:

In un flash, Vivian capì che ciò che gli chiedeva era più grande anche di quello che pensava.

Non poteva chiedergli di mentire per sempre….. Adam amava la sua famiglia e anche se le era amico e le voleva bene, quello era un fardello troppo grande per entrambi, un fardello che doveva portare solo lei…

Doveva andare via e sparire dalle loro vite, se voleva che fossero felici e se voleva esserlo anche lei un giorno, con la sua creatura …..

Si sedette vicino ad Adam e stringendosi a lui a modo suo gli disse addio ….. senza parole, ma col cuore….. nel silenzio del suo dolore….

 

Non sarebbe potuta andar via senza essere vista da qualcuno, così decise di attendere il giorno propizio, solo con una piccola borsa piena di indumenti primari.

Non avrebbe preso nient’altro per non far capire subito che se n’era andata e per aver il tempo di arrivare a casa e prendere il necessario per sparire qualche mese.

Magari fino alla nascita del bambino o forse per sempre, considerò, quando le venne in mente che Dominick per vendicarsi della sua fuga, avrebbe potuto anche prenderle il bambino tramite un tribunale e con il buon nome della famiglia e con i suoi soldi, non gli sarebbe stato affatto difficile.

Scrisse una lettera a sua sorella, dato che per telefono non avrebbe potuto raccontargli tutto e la tenne segreta per spedirla proprio il giorno in cui avesse deciso di andarsene.

 

Le disse Adam mentre passeggiavano per far abituare pian piano alla luce i suoi occhi.

Vivian annuì e Adam continuò dicendo:

Le chiese Vivian infastidita.

Adam la guardò allusivo e le disse:

Vivian si allontanò per rientrare in casa e Adam la seguì prendendola per un braccio.

Vivian lo fissò sbalordita.

Adam la lasciò andare e guardandola ne